Sillabo nozionale-funzionale



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- Il Modo Imperativo reale e formale, ossia il modo per dare ordini. La coniugazione e l’uso.

- L’imperativo negativo.

- I verbi bisillabi e il raddoppiamento consonantico, enclisi del pronome (Dimmi, dammi, vammi, fammi, stammi. Prendilo, diglielo).
- Il Modo Infinito e i suoi tempi: semplice e composto.

Morfologia, idea di contemporaneità e anteriorità (Telefonai/telefono/telefonerò per sapere dove andare. Dopo aver preso la laurea iniziò/inizia/inizierà a lavorare). Valore temporale, modale, causale, ipotetico, ecc.
- Il Modo Gerundio e i suoi tempi: semplice e composto.

Morfologia, idea di contemporaneità e anteriorità (Sciando male, si ruppe, si rompe, si romperà una gamba. Avendo finito gli studi cercò/cerca/cercherà un lavoro). Valore temporale, modale, causale, ipotetico, ecc

- Il Modo Participio e i suoi tempi: semplice e passato.



Morfologia. Idea di anteriorità del participio passato (Finiti i compiti andò/va/andrà a giocare a calcetto). Raro uso del participio presente come verbo, prevalente uso del participio presente come aggettivo o nome (E’ un’immigrazione crescente quella che preme alle porte dell’Europa, verbo. E’ un bravo insegnante, nome. E’ un ragazzo intelligente, aggettivo) . Valore temporale, modale, causale, ipotetico, ecc.
- I verbi servili, o modali, o fraseologici, o epistemologici o di accompagnamento: potere, dovere, volere, solere, sapere, stare, andare, venire, riuscire a, lasciarsi + inf.: (Posso entrare? Devo entrare. Voglio entrare. Sono solito entrare alle otto. So entrare senza chiave. Mi sto preparando ad entrare. Che vai dicendo? Ti aspetto per pulire la macchina; intanto vengo facendo. Non riesco ad entrare. Mi lascio aiutare quando non so fare una cosa).

Uso dei verbi servili nei tempi composti, il problema dell’ausiliare essere o avere (Sono dovuto partire e Ho dovuto partire).


- Verbi a esponente (o valenza o argomenti) zero, uno, due, tre. (Piove, esp. zero; Io esco esp. uno. Guardo la televisione, esp. due; Ho chiuso a chiave la porta, esp. tre. )
- I verbi transitivi: Io mangio una mela.
- I verbi intransitivi: Io vado a teatro.
- I verbi predicativi: Carlo studia.
- I verbi copulativi. Carlo diventerà un buon avvocato.
- I verbi difettivi: Non mi si addice (addirsi). Fervono i preparativi (fervere). Urgere, tangere, licere, ostare, ecc.
- I verbi sovrabbondanti: Adempiere e adempire, arrossare e arrossire, ecc.
- I verbi dal doppio ausiliare: Ho passato una bella serata quando sono passata da te.
- I verbi nella forme riflessive: propria (Io mi lavo), impropria o falsa (Io mi lavo i capelli); reciproca (Ci incontriamo tutti i giorni sull’autobus; enfatica (Mi mangio una pizza!); pronominale (Mi arrampico sugli alberi). L’ausiliare essere presente in tutte le forme.
- I verbi nella forma passiva: La porta è (viene, con l’idea dell’azione in fieri; va, con l’idea del dovere) chiusa tutte le sere dal custode.
- I verbi nella forma impersonale: Ieri sera si è mangiato bene. L’ausiliare essere.
- I verbi nella forma passivante: Ieri sera si sono mangiati degli ottimi spaghetti al pesto.
- La concordanza dei tempi (Consecutio temporum: Appena fui entrata, mi dissero che te ne eri andato da poco e che non saresti tornato.)
- La concordanza dei modi (Attrazione modale: Se io avessi giocato meglio, avrei vinto. Se giocavo meglio, vincevo).
- Gli aspetti del verbo: iterativo, attitudinale, ingressivo, ecc.

Il verbo

1.a elementare

- Verbi che indicano un’azione reale, concreta: guardare la lavagna, prendere un libro, aprire lo zaino.

2.a elementare


Ripresa.- Verbi che indicano un’azione reale, concreta: guardare la lavagna, prendere un libro, aprire lo zaino.

- Verbi che indicano un’azione immaginaria, astratta: immaginare una torta, credere ad una persona, capire una parola.


- I verbi ausiliari: essere, avere.

3.a elementare


ripresa
- Le tre coniugazioni regolari: parlare, mettere, sentire: l’importanza della vocale tematica.

- Gli elementi che compongono una voce verbale: la radice, portatrice del significato (mang, prend, part) la vocale tematica o caratteristica (a,e,i), la desinenza.

I verbi ausiliari: essere, avere.

La coniugazione dei verbi ausiliari.

L’uso dei verbi ausiliari nella costruzione del tempo Passato prossimo.

.

4.a elementare
ripresa
- Il Modo Indicativo ossia il modo della certezza.

I tempi: presente, passato composto, imperfetto, passato remoto, trapassato remoto, trapassato, futuro semplice, futuro anteriore. La coniugazione.

Accordo del participio con il pronome soggetto o con il pronome oggetto proclitico (Anna è uscita; la pasta, l’ho comprata io).

5.a elementare


- Nozione di coniugazione e di modalità.

- I verbi transitivi: Io mangio una mela.

- I verbi intransitivi: Io vado a teatro.

- I verbi irregolari: andare, venire, bere, fare, dire, dare, stare, rimanere.

- I verbi in –rre: durre, porre, trarre e loro composti (produrre, tradurre, comporre, disporre, contrarre, protrarre, ecc).

.
- Il Modo Congiuntivo ossia il modo della soggettività

I tempi: presente, passato composto, imperfetto, trapassato. La coniugazione.

- Il Modo Condizionale ossia il modo della cortesia, del desiderio.

I tempi: semplice e composto. La coniugazione.

- Il Modo Imperativo ossia il modo per dare ordini. La coniugazione e l’uso.

- Il Modo Infinito e i suoi tempi: semplice e composto.

- Il Modo Gerundio e i suoi tempi: semplice e composto.

- Il Modo Participio e i suoi tempi: semplice e passato.

- I verbi nella forma passiva: La porta è (viene, con l’idea dell’azione in fieri; va, con l’idea del dovere) chiusa tutte le sere dal custode.

1.a media


- Nozione di verbo (dal latino verbum che significa la parola, cioè quella parola fondamentale senza la quale non c’è contenuto o significato chiaro nella frase: mia madre banca*, il cane osso*).

. - I verbi in –care, -gare, -ciare. –giare e la comparsa dell’acca e la scomparsa della i davanti ad alcune desinenze.

- I verbi incoativi che al presente indicativo prendono l’infisso –sc: fini sc o, puli sc o, spedi sc o.

- I verbi transitivi: Io mangio una mela.

- I verbi intransitivi: Io vado a teatro.
- Il Modo Indicativo ossia il modo della certezza.

I tempi: presente, passato composto, imperfetto, passato remoto, trapassato remoto, trapassato, futuro semplice, futuro anteriore. La coniugazione.



L’uso.

-Il presente per il presente abitudinario, per il passato vicino e lontano e per il futuro semplice e composto. (Faccio sempre colazione con la Nutella. Indovina chi incontro ieri? L’Unità d’Italia avviene nel 1860. Fra due anni vado all’Università. Quando finisco, ti telefono).

-Il passato composto per un’azione vicina all’interesse attuale (I miei si sono sposati 25 anni fa).

-Il passato remoto per un’azione lontana dall’interesse attuale. (I miei bisnonni emigrarono al nord alla fine della prima guerra mondiale). Il trapassato remoto solo in relazione di tempo con il passato remoto (Dopo che fu uscito, tutti scoppiarono a ridere).

- L’imperfetto per un’azione reale passata di tipo descrittivo e narrativo (Da bambina ero biondissima. Da bambina leggevo le favole).

-Il trapassato per un’azione anteriore ad un’azione passata (Ieri Paolo mi ha detto che il giorno prima aveva comprato il motorino).

-Il futuro semplice per un’azione futura (Domenica prossima forse andrò al mare con i miei).

-Il futuro anteriore per un’azione futura precedente ad un’altra azione futura (Mia madre mi farà uscire a giocare solo dopo che avrò finito i compiti).


- Il Modo Congiuntivo ossia il modo della soggettività.

I tempi: presente, passato composto, imperfetto, trapassato. La coniugazione.

- L’uso.

-Il Congiuntivo come modo verbale alle dipendenze di verbi, congiunzioni o espressioni che indicano l’opinione, la paura o la speranza del soggetto ma mai un’azione reale. (Penso che Mario stia poco bene, da due giorni non viene a scuola. E’ possibile che abbia l’influenza. Non dico che l’italiano sia difficile, certo è complicato).

I quattro tempi del Congiuntivo e la loro relazione con il tempo della frase principale secondo le regole della Consecutio Temporum.

- Il congiuntivo dipendente dai verba voluntatis (Voglio che tu venga ma Vorrei che tu venissi).

- Le frasi dipendenti che vogliono il congiuntivo: finali (affinché, perché, acciocché, ecc.), concessive (benché, sebbene ecc.), interrogative (Non so chi sia né che cosa voglia da me), indefinite (Non aprire, chiunque sia), relative (Cerco una ragazza che sappia bene l’inglese),

temporali (Prima che lui parta, ci voglio parlare. Il giorno in cui tu decida di vendere, fammelo sapere), condizionali (Ti presto i soldi a condizione che tu me li restituisca presto), eccettuative (Chiamami, a meno che tu non abbia un impegno), limitative (Per quello che io sappia, è un bravo medico), consecutive (E’ l’unica persona che ti possa aiutare).


- Il Modo Imperativo ossia il modo per dare ordini. La coniugazione e l’uso. (ripresa)

I verbi bisillabi e il raddoppiamento consonantico, enclisi del pronome (Dimmi, dammi, vammi, fammi, stammi. Prendilo, diglielo).


- I verbi servili, o modali, o fraseologici, o epistemologici o di accompagnamento: potere, dovere, volere, solere, sapere, stare, andare, venire, riuscire a, lasciarsi + inf.: (Posso entrare? Devo entrare. Voglio entrare. Sono solito entrare alle otto. So entrare senza chiave. Mi sto preparando ad entrare. Che vai dicendo? Ti aspetto per pulire la macchina; intanto vengo facendo. Non riesco ad entrare. Mi lascio aiutare quando non so fare una cosa).

Uso dei verbi servili nei tempi composti, il problema dell’ausiliare essere o avere (Sono dovuto partire e Ho dovuto partire).

- Verbi a esponente (o valenza o argomento) zero, uno, due, tre. (Piove, esp. zero; Io esco esp. uno. Io guardo la televisione, esp. due; Ho chiuso a chiave la porta, esp. tre. )

- I verbi nella forma passiva: La porta è (viene, con l’idea dell’azione in fieri; va, con l’idea del dovere) chiusa tutte le sere dal custode.



2.a media


Ripresa:

- Il Modo Congiuntivo ossia il Modo della soggettività.


- Il Modo Condizionale ossia il Modo della cortesia, del desiderio.

I suoi tempi: semplice e composto. La coniugazione.

- L’uso:

-Il condizionale composto (come l’imperfetto) nel futuro del passato (Paolo ha detto che sarebbe arrivato (che arrivava) prima delle due).

- Nell’azione impossibile per il passato, il presente e il futuro. Ieri, oggi, domani, sarei venuto (venivo) al mare con te, ma non mi è stato/è/sarà possibile.)
- Il Modo Infinito e i suoi tempi: semplice e composto.

Morfologia, idea di contemporaneità e anteriorità (Telefonai/telefono/telefonerò per sapere dove andare. Dopo aver preso la laurea iniziò/inizia/inizierà a lavorare). Valore temporale, modale, causale, ipotetico, ecc.
- Il Modo Gerundio e i suoi tempi: semplice e composto.

Morfologia, idea di contemporaneità e anteriorità (Sciando male, si ruppe, si rompe, si romperà una gamba. Avendo finito gli studi cercò/cerca/cercherà un lavoro). Valore temporale, modale, causale, ipotetico, ecc

- Il Modo Participio e i suoi tempi: semplice e passato.


Morfologia.

- Idea di anteriorità del participio passato (Finiti i compiti andò/va/andrà a giocare a calcetto).

-Valore temporale, modale, causale, ipotetico, ecc.

-Raro uso del participio presente come verbo, prevalente uso del participio presente come aggettivo o nome (E’ un’immigrazione crescente quella che preme alle porte dell’Europa, verbo. E’ un bravo insegnante, nome. E’ un ragazzo intelligente, aggettivo) .


Ripresa:

- I verbi servili, o modali, o fraseologici, o epistemologici o di accompagnamento: potere, dovere, volere, solere, sapere, stare, andare, venire, riuscire a, lasciarsi + inf.: (Posso entrare? Devo entrare. Voglio entrare. Sono solito entrare alle otto. So entrare senza chiave. Mi sto preparando ad entrare. Che vai dicendo? Ti aspetto per pulire la macchina; intanto vengo facendo. Non riesco ad entrare. Mi lascio aiutare quando non so fare una cosa).

Uso dei verbi servili nei tempi composti, il problema dell’ausiliare essere o avere (Sono dovuto partire e Ho dovuto partire). (ripresa)

- Verbi a esponente (o valenza o argomenti) zero, uno, due, tre. (Piove, esp. zero; Io esco esp. uno. Guardo la televisione, esp. due; Ho chiuso a chiave la porta, esp. tre. ).

- I verbi predicativi: Carlo studia.

- I verbi copulativi. Carlo diventerà un buon avvocato.

- I verbi difettivi: Non mi si addice (addirsi). Fervono i preparativi (fervere). Urgere, tangere, licere, ostare, ecc.

- I verbi sovrabbondanti: Adempiere e adempire, arrossare e arrossire, ecc.

- I verbi dal doppio ausiliare: Ho passato una bella serata quando sono passata da te.

- I verbi nella forme riflessive: propria (Io mi lavo); impropria o falsa (Io mi lavo i capelli); reciproca (Ci incontriamo tutti i giorni sull’autobus; enfatica (Mi mangio una pizza!); pronominale (Mi arrampico sugli alberi). L’ausiliare essere presente in tutte le forme.


- I verbi nella forma impersonale: Ieri sera si è mangiato bene. L’ausiliare essere.
- I verbi nella forma passivante: Ieri sera si sono mangiati degli ottimi spaghetti al pesto.
- La concordanza dei tempi (Consecutio temporum: Appena fui entrata, mi dissero che te ne eri andato da poco e che non saresti tornato.)
- La concordanza dei modi (Attrazione modale: Se avessi giocato meglio, avrei vinto. Se giocavo meglio, vincevo).


3.a media


-I valori modali dell’imperfetto al passato, al presente e al futuro( Quando l’ho visto, gli volevo spaccare la faccia (avrei voluto…). Scusi, volevo (vorrei) sapere che ore sono. L’anno prossimo volevo (vorrei, avrei voluto) andare in Inghilterra).

-I valori modali del futuro semplice e anteriore: dubbio, ordine, approssimazione, intenzione, previsione (‘Che farà mio figlio in questo momento?’ ‘Tu mi dirai subito la verità!’. ‘Costerà un occhio della testa la nuova Ferrari!’. ‘Troverò un lavoro e poi mi sposerò’ . ‘Incontrerai l’uomo della tua vita a venti anni, lo leggo nella tua mano’.)
Ripresa

- Il Modo Congiuntivo ossia il modo della soggettività.

I tempi: presente, passato composto, imperfetto, trapassato. La coniugazione e l’uso.

- La dislocazione (Tutti sanno che Mario è un artistaChe Mario sia un artista, lo sanno tutti).

Le frasi indipendenti che vogliono il congiuntivo e il diverso uso dei tempi (presente e imperfetto per il presente; passato e trapassato per il passato): desiderative (Ah, potessi partire adesso! Possa il cielo proteggerti sempre!), dubitative (Che Mario non abbia capito l’ora dell’appuntamento?), iussive (Stia fermo con le mani!), concessive (Avessi anche detto queste cose, dov’è il problema?).
Ripresa:

- Il Modo Condizionale ossia il modo della cortesia, del desiderio.

I suoi tempi: semplice e composto. La coniugazione.

- L’uso:

-Il condizionale composto (come l’imperfetto) nel futuro del passato (Paolo ha detto che sarebbe arrivato, o che arrivava, prima delle due).

- Nell’ipotesi assurda per il passato, il presente e il futuro. Ieri, oggi, domani, sarei venuto (venivo) al mare con te, ma non mi è stato/è/sarà possibile.)


Ripresa:

Il Modo Infinito e i suoi tempi: semplice e composto.



Morfologia, idea di contemporaneità e anteriorità (Telefonai/telefono/telefonerò per sapere dove andare. Dopo aver preso la laurea iniziò/inizia/inizierà a lavorare). Valore temporale, modale, causale, ipotetico, ecc.
Ripresa:

Il Modo Gerundio e i suoi tempi: semplice e composto.



Morfologia, idea di contemporaneità e anteriorità (Sciando male, si ruppe, si rompe, si romperà una gamba. Avendo finito gli studi cercò/cerca/cercherà un lavoro).

-Valore temporale, modale, causale, ipotetico, ecc
Ripresa:

Il Modo Participio e i suoi tempi definiti: semplice e passato.



Morfologia. Idea di anteriorità del participio passato (Finiti i compiti andò/va/andrà a giocare a calcetto).

-Raro uso del participio presente come verbo, prevalente uso del participio presente come aggettivo o nome (E’ un’immigrazione crescente quella che preme alle porte dell’Europa, verbo. E’ un bravo insegnante, nome. E’ un ragazzo intelligente, aggettivo) .



- Valore temporale, modale, causale, ipotetico, ecc.
Ripresa:

- I verbi servili, o modali, o fraseologici, o epistemologici o di accompagnamento: potere, dovere, volere, solere, sapere, stare, andare, venire, riuscire a, lasciarsi + inf.: (Posso entrare? Devo entrare.



Voglio entrare. Sono solito entrare alle otto. So entrare senza chiave. Mi sto preparando ad entrare. Che vai dicendo? Ti aspetto per pulire la macchina; intanto vengo facendo. Non riesco ad entrare. Mi lascio aiutare quando non so fare una cosa).

Uso dei verbi servili nei tempi composti, il problema dell’ausiliare essere o avere (Sono dovuto partire e Ho dovuto partire). (ripresa)

- Verbi a esponente (o valenza o argomenti) zero, uno, due, tre. (Piove, esp. zero; Io esco esp. uno. Io guardo la televisione, esp. due; Ho chiuso a chiave la porta, esp. tre. ).

- I verbi predicativi: Carlo studia.

- I verbi copulativi. Carlo diventerà un buon avvocato.

- I verbi difettivi: Non mi si addice (addirsi). Fervono i preparativi (fervere). Urgere, tangere, licere, ostare, ecc.


- I verbi sovrabbondanti: Adempiere e adempire, arrossare e arrossire, ecc.

- I verbi dal doppio ausiliare: Ho passato una bella serata quando sono passata da te.


- I verbi nella forme riflessive: propria (Io mi lavo); impropria o falsa (Io mi lavo i capelli); reciproca (Ci incontriamo tutti i giorni sull’autobus); enfatica (Mi mangio una pizza!); pronominale (Mi arrampico sugli alberi). L’ausiliare essere presente in tutte le forme.
- I verbi nella forma impersonale: Ieri sera si è mangiato bene. L’ausiliare essere.
- I verbi nella forma passivante: Ieri sera si sono mangiati degli ottimi spaghetti al pesto.
- La concordanza dei tempi (Consecutio temporum: Appena fui entrata, mi dissero che te ne eri andato da poco e che non saresti tornato.)
- La concordanza dei modi (Attrazione modale: Se io avessi giocato meglio, avrei vinto. Se giocavo meglio, vincevo).
- Gli aspetti del verbo: iterativo, attitudinale, ingressivo, ecc.



Note, aggiunte, modifiche, riflessioni sul verbo.

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La forma impersonale del verbo
La lingua italiana ha otto forme per rendere una frase il cui soggetto non è chiaramente indicato:


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