Storia della pena e nascita della prigione: cenni


sanitari, cioè in caso di malattie contagiose e infettive; disciplinari



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sanitari, cioè in caso di malattie contagiose e infettive;

  • disciplinari, cioè in caso di una sanzione disciplinare; la sua durata non può superare i 15 gg;

  • giudiziari, che riguardano solo i giudicabili, i quali possono essere messi in isolamento per evitare l’ inquinamento delle prove in fase di giudizio.

    Affinché un detenuto possa essere isolato è necessario il referto del medico, che ha il compio di stabilire se dal punto di vista sanitario il soggetto è in grado di sopportare o meno l’isolamento. Quando il detenuto è isolato per motivi disciplinari il referto viene stilato dal medico del pronto soccorso; questi infatti fa parte del consiglio di disciplina insieme all’educatore e al direttore che ne è il presidente.

    L’ art. 36 o.p. prevede che il regime disciplinare venga attuato in modo da stimolare il senso di responsabilità e la capacità di autocontrollo e in maniera adeguata alle condizioni psicofisiche dei soggetti.

    L’ art. 37 o.p. disciplina le ricompense rimandando al regolamento di esecuzione. Le ricompense sono dei provvedimenti amministrativi di encomio quali ad esempio i permessi premio di uscita e la riduzione della pena per la liberazione anticipata, e sotto il profilo economico essi rappresentano un premio che viene dato ai detenuti che conseguono ottimi risultati scolastici.

    L’ art. 38 o.p. afferma che i detenuti e gli internati non possono essere puniti per un fatto che non sia espressamente previsto come infrazione del regolamento e che comunque le sanzioni devono essere commisurate alla gravità del fatto commesso e rispettose delle condizioni personali del soggetto.

    L’ art. 39 o.p. enuncia le sanzioni a cui possono dar luogo le infrazioni disciplinari; esse sono:


    • il richiamo del direttore;

    • l’ ammonizione da parte del direttore alla presenza di appartenenti al personale e di un gruppo di detenuti o di internati;

    • l’esclusione da attività ricreative e sportive per non più di 10 gg;

    • l’ isolamento durante la permanenza all’ aria aperta per non più di 10 gg;

    • l’ esclusione dalle attività in comune per non più di 15 gg.

    Le sanzioni più frequentemente applicate sono le prime due.

    L’ art. 77 del regolamento di esecuzione enuncia i casi in cui vengono inflitte le sanzioni disciplinari; la causa più ricorrente è l’ atteggiamento offensivo nei confronti degli operatori penitenziari o di altre persone che accedono nell’ istituto per ragioni del loro ufficio o per visita (c. 15). Altre cause sono la simulazione di malattia, la appropriazione o il danneggiamento di beni dell’ Amministrazione e il ritardo ingiustificato nel rientro da un permesso premio di uscita (se il ritardo supera le 12 ore viene considerato evasione).

    Nella legge n. 354 del ’75 si afferma inoltre l’ importanza del mantenimento dell’ ordine e della disciplina all’ interno degli istituti penitenziari (sempre all’ art. 1), perché nel caos non si possono attuare i trattamenti rieducativi, si creano problemi professionali e si favorisce il prevalere del detenuto più forte, perché non vi è sicurezza.

    Il responsabile dell’ ordine e della disciplina è il direttore, che si avvale del personale di polizia penitenziaria. A seguito di un concorso pubblico egli è nominato direttore con decreto presidenziale ed è assegnato ad una Direzione di istituto penitenziario come Direttore di istituto penitenziario o vicedirettore. Oggi il buon direttore, oltre all’autorità, a lui data tramite decreto, deve possedere l’autorevolezza, cioè la capacità di essere un buon manager e un buon “coach” e la capacità di analisi, sintesi, ascolto attivo e comunicazione. Egli è dirigente a capo delle aree, oltre ad essere funzionario delegato, cioè responsabile contabilmente.

    A capo delle aree vi sono i capi-area, che sono almeno funzionari C3 ovvero commissari di polizia penitenziaria:

    I direttori, invece, con funzione di vicedirettore, agiscono per delega del direttore.



    Gli Istituti Penitenziari (art.59 e ss della L.n.354/75)
    Gli Istituti penitenziari per aduli si distinguono in:




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