Strumenti scientifici per la ricerca linguistica



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STRUMENTI SCIENTIFICI PER LA RICERCA LINGUISTICA

  1. A. 2004-05

Dott. Gabriella Di Mauro
PROGRAMMA PER NON FREQUENTANTI:- Il programma per non frequentanti si compone dello studio delle seguenti voci:
1) dispensa liberamente scaricabile dalla rete;
2) paragrafo intitolato La storia di Internet, pp. 480-482;
3) paragrafo intitolato La preistoria, pp. 482-485;
4) paragrafo intitolato Arpanet, pp. 485-491;
5) appendice C, intitolata Internet e l’11 settembre – un caso di studio, pp. 670-685.
I paragrafi numerati dal 2) al 3), nonché l’appendice indicata al numero 5) figurano tutti nel manuale Internet 2004 di Calvo M., Ciotti F., Roncaglia G., Zela M.A., Laterza 2003, presente nella nostra biblioteca.
Per comodità nell’organizzazione dei tempi di studio, si informa che i parr. La storia di Internet, La preistoria e Arpanet sono altresì reperibili nell’edizione cartacea precedente ad opera degli stessi autori, intitolata Internet 2000, Laterza 1999, alle pp. 411-422 e sono pure scaricabili liberamente dal sito www. http://www. laterza.it/internet/ .
Non è così per l’appendice C Internet e l’11 settembre, che costituisce un aggiornamento successivo ed è comunque parte integrante del programma.
In caso di difficoltà, è possibile rivolgersi alla docente titolare, ogni giorno in biblioteca intorno alle 11 o, ancora, mediante messaggio scritto corredato di nominativo e di recapito telefonico da depositarsi nel cassetto n.7, intestato a Di Mauro.

INDICE SINTETICO DELLE QUATTRO SEZIONI DELLA DISPENSA

PRIMA SEZIONE: PRESENTAZIONE DEL CORSO (1-2) ovvero: che cosa si sceglie quando si sceglie il presente esame opzionale e con che insegnamento lo si può integrare

SECONDA SEZIONE: CHE COS’È LA SCIENZA (3-15) ovvero: come non restare ipnotizzati di fronte alla voce scienza, fra le fitte colonne di una massa di vocabolari

TERZA SEZIONE: L’INTERDISCIPLINARITÀ (16-22) ovvero: avvicinare un’unica realtà da punti di vista diversi

QUARTA SEZIONE: LA QUALITÀ ACCADEMICA (23-30) ovvero: cenni su come si apprende, si discute, si scrive, si cerca in rete all’università

INDICE ANALITICO DELLE QUATTRO SEZIONI DELLA DISPENSA:

PRIMA SEZIONE: PRESENTAZIONE DEL CORSO (1-2)

Che cosa si sceglie quando si sceglie il presente esame opzionale e con che insegnamento lo si può integrare:

1- Premessa

2- Coordinate del corso: SR e RBOL, indicazioni per l’orientamento
SECONDA SEZIONE: CHE COS’È LA SCIENZA (3-15)

Come non restare ipnotizzati di fronte alla voce scienza, fra le fitte colonne di una massa di vocabolari:



3- Titolo e contenuto del corso

4- La scienza: definizione generale

5- Sinonimi di scienza

6- Scienza e scienze

7- Bipartizione convenzionale fra Scienze e scienze umane (e i relativi esperti)

8- Il concetto di comunità scientifica

9- Nessuna scienza è ancella dell’altra

10 – Due aspetti comuni a tutte le scienze

11- Due test di verifica della comprensione:

11a)- C’è argomento scientifico e argomento scientifico

11b)- Il significato di scientifico nel titolo del corso

12- Commento a due errori gravi


13- Definizione del concetto di verità scientifica

14- Le scienze in prospettiva spaziale - areale

15- Le scienze in prospettiva temporale
TERZA SEZIONE: L’INTERDISCIPLINARITÀ (16-22)

Avvicinare un’unica realtà da punti di vista diversi:


16- Definizione di interdisciplinarità

17-La realtà nel suo insieme, ovvero: l’oggetto che motiva l’interdisciplinarità

18- Modalità scientifiche dell’interdisciplinarità

19- Tre tipi di interdisciplinarità

19 a) Un solo esperto per due o più scienze (umane)

19 b) Un esperto per ciascuna scienza (esatta o umana)

19c) Un esperto per ogni branca (o settore di un’unica scienza)

20- Il rifiuto, da parte di tutte le scienze, del razzismo

21- Un errore possibile nell’applicazione dell’interdisciplinarità del III tipo (19c)

22- Scienza(/-e) pura(/-e) e scienza(/-e) applicata(/-e), ovvero scoperte e invenzioni
QUARTA SEZIONE: LA QUALITÀ ACCADEMICA (23-30)

Cenni su come si apprende, si discute, si scrive, si cerca in rete all’Università:


23- Appunti e apprendimento di livello universitario

24- Consultazione di vocabolari sincronici e diacronici

25- Definizione o definizioni di ciò di cui si intende parlare


26- Dibattito scientifico versus polemica

27- Consultazione della rete


28- Verso la tesi: vaglio critico del materiale bibliografco

29- Scienza e ricerca

30- Significati molteplici della parola ricerca

PRIMA SEZIONE: PRESENTAZIONE DEL CORSO (1-2)

Che cosa si sceglie quando si sceglie il presente esame opzionale e con che insegnamento lo si può integrare

1 - Premessa.- Gli argomenti che seguono sono stati affrontati per lo più nel corso delle quattro lezioni di 45’ ciascuna, tenute nei giorni di martedì 16/11/05 (45’+45’) e martedì 23/11/05 (45’+45’) nell’aula T3 (con la parentesi delle riflessioni introduttive sulla comunità scientifica, che sono state condotte nell’aula L4 nel corso della primavera del 2005). Altri temi, molto densi e stringati, come il discorso su metafisica e scienza, sono stati pensati in funzione del presente sussidio didattico, nonché del programma per i non frequentanti.

2 - Coordinate del corso: SR e RBOL, indicazioni per l’orientamento.- L’area conoscitiva e applicativa del presente corso scelta-studente (d’ora innanzi abbreviato in “Strumenti [scientifici] per la Ricerca [linguistica]” e indicato quindi tramite l’acronimo SR) è situata fra l’acquisizione della tecnica informatica di base tramite i vari moduli ECDL (quale si espleta presso il Centro di Calcolo dell’Ateneo locale) e le conoscenze di tipo teorico-pratico che si possono capitalizzare nell’altro corso a scelta “Ricerche Bibliografiche On-Line”, tenuto nella nostra Scuola dal Direttore della Biblioteca della Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori, prof. Mauro Rossi. La risorsa didattica costituita da quest’ultima scelta-studente sarà d’ora in poi indicata mediante l’acronimo RBOL.

Anche se in teoria è certo possibile scegliere l’opzionale “Ricerche Bibliografiche On-Line” (RBOL) senza scegliere l’opzionale “Strumenti per la ricerca” (SR) e, viceversa, sostenere l’esame per SR senza dare quello di RBOL, i due insegnamenti sono stati di fatto pensati e progettati come complementari.

RBOL mira a porre lo studente nella condizione concreta di sapersi orientare nelle biblioteche sia di tipo tradizionale che virtuale e reperire quindi in breve tempo tutto e solo il materiale pertinente a un determinato tema. SR si propone come obiettivo primario la guida a valutare, scartare, impiegare il materiale così trovato in vista della stesura di una tesi di laurea.

Rispetto ai suddetti insegnamenti (ECDL e RBOL), SR mette in rilievo la consultazione critica degli strumenti cartacei (dizionari, enciclopedie e saggi) o digitali (essenzialmente World Wide Web) e pone un’enfasi ancor più pronunciata sulla formazione degli strumenti concettuali (o mezzi intellettuali), ossia sulle strutture del ragionamento non direttamente visibili, ma assolutamente insostituibili per il funzionamento del pensiero umano.

SR mira inoltre a fornire precise linee-guida su come si prendono appunti in contesto universitario e come si redige in pratica un elaborato scritto di livello accademico, in vista della stesura di una tesi di laurea. Tutto ciò viene impartito senza trascurare le nuove prospettive dischiuse dai mezzi digitali, in particolare la rete, alla quale si è dedicato un terzo circa delle lezioni, a livello teorico generale, con particolare riguardo preliminare ai trabocchetti della ricerca on-line.

L’esame si svolge oralmente, senza la compilazione di tesine ad hoc e senza elaboratore elettronico. Va invece esplicitato che l’approccio a Internet adottato in RBOL mira a mettere lo studente in grado di sostenere due terzi dell’esame a una postazione di computer, per consultare gli archivi digitali di livello scientifico disponibili nel comprensorio dell’Ateneo.

In quest’ottica sono stati operati gli adattamenti (fra cui numerose e vistose riduzioni) fra i contenuti della dispensa e quanto da me svolto a lezione nel corso dell’anno accademico 2004-2005 o in seminari ancora precedenti. In quest’ottica, si è riformulato altresì l’obiettivo didattico immediato di questa dispensa (anche se non del restante programma dal libro di testo), riducendolo all’esigenza essenziale seguente: che cioè, studiate queste righe, gli studenti siano messi nella condizione di comprendere la stragrande maggioranza delle informazioni che compaiono sui vocabolari italiani alla voce scienza, senza perdere l’orientamento fra esse.

Ora, chi scrive fruiva, a vent’anni, di una simile congerie di notizie, in maniera attiva, critica e disinvolta; ma certo la medesima persona non intende sorvolare sul fatto che, d’altra parte, a vent’anni non era in grado di utilizzare né un PC, né un portatile, né un cellulare, né una connessione che non fosse quella del telefono fisso: e ciò per il semplicissimo fatto che la fruibilità quotidiana di tutti questi aspetti allora non esisteva, seppure esisteva già (fin dagli anni ’60, almeno in teoria) gran parte della progettualità che ne avrebbe poi consentito la realizzazione tecnico-pratica; ed esistevano gli studenti di ingegneria (che non potevano ancora laurearsi in ingegneria informatica, perché un corso di studi siffatto non era ancora stato concepito), i quali producevano come esercitazione elaborazioni stampate su carta dalla telescrivente collegata a un computer che si estendeva rasente a un’intera parete (i cosiddetti mainframe, privi di video o display).

L’obiettivo didattico fondamentale è che i risultati acquisiti con SR non siano di tipo volatile-virtuale, secondo una certa prassi informatica oggi corrente (purtroppo anche nel campo dell’istruzione, dove risulta incoraggiato un immagazzinamento superficiale di molti dati nella memoria a breve termine). Al contrario ci si adoprerà a ciò, che i pochi ed essenziali frutti della comprensione e, quindi, dell’apprendimento reggano ai ritmi spesso travolgenti dell’evoluzione digitale, sedimentandosi nella memoria a lungo termine.

In sostanza, perché gli studenti possano seguire con buoni frutti e senza fatiche inutili il corso di SR l’obiettivo primario sarà metterli in condizione di comprendere anche dai dizionari ciò di cui si sta parlando, perché essi possano poi recuperare le nozioni senza troppo sforzo dai vocabolari, senza rischiare, una volta dato l’esame, di dimenticare gli aspetti d’utilità più rilevante e immediata.

Mi rendo conto che questa mia aspettativa richiede lo sforzo di conversione di un atteggiamento (oggi diffuso fra più e meno giovani) che – a causa della fruizione estensiva del mezzo televisivo – tende ad essere di ricezione prevalentemente passiva, più che di ascolto attento e critico. Ma si tratta d’una fatica iniziale che vale la pena d’esser sostenuta, perché mira a porre gli studenti in condizione di padroneggiare il mondo sempre più complesso che li circonda, piuttosto che subirlo.

Secondo un felice paradosso che ispirò, in parte, l’istruzione e la cultura italiana negli anni ’60-’70, in questa sede si partirà, insomma, dal presupposto che la cultura è ciò che resta (nella memoria a lungo termine) quando si è dimenticato tutto (quanto affidato alla memoria a breve). Mi riconosco debitrice di questa prospettiva (e invero di altre ancora) alla mia insegnante di storia e filosofia del Liceo, prof. Anita Burian.


Proseguendo con la lista dei debiti (che per ragioni di spazio e di genere potrà solo essere – ahimè – incompleta), desidero ringraziare gli studenti Antonello Antonelli, Martina Gori, Giulia Mazzuccato, Laura Sartori, Valentina Vanin, Federica Zallot per avermi segnalato, in modo più o meno volontario, più o meno cosciente, quali rischiavano d’essere i nodi dolenti del mio corso, mediante la loro paziente stesura di appunti.

Più che prezioso, il loro lavoro è risultato insostituibile e rivelatore: non solo (o non tanto) per ricostruire quanto da me detto a lezione, quanto soprattutto per tracciare un abbozzo della mentalità attuale dei giovani nella fascia d’età fra la fine della scuola superiore e la fine del primo ciclo universitario.

Verso di loro, che hanno seguito il programma per frequentanti, ho saldato altresì il mio debito d’equità, organizzando laboriosamente la materia per i non frequentanti in modo da non far torto a chicchessia: né dal punto di vista quantitativo, né dal punto di vista qualitativo.

Anche a loro ritengo vada la gratitudine di chi oggi può fruire di questa dispensa, forse avendo atteso un po’ più a lungo, ma d’altra parte evitandosi tutta una serie di ostacoli di apprendimento che gli studenti frequentanti e io ci siamo trovati assieme ad affrontare.

SECONDA SEZIONE: CHE COS’È LA SCIENZA (3-15)

Come non restare ipnotizzati di fronte alla voce scienza, fra le fitte colonne di una massa di vocabolari



3 - Titolo e contenuto del corso.- Per essere in grado di intuire il contenuto del corso già dal titolo, è essenziale partire non linearmente dalla prima parola (Strumenti), dall’aggettivo che la qualifica (scientifici) e neppure da quello finale (linguistica), bensì dal concetto-chiave più generale di scienza, presupposto dal nome del corso, per approdare alla fine a quello ancor più complesso di ricerca (cfr. avanti, sez. IV, parr. 29 - Scienza e ricerca e 30 - Molteplice significato della parola ricerca).

Un simile procedimento di comprensione non lineare bensì selettiva, che avanza per rapide scelte fra blocchi gerarchici di significato, è da applicarsi altresì nell’attività di stesura di appunti, quale illustrata alla sez. IV, par. 23 - Appunti e apprendimento di livello universitario.


4 - La scienza: definizione generale.- Come figura in qualunque vocabolario che riporti l’etimologia, il termine scienza deriva dal latino scientia, a sua volta collegato col verbo scire, che significa “sapere”. Nella sua accezione più generale, quindi, la parola scienza rimanda a tutta la conoscenza acquisita dall’uomo, al sapere umano in tutti i suoi campi.

Va da sé che lo scopo del sapere è quello di migliorare le condizioni dell’umanità (senza distinzione di razza o etnia, lingua, religione, condizione socio-economica), non di distruggerla né di sfruttarla o danneggiarla nella sua maggioranza o anche solo in minima parte.

Per tale motivo, si condivide qui la scelta di quel vocabolario che riporta l’asserto Scopo della scienza è l’uomo e solo l’uomo, ma non l’opzione riportata da quel dizionario, sempre d’italiano, che fra gli usi dell’aggettivo derivato scientifico annovera il seguente: Sono stato derubato in maniera scientifica, intendendo: “con un piano dettagliato, con criterio sistematico”.

La mente di chi esercita la scienza è infatti aperta e costantemente attenta al gioco globale delle parti e non potrebbe mai dare l’avvallo a chi crede di favorire i propri interessi con danno di altri: è tutto qui il nocciolo del prestigio incredibile (o, se si preferisce il termine trito e bruto, della forza) di chi esercita l’intelligenza ai suoi più alti livelli.


5 - Sinonimi di scienza.- Nei termini più generali (ossia quando non siano accompagnati da uno o più aggettivi qualificativi che, specificandoli, ne restringano la portata), scienza e sapere sono dunque sinonimi: tanto vale anche per il loro impiego al plurale, scienze e saperi (dove il significato cambia però leggermente, virando verso una direzione più specifica, come fra poco vedremo). Pure conoscenza è un sinonimo più che soddisfacente di scienza e anche questa terza parola ammette un uso al plurale che ne porta in rilievo un tratto di maggiore specificità/minor generalità, destando nell’interlocutore l’aspettativa di vedersi precisare il campo determinato delle cui conoscenze si intende parlare: ad es. le conoscenze storiche, le conoscenze informatiche e via dicendo.
6 - Scienza e scienze.- Da quanto detto, deriva una serie di conseguenze. Se scienza = “sapere umano in tutti i campi”, è evidente che esistono varie aree del sapere umano e che ciascuna è individuata e delimitata da una sfera sua propria d’interesse: ciascuna di queste sfere costituisce una scienza e risulta circoscritta dal suo oggetto di studio; è dall’oggetto di studio che derivano, in maniera conseguente e coerente, princìpi, strumenti e metodi propri di ciascun singolo sapere, disciplina o scienza.

Ogni scienza è dunque un insieme di nozioni (oggetto di studio e princìpi), metodi e strumenti coerenti fra loro, ossia tali che, nell’ambito dello stesso campo, la singola nozione non può essere in contraddizione né con altre nozioni, né con i metodi e gli strumenti impiegati, ma forma un tutto in cui ogni parte è in relazione armonica con le parti restanti (cfr. sez.IV, par.29).

La linguistica attuale, ad es., è la scienza che studia il linguaggio umano come facoltà naturale di comunicare a voce e, di conseguenza, si occupa delle varie lingue parlate nel mondo: la sua sfera d’interesse (o oggetto di studio) così definita esclude da una parte tutti i linguaggi artificiali (oggetto piuttosto di materie di matrice matematizzante, quali “Linguistica computazionale”, ovvero ingegneristica, quali “Automi e linguaggi formali”); dall’altra, essa rinuncia al mondo delle lingue scritte (che costituisce invece il campo delle varie filologie).

Coerentemente con la produzione orale studiata, la linguistica si vale, fin dov’è possibile, di registrazioni vocali e metodi particolari di trascrizione e analisi (ad es.: l’alfabeto fonetico internazionale, che non coincide col sistema grafico di nessuna lingua al mondo) e ricorre ai testi scritti soltanto in assenza delle prime.



I singoli campi d’indagine, caratterizzati ciascuno da un oggetto di studio particolare (nonché da princìpi, strumenti e metodi propri che da quest’oggetto derivano in maniera conseguente), vengono chiamati scienze al plurale (o discipline ovvero anche studi) e qualificati per lo più da aggettivi che ne specificano l’appartenenza a grandi gruppi; abbiamo così:
le scienze esatte per lo studio di entità concettuali e delle relazioni fra loro intercorrenti senza riscontro diretto in natura (aritmetica e geometria, che nelle scuole medie vengono raggruppate sotto la comune dicitura di matematica);

le scienze empiriche o sperimentali, che si occupano direttamente ed esplicitamente della natura (ad es.: astronomia, fisica, chimica);

le scienze umane o storiche che studiano l’uomo e i suoi prodotti nel tempo (storia, filologia, storia della filosofia, storia della letteratura e simm.);

le scienze sociali, attente all’uomo come essere vivente che interagisce in varie comunità (antropologia, sociologia, linguistica e via dicendo).


L’insieme dunque delle singole scienze particolari di tutti e quattro questi tipi, ciascuno considerato col proprio bagaglio di conoscenza e passibile di specificazione mediante un attributo (la scienza storica, la scienza astronomica e così via) dà la scienza in generale, senza bisogno di ulteriori specificazioni aggettivali, ovvero il sapere umano in tutti i suoi campi.
7 - Bipartizione convenzionale fra Scienze e scienze umane (e i relativi esperti).- Per comodità, nel linguaggio corrente si adotta però, anziché il suddetto schema a quattro voci, uno schema bipartito più agile e si preferisce parlare più semplicemente di:
scienze esatte in quanto accomunate dal metodo del calcolo, per matematica, fisica, chimica, astronomia e simm. (dette anche convenzionalmente scienze o Scienze: cfr. il presente paragrafo e il par. 8) nonché di

scienze umane per storia, filologia, antropologia, sociologia, linguistica e via dicendo, che condividono tutte l’interesse per l’uomo.
Fra i casi a parte, passibili di assegnazione sia all’uno sia all’altro gruppo, figura quello della filosofia: essa infatti, qualora assunta come storia del pensiero umano (più o meno nei termini da cui è nota al liceo), è una disciplina storico-umanistica; se considerata invece nei suoi aspetti di logica, si configura più come una scienza esatta che, alla maniera di artitmetica e geometria, parte da affermazioni intuitive e indimostrabili (con termine latino: postulati, con termine greco: assiomi) per poi procedere in maniera conseguente alle varie dimostrazioni.

Sulle ragioni di questa bipartizione generale fra scienze esatte e scienze umane (che non ha, beninteso, un significato assoluto e onnivalente, ma soltanto motivazioni contingenti di origine storica) converrà tornare più avanti (cfr. par. 15). Per ora sarà sufficiente far presente che la suddivisione appena citata si ripercuote sulla denominazione degli esperti dell’uno e dell’altro campo, i quali si suddividono così in scienziati (o “cultori delle scienze esatte e sperimentali”; cfr. avanti, parr. 7 e 8) e in studiosi (o “cultori delle scienze umane, o storiche, e sociali”).

Insomma, dato che nell’ambito della conoscenza umana o scienza esistono vari campi di studio, esistono anche varie discipline ovverosia diverse scienze. Date però le ricadute pratiche, che le applicazioni delle scienze sperimentali trovano, grazie alla tecnologia, nel vissuto quotidiano della nostra società, s’è affermato l’uso di definire scienze prevalentemente le discipline sperimentali, ossia quell’insieme di studi fondati sull’osservazione della natura, sulla riproducibilità del fenomeno in laboratorio, sul calcolo e infine sulla formulazione di nuove leggi che consentano la spiegazione dei fenomeni al presente e la previsione di quanto avverrà in futuro. Di conseguenza, scienziati sono detti soltanto i professionisti della ricerca in scienze esatte ed empiriche (da un impiego ristretto della parola scienze che mi accingo a commentare nel prossimo capoverso), mentre la denominazione invalsa per gli esperti di scienze dell’uomo è, come già visto sopra, quella di studiosi.

In taluni dizionari l’impiego del termine Scienze per lo studio della natura è definito “assoluto” ed è marcato a volte con l’impiego della maiuscola (come per maggior chiarezza si farà sempre qui), perché le scienze della natura sono viste come scienze per eccellenza (o per antonomasia, o ancora tout court, che è lo stesso): quasi che le scienze dell’uomo fossero riducibili a saperi di seconda categoria. Al contrario, altri dizionari trovano quest’impiego insoddisfacente e riduttivo, altri ancora preferiscono definirlo scolastico o specifico o particolare.

Ora, pur prendendo atto dell’impiego diffuso del termine Scienze = “studio della natura”, va riconosciuto altresì che si tratta di un uso quanto meno parziale: infatti anche le scienze dell’uomo (altrimenti dette storiche, umane e sociali) sono a tutti gli effetti saperi e producono conoscenza; né i loro metodi si possono dire meno raffinati o i loro progressi e risultati meno considerevoli e consolidati di quelli riconosciuti oggi validi per le scienze della natura.



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