Storia della pena e nascita della prigione: cenni



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Se il condannato è già detenuto, l’ordine di esecuzione è comunicato al Ministro di grazia e giustizia e notificato all’interessato.

L’ordine di esecuzione contiene le generalità della persona nei cui confronti deve essere eseguito e quant’altro vada ad identificarla, l’imputazione, il dispositivo del provvedimento e le disposizioni necessarie all’esecuzione. L’ordine è notificato al difensore del condannato…

Se la pena detentiva, anche se costituente residuo di maggiore pena, non è superiore a tre anni ovvero a quattro nei casi in cui agli articoli 90 e 94 (per essi si veda l’apposito contributo) del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n.309, e successive modificazioni, il pubblico ministero, salvo quanto previsto dai commi 7 e 9 ne sospende l’esecuzione. L’ordine di esecuzione e il decreto di sospensione sono notificate al condannato e al difensore…con l’avviso che entro trenta giorni può essere presentata istanza,… volta ad ottenere la concessione di una delle misure alternative alla detenzione di cui agli articoli 47, 47-ter e 50, comma 1, della L. 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni, e di cui all’articolo 94 del D.P.R. n. 309/90. L’avviso informa altresì che, ove non sia presentata l’istanza nonché la certificazione da allegare ai sensi dell’articolo 91, comma 2, e 94 comma 1, del D.P.R. n. 309/90, l’esecuzione della pena avrà corso immediato.

L’istanza deve essere presentata dal condannato o dal difensore al tribunale di sorveglianza…, che decide entro quarantacinque giorni dal ricevimento dell’istanza. …

La sospensione dell’esecuzione per la stessa condanna non può essere disposta più di una volta anche se il condannato ripropone nuova istanza sia in ordine a diversa misura alternativa, sia in ordine alla medesima, diversamente motivata, sia in ordine alla sospensione dell’esecuzione della pena di cui all’articolo 90 del D.P.R. n. 309/90. …

La sospensione dell’esecuzione di cui al comma 5 non può essere disposta:

  1. nei confronti dei condannati per i delitti di cui all’articolo 4-bis o.p., e successive modificazioni;

  2. nei confronti di coloro che, per il fatto oggetto della condanna da eseguire si trovano in stato di custodia cautelare in carcere nel momento in cui la sentenza diviene definitiva.

se il condannato si trova agli arresti domiciliari per il fatto oggetto della condanna da eseguire, il pubblico ministero sospende l’esecuzione dell’ordine di carcerazione e trasmette gli atti senza ritardi al tribunale di sorveglianza perché provveda all’eventuale applicazione di una delle misure alternative di cui al comma 5 fino alla decisione del tribunale di sorveglianza, il condannato permane nello stato detentivo nel quale si trova e il tempo corrispondente è considerato come pena espiata a tutti gli effetti. Agli adempimenti previsti dall’articolo 47-ter o.p., e successive modificazioni, provvede in ogni caso il magistrato di sorveglianza.

* fonte: Canepa-Merlo, “Manuale di Diritto Penitenziario”, Giuffrè Editore-2002



I diritti inviolabili dei detenuti
La carcerazione priva indubbiamente il soggetto della propria libertà, ma non dei suoi diritti, che sono anche previsti e protetti costituzionalmente. Questi diritti inviolabili sono:
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