Sono rimedi da sempre utilizzati nel trattamento di



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01.06.2018
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Sia il Salice che la Spirea sono rimedi da sempre utilizzati nel trattamento di:

  • Sia il Salice che la Spirea sono rimedi da sempre utilizzati nel trattamento di:

  • forme reumatiche;

  • mal di testa;

  • cefalee;

  • stati febbrili e influenzali.



La salicina che si trova in basse dosi (1-2%) nella corteccia di salice bianco, viene convertita in acido salicilico dal fegato e dall’intestino.

  • La salicina che si trova in basse dosi (1-2%) nella corteccia di salice bianco, viene convertita in acido salicilico dal fegato e dall’intestino.













Vitamina idrosolubile che svolge nell’organismo varie funzioni

  • Vitamina idrosolubile che svolge nell’organismo varie funzioni

  • Una grave carenza di tale vitamina provoca una malattia chiamata SCORBUTO

  • E’ proprio per cercare di curare lo scorbuto che venne scoperto il succo di limone come alimento antiscorbuto nel 1700 e a seguire tanti altri alimenti

  • Solo nel 1921 venne dato il nome di Vitamina C al composto anti-scorbuto, nel 1930 venne isolata e cristalizzata.

  • Nel 1934 Haworth ne determinò

  • la struttura e riuscì a sintetizzarla

  • (PREMIO NOBEL per la chimica)



Denominazione chimica :

  • Denominazione chimica :

  • acido L-ascorbico

  • La vitamina C è largamente presente negli ortaggi e nella frutta: tra le fonti principali vi sono gli agrumi, i kiwi, le fragole, il ribes nero, le verdure a foglia scura (broccoli, crescione, spinaci, cavolo), i pomodori e le patate. Per mantenere attive le proprietà della vitamina C contenuta nei cibi occorre evitare una cottura prolungata ed è preferibile consumare frutta e verdura fresche, che vanno tenute al riparo da luce e calore, ma non congelate.



In alcuni casi è opportuno integrare la quantità assunta con la dieta con integratori alimentari contenenti la suddetta vitamina

  • In alcuni casi è opportuno integrare la quantità assunta con la dieta con integratori alimentari contenenti la suddetta vitamina





  • Molti credono che la vitamina C contenuta nella frutta sia più efficace di quella sintetizzata dall’industria farmaceutica, perché la prima è “naturale” (e quindi “pura”) mentre la seconda è “artificiale” (e quindi “nociva”). Niente di più falso: la vitamina C estratta dagli agrumi e quella di sintesi, allo stesso grado di purezza, sono assolutamente indistinguibili, sono la stessa sostanza e quindi hanno gli stessi effetti. In linguaggio chimico ciò si traduce dicendo che:

  • LE PROPRIETÀ DI UNA SOSTANZA SONO DETERMINATE DALLA SUA STRUTTURA MOLECOLARE (CHE È UNICA) E NON DAL COME È STATA OTTENUTA.





Processo di estrazione della vitamina C

  • Processo di estrazione della vitamina C

    • SOLVENTE: acqua calda (la vitamina C infatti è idrosolubile).
    • PROBLEMA: il processo di estrazione non è selettivo e l’estratto che si ottiene contiene grandi quantità di prodotti indesiderati (contaminanti ma anche prodotti allergenici per alcune tipologie di pazienti).
    • La successiva purificazione della vitamina estratta richiede l’utilizzo di sostanze chimiche che possono residuare nel prodotto finito in piccole quantità.
    • La purificazione comporta inoltre una perdita delle caratteristiche funzionali della vitamina stessa (che è termolabile).
    • Alcuni contaminanti “nascosti” sono ad esempio metalli pesanti, aflatossine e residui di pesticidi.


  • La vitamina C può anche essere contaminata da organismi geneticamente modificati. Si è visto infatti che tutta la produzione di Vitamina C in America è ottenuta da mais geneticamente modificato (OGM)

  • Per reperire vitamina C non-GMO bisogna uscire dagli Stati Uniti. Non esiste un fornitore di acido ascorbico non-GMO certificato organico in nessun luogo degli Stati Uniti. La stessa produzione di acido ascorbico non-GMO è impossibile negli USA perché tutte le attrezzature sono contaminate con residui di organismi GM.



ANCHE LE VITAMINE CHE SIANO NATURALI O DI SINTESI POSSONO ESSERE TOSSICHE SE ASSUNTE IN MANIERA SBAGLIATA!

  • ANCHE LE VITAMINE CHE SIANO NATURALI O DI SINTESI POSSONO ESSERE TOSSICHE SE ASSUNTE IN MANIERA SBAGLIATA!



Il fabbisogno giornaliero di vitamina C raccomandato agli adulti di entrambi i sessi è pari a 60 mg; i fumatori dovrebbero raddoppiare la dose, e le donne che allattano dovrebbero aumentarla di 30 mg.

  • Il fabbisogno giornaliero di vitamina C raccomandato agli adulti di entrambi i sessi è pari a 60 mg; i fumatori dovrebbero raddoppiare la dose, e le donne che allattano dovrebbero aumentarla di 30 mg.

  • Per i neonati la quantità di vitamina C è stata fissata nella metà di quella stabilita per gli adulti (30 mg), aumentando progressivamente con l'aumentare del peso corporeo.

  • La dose massima giornaliera, ovvero la dose che presumibilmente non crea problemi di tossicità in individui sani è di 2000mg/die.

  • ALCUNI EFFETTI DA SOVRADDOSAGGIO:

  • Nausea vomito, diarrea, iperacidità.

  • Problemi renali (l’eccesso infatti viene eliminato con le urine)







Secondo, il bollettino dell'Aifa Farmacovigilanza News - n. 12/13 - giugno 2005:

  • Secondo, il bollettino dell'Aifa Farmacovigilanza News - n. 12/13 - giugno 2005:

  • sempre, ed in particolare nel 1° trimestre, l'uso di erbe medicinali e derivati, compreso quello di prodotti erboristici, dovrebbe essere evitato o comunque limitato ai casi di effettiva necessità e su prescrizione medica.











Corleone 29/11/1989

  • Corleone 29/11/1989

  • Maria, 36 anni, con i suoi problemi renali e le bambine ancora piccole da accudire nella casa di Corleone, ha avuto paura di una nuova gravidanza. E si è ricordata dei vecchi consigli delle mammane, di quell' antidoto d' altri tempi per liberarsi di maternità non volute….

  • Incinta ormai di quattro mesi, si è preparata il decotto al prezzemolo, ne ha bevute molte tazze, per molti giorni. E con il feto il filtro ha ucciso anche lei. E' morta ieri mattina all' alba nel reparto di rianimazione dell' ospedale palermitano di Villa Sofia, dove i medici avevano tentato di strapparla agli effetti micidiali della pozione.

  • L' intruglio per abortire le ha provocato una coagulopatia intravasale, una intossicazione che ha impedito al sangue di coagularsi. Il veleno estratto dal prezzemolo aveva da qualche giorno ucciso il feto che portava in grembo, perforando la placenta, e quindi è entrato in circolo nell' organismo della donna, già debilitato per i problemi renali…..

  • La Repubblica 29/11/1989





  • La letteratura scientifica descrive uno svariato numero di sostanze tossiche sia per gli animali che per l’uomo, derivate da vegetali superiori, conosciute come fitotossine, che possono essere presenti in frutti e vegetali che fanno parte della nostra dieta.



  • Gli antichi Greci e i Romani possedevano ampie conoscenze sui componenti tossici delle piante.

  • La cicuta che contiene diversi alcaloidi tossici veniva infatti somministrata ai condannati a morte e fu utilizzata per l’esecuzione di Socrate (470-399 a.C.).



  • Diverse piante come la digitale, lo stramonio, la belladonna, pur essendo tossiche se ingerite, possono fornire principi attivi di valido aiuto nella terapia medica.

  • E’ fondamentale, nella preparazione dei rimedi vegetali. stabilire il giusto dosaggio, nelle varie forme farmaceutiche, per ottenere la massima efficacia evitando i fenomeni tossici.



Il principio venefico può essere distribuito in tutta la pianta o accumularsi solo in una sua parte, nella linfa, nel fogliame, nelle drupe o nei noccioli di alcuni frutti. Un paio di semi di ricino, se ingeriti da un bambino, possono essere letali, mentre l’olio, ottenuto mediante torchiatura a freddo dei semi, viene privato della ricina, sostanza altamente tossica ed è impiegato come purgante.

  • Il principio venefico può essere distribuito in tutta la pianta o accumularsi solo in una sua parte, nella linfa, nel fogliame, nelle drupe o nei noccioli di alcuni frutti. Un paio di semi di ricino, se ingeriti da un bambino, possono essere letali, mentre l’olio, ottenuto mediante torchiatura a freddo dei semi, viene privato della ricina, sostanza altamente tossica ed è impiegato come purgante.



Anche il contatto diretto con alcune piante può causare irritazioni cutanee o scatenare gravi reazioni allergiche o fenomeni di fotosensibilizzazione. La pianta di fico, ad esempio, contiene un lattice molto irritante e  nelle foglie sono presenti le furocumarine, sostanze fotodinamiche presenti anche nel bergamotto.

  • Anche il contatto diretto con alcune piante può causare irritazioni cutanee o scatenare gravi reazioni allergiche o fenomeni di fotosensibilizzazione. La pianta di fico, ad esempio, contiene un lattice molto irritante e  nelle foglie sono presenti le furocumarine, sostanze fotodinamiche presenti anche nel bergamotto.



L’oleandro, pianta molto diffusa e amata per i suoi fiori profumati, è tossico (per la presenza di glucosidi cardioattivi) in ogni sua parte e tale tossicità permane anche dopo il disseccamento, la bollitura e la combustione di cui anche il fumo risulta nocivo.

  • L’oleandro, pianta molto diffusa e amata per i suoi fiori profumati, è tossico (per la presenza di glucosidi cardioattivi) in ogni sua parte e tale tossicità permane anche dopo il disseccamento, la bollitura e la combustione di cui anche il fumo risulta nocivo.

  • E’ riportato che alcuni soldati

  • napoleonici morirono

  • per aver usato il legno

  • d’oleandro come spiedo

  • per arrostire le carni.



Le sostanze  tossiche interferendo con i fenomeni fisiologici e metabolici dell’organismo possono determinare un avvelenamento mortale o una tossicità acuta, subacuta o cronica.

  • Le sostanze  tossiche interferendo con i fenomeni fisiologici e metabolici dell’organismo possono determinare un avvelenamento mortale o una tossicità acuta, subacuta o cronica.

  • I processi di lavorazione, le modalità di  conservazione e di consumo possono neutralizzare, ridurre o eliminare questi tossici ma anche renderli più pericolosi.



E’ necessario perciò conoscere la natura chimica, il meccanismo d’azione e gli effetti tossici di queste sostanze, le materie prime in cui sono presenti e le relative concentrazioni poiché il rischio tossicologico è più spesso dovuto agli effetti cronici per un consumo prolungato degli alimenti che le contengono. Si tratta per lo più di alcaloidi, glucosidi, saponine, resinoidi, ossalati, tannini, ammine e composti fenolici.

  • E’ necessario perciò conoscere la natura chimica, il meccanismo d’azione e gli effetti tossici di queste sostanze, le materie prime in cui sono presenti e le relative concentrazioni poiché il rischio tossicologico è più spesso dovuto agli effetti cronici per un consumo prolungato degli alimenti che le contengono. Si tratta per lo più di alcaloidi, glucosidi, saponine, resinoidi, ossalati, tannini, ammine e composti fenolici.



Molte specie di funghi contengono veleni citotossici (come le amanitine) o neurotossici (come la muscarina) lesivi per l’apparato gastroenterico, il rene o il sistema nervoso. Cottura ed essiccamento non distruggono i principi tossici. Altre specie di funghi contengono allucinogeni

  • Molte specie di funghi contengono veleni citotossici (come le amanitine) o neurotossici (come la muscarina) lesivi per l’apparato gastroenterico, il rene o il sistema nervoso. Cottura ed essiccamento non distruggono i principi tossici. Altre specie di funghi contengono allucinogeni

  • come psilocibina e psilocina

  • e composti simili all’acido D-lisergico

  • (LSD) che agiscono a livello dei

  • recettori serotoninergici.



 I funghi cosiddetti commestibili possono essere divisi in due grandi gruppi: quelli che non contengono tossine o ne contengono in quantità infinitesimali, e quelli che contengono  tossine termolabili, che vengono distrutte con il calore, dopo prolungata cottura, per un tempo non inferiore ai 45 minuti.

  •  I funghi cosiddetti commestibili possono essere divisi in due grandi gruppi: quelli che non contengono tossine o ne contengono in quantità infinitesimali, e quelli che contengono  tossine termolabili, che vengono distrutte con il calore, dopo prolungata cottura, per un tempo non inferiore ai 45 minuti.



Nei semi di molte rosacee prunoidee quali mandorle amare, pesche, albicocche, ciliegie, prugne, mele, pere, nespole, sono presenti dei glucosidi, che liberano acido cianidrico, dal caratteristico odore di mandorla amara.

  • Nei semi di molte rosacee prunoidee quali mandorle amare, pesche, albicocche, ciliegie, prugne, mele, pere, nespole, sono presenti dei glucosidi, che liberano acido cianidrico, dal caratteristico odore di mandorla amara.



La carenza dell’enzima glucosio-6-fosfato-deidrogenasi (G-6-PD) provoca un’improvvisa distruzione dei globuli rossi, anemia emolitica, ittero, febbre, vomito, dolori lombari, prostrazione, emoglobinuria, quando il soggetto affetto ingerisce fave, piselli, che inibiscono l’attività della G-6-P. Il rischio aumenta se le fave vengono consumate fresche; anche l’ inalazione del loro polline può determinare l’accesso.

  • La carenza dell’enzima glucosio-6-fosfato-deidrogenasi (G-6-PD) provoca un’improvvisa distruzione dei globuli rossi, anemia emolitica, ittero, febbre, vomito, dolori lombari, prostrazione, emoglobinuria, quando il soggetto affetto ingerisce fave, piselli, che inibiscono l’attività della G-6-P. Il rischio aumenta se le fave vengono consumate fresche; anche l’ inalazione del loro polline può determinare l’accesso.



Nei vegetali ne sono stati individuati oltre mille. Nei semi di cotone, dai quali dopo l’estrazione dell’olio si prepara una farina utilizzata per l’alimentazione del bestiame e umana, è presente un pigmento tossico: il gossipolo. Le piante di mango, anacardio, pistacchio producono un essudato oleoso: la sua polimerizzazione parziale da origine a composti fenolici, uruscioli, che causano gravi dermatiti. Nella buccia di alcuni agrumi quali arancia e mandarino sono presenti due flavoni, nobiletina e tangeretina, ad altissima tossicità acuta. L’aspetto tossicologico riguarda i succhi che vengono prodotti per pressione dei frutti interi.

  • Nei vegetali ne sono stati individuati oltre mille. Nei semi di cotone, dai quali dopo l’estrazione dell’olio si prepara una farina utilizzata per l’alimentazione del bestiame e umana, è presente un pigmento tossico: il gossipolo. Le piante di mango, anacardio, pistacchio producono un essudato oleoso: la sua polimerizzazione parziale da origine a composti fenolici, uruscioli, che causano gravi dermatiti. Nella buccia di alcuni agrumi quali arancia e mandarino sono presenti due flavoni, nobiletina e tangeretina, ad altissima tossicità acuta. L’aspetto tossicologico riguarda i succhi che vengono prodotti per pressione dei frutti interi.



In tutte le piante della famiglia delle solanacee, particolarmente nella patata, sono presenti due alcaloidi: la solanina e la tomatina, inibitori della colinesterasi, un enzima responsabile della trasmissione nervosa e neuromuscolare. La solanina è termoresistente e insolubile in acqua; l’azione tossica non viene neutralizzata con la cottura. Alla dose di 2 mg/kg di peso corporeo la solanina produce disturbi neurologici, nausea, vomito, depressione cardiovascolare e respiratoria, e nei casi più gravi, coma e morte.

  • In tutte le piante della famiglia delle solanacee, particolarmente nella patata, sono presenti due alcaloidi: la solanina e la tomatina, inibitori della colinesterasi, un enzima responsabile della trasmissione nervosa e neuromuscolare. La solanina è termoresistente e insolubile in acqua; l’azione tossica non viene neutralizzata con la cottura. Alla dose di 2 mg/kg di peso corporeo la solanina produce disturbi neurologici, nausea, vomito, depressione cardiovascolare e respiratoria, e nei casi più gravi, coma e morte.



naturale = salutare

  • naturale = salutare



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