Spunti di pratica 2 (IL sentire è dinamico)



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26.03.2019
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Laboratorio Mestre ott.nov. 2018 – Comprendere la sensazione
Spunti di pratica 2 (il sentire è dinamico)


  • Nel caso della sensazione piacevole, la persistenza è piacevole e il cambiamento è doloroso. Nel caso della sensazione dolorosa la persistenza è dolorosa e il cambiamento è piacevole. Nel caso della sensazione neutra la conoscenza è piacevole e la non conoscenza è dolorosa.” Cūḷavedallasutta (MN 44).

Verificare di persona questa affermazione, nel presente, richiede di restare presenti e consapevoli, silenziosamente, della risonanza affettiva di una specifica esperienza sensoriale (fisica o mentale). Questo nel satipatthana si definisce “contemplare” (anupassana – cioè seguire un processo mentre avviene, vivendolo effettivamente, non pensandoci in astratto). Quindi: sentire in silenzio notando l’interdipendenza dei 3 tipi di sensazione.





  • Mettere a fuoco, a turno, una semplice esperienza sensoriale (che si suppone) gradevole e una (che si suppone) sgradevole o dolorosa. P. es gustare un cibo, ascoltare un suono, pensare a un evento, un sensazione fisica, un odore ecc.) e attivare la consapevolezza silenziosa, centrata nel corpo, per alcuni minuti: cogliere il sorgere dell’esperienza del piacere, del dolore o della neutralità (e le probabili fluttuazioni):

Qualcosa che sorge o emerge non esiste a priori, non è già lì: è condizionato da diversi fattori, interni ed esterni, fisici e mentali, non ha una natura propria né un’esistenza assoluta, né un significato particolare, ha un carattere intermittente e momentaneo.


A quali condizioni il piacere e il dolore vengono vissuti invece come solidi, permanenti, inevitabilmente legati a quell’oggetto o a quello stimolo? Se lo stimolo perdura, la sensazione può cambiare o cessare? O resta identica fino al cessare dello stimolo?


  • “E’ solo quello che è”: vivere un momento di piacere, di dolore o di neutralità pienamente, rilassati, a proprio agio, senza pregiudizi o preconcetti.



  • Le tendenze latenti (anusaya) come base delle reazioni abituali al sentire:


sulla pagina Mestre vedi articolo di Analayo, e Salla Sutta.


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