Sommario N. 2 Anno Marzo/Aprile 2012 editoriale un amore trasfigurato e appassionato



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2. L’amore è assoluto

Perché l’amore è totalizzante, coinvolge tutto l’essere, invade tutti i pensieri e prende tutte le energie. È la seconda dimensione dell’amore: esso è “assoluto”. La passione è travolgente; perciò, nel

Cantico, alla tenerezza si accompagnano espressioni forti che dicono la sensazione di perdersi, dolcemente, in tanta bellezza e in tanto amore. Ecco le parole con cui la ragazza del Cantico esprime questo sentimento:
Rianimatemi con uva passa,

ridatemi le forze con le mele,

sto morendo d’amore (2,5).
E poi:
Io vi scongiuro,

ragazze di Gerusalemme,

se trovate l’amor mio

che gli direte?

Ditegli, vi prego,

che sto morendo d’amore per lui (5,8).
L’amore è come una malattia, dolcissima, che illanguidisce e insieme dà forza. Se ho tradotto “sto morendo” è per dire tutta l’intensità del sentimento, con un’espressione che spesso gli innamorati usano; lei nel testo ebraico dice, letteralmente, che è “malata d’amore”, ma non chiede di essere guarita, chiede solo di essere aiutata e sostenuta, rianimata in quel suo venir meno, per vivere ancora più intensamente la sua dolce, travolgente “malattia”; una malattia che non uccide, ma fa vivere, perché è un libero abbandonarsi, in un totale dono di sé. E lei vuole che lui lo sappia, il suo amore deve essere dichiarato; non è un amore da vivere nel segreto. Lei muore di un amore ricambiato, da questa certezza viene la sua richiesta.

E anche lui, infatti, è nello stesso languore, e si dice stordito dalla bellezza di lei:


Come sono dolci le tue carezze,

sorella mia, mia sposa,

inebriano più del vino;

stordisce il tuo profumo,

più di tutte le essenze (4,10).
E ancora, anche se con un’immagine finale di difficile decifrazione:
Nel giardino dei noci sono sceso,

a vedere i germogli della valle,

a guardare se le viti hanno gemmato,

se è fiorito il melograno.

Ma ora non so più nulla, sono smarrito.

Mi sta portando via il mio desiderio,

come su un cocchio di principi (6,11-12).
Anche per lui la passione è irresistibile ed egli ne è sopraffatto, il desiderio lo travolge, quasi portandolo fuori di sé. Tutto fa allusione ad una felice intimità, alla gioia di un’unione che accende il desiderio, tanto da sentirsi smarriti e trascinati via, per perdersi nell’oggetto del proprio amore. Così è anche nel rapporto con Dio, nella dolcezza di perdersi in Lui, nel suo amore, e in Lui pienamente ritrovarsi.



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