Speech/03/43 Romano Prodi Presidente della Commissione europea IL destino europeo dell’Albania



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SPEECH/03/43

Romano Prodi

Presidente della Commissione europea



Il destino europeo dell’Albania





Parlamento albanese



Tirana, 31 gennaio 2003

Signor Presidente,

Signor Primo Ministro,

Onorevoli deputati,

Sono felice di essere di nuovo qui a Tirana e Vi ringrazio di avermi offerto l’occasione di rivolgermi a Voi in questa Assemblea.

Quella di oggi è una giornata speciale. Dopo trattative durate quasi un anno, abbiamo infatti ufficialmente aperto i negoziati per un Accordo di Stabilizzazione ed Associazione fra l’Unione Europea e l’Albania.

La cerimonia di apertura si è da poco conclusa e abbiamo deciso di tenere la prima tornata di colloqui il prossimo 13 febbraio.

Come sapete, l’Accordo di Stabilizzazione ed Associazione rappresenta il primo passo di un percorso che porterà alla piena adesione dell’Albania all’Unione Europea.

Con questo Accordo le parti si impegnano ad attuare una serie di principi che vanno dal rispetto dei diritti umani, alla piena realizzazione di un sistema democratico, basato sul diritto e sull’osservanza delle leggi; dall’attuazione di un’economia di mercato alla lotta alla criminalità organizzata e ai traffici clandestini.

Insomma quest’Accordo rappresenta un forte impegno per l’Albania, per le sue istituzioni--in particolare Governo e Parlamento--e per i suoi cittadini.

Tutti Voi siete dunque chiamati a fornire il Vostro apporto e il Vostro sostegno a un’impresa che non può essere che comune e condivisa da tutte le forze politiche.

Allo stesso tempo di fronte a Voi si apre una chiara e concreta prospettiva di integrazione nell’Unione. Al vostro concreto impegno, l’Europa saprà rispondere con intelligenza e generosità. Martedì scorso, il Consiglio ha avuto un significativo dibattito sugli sviluppi nei rapporti tra Unione Europea e regione balcanica e il segnale che ho recepito dagli interventi dei Ministri europei era forte e chiaro: i paesi dei Balcani fanno parte integrante dell’Europa e il processo di unificazione del nostro continente sarà completato solo quando anche i paesi di questa regione saranno entrati a far parte dell’Unione.

Dovete insomma guardare al futuro con fiducia e costruire ora le premesse, le basi per il vostro domani. Un domani prossimo, tanto più vicino, quanto maggiore sarà la vostra determinazione e il vostro impegno nel completare l’agenda delle riforme che abbiamo insieme delineato.

Un’agenda comune per l’integrazione in Europa

Sia sotto il profilo storico che sotto quello politico, l’Europa sta entrando in una nuova era.

L’euro ha appena celebrato il suo primo anno di vita e, nonostante lo scetticismo con cui la sua nascita è stata da molti salutata, è ora una realtà sotto gli occhi di tutti. La prospettiva di adesione per 12 paesi dell’Europa centrale, orientale e meridionale è ormai un dato di fatto: a Copenaghen, lo scorso dicembre è stata presa la decisione che non esito a definire storica di creare una sola Europa. Allo stesso tempo stiamo lavorando per dare una costituzione alla nuova Unione.

Questo quadro, lo sottolineavo poco prima, non sarebbe completo se non includesse anche i Balcani.

Fin dagli inizi della sua storia, l’obiettivo dell’integrazione europea è sempre stato quello di incoraggiare un avvicinamento delle istituzioni e delle politiche degli Stati membri verso valori condivisi di libertà, sicurezza, giustizia e democrazia.

In tale contesto, voglio in particolare sottolineare l’importanza di un impegno e di un lavoro comune nel settore della giustizia e degli affari interni. La cooperazione tra Stati europei nel campo giudiziario, della polizia, del controllo delle frontiere e dei flussi migratori; la cooperazione nella lotta contro il crimine organizzato, contro il traffico di droga e il traffico di esseri umani o il riciclaggio di denaro sporco è divenuta una priorità assoluta per l’Unione.

Esso è tanto più centrale per i nostri paesi, quanto più le nostre frontiere interne cadono e la libera circolazione diviene una realtà e non un astratto principio.

Ho insistito su questo punto, perché so che purtroppo questi problemi sono ancora acuti in Albania. E insieme dobbiamo prendere l’iniziativa per affrontare e risolvere questi problemi con decisione e impegno.

Personalmente ho fiducia che il popolo albanese e le sue istituzioni sapranno far fronte a questa sfida e portare il proprio paese agli standard europei. Impegno, determinazione, pazienza e realismo sono gli elementi su cui basare la strategia. E l’Europa sarà al Vostro fianco per aiutare, sostenere, consigliare, incoraggiare.

Un processo su scala regionale

Il processo di progressiva integrazione dei Balcani nello spazio europeo solennemente confermato dal Vertice di Zagabria del novembre 2000 è la base teorica e pratica che guida l’azione dell’Europa.

L’idea guida è semplice e al tempo stesso potente. L’integrazione europea, l’adesione dei paesi dell’area all’Unione è un obiettivo politico condiviso e l’Unione si impegna a sostenere e aiutare questo processo, stimolando le riforme politiche, sociali ed economiche di questi paesi.

Tutto ciò in un quadro regionale di riferimento, la cui preservazione rappresenta un obiettivo politico primario. Per molti versi i destini dei paesi della regione sono legati fra loro. Il quadro regionale rappresenta lo strumento principale per evitare che le nuove frontiere--e mi riferisco in particolare a quelle tra i paesi della ex-Jugoslavia--diventino nuovi muri o alimentino nuove tensioni.

Proprio il superamento di divisioni secolari è stato il motore del processo di integrazione europea. Provo sempre un’enorme emozione quando vado con la memoria all’immagine del Presidente francese Mitterrand e del Cancelliere tedesco Kohl, mano nella mano a Verdun. Quell’immagine invia un messaggio straordinario: Mai più guerre tra di noi. Mai più guerre a insanguinare il continente europeo.

In questa prospettiva voglio dare atto che l’Albania ha svolto e continua a svolgere con grande senso di responsabilità un ruolo cruciale di moderazione e di sostegno alla stabilizzazione regionale.

Quadro regionale non significa che l’Unione aprirà le sue porte soltanto quando tutti i paesi saranno pronti ad entrare. Ogni paese sarà valutato sulla base dei progressi compiuti, della sua osservanza dei criteri politici di Copenaghen, della sua capacità di recepire e applicare efficacemente la normativa comunitaria. Per questo motivo desidero incoraggiarvi a procedere risolutamente sulla strada delle riforme.

Una partnership rafforzata

In questo cammino, il Parlamento albanese può e deve svolgere un ruolo centrale. La responsabilità di trasformare questo paese in uno Stato democratico funzionante, di sviluppare un atteggiamento costruttivo sui grandi temi dell’integrazione europea, di identificare le aree di effettivo interesse nazionale, questa responsabilità spetta soprattutto a voi.

L’ho già detto prima, ma desidero ripeterlo. L’Unione sarà al vostro fianco. Oggi e nel futuro, il dialogo deve costituire la base di un partenariato ancora più stretto, più trasparente e più affidabile.

Dovete essere pienamente consapevoli che tempi e modi del processo di integrazione sono nelle vostre mani: “ownership” e responsabilità sono le parole chiave.

Questa è stata la strada seguita anche da tutti gli altri paesi che ora si apprestano a entrare a pieno titolo nell’Unione. Una strada per la quale non esistono scorciatoie.

Da parte nostra, nei mesi a venire ci impegneremo per utilizzare al meglio gli strumenti che già esistono nell’ambito del Processo di stabilizzazione ed associazione. Siamo evidentemente pronti a riadattare tali strumenti per renderli più efficaci e più rispondenti alle esigenze che insieme potremo identificare, in un programma di lavoro comune, basato su di un’agenda comune.

E anche il successo che--sono certo--coronerà questo impegno sarà comune perché insieme avremo favorito il radicamento dei principi e dei valori dell’Unione in questa regione. Perché, con la piena partecipazione dell’Albania al progetto di integrazione europea, avremo contribuito significativamente al progetto di unificazione consensuale e pacifica del continente europeo.

E quando l’Albania diventerà membro a pieno titolo dell’Unione, sarà per me, anche dal punto di vista personale, un momento di intensa emozione e di grande gioia.



Grazie.






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