Sillabo nozionale-funzionale



Scaricare 0.87 Mb.
Pagina3/13
17.11.2017
Dimensione del file0.87 Mb.
1   2   3   4   5   6   7   8   9   ...   13
Partitivo: singolare e plurale: del, dello, della/ dei, degli, delle.

- Considerazioni sul fatto che l’uso delle preposizioni semplici con gli articoli partitivi non è

elegante (evitare: ‘Si condisce con del formaggio, ‘E’ arrivato con dei regali per tutti)

- Considerazioni sull’assenza dell’articolo in frasi negative assolute del tipo: ‘non ho voglia’ , ‘non

ho idea’ o ‘non ho soldi’ in confronto a frasi come ‘non ho neanche la voglia di alzare un

braccio’ o ‘non ho l’idea giusta per aprire il tema’ o ‘non ho i soldi necessari per comprare la

macchina’.

- Riflessioni sull’importanza che assumono nella frase e nel registro la presenza o l’assenza

dell’articolo (Mi ha detto la Maria che non vieni stasera. O ‘Maria mi ha detto che non vieni

stasera’.

- Assenza dell’articolo in presenza di dimostrativi (questa casa), interrogativi (quale casa?),

esclamativi (che casa!), indefiniti (ogni casa, qualunque casa). Eccezione: gli aggettivi possessivi

anteposti al nome (la mia idea) e l’aggettivo ‘tutto’: ‘Tutto il mondo’.

- Riflessioni sul cambiamento di significato fra l’articolo determinativo e indeterminativo (‘Portava il cappello’, dove si intende che portava quel cappello. O ‘Portava un

cappello’ dove i intende che portava un cappello non ben definito).

- Etimologia della parola articolo: art ic ol o = piccolo arto che serve al corpo (il nome).

L’articolo




1.a elementare
- Nozione di genere e di numero (il libro, la sedia, i libri, le sedie).

- Determinativo, maschile, femminile, singolare, plurale limitatamente alle forme: il/i, la/le.

- L’articolo la/le e l’apostrofo davanti a parole che iniziano per vocale (l’amica; ma: le amiche).



2.a elementare
Ripresa
- L’articolo determinativo lo/gli davanti a parole che iniziano con s impura, z, pn, ps, gn, w (lo zaino, gli zaini)

- L’articolo determinativo lo/gli e l’apostrofo davanti a parole che iniziano per vocale: (l’orologio; ma:gli

orologi)

- Indeterminativo, maschile e femminile singolare: un, uno, una.




3.a elementare
Ripresa
- Presenza/assenza dell’articolo determinativo davanti ad alcuni nomi propri: arriva Anna, vado a

Milano, cerco Poldo; ma: questo è il Tevere (il fiume), questo è il Tirreno (il mare), questo è

l’Atlantico (l’oceano), amo la Francia (il Paese).

4.a elementare

- Presenza dell’articolo determinativo in frasi del tipo: ‘Questa è la Maria che mi piace. Quella è la

Firenze che amo di più’.

- Assenza dell’articolo determinativo in presenza di preposizioni: occhiali da sole, lavori in corso,

maneggiare con cura, parlare a sproposito, tenere per mano, ecc.

- Partitivo: singolare e plurale: del, dello, della; dei, degli, delle.

- Considerazioni sul fatto che l’uso delle preposizioni semplici con gli articoli partitivi non è

considerato elegante (evitare: ‘Si condisce con del formaggio, ‘E’ arrivato con dei regali per tutti)



5.a elementare


- Articolo partitivo

- Consolidamento di tutti gli aspetti e gli usi degli articoli.



1.a media


- Considerazioni sull’assenza dell’articolo in frasi negative assolute del tipo: ‘non ho voglia’ , ‘non

ho idea’ o ‘non ho soldi’ in confronto a frasi come ‘non ho neanche la voglia di alzare un

braccio’ o ‘non ho l’idea giusta per aprire il tema’ o ‘non ho i soldi necessari per comprare la

macchina’.

- Riflessioni sull’importanza che assumono nella frase e nel registro la presenza o l’assenza

dell’articolo (Mi ha detto la Maria che non vieni stasera. O ‘Maria mi ha detto che non vieni

stasera’).

2.a media


- Assenza dell’articolo in presenza di dimostrativi (questa casa), interrogativi (quale casa?),

esclamativi (che casa!), indefiniti (ogni casa, qualunque casa). Eccezione: gli aggettivi possessivi

anteposti al nome (la mia idea) e l’aggettivo ‘tutto’: ‘Tutto il mondo’.

- Riflessioni sul cambiamento di significato nella frase a seconda che ci sia l’articolo

determinativo o indeterminativo (‘Portava il cappello’, dove si intende che portava quel cappello.

O ‘Portava un cappello’ dove si intende che portava un cappello non ben definito).



3.a media


- Ulteriori riflessioni sull’etimologia della parola articolo: art ic ol o = piccolo arto che serve al corpo (il nome).



Note, aggiunte, modifiche, riflessioni sull’articolo e la sua collocazione.
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

2. Il nome
- Nozione di nome o sostantivo, concreto e astratto.

- Nozione di genere: maschile, femminile: libro, casa.

- Nozione di numero: singolare e plurale: libro/libri, casa/case.

- Nozione di genere neutro: ciò, le migliaia, le centinaia, le dita, ecc.

- Nomi maschili in o/i: giardino/giardini.

- Nomi femminili in a/e: scuola/scuole.

- Nomi maschili e femminili che terminano in e/i: il fiore/i fiori, la classe/le classi.

- Nomi invariabili accentati sull’ultima sillaba: la città/le città, la virtù/le virtù

- Nomi invariabili che terminano in –i: la crisi/le crisi, la tesi/le tesi.

- Nomi maschili che terminano in –a/i: il panorama/i panorami, il tema/i temi, il teorema/i teoremi,

il problema/i problemi.

- Nomi che al singolare maschile e femminile terminano in –ista: il/la giornalista, ma: i giornalisti/le

giornaliste.

- Nomi particolari e loro variazioni: la mano, le mani; la radio, le radio; il dio, la dea, gli dei, le

dee; il re, i re, la regina; la specie, le specie.

- Plurale invariabile dei nomi stranieri: film/film, blitz/blitz, star/star.

-Formazione del femminile dei nomi che finiscono in – tore e in -a: pittore/pittrice,

poeta/poetessa (il/la, un/una).

- Plurale dei nomi femminili in -ca, -ga, -cia, -gia, -cìa, -gìa, -ie , -cida, -iatra: barca, geologa,

acacia, ciliegia, farmacia, bugìa, superficie, omicida, pediatra.

- Plurale dei nomi maschili in –co e in –go piani o sdruccioli: cuo co/chi; sim pa ti co/ci,

ma : greci, belgi.

- Sinonimi e contrari.

- Plurale dei nomi femminili terminanti con una doppia: goccia, roccia, spiaggia, ecc.

- Plurale dei nomi sovrabbondanti: il dito- i diti/le dita, il braccio- i bracci/le braccia, il filo- i fili/ le

fila, il ginocchio-i ginocchi/le ginocchia, il grido-i gridi/le grida, eccetera. Riflessione sul

cambiamento di significato: ‘Le fondamenta della casa sono sicure; i fondamenti di questo

pensiero filosofico hanno le loro radici nell’illuminismo’.

- Maiuscola di riverenza nei nomi: ‘Il due giugno è la festa della Repubblica Italiana’; ma ‘Mario

sta sempre da solo, fa repubblica per conto suo’; ‘Ho incontrato Diamante con la madre’, ma ‘Per

la festa di fidanzamento mi ha regalato un diamante’.

- Nomi primitivi e nomi derivati.

- Nomi composti, (nome +nome, capostazione; nome +aggettivo, granduca; avverbio+verbo,

benestare; verbo+ nome, perditempo; nome +complemento, pomodoro; formazione del plurale.

- Nomi collettivi, accordo dell’aggettivo e del verbo: ‘Un gruppo di ragazzi è entrato/sono entrati’;

‘Una moltitudine di ragazzi festosa/festosi’).

- Cenni sulla presenza di forestierismi, calchi e prestiti nella lingua italiana: Ho realizzato che (da to

realize), ho chattato tutta la notte, windsurf, blitz, ecc.

- Cenni sull’etimologia dei nomi: dal latino (imperituro), dal greco (megafono), dall’arabo

(pantofola), ecc.

- Nomi alterati: accrescitivi, diminutivi, vezzeggiativi, dispregiativi.

- Prefissi , infissi, suffissi alterativi: super, -ic, -uc, -ol, -ino, -one, -accio, -uccio, ecc.(superuomo,

libricino, gentucola, libercolo, gattino, gattaccio, tettuccio, ecc. Ma attenzione: cioccolatino e



cuccetta non sono nomi alterati.

- Nomi difettivi del plurale o del singolare: il burro, i dintorni, le nozze.

- Sostantivazione: del verbo (Fumare fa male), della congiunzione (I tuoi se e i tuoi ma non mi

interessano) e di altre parti del discorso.

- Sigle e acronimi: (Mi è la targa di Milano), (Lavora all’ONU).

- Riflessioni sull’importanza della scelta del nome e sull’importanza del nome nel testo.

Il nome

1.a elementare


- Nozione di nome o sostantivo, concreto e astratto.

- Nozione di genere maschile e femminile: libro, casa.

- Nozione di numero singolare e plurale: libro/libri, casa/case.

- Nomi maschili in o/i: giardino/giardini.

- Nomi femminili in a/e: scuola/scuole

2.a elementare


Ripresa
-Sinonimi e contrari

3.a elementare


ripresa
- Nomi maschili e femminili che terminano in e/i: il fiore/i fiori, la classe/le classi.

4.a elementare


- Nozione di genere neutro: ciò, le migliaia, le centinaia, le dita, ecc.

- Nomi invariabili accentati sull’ultima sillaba: la città/le città, la virtù/le virtù

- Nomi invariabili che terminano in –i: la crisi/le crisi, la tesi/le tesi.

- Nomi maschili che terminano in –a/i: il panorama/i panorami, il tema/i temi, il teorema/i teoremi,

il problema/i problemi.

- Nomi che al singolare maschile e femminile terminano in –ista: il/la giornalista, ma:

i giornalisti/le giornaliste.

- Nomi particolari e loro variazioni: la mano, le mani; la radio, le radio; il dio, la dea, gli dei, le

dee; il re, i re, la regina; la specie, le specie.


5.a elementare


ripresa
- Plurale invariabile dei nomi stranieri: film/film, blitz/blitz, star/star.

-Formazione del femminile dei nomi che finiscono in – tore e in -a: pittore/pittrice,

poeta/poetessa (il/la, un/una).

- Plurale dei nomi femminili in -ca, -ga, -cia, -gia, -cìa, -gìa, -ie , -cida, -iatra: barca, geologa,

camicia, ciliegia, farmacìa, bugìa, superficie, omicida, pediatra.

- Plurale dei nomi maschili in –co e in –go piani o sdruccioli: cuo co/chi; sim pa ti co/ci,

ma : greci, belgi.

- Sinonimi e contrari (riprsa)

- Plurale dei nomi femminili terminanti con una doppia: goccia, roccia, spiaggia, ecc.

- Plurale dei nomi sovrabbondanti: il dito- i diti/le dita, il braccio- i bracci/le braccia, il filo- i fili/

le fila, il ginocchio-i ginocchi/le ginocchia, il grido-i gridi/le grida, eccetera. Riflessione sul

cambiamento di significato: ‘Le fondamenta della casa sono sicure; i fondamenti di questo

pensiero filosofico hanno le loro radici nell’illuminismo’.

1.a media


A partire dal testo, consolidamento di tutte le forme incontrate.
- Maiuscola di riverenza nei nomi: ‘Il due giugno è la festa della Repubblica Italiana’; ma ‘Mario

sta sempre da solo, fa repubblica per conto suo’; ‘Ho incontrato Diamante con la madre’, ma

‘Per la festa di fidanzamento mi ha regalato un diamante’.

- Nomi primitivi e nomi derivati.

- Nomi composti, (nome +nome, capostazione; nome +aggettivo, granduca; avverbio+verbo,

benestare; verbo+ nome, perditempo; nome +complemento, pomodoro; formazione del plurale.

- Nomi collettivi, accordo dell’aggettivo e del verbo: ‘Un gruppo di ragazzi è entrato/sono entrati’;

‘Una moltitudine di ragazzi festosa/festosi’).

2.a media


- Cenni sulla presenza di forestierismi, calchi e prestiti nella lingua italiana: Ho realizzato che

(da to realize), ho chattato tutta la notte, windsurf, blitz, ecc.

- Cenni sull’etimologia dei nomi: dal latino (imperituro), dal greco (megafono), dall’arabo

(pantofola), ecc.

- Nomi alterati:accrescitivi, diminutivi, vezzeggiativi, dispregiativi.

- Prefissi , infissi, suffissi alterativi: super, -ic, -uc, -ol, -ino, -one, -accio, -uccio, ecc.(superuomo,

libricino, gentucola, libercolo, gattino, gattaccio, tettuccio, ecc. Ma attenzione: cioccolatino e

cuccetta non sono nomi alterati.

3.a media


- Nomi difettivi del plurale o del singolare: il burro, i dintorni, le nozze.

- Sostantivazione: del verbo (Fumare fa male), della congiunzione (I tuoi se e i tuoi ma non mi

interessano) e di altre parti del discorso.

- Sigle e acronimi: (Mi è la targa di Milano), (Lavora all’ONU).



- Riflessioni sull’importanza del nome nel testo.


.


Note, aggiunte, modifiche, riflessioni sul nome.

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
3. Il verbo
- Nozione di verbo (dal latino verbum che significa la parola, cioè quella parola fondamentale senza la quale non c’è contenuto o significato chiaro nella frase: mia madre banca*, il cane osso*).

- Gli elementi che compongono una voce verbale: la radice, portatrice del significato (mang, prend, part) la vocale tematica o caratteristica (a,e,i), la desinenza.

- Verbi che indicano un’azione concreta: guardare la lavagna, prendere un libro, aprire lo zaino.

- Verbi che indicano un’azione astratta: immaginare una torta, credere ad una persona, capire una parola.

- Nozione di coniugazione e di modalità.

- Le tre coniugazioni regolari: parlare, mettere, sentire: l’importanza della vocale tematica.

- I verbi irregolari: andare, venire, bere, fare, dire, dare, stare, rimanere.

- I verbi in –rre: durre, porre, trarre e loro composti (produrre, tradurre, comporre, disporre, contrarre, protrarre, ecc).

- I verbi in –care, -gare, -ciare. –giare e la comparsa dell’acca e la scomparsa della i davanti ad alcune desinenze.

- I verbi ex incoativi che al presente indicativo prendono l’infisso –sc: fini sc o, puli sc o, spedi sc o.

- I verbi ausiliari: essere, avere.

La coniugazione dei verbi ausiliari.

L’uso dei verbi ausiliari nella costruzione dei tempi passati.

Accordo del participio con il pronome soggetto o con il pronome oggetto proclitico (Anna è uscita; la pasta, l’ho comprata io).


- Il Modo Indicativo ossia il modo della certezza.

I tempi: presente, passato composto, imperfetto, passato remoto, trapassato remoto, trapassato, futuro semplice, futuro anteriore. La coniugazione.



L’uso.

-Il presente per il presente abitudinario, per il passato vicino e lontano e per il futuro semplice e composto. (Faccio sempre colazione con la Nutella. Indovina chi incontro ieri? L’Unità d’Italia avviene nel 1860. Fra due anni vado all’Università. Quando finisco, ti telefono).

-Il passato composto per un’azione vicina all’interesse attuale (I miei si sono sposati 25 anni fa).

-Il passato remoto per un’azione lontana dall’interesse attuale. (I miei bisnonni emigrarono al nord alla fine della prima guerra mondiale). Il trapassato remoto in relazione di tempo con il passato remoto (Dopo che fu uscito, tutti scoppiarono a ridere).

- L’imperfetto per un’azione reale passata (Da bambina leggevo le favole).

-I valori modali dell’imperfetto al passato, al presente e al futuro( Quando l’ho visto, gli volevo spaccare la faccia (avrei voluto…). Scusi, volevo/vorrei sapere che ore sono. L’anno prossimo volevo/ vorrei/avrei voluto andare in Inghilterra).

-Il trapassato per un’azione anteriore ad un’azione passata (Ieri Paolo mi ha detto che il giorno prima aveva comprato il motorino).

-Il futuro semplice per un’azione futura (Domenica prossima forse andrò al mare con i miei).

-Il futuro anteriore per un’azione futura precedente ad un’altra azione futura (Mia madre mi farà uscire a giocare solo dopo che avrò finito i compiti).



-I valori modali del futuro semplice e anteriore: dubbio, ordine, approssimazione, intenzione, attenuazione, previsione (‘Che farà mio figlio in questo momento?’ ‘Tu mi dirai subito la verità!’. ‘Costerà sui duecentomila euro, la nuova Ferrari!’. ‘Troverò un lavoro e poi mi sposerò’ . Sarà anche un bravo insegnante, ma io non lo seguo’. ‘Incontrerai l’uomo della tua vita a venti anni, lo leggo nella tua mano’.)

- Il Modo Congiuntivo ossia il modo della soggettività.

I tempi: presente, passato composto, imperfetto, trapassato. La coniugazione.

- L’uso.

Il Congiuntivo come modo verbale alle dipendenze di verbi, congiunzioni o espressioni che indicano l’opinione, la paura o la speranza del soggetto ma mai un’azione reale. (Penso che Mario stia poco bene, da due giorni non viene a scuola. E’ possibile che abbia l’influenza. Non dico che l’italiano sia difficile, certo è complicato).

I quattro tempi del Congiuntivo e la loro relazione con il tempo della frase principale secondo le regole della Consecutio Temporum.

- Il congiuntivo dipendente dai verba voluntatis (Voglio che tu venga ma Vorrei che tu venissi).

- La dislocazione (Tutti sanno che Mario è un artista o Che Mario sia un artista, lo sanno tutti).

- Le frasi dipendenti che vogliono il congiuntivo: finali (affinché, perché, acciocché, ecc.), concessive (benché, sebbene ecc.), interrogative (Non so chi sia né che cosa voglia da me), indefinite (Non aprire, chiunque sia), relative (Cerco una ragazza che sappia bene l’inglese),

temporali (Prima che lui parta, ci voglio parlare. Il giorno in cui tu decida di cambiare la macchina, fammelo sapere), condizionali (Ti presto i soldi a condizione che tu me li restituisca presto), eccettuative (Chiamami, a meno che tu non abbia un impegno), limitative (Per quello che io sappia, è un bravo medico), consecutive (E’ l’unica persona che ti possa aiutare).

Le frasi indipendenti che vogliono il congiuntivo e il diverso uso dei tempi (presente e imperfetto per il presente; passato e trapassato per il passato): desiderative (Ah, potessi partire adesso! Possa il cielo proteggerti sempre!), dubitative (Che Mario non abbia capito l’ora dell’appuntamento?), iussive (Stia fermo con le mani!), concessive (Avessi anche detto queste cose, dov’è il problema?).
- Il Modo Condizionale ossia il modo della cortesia, del desiderio.

I suoi tempi: semplice e composto. La coniugazione.

- L’uso:

- Il condizionale per il desiderio (Vorrei essere più alta), la domanda (Mi aiuteresti?), la possibilità (Lui potrebbe aiutarci), l‘informazione dubbia (Il Presidente starebbe pensando alle dimissioni), l’attenuazione del giudizio negativo (Cosa penso dei Suoi dipinti? Mah, direi che sono troppo scolastici).

- Il condizionale composto (come l’imperfetto) nel futuro del passato (Paolo ha detto che sarebbe arrivato/che arrivava prima delle due).

- Nell’azione impossibile per il passato, il presente e il futuro. Ieri, oggi, domani, sarei venuto (venivo) al mare con te, ma non mi è stato/è/sarà possibile.)



1   2   3   4   5   6   7   8   9   ...   13


©astratto.info 2017
invia messaggio

    Pagina principale