Stato e governo



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22.05.2018
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LA REPUBBLICA ITALIANA


INTRODUZIONE

L’Italia è una democrazia rappresentativa parlamentare1:



  • democrazia vuol dire governo del popolo

  • rappresentativa vuol dire che il popolo non governa direttamente ma attraverso suoi rappresentanti eletti fra i candidati di diversi partiti.

  • parlamentare vuol dire che le leggi sono fatte dal parlamento eletto dal popolo.

Il popolo elegge i suoi rappresentanti: i deputati e i senatori.

Deputati e senatori formano il parlamento.

Il parlamento italiano è bicamerale, cioè formato da

due camere: la Camera dei deputati ed il Senato.
La Camera è formata da 630 deputati;

il Senato da 315 senatori più alcuni senatori a vita scelti

fra persone di rilievo nel paese.

Il parlamento ha:


  • il potere legislativo (fa le leggi)

  • il potere politico (vota la fiducia al governo ed elegge il Presidente della Repubblica).

I partiti che hanno ottenuto la maggioranza alle elezioni, da soli o assieme ad altri (coalizione), sono incaricati di formare il governo.

Se non si verificano situazioni di crisi, il Governo rimane in carica per 5 anni (legislatura).
Il governo rappresenta il potere esecutivo, cioè ha il compito di far

eseguire le leggi.
L’incarico di fare il governo viene dato al Presidente del Consiglio dei ministri (capo di governo), che propone i ministri, scelti fra i parlamentari o altri esperti.

I ministri hanno il compito di condurre i ministeri, che si

occupano di settori particolari della vita pubblica: istruzione,

sanità, interni, difesa, esteri, ecc.

A capo dello stato c’è il Presidente della Repubblica, che in Italia è eletto dal parlamento a camere unite con maggioranza qualificata (2/3 dei parlamentari)2.

Suo compito è nominare il Presidente del Consiglio, approvare i Ministri, decidere sulla legittimità costituzionale delle leggi proposte. Rimane in carica per 7 anni.
L’attuale Presidente è G. Napolitano. La sede del Presidente della Repubblica è il Palazzo del Quirinale, a Roma.
Nelle repubbliche presidenziali il Presidente della Repubblica è anche capo del 2governo. In Italia ha poteri più limitati.
La Magistratura (composta da tutti i giudici) verifica che le leggi siano applicate e che i cittadini le rispettino (potere giudiziario).

E’ governata dal Consiglio Superiore della Magistratura, presieduto dal Presidente della Repubblica e formato da 24 giudici eletti dai magistrati ordinari e dal Parlamento.

La magistratura si occupa di:


  • diritto civile (diritti personali; famigliari,patrimoniali);

  • diritto penale (reati e pene);

  • diritto costituzionale;

  • diritto amministrativo;

  • diritto militare.

I giudici emettono sentenze sulle controversie e i reati.


La Costituzione (agli articoli 101 e 104) assicura l’autonomia e l’indipendenza dei giudici, i quali non possono subire condizionamenti da parte di nessuno ( singoli cittadini, partiti, gruppi economici, ecc.) e devono amministrare la giustizia “nel nome del popolo”, nel senso che hanno il dovere di applicare le leggi fatte dal parlamento anche se non ne condividono il contenuto o gli effetti.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Chi è?

Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato. Non è però il capo del governo. In Italia, infatti, i suoi compiti sono più limitati rispetto a quelli, ad esempio, dei presidenti americano o francese: Francia e USA, infatti, sono Repubbliche Presidenziali, mentre l’Italia è una Repubblica Parlamentare. In Italia il centro della vita politica è il Parlamento. Dunque il Presidente della Repubblica ha il ruolo di simbolo dell’unità nazionale: rappresenta il popolo italiano come unità.


Come viene eletto?

Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento a camere riunite. Sono necessari i voti di almeno 2/3 dei parlamentari. Rimane in carica per 7 anni.


Chi può diventare Presidente?
Può essere eletto Presidente qualunque cittadino italiano di almeno 50 anni, che abbia tutti i diritti civili e politici, ma non altre cariche istituzionali, né svolga attività professionali.


LABORATORIO

Per capire cosa fa il Presidente della Repubblica, inserisci nel testo le seguenti parole:
Costituzione - Parlamento - Ministri – Armate

leggi - Consiglio - Camere



  • Promulga le _____________: se a suo parere le leggi approvate dal _________________ sono contro la _________________, decide di non firmarle, rimandandole così alle Camere.




  • Nomina il Presidente del _______________ (Capo del governo) e ne

approva i ___________________________________.




  • Scioglie le _____________ e fissa la data delle elezioni.




  • È il comandante delle Forze ______________________.


LA DIVISIONE DEI POTERI

( Legislativo – Esecutivo – Giudiziario)

Tutto sarebbe perduto se la stessa persona, o lo stesso corpo di grandi, o di nobili, o di popolo, esercitasse questi tre poteri: quello di fare le leggi, quello di eseguire le pubbliche risoluzioni e quello di giudicare i delitti o le liti dei privati”.

Così alla metà del '700 il barone di Montesquieu spiegava nel suo libro Lo spirito delle leggi il principio della separazione dei poteri, che è passato poi nelle costituzioni moderne. Questo principio nasce dall'esigenza pratica di ripartire i diversi compiti dello Stato fra vari organismi, o corpi; ma è importante soprattutto per­ché, attribuendo a ciascuno di essi una sola delle tre fondamentali funzio­ni dello Stato, si stabiliscono limiti ben precisi al loro potere e se ne im­pediscono gli abusi: il Parlamento decide (potere legislativo), il Governo fa (potere esecutivo), la Magistratura giudica (potere giudiziario). In questo modo i tre corpi dello Stato esercitano anche una forma di con­trollo uno sull'altro.

L'ordinamento dello Stato italiano si fonda su questo principio della sepa­razione dei poteri, che sono affidati ad organismi diversi, ma sono tutti, di­rettamente o indirettamente, espressione della sovranità popolare.


POTERE LEGISLATIVO

(Fare le leggi)



Il Palazzo di Montecitorio, a Roma, sede della Camera dei Deputati,

una delle due sedi del Parlamento,

il centro del

POTERE LEGISLATIVO in Italia

POTERE ESECUTIVO

(eseguire le leggi)



POTERE GIUDIZIARIO

(fare rispettare le leggi)




Va detto che, nella pratica, la separazione fra i tre poteri non è mai totale. In realtà, le tre funzioni (legislativa, amministrativa e giurisdizionale), in vista dell'unità dello scopo cui tendono, cioè il buon funzionamento dello stato, sono intimamente connesse e si condizionano a vicenda.

Così il Parlamento, tipico organo legislativo, ha anche funzioni di carattere ammini-strativo, ad esempio l’approvazione del bilancio dello stato. Allo stesso modo il Governo, cui spetta il potere esecutivo, ha anche il compito di proporre o fare leggi (le leggi cosiddette “delegate”, i decreti aventi valore di legge, ecc). A loro volta, gli organi giudiziari esercitano anche funzioni amministrative, ad esempio in materia di volontaria giurisdizione.

Il principio della divisione dei poteri, così, pone la distinzione fra i diversi compiti della macchina dello stato, ma insieme coordina le diverse istituzioni per garantire l'unicità dello Stato, che rimane uno e inscindibile.

Il principio della separazione dei poteri si estende dal centro dello stato alle istituzioni locali: regioni, province, comuni.


LABORATORIO

Distingui le seguenti “azioni” dello stato e delle istituzioni locali, in base alla loro funzione: legislativa, esecutiva o giurisdizionale: scrivi il relativo numero nella casella giusta.




  1. Costruire un nuovo grande ospedale per la città.

  2. Stabilire le regole per l’appalto dei lavori della metropolitana.

  3. Portare dai 15 ai 18 anni l’età dell’obbligo scolastico.

  4. Fare indagini per scoprire se sono state pagate delle “tangenti” a degli uomini politici per i lavori della metropolitana.

  5. Stabilire le regole per i permessi di soggiorno in Italia.

  6. Dare inizio ad una campagna pubblicitaria contro il “bullismo” nelle scuole.

  7. Assegnare un permesso di soggiorno.

  8. Condannare alcuni adolescenti colpevoli di atti di bullismo contro un compagno.

  9. Celebrare un processo contro dei genitori che mandavano il figlio in età di obbligo scolastico a lavorare.

  10. Stabilire le norme di svolgimento di un concorso nazionale per infermiere.

  11. Compare nuovi vagoni per la metropolitana.

  12. Organizzare i festeggiamenti per il santo patrono della città.


LABORATORIO

Gli aggettivi di appartenenza geografica (“etnici”).
Derivano dal nome del territorio di appartenenza (dal più piccolo, ad esempio la città, alla regione, allo stato, al continente) più un suffisso.


Singolare

Plurale

Esempio

-ano/ana (maschile e femminile);

-ani/ane

Roma – romano/a; plurale: romani/e

-ese (invariabile)

-esi

Torino – torinese;

plurale: torinesi



-ino/a

-ini/e

Marocchino;

plurale: marocchini



-eno/a

- eni/e

Cileno

Plurale: cileni



Spesso l’aggettivo si forma dalla “radice” (a volte un po’ modificata) del nome geografico con l’aggiunta della desinenza più comune dell’aggettivo

- o/a

- i/e

Russia – russo/a

Argentina - argentino/a

Filippine – filippino/a





Quando però il territorio di appartenenza non è un luogo concreto, ma un’entità astratta, politica o amministrativa, l’aggettivo si forma normalmente dal nome di quell’entità con l’aggiunta del suffisso

ale (invariabile); plurale –ali.


Es: comune – comunale; plurale comunali

Stato – statale; plurale statali



Universo – universale; plurale universali


Completa la tabella con gli aggettivi “geografici”





Italia italiano

Tunisia tunisino

Comune comunale

Australia __________

Algeria __________

Provincia __________

Egitto __________

Firenze __________

Regione __________

Brasile __________

Alessandria ________

Stato __________

Sicilia __________

Cile __________

Nazione __________

Milano __________

Arabia __________

Continente _________

Giappone _________

Turchia __________

Mondo __________

Albania __________

Romania __________

Universo __________

Piemonte __________

Liguria __________

Globo __________

Portogallo _________

Veneto __________

Luogo __________




1 Immagini tratte dai siti: www.azionecattolica.it – www.economiaefinanza.blogosfere.it; www.governo.it/Presidenza/storia_chigi

2 Le immagini sono tratte dai siti: www.quirinale.it - www.rai.it



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