Storia della pena e nascita della prigione: cenni



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diritto alla difesa;

  • diritto a conservare normali rapporti con i familiari;

  • diritto all’istruzione (primaria e secondaria), alla formazione professionale e al lavoro;

  • diritto a professare la propria religione;

  • diritto alla salute.

    Esaminiamo il diritto alla difesa.

    Il soggetto deve potersi difendere in ogni fase e grado del giudizio (art. 24 della Cost.); esistono, infatti vari gradi del procedimento, all’interno dei quali si distinguono poi varie fasi: le indagini preliminari, per le quali l’autorità competente è il G.I.P.; il giudizio per direttissima (che si ha quando il grado precedente viene saltato); il giudizio di primo grado; il giudizio d’appello; il ricorso alla Cassazione. Il diritto alla difesa sorge sin dalla fase del fermo o dell’arresto, senza bisogno che il soggetto arrivi nell’istituto penitenziario. Se il soggetto non esercita questo diritto è necessario che l’autorità giudiziaria provveda alla nomina di un difensore d’ufficio, perché la presenza di questa figura è indispensabile. L’unico caso in cui vi è la possibilità di differire il primo incontro del soggetto con il proprio difensore (che comunque egli ha il diritto di nominare) è quando vi sono delle esigenze cautelari ritenute indispensabili dall’autorità giudiziaria competente (che normalmente è il G.I.P. e solo in situazioni eccezionali [ il fermo] il P.M., in quanto è il G.I.P. che provvede alla disposizione della custodia cautelare in carcere su richiesta del P.M.). il




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