Sono state illustrate ai corsisti le pricipali tipologie di handicap; le



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06.12.2017
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Relazione e documentazione degli interventi della Prof.ssa Nives Scorrano



Al corso di aggiornamento “attività fisica e sportiva dei disabili mentali e motori” Circ 634/2002 hanno partecipato 40 insegnanti di cui 26 delle scuole secondarie di secondo grado e 14 delle scuole secondarie di primo grado e quattro studentesse iscritte al quarto anno del S.U.I.S.M..




  • Tutti gli argomenti programmati sono stati affrontati e gli obiettivi e gli obiettivi raggiunti, infatti si è sviluppata una metodologia di lavoro comune e sono stati presentati strumenti di lavoro: Test d’ingresso, programmazione interventi durante l’ora di educazione fisica, organizzazione gruppo sportivo, partecipazione ai Giochi Sportivi Studenteschi.

Sono state illustrate ai corsisti le pricipali tipologie di handicap Tipologie di handicap; le

Finalità e vantaggi dell’attività fisico sportiva; gli obiettivi dell’attività fisico e sportiva per disabili mentali, differenziati in base al tipo di handicap;
Le due finalità principali dell’attività fisico sportiva riguardano lo sviluppo delle potenzialità individuali (incremento di capacità ed acquisizione di abilità) e l'integrazione in un contesto di vita ricco di relazioni significative.
OBIETTIVI DELL’ATTIVITÀ FISICA PER DISABILI
L’attività fisica è certamente un mezzo fondamentale per il miglioramento che può offrire a tutti i livelli di gravità.

Per i casi più gravi, l’autonomia negli spostamenti e il riconoscimento dei dati senso percettivi inerenti alle condotte motorie messe in atto;

Per i portatori di handicap di media gravità, l’acquisizione di capacità motorie e il loro corretto utilizzo nella vita scolastica, di relazione e di preparazione allo sport;

Per i meno gravi, l’acquisizione delle capacità motorie più complesse che possono permettere una pratica delle attività sportive quando i disabili lo desiderano.
Lo sport può rappresentare un’esperienza bella e gratificante, può favorire la maturazione e la crescita, può migliorare l’immagine di sé e la sicurezza personale, è quindi importante offrire una gamma di opportunità appropriate alle abilità dei disabili ma ciò non deve mai implicare confronto o competizione con i non disabili quando il tipo di handicap limita le loro capacità funzionali in confronto ai non disabili stessi.

Se il disabile intende scegliere la pratica dell’attività sportiva è opportuno che lo possa fare con chi è al suo livello, l’organizzazione di un gruppo sportivo scolastico per disabili mentali del Nostro ed eventualmente di altri Istituti sul territorio ha come finalità principale quella di favorire lo sviluppo di gruppi che possano soddisfare queste esigenze.

Lo sport possiede virtù integratrici e socializzanti, per la sua propria essenza, perché la sua pratica obbliga al rispetto di regole, accettate ed interiorizzate. L’attività sportiva permette di trasmettere valori universali di giustizia, uguaglianza, democrazia.

La persona disabile rischia spesso di sviluppare un'immagine di sé molto negativa, un senso di impotenza che la induce a considerarsi incapace di affrontare le difficoltà e che può divenire fattore condizionante per ulteriori insuccessi e fallimenti.

La dimensione motoria può rappresentare per tutti una possibilità di riuscita e di successo, ma per il disabile psichico che si trova in difficoltà sul piano cognitivo, in particolare nel livello dell'astrazione, essa rappresenta un ambito fondamentale di valorizzazione, poiché agganciata all'esperienza immediata e concreta della corporeità.
Strategie per aumentare il senso di efficacia, cioè la convinzione di essere capaci di effettuare con esito positivo un comportamento
1.selezionare obiettivi realistici ma non troppo facili;

2.identificare le abilità che il soggetto ha interesse ad apprendere, evita, ha difficoltà ad apprendere;

3.fornire graduali esperienze di successo identificando abilità ed attività appropriata;

4. ridurre gradualmente la quantità di aiuto esterno;

5. rinforzare verbalmente;

6.utilizzare la dimostrazione dei compagni;

7.utilizzare la pratica competitiva non in modo esasperato;

8. creare un clima favorevole all'apprendimento e all'accettazione delle differenze individuali.


Insegnare a persone disabili  
presuppone un'adeguata analisi delle attività per apportarvi i necessari aggiustamenti.

Nell'analisi dell'attività vanno considerati tutti gli elementi che possono rendere un compito più o meno complesso, così da valutare il livello adeguato di obiettivi da porre all'allievo Più precisamente vanno considerati i fattori (Rich, 1990):


 
- motori (posizione iniziale, livello di capacità condizionali, livello di capacità coordinativi, abilità richieste);
- sociali (numero di partecipanti, tipo di interazione, tipi di comunicazione, grado di competizione o cooperazione, contatti fisici richiesti);
- cognitivi (complessità delle regole, livello di strategia, livello di concentrazione, abilità verbali, concetti spaziali, complessità del sistema del punteggio, memoria richiesta);
- organizzativi (tempo richiesto, equipaggiamento necessario, facilitazioni speciali richieste, tipo di conduzione dell'attività, fattori di sicurezza da considerare).


Esempio di adattamenti
Adattamenti che permettono a tutti di partecipare alle attività che mettono in gioco la forza e la resistenza:

 
-      abbassare rete o canestro,


-      ridurre le distanze se si deve lanciare la palla,
-      abbassare il centro di gravità,
-      sgonfiare un pò la palla se si deve afferrarla,
-      ridurre il tempo di attività o i punti necessari per vincere,
-      aumentare le pause di riposo,
-      utilizzare rotazioni frequenti durante il gioco o stabilire sostituzioni,
-      ridurre la velocità del gioco.


Dal punto di vista del metodo di insegnamento

il metodo globale è preferibile con abilità relativamente semplici o costituite da pochi elementi,

il metodo per parti va usato con soggetti che riescono a concentrarsi solo su piccoli compiti o quando le difficoltà esecutive sono maggiori,

il metodo per parti progressivo risulta utile per abilità complesse.

Integrazione

L’inserimento

rappresenta un momento iniziale ed indispensabile.

Integrazione

E’ un processo reciproco di adattamento che consente a tutti di vivere con piena soddisfazione l’interazione.



ATTIVITA SPORTIVA E DISABILITA MENTALE
 

Poche attività possono dare alla persona disabile mentale occasioni di successo e realizzazione come l'attività motoria e lo sport. Vediamo allora gli scopi dello sport nei disabili:


 
 

Lo sport nel disabile mentale non è da considerarsi agonistico, a tale proposito dobbiamo tener presenti tre elementi:

 E’ richiesto soltanto un certificato medico di buona salute.

GLI SCOPI DELLO SPORT

NEI DISABILI


- tonificazione muscolare

SPORT COME - resistenza


MOMENTO CURATIVO - rapidità di movimento


0 TERAPEUTICO - coordinazione

- mobilità articolare


SPORT COME - sviluppo delle attività mentali

VALORE PSICOLOGICO - favorisce l'autonomia e l'autocontrollo

E RICREATIVO - occasione di divertimento


- mezzo per scaricare tensioni

SPORT COME MEZZO DI - migliora i rapporti con la realtà

INTEGRAZIONE - motiva l'uscita dall'ambiente familiare

SOCIALE -favorisce interscambi sociali


- incrementa l'autostima

Esempio di compilazione Profilo Dinamico Funzionale e Programmazione Educativa Individualizzata:




ASSE 5: SENSORIALE E PERCETTIVO



OSSERVAZIONE- DESCRIZIONE


OBIETTIVI


STRUMENTI E PROPOSTE


VERIFICHE

Giuseppe, è normodotato sia nella funzionalità percettiva, sia in quella sensoriale; anzi ha uno spiccato senso olfattivo e una sviluppata percezione tattile.



  • Non ha problemi a distinguere colori, forme e sagome nelle varie dimensioni.

  • Possiede una sufficiente coordinazione visuo-motoria, è capace di individuare la separazione figura-sfondo, la costanza delle forme.

  • Distingue correttamente la provenienza dei suoni.




  • Migliorare la coordinazione dei movimenti, dimostrando di usare il proprio corpo con un minimo di disinvoltura nelle situazioni dinamiche.

  • Imparare ad accettare il proprio corpo acquisendo una motricità un po’ più spontanea ed un minimo armoniosa in ogni situazione.

  • Imparare ad esprimere le senzazioni percepite attraverso le attività ludico-sportive individuali e di gruppo.



Inserire l’alunno, anche per tempi limitati, in piccoli gruppi durante le ore di educazione fisica.

Strutturare alcuni interventi che abbiano obiettivi di gruppo, con attività nelle quali Giuseppe possa impegnarsi al proprio livello di capacità.

Proporre attività espressive, che consentono all’alunno di partecipare con le personali modalità mimico-gestuali, senza riferimento ad abilità codificate.



  • Gite scolastiche.

  • Attività individualizzate in classe ed in palestra.

  • -Attività di gruppo sportivo.



Giuseppe verrà valutato sull’attività svolta in palestra, al termine di ogni unità didattica.





ASSE 6: MOTORIO PRASSICO



OSSERVAZIONE- DESCRIZIONE


OBIETTIVI


STRUMENTI E PROPOSTE


VERIFICHE

Il ragazzo non evidenzia difficoltà negli spostamenti e nel mantenimento delle posture.



  • Conosce lo schema corporeo: nomina, utilizza le diverse parti del corpo, completa figure rappresentanti individui con parti del corpo mancanti.

  • Distingue destra e sinistra, anche sugli altri.

  • Non sempre gestisce in maniera soddisfacente gli esercizi che richiedono equilibrio statico e dinamico.

  • Non ha difficoltà a muoversi in diverse direzioni organizzando lo spazio, saltare, arrestarsi e ripartire, evitare ostacoli, anche se esegue tutti i movimenti in maniera scoordinata.

  • Non segue ritmi anche molto semplici.

  • Presenta problemi rilevanti nella motricità fine; infatti non sa ritagliare correttamente piccole figure da fogli di carta, usare pinzette, fare nodi, seguire i contorni di semplici sagome







  • Acquisire una sufficiente coordinazione dinamica generale.

  • Acquisire una buona multilateralità nelle varie situazioni sia relazionali che ludico sportive.

  • Acquisire una sufficiente coordinazione fine delle mani e delle dita: esercizi con piccoli attrezzi ( forbici, pinzette, ecc..) e di prensione-pressione.

  • Acquisire un certo controllo del corpo, del ritmo, della respirazione e quindi riuscire a controllare e scaricare le proprie ansie.



Inserire l’alunno, anche per tempi limitati, in piccoli gruppi durante le ore di educazione fisica.

Strutturare alcuni interventi che abbiano obiettivi di gruppo, con attività nelle quali Giuseppe possa impegnarsi al proprio livello di capacità.

Proporre attività espressive, che consentono all’alunno di partecipare con le personali modalità mimico-gestuali, senza riferimento ad abilità codificate.



  • Gite scolastiche.

  • Attività individualizzate in classe ed in palestra.

  • -Attività di gruppo sportivo.



Al termine di ogni unità didattica verranno rilevati i progressi di Giuseppe, aggiornando una raccolta dati riguardante le diverse abilità (coordinazione generale, coordinazione spazio -tempo, ritmi, equilibrio ).


STRUMENTI

  • Osservazione continua

  • Tabella di rivelazione dei comportamenti motori.




Sono stati presentati i seguenti file:

progetto.doc

prog tec: atletica, basket, campestre, ginnastica, sci bob, tennis tavolo.

I moduli per i punteggi della ginnastica artistica relativi ai 4 livelli.

Esempi di autorizzazioni per i Consigli di classe e per gli allievi.

Programma attività 2002/2003 apa2002-03.doc


Moncalieri 20/01/2003



Professoressa Nives Scorrano

Nives.gio@virgilio.it


Relazione relativa al corso di aggiornamento “attività fisica e sportiva dei disabili mentali e motori” Circ 634/2002


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