Stile e argomentazione Figure retoriche di sostituzione



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27.11.2017
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Stile e argomentazione


Figure retoriche di sostituzione (significazione)

  • Antifrasi

  • Antonomasia

  • Eufemismo

  • Litote

  • Metafora

  • Metonimia

  • Sineddoche

  • Perifrasi



Antifrasi

  • Afferma il contrario di quello che si vuole sostenere, con scopo ironico.

  • «Bella giornata, vero?»

  • «Bene, bravissimi»



Antonomasia

  • Sostituisce a un nome proprio, dalle caratteristiche note a tutti, un nome comune; oppure, al contrario, utilizza tali caratteristiche per indicare un nome proprio, identificato in modo univoco da queste caratteristiche.

  • «È un Ercole», «È un don Abbondio»

  • Il Cavaliere → Berlusconi, il Professore → Prodi



Eufemismo

  • Sostituisce un termine troppo immediato, o considerato politicamente scorretto, con un altro termine o espressione meno forte.

  • «Sarà messo in mobilità»

  • «Ha un male incurabile»



Litote

  • Sostituisce a un concetto considerato troppo forte il suo contrario, per un effetto attenuazione che, tuttavia, non di rado sottolinea maggiormente l’efficacia del concetto stesso.

  • «Non è un genio»

  • «Don Abbondio (il lettore se n’è già avveduto) non era nato con un cuor di leone»



Metafora

  • Mette in relazione fra loro due campi semantici diversi senza inserire termini di raccordo.

  • «Una tempesta di critiche»

  • «Una Bibbia fiorita di miniature gotiche»

  • «Fuori piove un mondo freddo» (Paolo Conte, Vieni via con me)



Metonimia

  • Sostituisce un termine con un altro che abbia con il primo una relazione di contiguità.

  • Autore per opera: «leggere Leopardi», «ascoltare Mozart»

  • Produttore per prodotto: «bere un Martini», «indossare un Armani»

  • Contenitore per contenuto: «bere un bicchiere»

  • Strumento per chi lo adopera: «È/Ha una buona penna»

  • Fisico per morale: cuore per sentimento, cervello per intelletto

  • Concreto per astratto: corona, scettro per potere regale

  • Astratto per concreto: «la gioventù d’oggi»



Sineddoche

  • Sostituisce un termine legato a un altro da un rapporto di inclusione.

  • La parte per il tutto: il tetto per la casa

  • Il tutto per la parte: la scuola italiana per le singole scuole

  • Termine più generico al posto del termine più specifico: la macchina per l’automobile

  • Genere per specie o individuo: felino per gatto

  • Individuo o specie per genere: pane quotidiano per cibo

  • Singolare per plurale: «L’uomo è debole»



Perifrasi

  • Sostituisce un termine con una circonlocuzione.

  • «Operatore ecologico»

  • «l’amor che move il sole e l’altre stelle»

  • «Ha un cuore d’oro»

  • «Non è quello che si dice una bellezza»

  • «Il sottoscritto si pregia rivolgere a codesto ufficio la presente istanza al fine di ottenere…»



Figure retoriche per insistenza

  • Anafora

  • Gradazione (climax)

  • Iperbole

  • Parallelismo



Anafora

  • Ripete uno o più termini all’inizio di proposizioni o paragrafi.

  • «Figlio, l’alma t’è ’scita,

  • figlio de la smarrita,

  • figlio de la sparita,

  • figlio attossecato.» (Jacopone da Todi, Donna de Paradiso)

  • «Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende

  • prese costui de la bella persona

  • che mi fu tolta; e ’l modo ancor m’offende.

  • Amor, ch’a nullo amato amar perdona,

  • mi prese del costui piacer sì forte,

  • che, come vedi, ancor non m’abbandona.

  • Amor condusse noi ad una morte» (Inferno V, vv. 100-5)



Gradazione (climax)

  • Fa seguire una serie di termini di intensità crescente o decrescente.

  • «Eh, troppo bella, barone, troppo perfetta… Anzi, direi, troppo ideale» (Consolo, Il sorriso dell’ignoto marinaio)

  • «insondabile miscela […] di men che sillabe, men che lettere, men che fiati, silenzi puri, glottal stops» (Manganelli, Rumori o voci)



Iperbole

  • Amplifica la realtà di un termine o di una situazione per difetto o per eccesso.

  • «È arrivato in un secondo»

  • «Ci abbiamo messo un’eternità ad arrivare»



Parallelismo

  • Ripete la struttura sintattica all’interno di una proposizione, con effetto di scansione ritmica; può essere costruito per combinazione di anafora ed epifora (simploche).

  • «Chi parla male pensa male, e chi pensa male vive male»



Figure retoriche per opposizione

  • Antitesi

  • Ossimoro

  • Chiasmo



Antitesi

  • Accosta tra loro due parole o espressioni di significato contrario, che vengono presentate in opposizione.

  • «quando ancor lungo

  • la speme e breve ha la memoria il corso» (Leopardi, Alla luna)

  • «È la parte di me che riesce a sopravvivere

  • Del nulla ch’era in me, del tutto ch’eri

  • Tu, inconsapevole» (Montale, L’arte povera)



Ossimoro

  • Associa tra loro due termini opposti in apparente contraddizione.

  • Soggetto-predicato: «la loro vita è morte d’immortali, e d’immortali vita il morire» (Eraclito, nella traduzione di Ceronetti)

  • Nome-attributo (o altra specificazione): «convergenze parallele» (Moro); «tutte le parole tue sono un manifestarti principio senza principio» (Maria Maddalena de’ Pazzi)

  • Verbo-avverbio (o altro modificatore): «festina lente»; «mi avvicino guardingo e ferisco / senza ferire spio senza spiare / guado senza guadare» (Zanzotto, Idioma)



Chiasmo

  • Dispone i termini di una proposizione in modo incrociato (A-B-B-A).

  • «Ovidio è il terzo, l’ultimo è Lucano» (Inferno IV)

  • «Cesare fui, or son Giustiniano» (Paradiso VI)



Riferimenti bibliografici

  • Bice Mortara Garavelli, Manuale di retorica, Milano, Bompiani 1988

  • Paola Italia, Scrivere all’università. Manuale pratico con esercizi e antologia di testi, Firenze, Le Monnier 2006





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