Stefano seneca



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03.06.2018
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STEFANO SENECA

Gli eredi Giovanni, Federico, Angela, Stefano, Matteo, Paolo: figli di Bernardino, nipoti di Federico Seneca

In mostra è oggi possibile osservare materiale inedito meticolosamente archiviato e custodito nel corso di una vita da Bernardino, unico figlio ed erede di Federico Seneca.

Sono nitidi i ricordi da bambini delle domeniche passate ad aiutare nostro padre a riordinare distese di bozzetti e stampe nella grande stanza trasformata in un tappeto multicolore.

Com’è nitida l’immagine del nonno seduto in poltrona chino verso il pavimento della sua camera, anch’essa distesa di bozzetti, nell’intento di disegnare le ultime idee ancora vivaci nella sua mente nonostante la malattia e la stanchezza di una vita così intensa.

I dibattuti accostamenti al suo lavoro, Seneca Futurista, Seneca Cubista e Seneca metafisico, sino a oggi non sono mai stati decifrati puntualmente.

Leonardo Borgese inizia il suo saggio descrivendolo incapace di farsi pubblicità, riservato e signorile, “limite “ dell’educazione ricevuta in famiglia, ma anche radice di una originale autonomia creativa tipica della provincia italiana.

L’esperienza di pilota di aerei, accanto a personalità carismatiche entrate nella storia durante il primo conflitto mondiale, nell’epoca eroica delle avanguardie d’inizio del novecento, segnerà la sua vita, come uomo e come artista, scandita poi in tre stagioni fondamentali.

Nella prima e più breve stagione di Seneca è tangibile un’assonanza a M. Dudovich, gigante del manifesto, avendolo conosciuto e frequentato lo osserva a fondo e, nei primi lavori di Fano stazione balneare, traspare il riferimento anche se con una spiccata originalità.

Il secondo periodo coincide con la consacrazione alla Perugina, ormai consapevole delle sue potenzialità, introduce un’idea nuova rispetto a tutto il panorama artistico dei cartellonisti pubblicitari.

I baci Perugina sono, infatti, il primo esempio di marketing dove il disegno del manifesto, la coppia romantica che si abbraccia, è solo un pretesto portato decisamente in secondo piano poiché il vero protagonista è la scritta “Baci”, molto più espressiva della coppia senza volti. Inoltre il prodotto trova un suo packaging che “buca” il mercato e il Logo Perugina diverrà icona del marchio industriale.

Se è vero, com’è vero, che è la storia a definire il valore delle cose, allora, considerato che siamo prossimi alla soglia del secolo, questo è un esempio piuttosto riuscito.

La sua maturità artistica trova pienezza con il trasferimento a Milano.

Ritengo imprescindibile evidenziare il processo creativo nel quale si trasforma in scultore per poi ritrarre le stesse e fissarne l’essenza della sintesi figurativa attraverso un processo di astrazione, modus operandi che rende più potenti le immagini già in precedenza individuate nella sua cifra stilistica, così, definitivamente “centrate”. Le forze plastiche sono talvolta “compresse” per rilasciare e concentrare tutta l’energia sull’articolo reclamizzato, come nell’immagine della “mostra del mercato dei vini tipici…. “, altre volte ferme e statiche in posture arcaiche come nel cartellone per le Lane BBB.

Gli “attori” rappresentati sono svuotati della loro vitalità, sono “mummificati”, sono calchi umani, processo metafisico in cui la forza vitale viene “travasata” nella scritta colorata del prodotto pubblicizzato.

Questo processo creativo è probabilmente unico nella storia della pubblicità. Il percorso di sintesi di Seneca si evolve ulteriormente.

Uno degli ultimi manifesti e certamente più rappresentativi è Cinzano, una “virgola” blu nella quale è sapientemente concentra tutta l’espressività con un segno che rappresenta un uomo mentre beve il famoso aperitivo.

Termina il suo percorso creativo con la serie di Agip, nella quale sembra concentrata la sperimentazione di una vita nel trittico, divenuto poi riferimento per il marchio ancora in auge e per molti grafici delle future generazioni.

Distante dai suoi amici e predecessori del manifesto ha mantenuto una cifra stilistica antesignana, che ancora oggi appare moderna.

Grazie al lavoro di Nicoletta Ossanna Cavadini direttrice di m.a.x. museo di Chiasso, appassionata e instancabile studiosa, innamorata del suo lavoro e dei soggetti studiati, per la prima volta il lavoro di Seneca è visibile con una mostra antologica.

Un ringraziamento anche a Dario Cimorelli, per il catalogo edito da Silvana Editoriale e per aver tessuto la “rete” che ha creato questo importante evento culturale.



Perugia, 10 marzo 2017






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