Sintesi convegno



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29.11.2017
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SINTESI CONVEGNO

"A CHE PUNTO SIAMO ? "

 Elvio Ubaldi, sindaco di Parma  inaugura il convegno sottolineando il ruolo di protagonista assunto dalla città in ambito europeo, grazie alla firma della Carta di Parma, un documento politico che attesta la volontà comune dei Paesi Membri di agire sinergicamente per la digitalizzazione del patrimonio culturale. Ringrazia i partecipanti e i relatori augurando buon lavoro e ribadendo la disponibilità dell’Amministrazione Comunale a collaborare in progetti di più ampio respiro.



Livio Zoffoli, Presidente del Centro Nazionale per l’Informatica della Pubblica Amministrazione , ha illustrato ,in assenza del ministro per l’Innovazione e le Tecnologie dott. Stanca, le linee guida sulle quali il governo italiano intende muoversi per promuovere lo sviluppo del web per la cultura e per garantirne l’accesso a tutti i cittadini. In primo luogo viene rilevata l’importanza dell’e-learning, ossia della formazione in rete da realizzarsi tramite la creazione di internet – point presso le biblioteche pubbliche nazionali per l’apprendimento delle tecnologie informatiche di base. In questa fase è prevista la formazione dei bibliotecari, personale specializzato in grado di fornire il necessario supporto agli utenti.

In secondo luogo viene promossa la realizzazione di collegamenti a larga banda nelle scuole con lo scopo di usufruire dei servizi offerti dalle biblioteche. Per quanto riguarda lo sviluppo del network turistico culturale, il relatore si sofferma sul progetto per la valorizzazione del patrimonio artistico di cento chiese di Roma.

Zoffoli crede sia necessaria una collaborazione a livello di autonomie locali per lo sviluppo del governo elettronico, da attuarsi tramite l’individuazione di priorità comuni sui progetti da realizzare.

La legge sull’accessibilità, approvata all’unanimità dalla Camera, che prevede interventi atti a garantire l’accesso per i disabili ai siti della Pubblica Amministrazione viene portata come esempio di una volontà concreta di impegnarsi per la buona riuscita delle proposte illustrate.

In realtà i progetti sono destinati a rimanere validi solo sulla carta, poiché la loro realizzazione concreta comporterebbe lo sviluppo di infrastrutture su tutto il territorio nazionale, e lo stanziamento di fondi supplementari alle scuole e alle amministrazioni comunali. I recenti tagli di finanziamento in questi due settori non aiutano certo il buon esito dei progetti.

Marco Barbieri, Assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, incentra il suo intervento sulla necessità di non limitarsi all’approccio turistico nell’analisi delle tematiche inerenti il web per la cultura; ponendo l’accento sul ruolo attivo che la Pubblica Amministrazione dovrebbe assumere in questo campo. Vengono presentate, inoltre, due iniziative intraprese dalla Regione: la creazione di un cartellone regionale per gli spettacoli e l ‘esperienza degli uffici per la relazione con il pubblico (URP).

Vincenzo Bernazzoli, Presidente della Provincia di Parma, elenca le iniziative intraprese nell’ambito del turismo culturale , del marketing territoriale e della formazione a distanza. Nel primo caso porta come esempi la mostra del Parmigianino e l’apertura di un sito web su Giuseppe Verdi. Nel secondo caso parla della presenza in rete di tutte le biblioteche di Parma e di venti della provincia ,e di un progetto che permetterà ai cittadini che abitano in zone di montagna, di usufruire di corsi tramite la rete.

Le attività realizzate dall’Università di Parma vengono esposte da un rappresentante delegato dal Rettore, assente:

        cataloghi comuni delle biblioteche in rete

        banche dati condivise

        progetti di conservazione, recupero e fruizione del patrimonio digitale

        progetti di collaborazione con Ministero e Sovrintendenza

        digitalizzazione delle tesi

 

"APERTURA"

Dopo l’introduttivo e legittimo quadro generale sullo stato attuale della digitalizzazione a livello nazionale, regionale e provinciale il Direttore Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali, Francesco Sicilia, principale ideatore del progetto Minerva, individua i punti cardine sui quali impostare il progetto europeo.

I siti web culturali rappresentano il maggior settore di crescita economica e sociale, implicano problematiche che investono tutti gli ambiti a livello europeo e che riguardano l’individuazione di standard di qualità validi per tutti i paesi membri, e strategie comuni. Lo scopo principale di tale collaborazione dovrà essere la conservazione dei dati a lungo termine per le generazioni future.

In quest’ottica nasce il progetto Minerva, finalizzato al coordinamento dei ministeri della cultura europei per accelerare il passaggio dalla società dell’informazione alla società della conoscenza, attraverso la digitalizzazione del patrimonio culturale dei Paesi dell’Unione.

La realizzazione di portali nazionali per la diffusione della cultura e del turismo e lo sviluppo della rete del servizio bibliotecario nazionale si collocano in questo quadro. Secondo il relatore si otterrà il fine desiderato solo mediante il coinvolgimento del settore privato.

Il compito di fornire la base teorica e filosofica ad un progetto così ambizioso è lasciato a Pierre Levy, pensatore di indubbia fama internazionale. La sua “ presentazione globale” s’incentra inizialmente sui concetti di cyberspazio e noosfera.

Il cyberspazio è l’interconnessione di tutti i canali digitali che apre uno spazio sostanzialmente nuovo e caotico al quale l’uomo non è ancora riuscito ad imporre criteri di qualità validi.

La cultura nuova generata da questo spazio e verso la quale l’umanità si dirige, non avendola ancora raggiunta, è la noosfera.

Quando l’uomo è comparso sulla terra la scrittura non esisteva e la cultura veniva trasmessa attraverso riti, racconti, oggetti materiali (statue per esempio). L’invenzione della scrittura ha portato ad una trasformazione radicale (rivoluzione neolitica) che ha dato vita all’organizzazione statale, alla civiltà, alla scuola che si avvale dalla possibilità di accumulazione del sapere. Un ulteriore stadio è rappresentato dall’invenzione dell’alfabeto che porta ad una maggiore facilità di lettura e scrittura. La nascita della stampa porta allo sviluppo della scienza moderna.

La nuova rivoluzione digitale della trasmissione della cultura ha tre caratteristiche essenziali:

        ubiquità del segno se un segno culturale è presente in rete è ovunque

        interconnessione di tutti i segni tramite l’ipertesto che crea un metadocumento culturale

        dinamismo, autonomia dei software

Tuttavia manca la consapevolezza di questo nuovo passaggio storico , l ‘ intelligenza collettiva.

Esistono quattro fattori che cooperano in tale direzione.

Aumento della capacità di memorizzazione e conseguente riduzione dei costi

Aumento della potenza di calcolo

Aumento della capacità di trasmissione dei modem

Aumenta il numero di persone che hanno accesso alla rete

In realtà manca la coscienza di questi processi per intervenire su di essi in modo coordinato.

Come si può allora rendere visibile l’intelligenza collettiva ?

Come si riesce a rendere visibile il caos ?

Attraverso il cyberspazio. La regolazione del caos avviene attraverso un sistema di classificazione , un modello , un antologia comune da realizzarsi attraverso l’uso del web semantico .

A questo punto può avvenire il passaggio alla noosfera , “ un passaporto dinamico per lo sviluppo dell’umanità”.

A tal punto il filosofo si affretta a chiarire la sua opinione sul rapporto tra mercato e cultura partendo dall’affermazione che

TUTTI I PATRIMONI CULTURALI SONO SACRI”

Constata , poi, che il sacro è destinato ad essere conservato in un tempio , atto a contenere l’eredità culturale dell’umanità e conclude sottolineando che il patrimonio comune è un bene comune che deve essere accessibile in modo gratuito. La metafora termina con un’invocazione :

SCACCIAMO I MERCANTI DAL TEMPIO!”

Donelli Christian

 

 



Dott. Livio Zoffoli , (direttore del Centro Tecnico per la Rete Unitaria della pubblica amministrazione).

Laureato in Scienze dell’Informazione presso l’Università di Pisa.

Dal 22 agosto 2002 è Direttore del Centro Tecnico per la Rete Unitaria della pubblica amministrazione.

I progetti di digitalizzazione del patrimonio culturale italiano”

Numerosi sono i progetti in corso e previsti per la messa in rete del patrimonio culturale italiano. Per quel che riguarda il sistema bibliotecario nazionale, il progetto che punta alla realizzazione della “Biblioteca digitale italiana” è fra i più significativi e prevede la digitalizzazione di una ricca serie di materiali, come ad esempio stampe, fotografie, cartografie. Al fine di aumentare i meccanismi di accesso, si prevede inoltre la realizzazione di servizi di e-learning e Internet point nelle biblioteche pubbliche nazionali. L’informatizzazione del sistema bibliotecario nazionale si accompagnerà a servizi di collegamento on line anche con le scuole. 

Nell’ambito di questo piano, basato sul coinvolgimento della rete delle autonomie locali, saranno riservati servizi per favorire l’accesso dei disabili ai nuovi servizi on line. In questa direzione è in fase di preparazione una specifica legge nazionale.



Daniel Dardailler, Vicedirettore per l’ Europa del W3C

Aggiornamenti dal W3C, Iniziativa su qualità e accessibilità dei siti web”

Al centro dell’intervento, come è ben espresso nel titolo, vi è stato il diritto di tutti al web. Chi ha vissuto in prima persona le difficoltà che si incontrano ad affermare concretamente le ragioni del diritto ad accedere all'informazione, nella produzione di contenuti Web nella PA, sa che l'esistenza di normative cogenti in materia è un requisito imprescindibile per poter operare in conformità alle raccomandazioni del W3C.

Infatti costruire un sito accessibile a tutti, senza riguardo a limitazioni di tipo sensoriale o tecnologico, è un'attività sostanzialmente artigianale, fatta di regole e di procedure tecniche, che per essere condivisa e apprezzata nei suoi esiti richiede anche da parte degli utenti finali e della committenza una discreta consapevolezza di ciò che Internet rappresenta come strumento di comunicazione, in particolare nei siti di pubblica utilità, dove i testi devono prevalere sulla cura fine a se stessa dell'impatto grafico. Ciò non vuol dire scavalcare quest'ultimo, come pretende uno dei più diffusi pregiudizi sulla webaccessibility, bensì disporlo ad ancella dell'informazione testuale, a tutto vantaggio della velocità di fruizione e della concentrazione sui contenuti.Spesso si incontrano siti con argomenti di estremo interesse, con studi importanti, materiali bibliografici assai rilevanti, la cui fruizione è resa difficile dai caratteri piccolissimi, dagli sfondi grafici di colorazione improbabile, dalle animazioni fastidiose e lente da caricare, ( impossibile se si usa Netscape piuttosto che Explorer, Macintosh invece di Windows.)

Anche l'altro grande pregiudizio, l'accessibilità impedisce la creatività, è vanificato dalla considerazione che imporsi regole ferree è il modo migliore di trovare una via personale all'originalità e all'identità, come una digressione per analogia può suggerire.
Chi ha preso a cuore l'accessibilità all'informazione fino a modificare il proprio stile di scrittura di codice, può immaginare un gioco analogico (codice e interprete), ripensando al parallelo (note musicali-esecuzione) e (HTML-decodifica del browser). Può apparire tirato per i capelli, ma un paragone fra progettazione Web e composizione musicale può offrire spunti suggestivi, utili anche a diradare il senso di sterile tecnicismo che si avverte di frequente parlando della rete.

Jean –Marc Blais, direttore Generale della Canadian Heritage Information Network e Ricercatore di Informazione per il Mercato del Lavoro del Centro di Risorse Umane Canadese: 

“Il mio lavoro consiste nel raccogliere informazioni sui lavoratori nei territori in cui opera il "Centro di Risorse Umane" e nel diffondere queste informazioni per aiutare i lavoratori a trovare un mestiere che esuli dal semplice ruolo di impiegati”.

Museo virtuale del Potale Canadese: tre anni dopo”

Il Museo Virtuale del Canada ( VMC) ha attirato molta attenzione nell’ entourage dei musei sia in Canada che all’estero a partire dalla sua inaugurazione nel 2001. Capeggiato dal CHIN questo "portale" mira ad impiegare il patrimonio professionale nella creazione e presentazione di contenuti digitali di alta qualità mentre aumenta la loro visibilità per utenze diversificate. Oltre a descrivere il modello unico del VMC, durante questa presentazione si è discusso dei risultati di questa iniziativa sia alla luce di indicatori di performance sia di opzioni identificative e le sfide che aspettano CHIN e i suoi membri negli anni a venire.



Alberto Deregibus comandante sezione elaborazione dati Comando Carabinieri
L’esperienza del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale nella diffusione via web delle informazioni relative ai beni culturali illecitamente sottratti”

Nato nel 1969, il Comando carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, che opera alle dipendenze del ministero per i Beni e le Attività culturali, è stato il primo reparto di polizia al mondo ad essere istituito con lo specifico compito di salvaguardare il patrimonio culturale e recuperare i beni d’arte illecitamente sottratti. Per qualificare la propria attività operativa, fin dagli anni 80 il Comando si è dotato di un potente strumento di ausilio alle indagini di polizia giudiziaria ed ha, a questo fine, predisposto la Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, che oggi rappresenta un database di riferimento internazionale (conta ben 2 milioni di record e circa 220mila fotografie). Lo sviluppo dell’attività investigativa, l’abbattimento delle barriere doganali in ambito Ue e la sempre maggiore facilità di trasferimenti intercontinentali di persone e merci, ha suggerito da qualche anno al Comando di utilizzare le potenzialità di Internet per diffondere in tutto il mondo le informazioni relative ai beni sottratti.

 Nelle pagine web del sito istituzionale dell’Arma dei Carabinieri (http://www.carabinieri.it/), oltre alle notizie che si riferiscono all’articolazione del Comando e alle sue attività, è presente un motore di ricerca attraverso il quale possono essere consultati oltre 7.700 beni culturali, fra cui beni archeologici, dipinti, sculture, oggetti chiesastici, beni librari. Sullo stesso database gli utenti di tutto il mondo possono consultare inoltre un elenco di immagini di beni archeologici saccheggiati nel corso delle guerre in Iraq. In particolare sono facilmente esaminabili i dati e le immagini relative agli oggetti archeologici asportati durante le drammatiche vicende del Marzo scorso nel Museo di Baghdad, immagini e descrizioni che nella stragrande maggioranza sono state raccolte e trasmesse in Italia proprio da un ufficiale del "Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale" distaccato nel museo stesso ed inquadrato nella missione governativa italiana sotto l’attuale direzione dell’ambasciatore Bondioli Osio.Gli stessi dati a cura del Comando vengono trasmessi subito all’UNESCO attraverso l’Interpol.

Per facilitare la consultazione in tutto il mondo di così  importanti informazioni e favorire il recupero dei beni culturali asportati, il data-base e le pagine web del Comando sono in via di duplicazione in lingua inglese, nonché è in atto una loro ulteriore implementazione per offrire all’utenza internazionale la possibilità di consultare con sempre maggiore facilità un’ancora maggior numero di opere d’arte.

 

Monica Hagedorn-Saupe,  institut für Museumskunde

 

Il progetto Euromuse”



Discussione sull’Euromuse, un progetto tra istituzioni museali europee ( musei francesi, inglesi, austriaci, olandesi, tedeschi ed italiani) che intende fornire on line informazioni coordinate, riguardanti esposizioni temporanee, visite virtuali ed eventi di grande rilievo internazionale. Euromuse è un “Network”, nel senso che gli stessi musei partecipanti forniscono tutte le informazioni riguardanti le loro rispettive mostre.

Le informazioni vengono messe on line sia in lingua locale che in inglese. Quattro anni fa partì il progetto   Euromuse

il Louvre e la Réunion des Musées nationaux di Parigi, la National Gallery a Londra, il Rijksmuseum ad Amsterdam, il Kunsthistorisches Museum a Vienna, , lo Statens Museum for Kunst a Copenhagen e lo State Museums a Berlino. Al momento ci sono altri partners da quattordici paesi europei nei quali sono parlate undici lingue diverse, quindi ci sono undici lingue diverse all’interno del sistema del sito.

Si intende migliorare il sito di modo che ci sia un sistema multilinguistico per la navigazione.

Il Museo Statale di Berlino, in particolare l’Istituto per gli Studi Museali, si è assunto la responsabilità per lo sviluppo e il mantenimento del sito di Euromuse.

Alla fine dell’intervento sono state fatte considerazioni sui possibili sviluppi futuri.

Innanzitutto si vuole consolidare il sito già esistente; in altre parole si pianifica di aggiornare il sito nelle prossime settimane includendo nuovi musei, nuove mostre e nuove notizie per fare sì che valga la pena visitare spesso il sito. http://www.euromuse.org/

 

Bernadette Goldstein, direzione dei Musei Francesi

L’Histoire par l’immage 1789-1939”

Durante questo intervento si è trattato del sito “file:///E:/sito%20minerva/www.histoire-immage.com”, elaborato dal ministero francese della Cultura e della Comunicazione e sostenuto dal Ministero dell’Educazione Nazionale e della Ricerca.

On line dal Novembre 2001, “L’Histoire par l’immage” è un sito che riunisce servizi d’informazione riguardanti tutti i musei e gli archivi di Francia.

Il servizio di consultazione gratuito si rivolge principalmente agli insegnanti delle scuole secondarie e ai loro allievi, ma non vuole certo essere ignorato da un più ampio pubblico.

L’ambizione del sito è arricchire la conoscenza della storia (politica-economica-sociale-culturale e artistica) basandosi sulle risorse iconografiche e sulla documentazione offerta dalle collezioni contenute nei musei Francesi e negli Archivi.

Il sito è stato elaborato da un équipe pluridisciplinare composta da storici e studiosi d’arte e mette a disposizione dei visitatori più  di 700 riproduzioni d’opere, 100 documenti presi da archivi e quasi 400 studi redatti sia dal punto di vista storico che dal punto di vista artistico. Il patrimonio del sito è continuamente rinnovato: ogni anno vengono aggiunte circa 200 riproduzioni di opere d’arte e altrettanti studi.

All’interno dell' homepage si possono trovare diverse funzionalità, atte a favorire il lavoro di ricerca sul sito stesso (ricerche tematiche, per ordine cronologico, per titolo, etc…) o semplicemente a favorire lo scambio d’opinioni su temi cari ai frequentatori del sito(forum).

 

Luciano Scala, istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane e per le Informazioni Bibliografiche.

La Biblioteca Digitale Italiana e il Turismo Culturale”

Il sistema integrato della rete SBN (Servizio Bibliotecario Nazionale) soddisfa due esigenze primarie: la prima è la creazione di un catalogo nazionale informatizzato di registrazioni bibliografiche, le stesse che un tempo erano disponibili solo su supporto cartaceo. Si tratta di un catalogo condiviso, frutto della cooperazione di oltre 1900 biblioteche, distribuite su 53 poli presenti sul territorio nazionale. La rete del Servizio Bibliotecario Nazionale ha permesso, nel corso del 2002, di movimentare oltre 2 milioni di catalogazioni, il 60 per cento delle quali (circa 1 milione e 400 mila) sono state "catturate" dalle biblioteche stesse. Queste ultime sono state alleggerite dalla necessità di dovere effettuare operazioni ripetitive. Pertanto hanno avuto la possibilità di prestare maggiore attenzione ai servizi al pubblico. La seconda esigenza che la rete soddisfa è la circolazione dei documenti. A partire dal catalogo nazionale, tramite i sistemi di ricerca utilizzabili via internet, gli utenti possono richiedere alle biblioteche il documento di proprio interesse.

Il progetto Biblioteca Digitale Italiana (BDI), invece, ha lo scopo di creare la copia digitale di una serie di documenti. Di modo che, tramite la rete, si possa avere a disposizione il documento in formato digitale, a partire da un riferimento bibliografico. Naturalmente l'obiettivo del programma è di accelerare e migliorare la qualità delle dispendiose attività collegate al prestito bibliotecario e interbibliotecario.

La relazione tra i due programmi SBN (Servizio Bibliotecario Nazionale) e BDI (Biblioteca digitale italiana) è strettissima. A partire dall'architettura organizzativa e funzionale della rete SBN è stato possibile avviare, sia il processo di digitalizzazione, sia l'offerta di servizi ad essa collegata. Infatti l'architettura portante di SBN serve a distribuire i documenti digitalizzati nell'ambito nazionale e internazionale.

 

In seguito a questa breve introduzione si è passati a parlare dei vantaggi della digitalizzazione.



Innanzitutto la digitalizzazione ha una forte componente di tipo conservativo: disporre delle copie digitali, soprattutto dei documenti di particolare interesse storico, permette di preservare meglio gli originali.
Oltretutto la digitalizzazione consente un'evoluzione dell' SBN da rete di informazione a rete di conoscenze. Il nostro compito, infatti, non è solo quello di fornire riferimenti bibliografici, ma anche di organizzare le conoscenze in modo tale che i cittadini abbiano un accesso realmente democratico al patrimonio culturale italiano, europeo e mondiale. Tutto ciò, per altro, è perfettamente in linea con la volontà delle principali organizzazioni europee e internazionali nel passaggio dalla società dell'informazione alla società della conoscenza.

  Bruno Zanardi   Università di Urbino

Il Web per la conservazione: l’esperienza della Regione Marche”

Ogni misura di tutela e di valorizzazione del patrimonio artistico ha come irrinunciabile presupposto la conoscenza e la documentazione dei beni che lo costituiscono. E’ questo l’assunto a partire dal quale la Regione Marche ha realizzato il sistema informativo regionale del patrimonio storico, artistico e culturale (Sirpac), che raccoglie i dati di una serie di capillari campagne di catalogazione realizzate sul territorio a partire dal 1996. L’attività di catalogazione è stata georeferenziata e subito dopo resa come servizio pubblico fruibile su Internet (www.cultura.marche.it). Per la consultazione del sito è stato messo a punto un sistema di accesso territoriale che permette il rimando alle schede di catalogo e alle immagini di ogni singolo bene gestito e la lettura sinoptica dei diversi tematismi conservativi, come le variabili del rischio sismico, idrogeologico e antropico. Il progetto punta a raccordarsi con quello nazionale, “Carta del rischio del patrimonio artistico”. Con la Regione Marche collaborano il ministero per i Beni e le Attività culturali, l’Università di Urbino, le Soprintendenze territoriali dello Stato, la Conferenza Episcopale Italiana e altri soggetti pubblici e privati.

  Nobile Alessandra Lindsay, Vannini Gaia

 

SESSIONE PARALLELA



"WORKSHOP: TECNOLOGIE COME SUPPORTO ALLA QUALITA' E ACCESSIBILITA' DEI CONTENUTI DIGITALI"

 

Questa sessione parallela pomeridiana è stata organizzata in "workshop", ossia in un laboratorio, tenutosi in una sala dell’Auditorium Paganini, in cui 11 relatori, a turno, esponevano le proprie idee, i risultati delle proprie ricerche e mostravano la qualità dei propri prodotti innovativi. Il workshop prevedeva che ciascuno di questi 11 congressisti esponesse la propria relazione ad un vasto pubblico di competenti nel settore, in un tempo massimo di 15 minuti, così da limitare i tempi, già largamente ampi. Il workshop della prima parte riguardava più che altro tecnicismi e problemi generali della cultura nel web, mentre la seconda parte lasciava più spazio ad una sorta di pubblicità.



 Andrea Bernardini, Daniela D’Aloisi, Cristina Delogu e Susanna Ragazzini della Fondazione Ugo Bordoni che si sono occupati del tema dell’accessibilità del Web nella pubblica amministrazione in Italia.

Danila Silvagni della Akros Informatica che ha esposto il progetto del suo gruppo di lavoro, dal nome Sebina OpenLibrary. Si tratta appunto di una biblioteca virtuale nata per la società della conoscenza.

 Gianluca Ferrè della Cisco Systems Italy che ha esposto una possibile soluzione per garantire l’accesso e la qualità dei contenuti digitali e multimediali in rete. Tutto ciò analizzato a partire dalla distribuzione dei contenuti, fino alla collaborazione on-line con il semplice cittadino.

 Marco Lattanzi dell’ Istituto Centrale per il Catalogo e la documentazione.

 Ha parlato del ICCD on line, delle nuove tecnologie al servizio della fruizione e divulgazione dei contenuti culturali.Lattanzi, nell’ambito delle tematiche sulle quali s’incentrava il convegno, ha particolarmente sottolineato l’importanza della metodologia concettuale tramite cui è stato sviluppato il Sistema Utente.L’obiettivo prioritario della ICCD è l’ottimizzazione della fruizione delle informazioni validate da parte delle diverse tipologie di Utenza. 

Progetto di questa società è la  diffusione del Sistema presso le sedi periferiche dell’Amministrazione e prevede, sia la realizzazione di un sistema integrato per la gestione di funzioni e processi svolti ai diversi livelli della struttura operativa del Ministero per i Beni e le Attività Culturali preposta alla catalogazione;che l’integrale recupero dei circa 2.000.000 di schede digitali per ora accessibili via internet.

Il Sistema Informativo del Catalogo è articolato in 4 sottoinsiemi:



Alfanumerico, Multimediale,Cartografico (operazionali) e Utente (i dati sono organizzati in modo diverso a seconda del tipo di fruizione).

Questo Sistema ha raggiunto significativi elementi funzionali come la possibilità della Garanzia, certificazione e documentazione del dato e la disponibilità di una completa documentazione dei dati stessi: "i metadati."

Inoltre,è stato sottolineato come la privacy, la sicurezza e la tutela dei dati sui beni culturali, siano tematiche di rilevanza fondamentali per la fruizione e di come condizionino fortemente la fruizione dei dati.

Così il Sistema si pone l’obiettivo di garantire il mascheramento dei dati cosicché utenze non autorizzate non possano risalire ad essi e si avvale di un sottosistema che all’interno di un apposito paragrafo pone determinate informazioni indicanti il livello di privacy da utilizzare.

  Da Lattanzi, viene poi proposta una struttura e-learning che ha come obiettivo la sperimentazione, lo sviluppo e la realizzazione di un Campus Virtuale dedicato all’insegnamento/apprendimento di metodologie relative alla catalogazione e schedatura dei Beni Culturali, adottate dall’Istituto Centrale per la Catalogazione e Documentazione.

Sperimentazione, sviluppo e implementazione del campus virtuale avverranno in 4 fasi:

1) Nella prima verranno attivate le funzioni di:

-        Segreteria

-        Aula Virtuale

-        Tutoring

-        Comunicazione

-        Courseware Delivery

-        Tracking

2) Nella seconda vi sarà l’ottimizzazione dl materiale e la produzione della "library"

3)     Nella terza avverrà lo sviluppo del campus virtuale e del WBT

4)     Nella quarta, infine, lo sviluppo dell’ambiente-autore cooperativo integrato per la realizzazione di corsi di autoformazione (Web-Based) per la realizzazione del progetto ESIGEC ottimizzazione del campo virtuale in una struttura di E-learning dedicata.

 

Gabriele Lunati e Gabriele Guidi della Intersistemi 

Hanno parlato delle nuove tecnologie a supporto della catalogazione e acquisizione dei beni culturali. Intersistemi focalizza la sua attenzione sull’acquisizione 3D che oggi è tecnicamente possibile grazie alle nuove tecnologie e a calcolatori sempre più avanzati. Le applicazioni possono spaziare dal restauro, al monitoraggio dimensionale, alla riproduzione fisica di opere da musealizzare, allo studio filologico ed alla catalogazione di opere d’arte e ciò grazie alla fruizione anche a distanza grazie alle nuove reti a banda larga.



"Questo potrà operare profondi cambiamenti nelle tecniche di conservazione e di restauro e nella fruizione dei Beni Culturali."

 

Gianni Conte dell’ Università di Parma e Claudio Morati della IT.CITY

Si sono occupati dei servizi e delle tecnologie per le organizzazioni virtuali ed in special modo del loro progetto della Casa della Musica di Parma. Gianni Conte, nella sua relazione esprime la necessità di modelli organizzativi sempre più articolati e complessi, basilari per la fruizione dei beni culturali.

Gli aspetti legati alla proprietà intellettuale dei contenuti introducono aspetti legali fondamentali che non sono ancora stati completamente risolti tra cui il problema delle strutture che devono consentire un accesso condiviso e controllato dei beni. Gli aspetti di sicurezza, infatti, sono stati affrontati nell’ambito di organizzazioni gerarchiche (anche se non ancora in modo compiuto) che sono molteplici e organizzate in modo virtuale .

Un altro problema nasce dal fatto che la fruizione si presenta diversificata a seconda dell’utente che può essere:

- occasionale



- uno studioso

- un’organizzazione

e che perciò richiede:

 

- organizzazioni aperte che si federino per consentire la

fruizione dei beni

- tecnologie adeguate

- soluzioni di iteroperabilità

 

Le tecnologie ormai consentono la gestione di queste complessità.

Come esempio di progetto, che tiene conto di tutte le problematiche sopra elencate, Conte presenta la Casa della Musica che cerca di rispondere positivamente alle richieste che il mondo di oggi pone. Claudio Morati espone anch’egli un progetto realizzato tra i settori di Cultura e Turismo in collaborazione con il Servizio comunicazioni e relazioni col cittadino ed il Sistema Informativo Territoriale (S.I.T.)

Il progetto prende il nome di “Parma Virtuale” e i suoi obiettivi principali sono:



- utilizzare la cartografia del S.I.T. come mappa interattiva che

consenta un accesso facile ed immediato ad un certo

numero di luoghi;

- possibilità di accedere a molte altre informazioni messe a

disposizione dall’ ASCOM che ha approfittato del progetto

per rendere più accessibile agli utenti il proprio patrimonio

informativo.

- rendere più semplice e veloce un aggiornamento continuo

dei dati tramite la messa a punto di sempre nuove modalità

tecniche.

 

Umberto Emiliani del Laboratorio Telematica Territorio sul tema del rapporto, a suo avviso       possibile, tra tecnologie e contenuti.



Stefano Bucci della Oracle Italia occupato ad analizzare la posizione della tecnologia e         dell’innovazione come supporti per la biblioteca digitale.

Paolo Paolini e Nicoletta Di Blas del Politecnico di Milano e Marco Speroni dell’ Università      della Svizzera italiana.

 Questi danno l’allarme e asseriscono che il sito web va ascoltato mediante nuove soluzioni di design per una migliore accessibilità dello stesso. Nella loro relazione hanno esposto come il problema dell’accessibilità del web da parte dei non vedenti possa essere superato grazie ad una generazione di nuovi siti, tra cui il sito relativo alla mostra di Munch tenutasi nel museo Staatlichen di Berlino, progettato dal Politecnico di Milano in collaborazione con il TEC-lab dell’Università della Svizzera italiana. Questo progetto ha oltrepassato con grosso stupore i limiti che caratterizzavano i modelli del W3C, consorzio che stende le linee guida del Web. Questo interessantissimo sito è stato realizzato con HELP, un progetto parzialmente finanziato dalla Commissione Europea, all’interno del programma CULTURE 2000.

 

 Alessandro Mecocci della Meta.com



La sua relazione  proponeva sistemi molto innovativi di fruizione e reti museali. Ha aperto il suo intervento accennando alla preistoria della comunicazione, basata su immagini sulle pareti di caverne, per arrivare fino alle tecniche digitali dei giorni nostri (prima il 2D poi il 3D).

Per la Meta.com sono particolarmente importanti due tecnologie:

- le rappresentazioni in 3D ( VEs = Virtual Environments )

- gli apparecchi senza fili ( Was = Wireless Appliances).



In particolare mette in luce i punti forti di queste due tecnologie.

I "was" sono flessibili e creano una profonda interattività tra utente e struttura di supporto.


Interattività tra utente e struttura di supporto, che garantisce una grande libertà di movimento con sicurezza e soddisfazione e la VEs .Aiuta molto la costruzione in 3D grazie alla sua facilità nel riprodurre differenti scenari e ricostruzioni.

Sono poi introdotti due nuovi progetti:



1)    La reattività del museo che è basilare per la nuova generazione di fruitori

2)    L’architettura del sistema che è dotato di un’interfaccia tra più persone e più computer, chiamata MSIs, che è stata integrata all’interno della struttura di MuseumNet che tiene conto di 3 aspetti fondamentali:

- Sottosistema di controllo

- Sottosistema sensoriale

- Sottosistema di attuazione

 

Di questo progetto il relatore riporta in parte immagini relative alle funzioni concrete del nuovo sistema, mostrando in particolare il progetto attuato dal Museo di Monticchiello a Siena.



Il Museo in questo caso si è trasformato in un modulo innovativo che rientra anch’esso nell’Architettura di MuseumNet. Il Museo viene controllato centimetro per centimetro con assoluta precisione tramite apparecchi dai cui video noi possiamo osservare i movimenti dei visitatori, i loro sguardi, capire ciò che cercano e trasformarli così in attori inconsapevoli all’interno di un teatro-museo la cui funzione primaria è da sempre, ironicamente, quella di documentare le antiche arti teatrali. In particolar modo, all’interno del museo, il visitatore assiste ad effetti speciali di luci e suoni, che mostrano come gli oggetti siano cambiati nel tempo. Ci sono stanze buie e tunnel dove i visitatori vedono immagini proiettate, ascoltano narrazioni e guardano stupiti videoregistrazioni. Il museo dedicato alle vecchie forme teatrali, trasforma i visitatori in attori e così, in un certo senso diventa anche il museo delle più attuali forme teatrali.

 

Nicola De Mattia della UbiEst

 Un po’ penalizzato per l’ora tarda in cui ha esposto la propria relazione, ha trattato il tema delle tecnologie cartografiche digitali per la valorizzazione e la tutela del patrimonio culturale.

Sara Bonola                  

    2° Giornata....

"SINTESI CONVEGNO"

SESSIONE 2: MANUALE PER LA QUALITA’ NEI SITI WEB CULTURALI

Rossella Caffo (coordinatore progetto Minerva)



LA CARTA DI PARMA

La carta di Parma è un documento politico che riprende e rinforza i Principi di Lund.

Il Gruppo dei Rappresentanti Nazionali (NRG) per la digitalizzazione che si è riunito a Parma il 19 novembre 2003 si è accordato sulle premesse e gli articoli che costituiscono il Documento; questo progetto prende avvio dalla consapevolezza che la digitalizzazione è un passo essenziale affinché avvenga la conservazione e la valorizzazione dell’enorme ricchezza del patrimonio culturale e scientifico europeo, contribuendo così alla piena conoscenza dello stesso e alla creazione di nuovi servizi per i cittadini.

Gli argomenti trattati dalla Carta di Parma sono riassunti in dieci punti:

 

1)      Uso intelligente di internet

2)      Accessibilità

3)      Qualità

4)      Proprietà intellettuale e privacy

5)      Interoperabilità e standard

6)      Repertori e multilinguismo

7)      Benchmarking

8)      Relazioni con le istituzioni nazionali ed europee

9)      Allargamento e cooperazione

10)  Prospettive future.

 

Isabella Dujecquier e Fedora Filippi



PRESENTAZIONE DEL MANUALE PER LA QUALITA’ DEI SITI WEB CULTURALI

Il Manuale per i criteri di qualità nelle applicazioni Web Culturali rappresenta uno strumento utile per il raggiungimento di una piattaforma comune europea per promuovere l’accessibilità, unica per tutti i cittadini, del patrimonio culturale e scientifico attraverso Internet;questo manuale propone criteri per la qualità , non solo per quello che riguarda i contenuti,ma anche per altri fattori, come l’accessibilità delle tecnologie, e scopo dello stesso è garantire che un’informazione di qualità sul patrimonio culturale venga fornita secondo standard minimi europei.

Il manuale è organizzato in quattro sezioni principali:

1)      Definizioni generali, fondamenti e raccomandazioni;questa parte si è resa necessaria poiché l’argomento della qualità del web in ambito culturale si propone di fattori diversi:da una parte il mondo della cultura già definito da secoli, dall’altra un ambito tecnologico nuovo, in qualche modo rivoluzionario.

2)      Introduzione alla qualità:criteri generali per l’applicazione Web culturale (CWA); accessibilità e usabilità sono i concetti su cui si concentra questa parte poiché sono gli obiettivi che deve dare un progetto Web di qualità; un sito Web è accessibile quando il suo contenuto informativo è raggiungibile dai visitatori anche se sono utenti con esigenze particolari, mentre per definire l’usabilità bisogna considerare l’utente come il punto nodale nel progettare l’interfaccia, nei modi d’interazione e nell’organizzazione dei contenuti, per questo si sceglie una lista rappresentativa di utenti che la testano.

3)      La struttura di qualità di Minerva per CWA; la specifica missione del CWA richiede non solo che la generale qualità valida per tutte le applicazioni Web sia rispettata, ma necessita anche l’adozione di obiettivi specifici.

4)      Appendici;il manuale ha una serie di appendici; una delle più importanti è il catalogo dei pattern, ognuno dei quali definisce una soluzione sperimentata per un problema che si è verificato in un contesto specifico, esso è quindi caratterizzato da tre parti:contesto, problema e soluzione.

 

Franca Garzotto e Maria Pia Guermandi



VALUTARE LA QUALITA’: IL METODO MILE APPLICATO AI SITI WEB MUSEALI

 

Il metodo MILE (Milano-Lugano Evaluation method) definisce una tecnica generale per misurare la qualità in uso in un sito Web culturale; questo metodo coinvolge nella valutazione solo esperti di usabilità a cui si richiede di compiere un’ ispezione sistematica.



MILE è stato utilizzato da un gruppo di ricercatori del settore museale (comprendenti figure professionali differenziate) coordinati da IBC e Politecnico di Milano (che ha sviluppato il metodo) per valutare appunto siti Web museali; questa ricerca ha portato alla definizione di una versione di MILE specializzata nell’ ambito museale.

Peter S. Samis

0 O 1 NON SONO SUFFICIENTI : INFONDERE L’ ESPRESSIONE DI UNA SOCIETA’ NEI SITI WEB SUL PATRIMONIO CULTURALE DIGITALIZZATO

N.B.:non c’è documentazione su questo intervento;ha portato esempi di pagine web di qualità.



Ruggeri Miriam

 

"TAVOLA ROTONDA SULLE PROSPETTIVE FUTURE"


 

Definita la piattaforma programmatica di intervento necessaria per realizzare gli obiettivi esposti tramite i contributi dei vari relatori, rimane il non facile compito di delineare una strategia comune per tradurre in realtà le proposte ora solo su carta. Questo è lo scopo che si propone la conclusiva tavola, che vede il confronto tra i rappresentanti aziendali ad alto livello e tutti quei soggetti coinvolti a vario titolo nel processo di digitalizzazione del patrimonio culturale.

La responsabilità di moderare gli interventi e di tenere ancorato il discorso ad alcune linee guida fondamentali è affidata ad Alessandro Cecchi Paone, noto giornalista televisivo e divulgatore culturale di indubbia fama. La sua presentazione fa riferimento, inizialmente, all’approvazione della Carta di Parma, un documento sottoscritto il giorno prima dell’inizio dei lavori, che occupa un ruolo importante nel passaggio dall’astratto delle parole al concreto delle iniziative. L’intento è, infatti, di definire una serie di principi base condivisi da tutti gli Stati Membri in grado di indirizzare il progetto sulla strada dell’accessibilità e, insieme, della produttività.

Al termine dell’introduzione il giornalista sottolinea che l’obiettivo dell’incontro è di ascoltare valutazioni e giudizi dei vari attori coinvolti, con ruoli diversi, nel processo sopra citato.

Il breve intervento di Bernard Smith, capo unità EC-DG Information Society- Unit E5- Preservation and Cultural Heritage, si concentra su due punti principali: la relazione tra qualità ed economia e la constatazione che oggi esiste solo l’attenzione al rapporto tra qualità ed elemento digitale. Secondo il relatore lo sviluppo del rapporto tra standard qualitativi e mondo economico può essere realizzato solo tenendo conto delle esigenze degli utenti.

Luigi Caruso, presidente e amministratore delegato di Enterprise Digital Architects, principale finanziatore privato della Conferenza, delinea un quadro della situazione attuale delle imprese che investono nel campo delle tecnologie digitali. Sottolinea come la Carta di Parma contenga articoli di grande importanza tra i quali i fondamentali sono quelli sull’accessibilità, in particolar modo per quanto riguarda i disabili, rafforzati da una situazione reale favorevole e dal fatto che oggi la tecnologia è più facile da fruire rispetto a solo pochi anni fa. Caruso fa notare che tutti gli interventi connessi ai servizi elettronici iniziano ad avere costi meno elevati di un tempo, grazie all’aumento dell’entità degli investimenti nel settore.

La televisione digitale terrestre rappresenta (per lui) una nuova prospettiva di accesso all’informazione, che permetterà all’utente di essere a contatto più diretto con l’amministrazione e i beni culturali. L’iniziativa portata come esempio delle buone intenzioni dell’azienda è un progetto di connessione delle banche dati delle Amministrazioni locali intrapreso con il Governo con lo scopo di consentire l’ingresso al mondo culturale via rete anche agli anziani, ai disabili, alle casalinghe.



Umberto Paolucci, Presidente Microsoft Italia, illustra l’impegno (disinteressato) della sua azienda nell’ambito della valorizzazione del patrimonio culturale italiano soffermandosi sul progetto dell’Ambrosiana avviato allo scopo di mettere in linea il Codice Atlantico di Leonardo in 12 volumi recentemente acquistato da Bill Gates. Il dato che riporta per gli investimenti in Innovazione e Sviluppo, 20% dei profitti, è indubbiamente anomalo nel panorama italiano.

Il messaggio lanciato dal relatore consiste essenzialmente nella necessità di allargare il range di fruizione della cultura, in seguito alla preventiva realizzazione di infrastrutture adeguate, attraverso la progettazione di software scaricabili e di siti facilmente accessibili dagli utenti.

Il volantino pubblicitario letto da Rosario Amodeo, Amministratore Delegato Engeneering, ci fa sapere che l’azienda investe 15 milioni di euro l’anno per progetti di valorizzazione del patrimonio culturale italiano, ossia il 5% degli introiti, avendo a disposizione più di cento ricercatori. I progetti Teskeo e Brix sono la realizzazione concreta della mobilitazione di fondi dell’azienda: il primo riguarda il turismo culturale mentre il secondo, approvato dalla Commissione Europea, è finalizzato a redarre una piattaforma comune di ricerca nel campo dei siti web culturali.

Nino Tronchetti Provera, Vice Presidente e Amministratore Delegato Finsiel- Gruppo Telecom Italia, si chiede perché l’Italia, Paese culturale per eccellenza, non riesce ad essere protagonista nel campo della digitalizzazione dei beni e delle attività connesse a una delle sue caratteristiche principali. Gli ostacoli non riguardano certo le tecnologie, sviluppate per esempio in Francia dove sensori al silicio permettono la visualizzazione simultanea di interi musei, ma le infrastrutture di base. 

In realtà, sostiene il relatore, in Italia esiste una rete di interconnessione nazionale che collega diverse biblioteche sul territorio. Un problema comune a tutti è il vincolo di spesa anche se il costo delle tecnologie si sta gradualmente abbassando.

Provera conclude il suo intervento auspicando che la politica intervenga identificando solo poche priorità da sviluppare a fondo; non sostenendo tanti progetti di piccola mole e non collegati tra loro.

Sergio Giacoletto, Vice Presidente Esecutivo Oracle- EMEA, dopo aver posto l’accento sull’importanza di creare un unico accesso alla rete attraverso la crescita dei portali, si sofferma su problematiche inerenti l’utente/ cliente: per capire come e se i portali vengono utilizzati è necessario effettuare delle analisi conoscitive sull’utenza che deve essere sempre considerata come clientela.

Secondo il relatore le attese dell’utente e gli standard non devono essere definiti dalle Istituzioni Pubbliche ma dalle aziende che lavorano nel settore. I punti principali di successo saranno la personalizzazione delle interfacce, la multifunzionalità, la protezione dei contenuti del sistema, l’aumento della velocità dei dati. Giacoletto conclude rilevando l’importanza di analizzare gli ostacoli che impediscono ad una persona di essere utente e portando l’esempio di Amazon.com come dimostrazione che questa strada è percorribile con successo.

Secondo Elio Catania, Presidente e Amministratore Delegato IBM Italia, l’informatica viene troppo spesso percepita esclusivamente come strumento tecnologico: dovrebbe invece essere un mezzo abilitante ad un processo più profondo. Il concetto di marketing territoriale di tipo culturale ricorre spesso nel suo intervento che fa riferimento anche all’attenzione della sua azienda per il mondo dei disabili: va in tal senso la collaborazione con un’organizzazione non profit.

Le esperienze concrete illustrate sono l’impegno intrapreso per la digitalizzazione del museo del Cairo e di alcune opere di Michelangelo.



Marie-Françoise Delval, rappresentante dell’Avicom, un comitato non governativo per l’audiovisivo e le nuove tecnologie legato all’UNESCO costituito di una rete di esperti impiegati nei musei di tutto il mondo, crede nell’importanza dell’autorità della fonte e nell’accessibilità. In primo luogo, quindi, deve essere possibile comunicare con i creatori dei contenuti dei siti culturali; in secondo luogo deve essere presente un dispositivo che faciliti la navigazione e una mappa del sito. Il concetto di estetica del sito si basa sulla creazione di pagine web gradevoli, interattive, integrate in un documento unico che non abbia equivalenti cartacei. E’ necessario, inoltre, chiedersi se è presente un’archiviazione delle vecchie pagine web.

Delval insiste, in conclusione, sulla necessaria diversificazione dei target e sull’importanza della dimensione commerciale del problema.



Olafur Asgeirsson, Commissario per le Tecnologie dell’Informazione ICA/CIT, sostiene che gli archivi devono essere accessibili a tutti poiché sono fondamentali per lo sviluppo del governo elettronico (e-government).

 

Al termine delle relazioni dei partecipanti alla tavola rotonda sulle prospettive future chi meglio del Ministro per i beni e le attività culturali, Giuliano Urbani, avrebbe potuto avallare politicamente e istituzionalmente le intenzioni e le iniziative illustrate nei due intensi giorni di Conferenza ?



In effetti, se diamo retta al moderatore, proprio a Urbani erano state affidate le conclusioni dell’incontro: non c’era da preoccuparsi per la sua assenza iniziale, sarebbe arrivato dopo un’ora e mezza dall’inizio del dibattito. Ma il Ministro non arriverà per controversie governative da risolvere a Bruxelles determinando l’ennesima diserzione istituzionale del vertice.

Donelli Christian



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