Sommario N. 2 Anno Marzo/Aprile 2012 editoriale un amore trasfigurato e appassionato



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2. Una risposta totalizzante

Nel Vangelo ascoltiamo la chiamata di Gesù: «Seguimi!». E arriviamo allora ad una seconda domanda. Essa ci è sovente posta a Taizé e anche voi la conoscete bene: rispondere all’amore con tutto il nostro essere, certamente si può, ma è possibile rispondere con un impegno che duri tutta la vita? Come discernere se ne sono capace?

In ciascuno c’è il desiderio di un avvenire felice. Ma un giovane può avere l’impressione di essere condizionato così tanto dai limiti che talvolta lo scoraggiamento lo minaccia.

Tuttavia Dio è presente. Dà a ciascuno di assumere le situazioni della propria vita per come sono, per creare partendo da ciò che esiste. Nessuno vorrebbe impantanarsi nei sogni di un’esistenza idealizzata. Accettiamo ciò che noi siamo ed anche ciò che noi non siamo. Ecco un primo passo per rispondere alla domanda del discernimento di un impegno per tutta la vita.

Poi, cercare un avvenire felice comporta delle scelte.

Alcuni assumono opzioni coraggiose per seguire Cristo nella loro vita famigliare, nella società, in un impegno per gli altri. Vi sono alcuni che si domandano: come seguire Cristo scegliendo il cammino del celibato? Ogni vita alla sequela di Cristo è la risposta ad una vocazione. Come dicono bene gli Orientamenti pastorali dell’Episcopato italiano per questo decennio: «L’accoglienza del dono dello Spirito porta ad abbracciare tutta la vita come vocazione».

A colui o a colei che cerca di discernere se è possibile rispondere all’amore di Dio facendo una scelta per sempre sia per il celibato sia per l’amore di un’altra persona, io direi: di fronte ad un tale impegno, ci può essere in te un’esitazione. Ma, andando più in profondità, troverai la gioia per donarti completamente. Felice chi non si abbandona alla paura, ma alla presenza dello Spirito Santo.

Forse fai fatica nel credere che Dio ti chiama personalmente e che aspetta da parte tua di essere amato. Sappi che la tua vita è importante ai suoi occhi. Chiamandoti, Dio non stabilisce ciò che tu dovrai compiere. Il suo appello è soprattutto un incontro. Lasciati accogliere dal Cristo e scoprirai il cammino da intraprendere.

Dio ti invita alla libertà. Non fa di te un essere passivo. Attraverso il suo Spirito Santo, Dio abita in te, ma non si sostituisce a te. Al contrario, risveglia energie insospettate.

Giovane, puoi avere paura ed essere tentato di non scegliere, per custodire tutte le possibilità aperte. Ma come potrai trovare una realizzazione restando fermo al bivio?

Accetta che ci sia in te un’attesa incompiuta e anche delle domande irrisolte. Confidati nella trasparenza del cuore. Ci sono nella Chiesa delle persone per ascoltarti. Un accompagnamento che dura nel tempo permetterà un discernimento per donarti completamente.
Sì, che ogni giovane possa comprendere che fare una scelta, assumere un impegno è per nulla in contraddizione con la libertà. E cito ancora questa frase fondamentale degli Orientamenti pastorali: «Nell’educazione, la libertà è il presupposto indispensabile per la crescita della persona».




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