Sociologia della comunicazione issr – Materea



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24.01.2018
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Sociologia della comunicazione

  • ISSR – Materea

  • Prof. Gianpaolo Grieco


Laboratorio

  • Cos’è la comunicazione?

  • Riesci sempre a comunicare quello che desideri?

  • Pensi sia necessario un corso per comunicare?

  • Ti è capitato qualche momento di cattiva comunicazione?

  • Dai le tue motivazioni!



Cosa stiamo a fare?

  • Inconsapevolmente competente

  • Consapevolmente Competente

  • Consapevolmente incompente

  • Inconsapevolmente incompente



Concetto di Comunicazione

  • Comunicazione

    • Communio = Cum- Munus (dono)
    • Communio = Cum- Munus (ufficio-impegno)
    • Comunione = metter in comune qualcosa
    • In tedesco Mitteilung = compartecipazione
    • Significato dinamico


Definizione di comunicazione

  • “uno scambio interattivo osservabile fra due o più partecipanti, dotato di intenzionalità reciproca e di un certo livello di consapevolezza, in grado di far condividere un determinato significato sulla base di sistemi simbolici e convenzionali di significazione e di segnalazione secondo la cultura di riferimento”

  • (L. ANOLLI)



Assiomi della Scuola di Palo Alto

  • Gli assiomi della comunicazione furono elaborati dalla scuola di Palo Alto (California), di cui uno dei maggiori esponenti fu Paul Watzlawick, ed indicano degli elementi sempre presenti in una comunicazione.

  • 1° assioma - È impossibile non comunicare. In qualsiasi tipo di interazione tra persone, anche il semplice guardarsi negli occhi, si sta comunicando sempre qualche cosa all'altro soggetto.

  • 2° assioma - In ogni comunicazione si ha una metacomunicazione che regolamenta i rapporti tra chi sta comunicando.

  • 3° assioma - Le variazioni dei flussi comunicativi all'interno di una comunicazione sono regolate dalla punteggiatura utilizzata dai soggetti che comunicano.

  • 4° assioma - Le comunicazioni possono essere di due tipi: analogiche (ad esempio le immagini, i segni) e digitali (le parole).

  • 5° assioma - Le comunicazioni possono essere di tipo simmetrico, in cui i soggetti che comunicano sono sullo stesso piano (ad esempio due amici), e di tipo complementare, in cui i soggetti che comunicano non sono sullo stesso piano (ad esempio la mamma con il figlio).



Si comunica!

  • È impossibile non comunicare,

  • non esiste un comportamento che non sia comunicativo

  • Paul Watzlawick (scuola di Palo Alto)

  • ps. non riconosce l'intenzionalità



Comunicazione

  • Verticale

    • Riferimento al contenuto
  • Orizzontale

    • Riferimento alla relazione
    • (meta-contenuto)
  • “Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto ed uno di relazione, in modo che il secondo classifica il primo diventando metacomunicazione” (Palo Alto)





Elementi della Comunicazione

  • Chi = Mittente

  • Cosa = contenuto del messaggio

  • A chi = Ricevente/destinatario

  • Come = Canale e codice

  • Quando e Dove = situazione e contesto

  • Perchè = finalità

          • Tali concetti verrano ripresi da Lasswell


Deittici

  • Elementi che richiamano a situazione precedenti

    • Es. Mi hanno detto che tu sei stato lì


Funzioni della Comunicazione - Jackobson

  • la funzione referenziale (riferita al contesto)

  • la funzione emotiva (riferita al mittente)

  • la funzione conativa (riferita al destinatario)

  • la funzione fàtica (riferita al contatto)

  • la funzione poetica (riferita al messaggio)

  • la funzione metalinguistica (riferita al codice).



  • 1.Funzione emotiva

  • basata sul mittente, s’impernia sulle manifestazioni linguistiche degli stati d’animo, delle emozioni, delle sensazioni

  • si traduce in elementi formali quali le interiezioni e l’intonazione (es. sono stanco)

  • 2.Funzione conativa

  • basata sul destinatario su cui opera un’imposizione di comportamento

  • si esprime linguisticamente nel vocativo e nell’imperativo, nell’esortativo e nelle interrogazioni (es. fai questo!)

  • 3.Funzione referenziale

  • basata sul referente (o contesto), ossia sull’oggetto del discorso, assolve lo scopo di fornire informazioni

  • ad esempio il linguaggio scientifico, fuori piove

  • 4.Funzione metalinguistica

  • basata sul codice, tende ad evidenziare le modalità di funzionamento della lingua

  • ad esempio la grammatica, “io è un pronome”

  • 5. Funzione fàtica

  • basata sul canale (o contatto), verifica il funzionamento del canale sul quale viene veicolato il messaggio e assicura la continuità dell’attenzione del destinatario

  • ad esempio le formule di saluto (ciao!, Pronto!)

  • 6. Funzione poetica

  • basata sul messaggio, di cui esalta l’elaborazione e la struttura

  • ad esempio il linguaggio letterario (non ragionar di loro ma guarda e passa)



inferenza

  • Testuale

    • Viene dal testo stesso che si “legge
  • Extra-testuale

    • Dalle esperienza acquisite


Contesto e situazione

  • Nello stesso contesto posso esserci differenti situazioni

  • ° con-testo: “contorna” il testo

  • ° situazione: “situa” la comunicazione all'interno di un contesto

  • es. Chiesa (contesto)

  • funerale, battesimo, S. Messa, veglia (situazione)



Relazioni interazione complementare e interazione simmetrica

  • Genitore

  • Adulto

  • Bambino



Il Codice

  • L’emittente e il ricevente devono conoscere il medesimo codice, ossia l’insieme delle regole che permettono di dare un significato e un valore ai segni e ai simboli utilizzati all’interno del messaggio stesso.

  • Devono deciderlo prima di cominciare un dialogo

  • transcodificazione



Sottocodici

  • Significato connotativo

  • (sfumature)



Uomo



Registri linguistici

  • Alto o formale





Contesto

  • L’insieme della situazione generale e delle particolari circostanze in cui ogni evento comunicativo è, per forza di cose, inserito



IL MECCANISMO DELLA COMUNICAZIONE VERBALE



Modello Postale della comunicazione



Il Modello Shannon-Weaver



Modello di Shannon

  • Le strategie elaborate da tale modello vanno nella direzione di:

  • - Scegliere il canale con maggiore grandezza di banda (quantità di informazione / unità di tempo);

  • - Scegliere un codice il più possibile condiviso e robusto;

  • - Codificare il messaggio in forma ridondante, per mantenerlo integro anche con rumori.

  • Manca però di riferimenti semantici del codice



Modello Jacobson

  • componente del processo interpretativo dell’attività linguistica dei partecipanti alla comunicazione (mittente e destinatario) che parte dall’analisi delle intenzioni:

  • primaria: effetto che il mittente vuole esercitare sull’individuo

  • secondaria: il modo in cui il destinatario riconosce l’intenzione del mittente aderendo (o rifiutando)

  • Per quanto il mittente sia capace non tutto di quello che “comunica” verrà recepito ma solo parte del messaggio.

  • Solo quando pensieri, intenzioni e mezzi linguistici sono comuni si ha una soddisfacente comprensione.



Modello Jacobson



Modello Jacobson

  • componente del processo interpretativo dell’attività linguistica dei partecipanti alla comunicazione (mittente e destinatario) che parte dall’analisi delle intenzioni:

  • primaria: effetto che il mittente vuole esercitare sull’individuo

  • secondaria: il modo in cui il destinatario riconosce l’intenzione del mittente aderendo (o rifiutando)

  • Per quanto il mittente sia capace non tutto di quello che “comunica” verrà recepito ma solo parte del messaggio.

  • Solo quando pensieri, intenzioni e mezzi linguistici sono comuni si ha una soddisfacente comprensione.





Comunicazione interpersonale



Comunicazione

  • Analogica

  • + efficace per trasmettere la relazione

  • Digitale

  • + preciso





Prossemica



Alcune situazioni



Teoria sulla relatività linguistica

  • La lingua è un “continuum”

  • Gli eschimesi hanno oltre 200 parole per dire “neve”

  • Dire “ti amo” e “ti voglio bene” in inglese si dice sempre “I love you”.





Componenti del Segno

  • Significante

  • (mezzo che usiamo per rappresentare il)

  • Significato



I segni si dividono in:

  • Indici

  • Icone

  • Simboli



Peirce





Modello di Lasswell

  • Un metodo corretto per descrivere un atto comunicativo consiste nel rispondere alle seguenti domande:

  • chi

  • dice che cosa

  • per mezzo di che canale

  • a chi

  • con quale effetto

  • primo tentativo di introdurre allo studio dei processi comunicativi, attribuendo ruoli e parti ai diversi soggetti coinvolti nonché precise dinamiche di interazione



Modello di Lasswell 2

  • Oltre a descrivere più analiticamente il processo comunicativo, il modello di Lasswell, come detto, si presta ad organizzare il campo della ricerca e dell'analisi in aree aventi distinti oggetti di indagine.

  • Prestare attenzione a "chi" attiva il processo comunicativo significa collocarsi nell'area di studio dell'emittenza: vale a dire di quei soggetti che producono messaggi comunicativi. Gli studi sull'organizzazione del lavoro giornalistico, delle emittenti televisive e delle nuove tecnologie della comunicazione si inscrivono all'interno di un filone di studi che ruotano intorno alla figura dell'emittente e che hanno percorso due strade, l'una tracciata dalla sociologia delle professioni, l'altra dalla sociologia del lavoro e dell'organizzazione.



  • Prestare attenzione a "cosa" viene comunicato, invece, comporta un'automatica collocazione nell'area di studio del messaggio. Il filone estremamente ricco della content analysis trova in Lasswell, infatti, il suo padre fondatore, con studi pionieristici sulle tecniche di persuasione utilizzate durante la prima guerra mondiale.

  • Prestare attenzione “a chi" è il destinatario del messaggio implica l'assunzione di un focus d'attenzione centrato sul pubblico dei media. Gli studi sull'audience dei media sono incredibilmente cresciuti negli ultimi anni, a testimonianza della centralità di una problematica a lungo ignorata.



  • Infine, prestare attenzione a "quali effetti" vengano attivati nei destinatari significa entrare di forza nel campo di studio degli effetti, che ha attraversato l'intera storia della mass communication research. Gli effetti intenzionali o inintenzionali, diretti o indiretti, a breve o a lungo termine rappresenteranno, infatti, sin dagli inizi, il campo privilegiato degli studiosi alla perenne ricerca di conseguenze attribuibili all'azione dei media.



Modello di Lasswell



La semiotica interpretativa ovvero negoziazione tra testo e lettore



  • Fin dal 1962 - in una fase pre-semiotica della sua ricerca - Eco si era occupato della questione della interpretazione dei testi;

  • dapprima viene elaborata una estetica della ricezione testuale, in cui il ruolo del lettore era fortemente attivo e creativo nei confronti della definizione del senso del testo.

  • In seguito Eco ha notevolmente ristretto la libertà del lettore o fruitore del testo, prima con la teoria già citata della cooperazione interpretativa tra testo e lettore, poi con una vera e propria definizione dei limiti dell'interpretazione. In sostanza, secondo Eco, si può definire propriamente interpretazione di un testo solo quella lettura che sia giustificata e comprovata dalle strutture testuali medesime; ogni lettura del testo che vada oltre tale giustificazione testuale dovrà essere definita un uso del testo medesimo e non avrà l'obbligo di essere coerente con il testo da cui deriva.da oltre tale giustificazione testuale dovrà essere definita un uso del testo medesimo e non avrà l'obbligo di essere coerente con il testo da cui deriva.



Sapere “enciclopedico” di Eco

  • Altra questione centrale nella ricerca di Eco è il problema del significato. In sostanza Eco ha proposto un modello semantico a istruzioni in formato di enciclopedia. La metafora dell'enciclopedia serve ad Eco per evidenziare la differente struttura interna del modello di sapere da lui utilizzata che si definisce come una rete di unità culturali tra loro interconnesse.

  • Il modello ad enciclopedia viene contrapposto a più rigidi modelli semantici a dizionario in cui ogni significato è semplicemente definito da una serie di unità minime tra loro interdefinite e autosufficienti (semantica strutturale).



Competenza ipertestuale

  • Ma il funzionamento del processo cognitivo che porta all'identificazione del significato è molto più aperta ed è legata all'attivazione di porzioni del sapere culturale complessivo in ragione delle esigenze contestuali. Il significato è infatti determinato dall'uso di concetti legati alla nostra generale esperienza o conoscenza del mondo, a stereotipi e strutture culturalmente predefinite che abbiamo appreso nel tempo e/o da altri testi (competenza intertestuale). La nozione di enciclopedia è quindi un postulato semiotico o ipotesi regolativa che non può essere descritta nella sua totalità, ma che può rendere ragione dei meccanismi di costruzione e negoziazione del senso nei diversi contesti comunicativi.



Contenuto nucleare

  • Eco cerca di individuare i processi cognitivi che stanno alle spalle della negoziazione culturale del senso. Secondo Eco posti di fronte ad un nuovo fenomeno, attraverso un meccanismo di inferenza percettiva, noi ci costruiamo dei tipi cognitivi - "privati" o individuali -, mentre sul piano dell'accordo comunicativo, quindi sul versante intersoggettivo e culturale, ci troviamo di fronte alla elaborazione di quello che Eco chiama

  • contenuto nucleare, costituito dall'insieme delle diverse interpretazioni e concezioni dell'oggetto in uso.

  • contenuto molare: conoscenza più specifica e "professionale" propria solo di alcuni soggetti



Fagocitazione, manipolazione, inferenza multipla (Paul Cornea)

  • la fase cruciale della comprensione di un testo consiste nella

  • negoziazione del senso

  • un procedimento che ha lo scopo di mediare tra il repertorio del lettore e le nuove percezioni di lettura.

  • Il lettore integra i significati parziali e provvisori di parole, frasi, capoversi in ipotesi globali da ulteriormente controllare nella continuazione della lettura

  • Per comprendere la cornice semantica di un enunciato occorre attualizzare determinate aree semantiche delle parole che contiene e tenerne sotto narcosi altre, ma per capire quali aree semantiche delle parole occorre attualizzare occorre essere a conoscenza della cornice semantica del testo nel suo insieme.



cornice semantica conveniente

  • cornice semantica conveniente

  • E presupponendo intuitivamente

  • i significati accettabili di una data situazione.

    • Il processo è di doppio adattamento:
  • dalla cornice alle occorrenze e dalle occorrenze alla cornice.

        • La comprensione del senso globale e quella del significato particolare vanno di pari passo. Se però dovessimo dare una priorità a uno dei due elementi, ne uscirebbe prevalente il senso globale perché il senso non è dato dalla somma dei segni, ma è il senso a dividersi in segni particolari, le parole.


Testo chiuso e testo aperto

  • Un testo si definisce:

    • Chiuso quando non ha altri modi di interpretazioni
    • Aperto quando si apre a differenti possibilità di interpretazione
  • -----------------------------------------------

  • Quando l'attività del lettore è lanciata alla sua velocità massima perché non incontra ostacoli, la negoziazione del senso è talmente facile e al di fuori del pieno controllo consapevole che non viene nemmeno percepita come tale.

  • Quando l'attività del lettore viene rallentata, siamo in presenza di difficoltà di lettura, come per esempio una parola sconosciuta. La lettura può riprendere solo dopo che alla parola in questione viene (provvisoriamente come sempre) attribuito un significato, o dopo avere consultato un testo, o per abduzione, per congettura basata sulle opportunità di attivazione di significati plausibili nel co-testo e nel contesto.

  • Nei testi fortemente referenziali, "chiusi", tali difficoltà di decodifica possono essere causate involontariamente dall'autore, oppure da difficoltà lessicali legate a linguaggi settoriali, tecnicismi che vengono introdotti all'attenzione del lettore. Nei testi non strettamente informativi, più tendenti all'autoreferenzialità, dal punto di vista dell'autore le difficoltà di decodifica sono calcolate e fanno parte della strategia dell'autore, che vuole mettere alla prova la capacità o lo stato di attenzione del lettore.



Accettare il testo

  • Sia per il lettore convenzionale, sia per il lettore traduttore, gli atteggiamenti possibili di fronte a difficoltà sono due: reazione o rinuncia. In quest'ultimo caso, di rifiuto della provocazione dell'autore, a farne le spese senza alcuna colpa è il lettore del metatesto. Nel caso invece in cui si propenda per affrontare le difficoltà, la negoziazione del senso viene suddivisa da Cornea in tre procedimenti:

  • fagocitazione

  • manipolazione simbolica

  • inferenza multipla



Abitudine

  • La memoria delle percezioni passate crea una sorta di banca dati individuale parzialmente inconscia che però, sebbene a livello subliminale, interviene attivamente per accorpare percetti affini e sistematizzarli in categorie. Le interpretazioni cui dà luogo una stringa di testo costituiscono una memoria storica che fa sì che le percezioni successive di stringhe di testo uguali o analoghe possano essere confrontate e, se è il caso, assimilate alle percezioni e interpretazioni precedenti.

  • Il rioccorrere di tali associazioni è ciò che dà luogo all'abitudine, alla generalizzazione dell'esperienza e al tentativo di ergere un fascio di esperienze al rango di norma (regolarità):



Le abitudini hanno gradi di forza che variano dalla dissociazione completa all'associazione inseparabile. Questi gradi sono un misto di prontezza all'azione, ossia eccitabilità e altri ingredienti che non è il caso di esaminare separatamente qui. Il cambiamento d'abitudine consiste spesso nell'innalzare o nell'abbassare la forza di un'abitudine. Spesso le abitudini differiscono per durata (che analogamente è una qualità composita).

  • Le abitudini hanno gradi di forza che variano dalla dissociazione completa all'associazione inseparabile. Questi gradi sono un misto di prontezza all'azione, ossia eccitabilità e altri ingredienti che non è il caso di esaminare separatamente qui. Il cambiamento d'abitudine consiste spesso nell'innalzare o nell'abbassare la forza di un'abitudine. Spesso le abitudini differiscono per durata (che analogamente è una qualità composita).

  • Il lettore esperto legge, guidato dall'abitudine interpretativa, grazie alla quale la sua lettura può procedere spedita seguendo norme generali sulla regolarità, finché non s'incaglia in qualche zona di testo marcata, in qualche scoglio che richiede una navigazione a vista, un'attenzione particolare per riuscire ad affrontare le peculiarità estetiche e interpretative specifiche. Qui l'abitudine non fa al caso interpretativo del lettore, e quindi occorre sopperirvi con un fresco impiego di applicazione analitica ad hoc.



Abitudine

  • Le abitudini, le generalizzazioni,non sono un vicolo cieco ma, come gli altri due vertici della triade, comunicano con ciascuno degli altri elementi. Abbiamo visto che la percezione istintiva gradualmente porta all'accumulo di esperienza, e che l'accumulo di esperienza a sua volta porta al costituirsi di abitudini. Ma le abitudini, una volta formate, quando cominciano a dare luogo a regolarità percettive e a ritmi di lettura più veloci, sono entità statiche? Le generalizzazioni hanno valore assoluto e permanente?

  • La risposta è no, e si capisce facilmente perché. L'esperienza e l'abitudine si fondano sulla possibilità di catalogare le percezioni di lettura e di interpretazione. Tale catalogazione implica una semplificazione e l'istituzione di una norma (intesa, in senso descrittivo, come caso statisticamente più frequente, regolarità) e di una serie di modi, di tempi e di quantità di scostamento standard dalla norma.



L'elemento di novità, il testo marcato, richiama l'attenzione del sistema di lettura vigile il quale, dopo un tempo di decodifica appesantito dalla difficoltà, finisce per compiere l'atto interpretativo. Al termine, l'elemento nuovo è stato letto e interpretato, e il ciclo percezione - esperienza - abitudine si compie, con la peculiarità che la percezione nuova dà luogo a un'esperienza nuova, alla quale l'abitudine (vecchia) non è applicabile e deve perciò essere adattata. Da qui scatta il segnale d'allarme e si ha - per il passo in cui è necessario - la decodifica consapevole, lenta, analitica.

  • L'elemento di novità, il testo marcato, richiama l'attenzione del sistema di lettura vigile il quale, dopo un tempo di decodifica appesantito dalla difficoltà, finisce per compiere l'atto interpretativo. Al termine, l'elemento nuovo è stato letto e interpretato, e il ciclo percezione - esperienza - abitudine si compie, con la peculiarità che la percezione nuova dà luogo a un'esperienza nuova, alla quale l'abitudine (vecchia) non è applicabile e deve perciò essere adattata. Da qui scatta il segnale d'allarme e si ha - per il passo in cui è necessario - la decodifica consapevole, lenta, analitica.







Storia dei Media

  • “I media, attraverso i quali gli uomini comunicano, influenzano la loro lingua, il loro modo di pensare e anche, direttamente e indirettamente, le società in cui essi vivono”

  • (M. Baldini, Storia della comunicazione, in Dizionario della Comunicazione, Carocci 2009)



rapidità di circolazione delle informazioni

  • rapidità di circolazione delle informazioni

  • (tempo, spazio e persone)

  • costi sempre più bassi.







Media

  • Voce

  • Scrittura

  • Stampa

  • Radio

  • Cinema

  • Televisione

  • Internet

  • Web 2.0



Linguaggio verbale

  • Differenzia l'uomo dagli animali

  • Differenti teorie

  • Si comincia con l'assegnare un suono ad un oggetto e si finisce per creare una vera e propria struttura mentale









Scrittura

  • La scrittura è un sistema codificato di marcatori visivi per mezzo del quale lo scrivere poteva determinare le parole esatte che avrebbe poi successivamente prodotto il lettore



Scrittura

  • Disegni preistorici

  • 4000 a. C. pittogrammi egizi

  • 1300 a. C. alfabeto fenicio

  • Alfabeto ebraico

  • Alfabeto greco

  • Alfabeto latino

  • Alfabeto cirillico



Cinese



Ebraico





































Radio

  • Telegrafo

  • Telefono

  • Radio (broadcast) – inizio '800















Internet

  • 1969 Arpanet

  • Ridondanza

  • Architettura policefala

  • 1970 internet

  • 1971 posta elettronica



























Comunicazione mediata dal Computer

  • Formato digitale

  • Più livelli (multimediale)

  • Interattività

  • Ipertesto

  • Cyberspazio (rete in quanto luogo)



Teorie Sociopsicologiche sulla CMC

  • La Comunicazione Mediata dal Computer è una forma di comunicazione ibrida, non riconducibile né alla comunicazione interpersonale, né ai mass media. Esistono vari filoni di pensiero sulla CMC:

  • CMC socialmente povera, negli anni ’80, studiata dagli psicologi per valutarne gli effetti sulle persone; la comunicazione avveniva all’interno delle aziende e più generalmente in ambito lavorativo. Secondo il Reduced Social Cues la comunicazione è inevitabilmente povera dal punto di vista sociale.



CMC socialmente ricca, negli anni ’90, studiata dagli antropologi e dagli etnografi che cercano di studiare la cultura creatasi nei gruppi on-line; l’RSC viene criticato, cominciando a considerare il contesto sociale nel quale la comunicazione prende vita. La comunicazione telematica è ora alla portata domestica; si creano le prime comunità virtuali.

  • CMC socialmente ricca, negli anni ’90, studiata dagli antropologi e dagli etnografi che cercano di studiare la cultura creatasi nei gruppi on-line; l’RSC viene criticato, cominciando a considerare il contesto sociale nel quale la comunicazione prende vita. La comunicazione telematica è ora alla portata domestica; si creano le prime comunità virtuali.

  • CMC come dimensione quotidiana, nel nuovo millennio, studiata dai sociologi che valutano i cambiamenti della CMC sull’intera società. La massificazione del mezzo rende la CMC una dimensione quotidiana di ogni cittadino del mondo occidentale.



La vita online

  • La comunicazione grazie alle nuove tecnologie è diventata, se vogliamo, più facile per tutti.

  • L’intenzionalità al relazionarsi ha portato anche a degli stratagemmi per superare le barriere del media,

  • come le faccine []

  • il nuovo lessico della CMC [xkè].

  • creazione di questa identità, un nickname.

  • La costruzione della propria personalità può avvenire anche attraverso una homepage o un blog.

  • La frammentazione della propria identità reale può anche portare alla costruzione di più identità, atte a comunicare con tipologie di persone totalmente diverse. Gli studi più recenti tendono a superare la concezione delle identità virtuali come via di fuga dalla realtà. Piuttosto si pensa ad una realtà parallela dove le conseguenze delle proprie azioni si ripercuotono entro limiti accettabili: la rete può essere vista allora come un nuovo moratorium, una situazione di formazione della personalità.



Media

  • Il media precedente ingloba e sviluppa il precedente

  • Il precedente assume una “forma” diversa



Teoria sui media

  • Teoria dell'ago ipodermico

  • considera i mass media come potenti strumenti persuasivi che agiscono direttamente su di una massa passiva e inerte. La teoria ipodermica è il primo tentativo di comprendere il funzionamento della comunicazione interpersonale in maniera sistematica, viene sviluppata negli anni quaranta sulla base delle ricerche della psicologia comportamentale, e in base a questo filone psicologico vede la comunicazione come un processo diretto di stimolo e risposta.



Teoria sui media

  • Teoria degli effetti limitati e il flusso di comunicazione a due stadi:

  • il messaggio dei media viene recepito dal pubblico grazie a una categoria di persone che occupano posti-chiave nei reticoli di relazioni interpersonali, i leader d’opinione.



Teoria critica

  • Influenzata dal Marxismo

  • I mass media svolgono le loro azioni solo per raggiungere utili economici, manipolando i valori del pubblico



Teoria sui media

  • struttural-funzionalismo

  • studia i media distinguendoli non più per i loro obiettivi ma per le loro funzioni, si arriva alla teoria di usi e gratificazioni: la funzione dei media viene assimilata all’uso strumentale che il pubblico fa dei mezzi di comunicazione di massa, al fine di soddisfare i propri bisogni e di riceverne così una gratificazione.



Cultural studies

  • Il concetto di cultura cambia e viene inteso come un insieme di processi sociali e storici

  • Nasce qui il modello encoding-decoding: qualsiasi prodotto mediale nasce da una messa in codice (encoding) da parte di un’organizzazione al cui vertice troviamo l’autore. Una volta messo in circolo, il messaggio sarà decodificato (decoding) dal pubblico, portando a tre diversi casi:

  • Lettura egemonica-dominante

  • Lettura negoziata

  • Lettura oppositiva



encoding-decoding

  • lettura egemonica-dominante, il punto di vista dell’autore appare l’unico anche per lo spettatore.

  • lettura negoziata, accanto al punto di vista dell’autore appaiono considerazioni autonome.

  • lettura oppositiva, quando il messaggio viene letto in modo antagonista e inserito in un contesto opposto a quello dell’emittente.

  • Importante ricordare che per la prima volta viene riconosciuto al pubblico un ruolo attivo.





Scuola di Toronto

  • nuova considerazione dei media:

  • La tecnologia: il motore del mutamento, forza che può determinare la direzione del mutamento della società.

  • Ogni tecnologia porta con sé un bias, cioè una tendenza alla conservazione del sapere. Ogni media (dal papiro alle moderne tecnologie) si è evoluto in una sorta di scala: il nuovo media inglobava quello precedente e le informazioni in esso contenute. Si sono verificate delle vere e proprie mutazioni antropologiche, come quelle dell’uomo. I media stessi vengono considerati come una sorta di estensione dell’uomo (la scrittura, estensione della memoria; il telefono, estensione di voce e udito) ma anche come una sorta di estensione di consapevolezza.



Teorie moderne

  • Tali processi portano alla nascita del villaggio globale, con la conseguente differenziazione in media caldi (stimolano un solo senso, radio) e media freddi (abbisognano di più partecipazione da parte dell’utente, televisione, telefono e internet).

  • La scuola di Toronto tende a disinteressarsi al contenuto dei media, preferendo lo studio del media vero e proprio, poiché il contenuto del media è pur sempre un altro media: il contenuto della scrittura è il discorso, così come la parola scritta è contenuta nella stampa, ecc… Ogni nuovo media tende ad inglobare i media precedenti: in questa accezione, internet contiene tutti i media.



Teorie moderne

  • -Modello dei differenziali di conoscenza: l’informazione è potere. I media accentuano le differenze vigenti tra popolazioni. Digital divide tra paesi ricchi e poveri

  • -La spirale del silenzio: analizza TV. Il pubblico in breve non sarà + capace di scegliere perchè i contenuti saranno tutti uguali (consonanza e cumulatività). l’utente si darà al conformismo per non essere isolato, entrando in una spirale del silenzio.



Teorie moderne

  • -La coltivazione televisiva: il pubblico assorbe gli stereotipi e gli stili della tv. Chi vedrà violenza in tv sarà ansioso nella vita reale. Ma se fossero già gli ansiosi a guardare più tv?

  • -L’Agenda setting: analizza il divario tra realtà vissuta e realtà che appare dai media. I media dicono alla gente quali temi sono importanti, dandone anche un ordine di priorità in base allo spazio dedicatogli dai programmi. I media non dicono come pensare, ma su cosa.







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