Sono passati undici anni dal mio abschluss prufung a Essen, IL mio esame di diploma in buhnentanz, ‘danza di palcoscenico’ let



Scaricare 271.28 Kb.
Pagina29/37
28.03.2019
Dimensione del file271.28 Kb.
1   ...   25   26   27   28   29   30   31   32   ...   37

Una giornata a Essen Werden



Sveglia alle otto, colazione veloce, di corsa a scuola, a piedi perché a Werden è tutto vicino. Nello spogliatoio delle ragazze, un grande stanzone seminterrato, siamo in tante, tutte le classi, primo, secondo, terzo, e quarto anno. Iniziamo tutti con la lezione di classico. Non si parla troppo, ci si prepara, la tenuta da training è quasi un costume, bisogna essere pettinate, scarpette in ordine, vestiti attillati, body e calzamaglie, preferibilmente scuri per superare il difficile confronto con lo specchio. Si lotta con le linee perfette e irraggiungibili del balletto classico e lo specchio è sempre un nemico. Come guerrieri entriamo in sala in silenzio, cominciamo a scaldarci, inizia la sbarra, inizia la lotta. “Alles was man hat zu strecken” dice Susanne Linke in un intervista:“Tutto ciò che si ha, stenderlo”, superare la pigrizia del corpo, allungare, tendere, tirare, rimanere in equilibrio trovando il baricentro del corpo allungato in improbabili forme, tra forze opposte. Centro, adagio, salti, giri, diagonale. Esercizio di memoria, imparare le sequenze, saper leggere il movimento che il maestro mostra, ricordare il ritmo, danzare con la musica mentre si fa attenzione a ogni minimo dettaglio. La variazione in diagonale ci gratifica sempre un po’; finalmente si riesce a danzare a tempo di walzer, ma sempre facendo molta attenzione che tutto sia corretto, rispettando la forma precisa di ogni passo, le transizioni nella combinazione dei passi e il tempo.

La lezione finisce e ci riposiamo dieci minuti. Oggi c’è Malou in Alten Aula, la sala grande dove si mostrano le coreografie degli studenti. Ci mostra un passo di walzer da fare in diagonale. Mi lancio nella danza ma Malou grida: “Caterina! What are you doing?!”, mi fa vedere il passo e dice che sto facendo un’altra cosa. Esattezza anche alla lezione di moderno. Non si può ancora danzare, bisogna acquisire consapevolezza, coscienza del proprio movimento, percezione del proprio corpo nello spazio. Bisogna riuscire a vedersi dal di fuori, solo così si può pretendere di danzare. Poi Malou ci chiede di camminare in diagonale e con un solo gesto mostrare la nostalgia e l’amore. Camminiamo e la nostra creatività sembra bloccata di fronte a una maestra così severa. Più la nostra paura di essere giudicati aumenta, più compiamo gesti falsi, esteriori, per nasconderci o proteggerci. Ci aspettiamo da un momento all’altro il fatidico “Non ti credo” e procediamo circospetti, sperando di non farci troppo notare. Speriamo che Malou non ci guardi mentre passiamo, che in quel momento stia guardando qualcun’ altro. Infatti ecco che Malou entusiasta ci ferma per mostrarci il gesto di qualcuno che è riuscito ad essere semplice, onesto. Qualcuno della classe che l’ha convinta, a cui lei ha creduto. Impariamo tutti quel gesto e cerchiamo di capire dove sia la verità e l’onestà che stiamo cercando. Forse è solo nel semplice essere se stessi, nel non aver paura del giudizio.

Finisce la lezione possiamo andare a pranzo.

Oggi non torno a casa, preferisco andare a mensa con qualcuno, dopo c’è la lezione di flamenco. A mensa c’è tutta la scuola, studenti e professori degli altri dipartimenti, musicisti, attori, mimi.

Non faccio un pasto completo, troppo calorico. Che c’è oggi? Nudeln, patate, pesce. Nemmeno il menù vegetariano. Oggi opterò per uno yogurt, cereali, oppure un’insalata? Troppe salse e poi dopo c’è flamenco. Meglio restare leggeri. Yogurt, un caffè ,un dolce.

Lezione di flamenco. Ritmo, piedi e testa, controtempo. Port de bras, mani forti ed espressive.

Oggi vado a casa dopo questa lezione. Domani ho fissato una sala per provare una coreografia con tre compagne. Tra venti giorni deve essere pronta per partecipare al Vorzeigen davanti ai maestri.

Vivo con Cris e Ursula e qualche volta ceniamo insieme. Questa sera potremmo cucinare qualcosa di Italiano.

Cena davanti al camino, parliamo dei maestri, della classe, delle nostre frustrazioni e desideri, ma siamo molto stanchi e andiamo a letto presto.

Domani si ricomincia alle nove!




Condividi con i tuoi amici:
1   ...   25   26   27   28   29   30   31   32   ...   37


©astratto.info 2019
invia messaggio

    Pagina principale