Storia dell’arte contemporanea



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STORIA DELL’ARTE CONTEMPORANEA

16\10\2012


Neoclassicismo
La pitturaa neoclassica è realizzata per la corte francese e anche per i nobili, destinata a luoghi di una certa importanza, e anche per questo motivo i dipinti neoclassici sono di grandi dimensioni. La pittura di David, maggiore rappresentante del neoclassicismo francese, è diretta alla corte francese, dove vigeva il cosiddetto “dispotismo illuminato” di corte e partecipa di tutti i movimenti politici nuovi (Rivoluzione francese, istituzione della Repubblica, ascesa di Napoleone).

È una pittura razionale, ma nasconde in sé grandi tensioni e sconvolgimenti che avvengono nella società.

Jaques-Luis David, Il giuramento degli Orazi, 1874

Fu erroneamente interpretato dalla critica come rappresentazione della rivoluzione francese, in realtà esso la precede: fu commissionata da un conte per la corte francese.

È un'opera emblematica, esprime ottimismo, senso di patriottismo, che comincia a serpeggiare nella Francia che è sì ancora legata al sovrano, ma ad un tipo di monarchia che è una monarchia “illuminata”, più aperta (Luigi XVI cerca l'appoggio della borghesia).

L'opera esprime lo stesso patriottismo che in quegli anni era cantato da Voltaire, Montesquieau, Diderot, Russeau. È il simbolo di una situazione contemporanea.


Vi è una tendenza a una tipologia iconica.

Si parla nel neoclassicismo di figure iconiche, che esprimono e incarnano un sentimento di distacco: nel Giuramento degli Orazi ci sono le dolenti, a destra, che stanno esprimendo un sentimento in modo composto, non esagerato o svenevole. Questa “tipologia iconica” si trova nei dipinti di David, in sculture di Canova, in qualsiasi autore neoclassico, sia in pittura sia in scultura, nella medesima tipologia (donna col velo, testa reclinata, dolente).

Spessissimo nei cimiteri la figura del defunto era accompagnata da una dolente.

In questo caso, l'arte rievoca il contenuto etico e politico del passato classico, ma serve anche per alludere alla contemporaneità.

Importantissimo è il rapporto con la storia. A differenza di quel che si può pensare, la storia contemporanea in realtà è una delle componenti di maggiore importanza del neoclassicismo: la storia contemporanea, nonostante i soggetti neoclassici, ispirati all'antico, sembra non apparire visotosamente ma in realtà entra nell'opera, è protagonista sebbene non in modo esplicito. Come i sentimenti e le emozioni, anche la contingenza, la contemporaneità, è sempre mediata dall'antico, non è mai esplicitata e diretta, almeno fino all'ascesa di Napoleone.

Per dare interpretazione di eventi storici contemporanei, il pittore utilizza gli “exempla” dell'antico: egli cerca nella storia romana o greca o nel mito in generale quegli episodi utili per dare consigli morali o per interpretare moralmente la contemporaneità.

Vi è una coincidenza tra razionalità e composizione. Sono figure composte, ordinate, lo sfondo è essenziale, non decorativo, non c'è nulla che non sia funzionale all'opera. Nel Giuramento degli Orazi c'è un’ evidente tripartizione, scandita anche dall'architettura, che divide la composizione in tre gruppi di personaggi. Il riferimento a Winkelmann è immediato, poiché il dipinto rappresenta pienamente quei concetti di “quieta grandezza” (nel giuramento stesso) e “nobile semplicità” (per la semplice architettura).

Altro aspetto fondamentale è l'amore per l'erudizione che porta alla nascita dei musei (quale il Louvre) e figure di eruditi che sono eredi degli umanisti del Cinquecento.

Etienne-Louis Boullèe, Cenotafio di Newton, 1784: Rappresenta un progetto architettonico disegnato non realizzato, un tipo di architettura razionalizzata.

I monumenti neoclassici sono frequentemente personaggi legati alla storia, politici o condottieri, oppure nobili, o addirittura scienziati, perché rappresentano l'uomo illuminato, una figura moderna, il nuovo eroe che emerge con la rivoluzione industriale.

Antonio Canova, Monumento di Maria Cristina d'Austria, 1789-1805:

La tipologia iconica è rappresentata dalla piramide stessa: il concetto di classicità che avevano gli uomini del neoclassicismo non è un tipo di idea storiograficamente precisa dal momento che la classicità si estende per i neoclassici a tutto ciò che è antico: spesso vediamo citate opere di arte greca insieme a opere di arte romana, egizia, e persino etrusca.

Alcuni dipinti di Canova si ispirano alle danzatrici trovate nelle tombe etrusche.

L'amore per il passato di questi artisti è sconfinato e si estende anche a tipologie diverse.

Vediamo nel corteo funebre delle donne che sono della tipologia iconica delle dolenti. In seguito si nota la rappresentazione delle età della vita (l’età infantile, quella matura e la vecchiaia).

La figura di Maria Cristina d'Austria è ridotta ad un cammeo: il cammeo è un tipo di opera decorativa (è una piccola scultura in miniatura fatta con materiali preziosi), che risale all'età romana, in voga nel ‘700.

Questo monumento è la rappresentazione del tema della morte, tema molto sentito nel neoclassicismo insieme al patriottismo e all'eroismo, ed è importante la rappresentazione della morte come una morte laica. Non c’è un aldilà, la morteè limitata nel presente, non ha una speranza in una vita futura.

È importantissima nelle opere funerarie neoclassiche a presenza di personaggi che rappresentano il ricordo del defunto: è infatti nel ricordo di chi rimane che il defunto continuerà a vivere per l'eternità.


23.10.2012
Il Neoclassico giunge all'estremo della sua purezza con la proposta di forme assolute, iconiche, generalmente geometriche, con scansioni lineari, organizzate, pulite

Vedremo lo stesso concetto negli anni '60, con la minimal art, che di nuovo porrà al centro la forma geometrica come forma assoluta.

Alla base del pensiero neoclassico ci sono delle teorie, primo tra tutte quelle di Winckelmann, che riflette sul concetto di stile e sulla sua evoluzione nel corso del periodo classicista.

Dal suo pensiero emergono tre concetti, quello di Bello, quello di Forma, quello di storia. Famosa è la definizione “nobile semplicità e pacata grandezza” di Winckelmann.

Altro teorico è Anton Mengs, che è anche artista ( dipinse il Parnaso, 1760, nel palazzo del cardinale Albani); scrive Pensieri sulla bellezza, sostenendo che la bellezza si raggiunge solo attraverso una conoscenza profonda della natura, dove la conoscenza è intesa come approfondita attraverso la mediazione che ne hanno fatto gli antichi, che coincide con il buon gusto. Non è semplice esperienza → bisogna seguire gli antichi per arrivare a questa conoscenza e perfezione.

Troviamo queste teorie rappresentate all'interno dell'opera di Canova, come Le Tre grazie, che riprende la decorazione parietale della Casa Dentalius Panthera a Pompei.

Altre teorie Appartengono a Lessing, che scrive il Laocoonte (1766): sostiene che sia compito dell'arte rappresentare la bellezza del corpo umano e che la scultura abbia il primato sulla pittura.
Romanticismo
Dal punto di vista stilistico è molto differente dal Neoclassicismo perché il suo stile apparentemente è molto lontano.

In realtà ci sono degli autori, in epoca neoclassica, che vengono ripresi dai romantici.

Tra Neoclassicismo e Romanticismo non c’è una separazione netta, è piuttosto una continuazione.

H. Fussli L'incubo, 1781.

Rappresenta la complessità dell'essere umano;

Il giuramento dei confederati, 1780.

Riprende il giuramento degli Orazi, con un’ analisi più approfondita sulla luce, che rimanda all'interiorità.

F. Goya Il 3 maggio 1808: la fucilazione alla Montana del principe Pio, 1814;

Vengono denunciate le violenze da parte del governo francese sul popolo messicano: importante è sottolineare l’indifferenza della folla che si accalca per vedere l’esecuzione. Viene negata la dignità dell’essere umano.

Saturno divora i suoi figli, 1821-23

Descrive dei temi mitologici con uno spunto del tutto diverso rispetto ai neoclassici: Saturno è mostruoso, lo spettatore percepisce la crudeltà dell’azione.



 W. Blake, Il corpo di Abele, 1825

Viene enfatizzato l’aspetto di orrore: compare la paura della natura, che è la paura dell’uomo.

Ingres, Il sogno di Ossian, 1813

Dipinto legato alla letteratura, interesse tipicamente romantico verso il Medioevo e i cicli Arturiani.


Caratteristiche generali del romanticismo
Esso pone al centro l'individualità, come manifestazione di un linguaggio e di uno stile individuale.

Baudelaire dà un'interpretazione chiara del movimento: il romanticismo non risiede nella scelta dei soggetti né nella verità esatta, ma nel modo di sentire.


Storicamente si può affermare che non c'è una grossa contrapposizione tra neoclassicismo e romanticismo.

La coesione di questi due momenti è sullo sfondo della nascente società industriale.

Sono anni di grandi utopie e ideologie rivoluzionarie, anni di grandi ideali morali e allo stesso tempo di sentimenti di evasione, anche nella fantasia.

In ogni momento di crisi c'è una contrapposizione tra ideali della ragione e della fede, tra coscienza e inconscio. È strano notare che nel momento in cui si assiste a un mondo trasformato, l'uomo senta il bisogno di recuperare la propria anima poetica e primitiva e vada a rifugiarsi nella natura, oppure crei creature mostruose (esempi importanti sono Frankestein o i racconti di Poe) che manifestano l'insicurezza e la paura dell'uomo di essere sopraffatto dalle sue stesse invenzione tecnologiche.

Nel 1757, Edmund Burke teorizza, nell'Inchiesta sul bello e sul sublime, il concetto di sublime, intendendo tutto quello che può destare idee di dolore e di pericolo, tutto ciò che in un certo senso è terribile, che si può creare con visioni notturne, colori foschi e figure mostruose.

Friedrich, La croce della montagna, 1908.

Autore tedesco che ha una formazione di tipo accademico, guarda alla pittura neoclassica e lo si nota per via dello stile ordinato e chiaro.

Il paesaggio è l'espressone più alta dell'arte.

Vi è l'espressione di un concetto religioso: rimanda all'emergere della necessità dell'uomo dell'Ottocento di trovare un rifugio nella fede: c'è questo tema in tutte le sue opere.

C’è un forte elemento di novità. In questo caso, il crocefisso non è centro dell'opera, come invece era usanza fino ad allora, ma è addirittura sulla destra del dipinto, in ombra. Contempla la grandiosità della natura e la religiosità del paesaggio.

È un'opera che ha suscitato scandalo per il fatto del Crocifisso, era destinato a una cappella privata.

Il tema evangelico è pervasivo nell'opera: dobbiamo considerare anche la cornice, che sulla base presenta i simboli della trinità e l'immagine del grano e della vite.

Friedrich, Scogliere bianche a Rugen,1818.

Presenti tre figure, che rappresentano l'artista stesso (inginocchiato) il fratello (appoggiato all'albero) e la moglie, e rappresentano le tre virtù teologali, rispettivamente la speranza, la fede e la carità.

Le opere romantiche hanno contenuti simbolici che vengono veicolati attraverso il paesaggio.

Friedrich, Tramonto, 1835.

E’ il massimo momento in cui la Natura mostra la sua bellezza e grandiosità alla massima potenza, insieme all’alba.

Ingres, Grande odalisca, 1818.

Compare la necessità di rifugiarsi nell'esotismo e nel mondo della bellezza, espressa soprattutto dal corpo femminile.

Ai suoi tempi non ricevette critiche positive, ma fu poi recuperato nelle tematiche per esempio dagli Espressionisti.

La sua grandezza non sta solo nei temi, ma nel modo in cui dipinge, cioè affrontando un problema legato alla visione: è uno dei primi autori che si pone il problema di come rappresentare ciò che si vede in maniera realistica.

Affronta problemi di carattere prospettico, dell'uso del colore per ombreggiature e lumeggiature: piedi, sproporzione nelle misure del corpo che non corrisponde ai canoni classici. Questi suoi espedienti sfoceranno poi nella fotografia, che nasce nel 1839.

Ingres, Madamoiselle Rivière, 1806.

Il pittore non punta ad abbellire o idealizzale la figura umana ma cerca di rendere il più possibile la verità del corpo ritratto.

Hayez, Vespri Siciliani, 1821-22.

Hayez è il maggior rappresentante del Romanticismo italiano, che affronta il tema della storia.

La rappresentazione di una scena che non è di caratteri risorgimentale/patriottico, perché rappresenta un episodio medievale (ovvero l’ affronto di un soldato francese nei confronti di una giovane donna siciliana), ma è una metafora dei tempi vissuti dall'autore: i francesi del dipinto sono gli Austriaci dell'epoca di Hayez. E’ importante la metafora dell'invasore.

Hayez, Gli abitanti di Praga abbandonano la loro patria, 1826-31 in confronto con Il massacro di Scio, Eugène Delacroix, 1823-24.

Lo stile è diverso: il paesaggio di Hayez non è mai realistico, sembra più una scenografia.

Delacroix ha uno stile innovativo, che si allontana da quello della tradizione accademica, che concepisce la pittura come non definita, ma più libera, che fa uso soprattutto del colore. La pateticità è ben visibile, permea tutti i campi: paesaggio più tempestoso, personaggi più discinti.

C'è partecipazione del paesaggio alla drammaticità degli eventi e alle emozioni dei personaggi.

25.10.2012


Lo stile di Hayez è vicino a quello di un gruppo di pittori, appartenenti al movimento del Purismo, che punta a una pittura chiara, organizzata e ispirata alla pittura medievale.

A Roma nello stesso periodo nasce un gruppo di pittori tedeschi, i Nazareni, che iniziano a studiare le opere medievali italiane, in particolare del '300 e '400.

Si chiamano Nazareni perché si ispirano alla vita di Cristo, vivono nella confraternita di san Luca, seguendo uno stile id vita ispirato al Vangelo e anche nella pittura fanno emergere tematiche di tipo spirituale.

Overbeck, The painter F. Pforr, 1810

Il pittore è rappresentato come un uomo medievale e bisogna notare l’architettura gotica (che ricorda l’origine del pittore) e la madonna inginocchiata, tipico elemento medievale.
E’ oltremodo importante effettuare un confronto tra David e Gericault.
David, Napoleone al passo del Gran San Bernardo, 1800

Viene raffigurato un grande condottiero, con una grande capacità di superare i grandi ostacoli naturali. Viene rappresentato come eroe, che utilizza gesti teatrali e patetici, mentre il paesaggio è quasi inesistente.

Gericault, Ufficiale che lascia il campo di battaglia, 1814

Viene rappresentato un ufficiale che lascia il campo di battaglia . Il paesaggio risponde della drammaticità dell’evento, l’espressione del generale riporta terrore, è inerme: tutto questo rappresenta l’impotenza dell’uomo di fronte ai cambiamenti della storia e la stessa inquietudine dell’uomo romantico.


Gericault, La zattera della Medusa, 1819

E’ metafora dell’interpretazione della storia francese.

Racconta l’episodio del naufragio avvenuto sulle coste libiche e durante la navigazione gli ufficiali ed i comandanti si salvano sulle scialuppe mentre la ciurma si rifugia sulla zattera.

Questa opera destò molto scalpore nell’opinione pubblica perché era vero e proprio fatto di cronaca.

E’ il primo vero dipinto storico, racconta evento realmente accaduto.

Importante è la rappresentazione della vita nell’uomo che tiene in mano una bandiera rossa: egli è un uomo di colore, è responsabile della salvezza della zattera che rappresenta la Francia. Grande dimostrazione di Liberalismo.

Molti sono i riferimenti alla classicità: per l’uomo di colore possiamo fare riferimento al Torso del Belvedere e vi è una citazione da Michelangelo (per il nudo trattato in modo accademico) nell’uomo in basso a sinistra (dettaglio del braccio  rimando a Pietà).
Delacroix, La barca di Dante, 1822

Non compare la carica polemica che vie era in Gericault.

La barca rappresenta nuovamente la Francia.

Sullo sfondo è possibile notare una scena di conflitto (che è un’anticipazione dei moti rivoluzionari).

Non c’è una cura del nudo in senso accademico.

Delacroix, La libertà guida il popolo, 1830

Lo stile accademico si ritrova nella figura femminile (allegoria della Francia), ma in altri cadaveri il corpo è deformato dalla morte.

E’ evidente il sostegno del pittore alla classe borghese e sullo sfondo compare Parigi, si scorge Notre Dame.

L’innovazione sta nel fatto che rappresenta il proprio tempo e non si rifugia nelle epoche passate.
Delacroix porterà il Romanticismo verso la stagione del Realismo: anche Courbet rifiuterà l’Accademico.

Realismo
Questo periodo occupa la parte centrale del IXX secolo, una data importante da ricordare è quella del 1855, data in cui nasce il Pavillon du Realism.

Importante è anche lo sviluppo del Positivismo e le continue conquiste scientifiche, tra cui quella della fotografia, databile al 1839, che mirava a rappresentare la realtà in modo meccanico.

Questa estetica si concretizza nel Realismo, il quale presupponeva una rappresentazione oggettiva della natura, una mancata mediazione dell’artista nell’opera e una realtà considerata come “brutta”: tutto questo si opponeva ai concetti dell’Accademia, la quale trovava la rappresentazione della bellezza nella realtà.

Il Realismo accoglie gli artisti che si schierarono in favore delle classi sociali più umili.


L’estetica naturialista in campo artistico si manifesta anche con l’Impressionismo, in cui l’arte trae origine dall’osservazione immediata della realtà, vi è una valorizzazione dell’esperienza ottia del reale e il paesaggio rurale o urbano viene considerato come un espediente per lo studio effettivo della luce.

Vi sono però alcune eccezioni, come le Ninfee di Monet o i Covoni  non sono opere impressioniste perché il lavoro è metodico ma è antinaturalistico. I colori sono usati in modo differente, mentre Manet e Degas sono considerati impressionisti sui generis (e rientrano nella categoria del realismo sociale).


Presupposti alla nascita del realismo.

  • I moti del ’48;

  • Nuove idee filosofiche, scientifiche ed economiche

  • Nuovo rapporto con la città: è sia polo di attrazione che di evasione;

  • Nascono nuovi generi letterari e artistici;

  • Nasce il libero mercato dell’arte e con esso anche la litografia e la xilografia;

  • Rapporto diretto tra arte e pubblico.


Realismo e società.

“essere del proprio tempo”  confronto con eventi, esperienze, aspetti del proprio tempo con linguaggio schietto e veritiero, più diretto rispetto all’accademico.

Questo discorso vale sia per la pittura sia per la scultura:

J.B. Carpaux, La santa alleanza del popolo, 1819

è una scena di battaglia: rappresenta le forze borboniche vs le forze progressiste, i volti sono deformati, vicini alla rappresentazione reale.

E. Messonier, Le barricate di Rue de la Mortellier, 1848

Non c’è l’eroismo di Delacroix, solo morti e silenzio.

La drammaticità viene espressa dai volti, quasi caricaturali (un viso sembra addirittura un teschio). Lo sfondo è una via della città di Parigi vista di scorcio  il taglio è fotografico.


Si incominciano a diffondere anche le stampe, come quelle popolare dell’Assalto alla barricata etc..
J.F. Millet, Il seminatore, 1886

Lo stile è pienamente realista.


In confronto con:
Van Gogh, il Seminatore, 1888

Dimensione simbolista, i colori sono antinaturalistici, la figura umana non presenta i colori naturali.

Egli non può essere considerato né impressionista né espressionista e così anche Munch. La definizione generale è quelle di preespressionisti.
Tra il Van Gogh del 1888 e quello del 1855 con i “Mangiatori di patate”, vi sono delle differenze notevoli, dal momento che in quello del 1855 è pienamente aderente ai dettami del Realismo.
Courbet, gli Spaccapietre, 1849

Osservazione di tipo analitico, chiusura dello spazio. L’uomo è al centro dell’opera che rappresenta la 3 o 4 classe della società.

Coinvolge lo spettatore nella fatica e nella miseria, sporcizia e gli abiti sgualciti. Il taglio dell’opera è fotografico, specie di zoomata.
Confronto con:
Millet, Spigolatrici, 1857

E’ importante per la fase realista di Van Gogh. C’è visione netta del paesaggio. Il cielo non occupa tutto lo spazio del dipinto ma è presente una forte eco del Romanticismo.

Il tema del lavoro è interpretato in modo diverso. Esso è nobilitante, non mostra fatica e sfruttamento ma è una condizione che eleva l’uomo perché possiede un mezzo di sostentamento.

Compare anche una visione religiosa dell’esistenza.


Courbet, I lottatori.

2 lottatori non greci bensì 2 lavoratori di 3 classe che venivano assoldati da alta borghesia per lotte dove poi si facevano scommesse.

Quasi personaggi circensi. Compare denuncia di quella classe che sfruttava le più deboli.
Courbet, Le signorine del villaggio fanno elemosina…, 1852

Allusione a classicità per il tema dell’elemosina. Volontà descrittiva, poiché compaiono le sorelle del pittore. Rappresentazione di abiti fuori moda, per dimostrare l’ipocrisia della borghesia, volti deformati; il mostrare la caviglia da parte di una sorella (scandalo ai quei tempi) rimarca l’ipocrisia della classe sociale borghese.


Courbet, l’Atelier del pittore, 1855

Riporta tema della realtà del tempo. Molti personaggi illustrati appartengono alla cerchia di Courbet. Sulla destra è raffigurata la società “bene” mentre sulla sinistra la gente semplice, vero oggetto della rappresentazione di Courbet.


Esiste una scuola realista?

Duranty sulla rivista Realisme, definisce un gruppo di artisti realisti, come Breton, Millet, Messonier, Daumier, Bonhome, Beinel, Meunier, Michetti.


Temi

  • Vita contemporanea a Parigi

  • Lavoro

  • Tema vita moderna, metropoli

  • Tradizioni culturali di ogni zona

Guarda su slides carrellata di esempi.
Impressionismo
Definizione di Zola (1886)  “pittori che amano il loro tempo, dipingono figure del tempo”.

Soggetti favoriti: quelli borghesi.


E. Manet, Dejunere sur l’herbe, 1863

riferimenti a rinascimento italiano veneziano e a pittura spagnola (Velazques etc).

L’opera destò scandalo perché rappresenta una novità del soggetto, e denuncia aspetto prostituzione di giovani fanciulle che intrattenevano i signorotti borghesi nei parchi di Parigi.

L’opera viene in seguito accettata dalla contemporaneità.

Compaiono citazioni colte, come il riferimento alla figura femminile: trae ispirazione da Giorgione o Tiziano (Il concetto campestre).

La donna guarda lo spettatore: invita quindi a riflettere sul tema sociale (aspetto anche di malizia).

Abbandono del chiaroscuro ma effetto sfumato. Non è un’opera fatta completamente amplein aire ma vi è uno studio lento da parte del pittore.



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