Strumenti per la valutazione del paziente affetto da demenza



Scaricare 384 Kb.
Pagina1/12
03.06.2018
Dimensione del file384 Kb.
  1   2   3   4   5   6   7   8   9   ...   12


REGIONE EMILIA ROMAGNA

Strumenti per la valutazione del paziente affetto da demenza


ottobre 2000
Strumenti per la valutazione del paziente affetto da demenza



  • 1. Introduzione 5




  • Valutazione delle funzioni cognitive 9

Mini Mental State Examination (MMSE) 11

Severe Impairment Battery (SIB) 17

Milan Overall Dementia Assessment (MODA) 27

Alzheimer's Disease Assessment Scale- (ADAS-Cog) 29




  • Valutazione dello stato funzionale 55

Barthel Index 57

Attività di Base della vita quotidiana (BADL) 59

Attività Strumentali della Vita quotidiana (IADL) 61

Bedford Alzheimer Nursing Severity Scale (BANSS) 63

Scala di Tinetti 65

Physical Performance Test (PPT) 67

Direct Assessment of Functional Status (DAFS) 69


  • Valutazione dei sintomi non cognitivi 73

UCLA Neuropsychiatric Inventory 75

Geriatric Depression Scale (GDS) 89

Cornell Depression Scale 91

Scala per la valutazione dell’insight 93




  • Valutazione della comorbidità somatica 95

Cumulative Illness Rating Scale (CIRS) 97


  • Valutazione dei caregivers 99 Caregiver burden Inventory (CBI) 101




  • Valutazione complessiva della gravità 103

Clinical Dementia Rating Scale 105

1.Introduzione


Il processo di valutazione del paziente demente è essenziale in qualsiasi setting clinico, anche se le finalità possono essere differenti. Oltre allo scopo specifico, la gravità della demenza è l’altro elemento che condiziona la scelta degli strumenti di valutazione. Non è, infatti, possibile utilizzare un set di strumenti uguali in ambiti diversi e con pazienti con livelli di severità di malattia differenti. Naturalmente, in relazione agli scopi ed al setting, potranno variare anche gli operatori coinvolti nel processo valutativo.
Gli obiettivi del processo valutativo possono essere così schematizzati

  1. screening

  2. diagnosi

  3. valutazione del carico assistenziale

  4. valutazione efficacia di terapie/programmi riabilitativi

  5. pianificazione dell'utilizzo di servizi e risorse

In ogni caso, qualsiasi siano gli scopi ed i setting, la valutazione deve rispettare il principio della muldimensionalità e della interprofessionalità che, nello specifico del paziente demente, significa la valutazione dei seguenti domini:



  1. funzioni cognitive

  2. stato funzionale

  3. sintomi non cognitivi e depressione

  4. comorbidità somatica

  5. stress dei caregivers

A questi domini specifici del demente si aggiunge, come in ogni valutazione multidimensionale dell’anziano, la valutazione del network e dei problemi di tipo sociale ed economico.

Quindi le variabili che definiscono la scelta degli strumenti di valutazione sono:


  1. setting

  • domicilio - territorio (medicina di base, ADI o altro)

  • Centri Diurni

  • Ospedale (per acuti o riabilitativo)

  • Strutture residenziali (Casa Protetta / RSA)

  1. obiettivi della valutazione

  2. risorse disponibili (inclusa la tipologia del personale)

  3. gravità della demenza

La valutazione dei vari domini può essere fatta attraverso il colloquio clinico con il paziente e con i familiari, ma è molto raccomandato l’utilizzo di strumenti di raccolta dei dati standardizzati che non solo assicura la copertura di tutte le aree di interesse, ma assicura altresì la valutazione oggettiva del paziente, permettendo il follow-up e la comparazione fra pazienti o gruppi di pazienti in setting simili, così come la pianificazione delle risorse e dell’utilizzo dei servizi.

Nelle pagine che seguono vengono proposti per ognuno dei domini sopra considerati una serie di strumenti fra quelli più utilizzati e più utili per la valutazione del paziente demente.

Per la scelta degli strumenti ci si è basati sulla esperienza di strutture e reti di servizi già

esistenti o in via di diffusione nel nostro Paese (si veda, tra gli altri: Bianchetti A, Trabucchi

M: La valutazione clinica del demente. In: Le demenze (2nd ed). Trabucchi M (ed.). Utet, Torino, 2000; pp57-126; Senin U: Il progetto ReGAL (Rete Geriatrica Alzheimer). Giorn Gerontol 2000;48:93-126.; Bonavita V, Caltagirone C et al per la Società Italiana di Neuroscienze; Expert Panel Alzheimer. Malattia di Alzheimer. Documento di Consenso. Il Pensiero Scientifico Editore, Roma, 1999)
Ogni strumento è seguito da una sintetica scheda che ne illustra referenze, finalità, peculiarità ed offre suggerimenti per la somministrazione.

Naturalmente non si tratta né di un elenco esaustivo, né di per sé vincolante, ma di una base di lavoro che potrebbe rappresentare il minimo comune denominatore per le strutture regionali, punto di partenza per un percorso partecipato e condiviso di progressiva omogeneizzazione anche degli strumenti di valutazione.


E’ opportuno sottolineare che l’utilizzo degli strumenti descritti richiede un adeguato training degli operatori.
Valutazione delle funzioni cognitive

Vengono proposti solo strumenti che hanno un significato di screening o di valutazione complessiva delle funzioni cognitive. Tali test non esauriscono certamente la valutazione neuropsicologica soprattutto per finalità diagnostiche, ma rappresentano solamente il minimo indispensabile in qualsiasi ambito in cui viene ricoverato o ospitato un demente.

Il MMSE rappresenta lo strumento più diffuso e probabilmente, nonostante i molti limiti, è lo strumento di screening e di valutazione basale (anche per il follow-up) più utile.

Per i pazienti dementi di gravità moderato-severa è più utile e più informativa la SIB. La SIB viene generalmente utilizzata per pazienti con punteggi di MMSE inferiori a 13. Non è di per sé uno strumento diagnostico, ma una rating scale per soggetti con demenza già riconosciuta in fase moderato-severa.

Il MODA è un ottimo strumento, anch’esso ampliamento utilizzato, sia per lo screening sia per il follow-up. E’ più completo del MMSE e, anche utilizzato da solo, permette di ottenere un profilo delle funzioni cognitive del paziente maggiormente informativo. E’ naturalmente più lungo e complesso.

L’ADAS-Cog è uno strumento utilizzato soprattutto nei trials clinici e raramente utilizzato in ambiti strettamente clinici, anche se è un buon strumento di valutazione delle funzioni cognitive. Si tratta anche in questo caso di uno strumento di rating più che di diagnosi e l'uso corretto ne prevedrebbe la somministrazione solo nei casi di malattia di Alzheimer già clinicamente accertata. E' uno strumento più informativo del MMSE, anche se più lungo e complesso da somministrare.


Valutazione dello stato funzionale

Rappresenta un momento fondamentale sia per le finalità diagnostiche che terapeutico-

riabilitative, assistenziali e sociali in senso lato.

Vengono proposte una serie di scale che coprono lo spettro delle funzioni di base e di quelle strumentali, sia con metodologia di valutazione diretta che indiretta.

Le IADL di Lawton e Brody ed il Barthel Index sono tra i più diffusi strumenti per la valutazione indiretta (vale a dire attraverso l’intervista del familiare) dello stato funzionale e sono indispensabili in qualsiasi ambiente (va ricordato che in casa protetta o in RSA la valutazione delle abilità strumentali non è usualmente informativa).

La BANNS è uno strumento osservazionale utile soprattutto per i pazienti più gravi, per evitare il cosiddetto “effetto pavimento” delle tradizionali scale. E’ particolarmente utile in setting in cui vi sono pazienti con demenza grave.

La scala di Tinetti trova una indicazione specifica nella valutazione del rischio di caduta. Sebbene non sia specifica per la popolazione demente, poiché i disturbi della marcia e dell’equilibrio sono frequenti in questi pazienti, è indicata in setting di riabilitazione e nelle istituzioni che accolgono i pazienti più gravi.

Il PPT e la DAFS sono scale per la valutazione diretta delle attività di base e strumentali, rispettivamente. Sono particolarmente utili nei pazienti con demenza lieve e nella valutazione dell’efficacia di interventi terapeutici o riabilitativi.

Naturalmente in ambiti particolari possono essere utilizzati strumenti che valutano funzioni specifiche, quali l’alimentazione, l’incontinenza, la capacità di alzarsi dal letto, ecc.
Valutazione dei sintomi non cognitivi

Rappresenta un momento fondamentale sia nella fase diagnostica, che per la programmazione e verifica degli interventi terapeutici e riabilitativi, che per la pianificazione dell’utilizzo dei servizi.

L’NPI rappresenta lo strumento più moderno e completo, soprattutto nella versione presentata che si compone di 12 items e valuta anche il distress psicologico dei familiari. L’utilizzo sistematico dell’NPI è utile in qualsiasi setting e per ogni livello di gravità del paziente.

Sebbene anche l’NPI valuti la depressione, in alcuni ambiti è consigliato un approfondimento di questo sintomo, così rilevante ai fini diagnostici, terapeutici ed anche riabilitativi. Vengono proposti due strumenti: la GDS più utile per i pazienti lievi - moderati e la Cornell, utilizzabile anche con i soggetti con demenza più grave.

La valutazione standardizzata della consapevolezza di malattia del paziente (insight) è particolarmente indicata in ambiti specializzati e con i pazienti più lievi.
Valutazione della comorbidità somatica

La scala proposta (CIRS) è particolarmente indicata in ambiti a bassa specializzazione sanitaria (assistenza domiciliare, centri diurni, strutture residenziali) in quanto non richiede strumenti sofisticati nè indagini specifiche, ma è sufficiente l’anamnesi e l’esame obiettivo. Naturalmente non sostituisce gli strumenti più complessi utilizzati in ambiti clinici, anche se una raccolta sistematica del livello di comorbidità è sempre raccomandata.


Valutazione dei caregivers

Rappresenta uno degli elementi fondamentali della valutazione del paziente demente, in

qualsiasi setting. Vi sono molti strumenti ampiamente utilizzati. La scala proposta (CBI) offre la possibilità di ottenere un profilo del carico del caregiver nei vari domini (dipendenza, evolutivo, fisico, sociale, emotivo) e quindi è particolarmente raccomandata.
Valutazione complessiva della demenza

La scala proposta (CDR) è una tra le più utilizzate, anche se non è il solo strumento di stadiazione della gravità clinica della demenza disponibile.

In definitiva, ogni equipe di lavoro può trovare tra gli strumenti presentati quelli più utili per le finalità precipue e per la tipologia dei pazienti che afferiscono al proprio servizio.




Condividi con i tuoi amici:
  1   2   3   4   5   6   7   8   9   ...   12


©astratto.info 2019
invia messaggio

    Pagina principale