Studio presentato alla Commissione Studi Civilistici del Consiglio Notarile


) - Atto di opposizione - Natura - Oggetto - Forma - Pubblicità



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28.03.2019
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3) - Atto di opposizione - Natura - Oggetto - Forma - Pubblicità

Il diritto potestativo in esame va esercitato mediante atto di opposizione. La legge qualifica l'atto di opposizione "atto stragiudiziale" solo allo scopo di non assimilarlo alla domanda giudiziale o ad un atto introduttivo di un giudizio.

L'atto, quale manifestazione di volontà diretta ad incidere sui propri interessi, ha natura negoziale, non di semplice atto giuridico; trattasi di negozio con finalità cautelative, e non diretto ad incidere in via immediata sui diritti di provenienza mortis causa, che dall'esercizio di tale diritto potrebbero anche non essere toccati; con esso il soggetto manifesta la volontà di impedire la preclusione alla restituzione reale nei confronti dei terzi aventi causa, una volta decorso il ventennio dalla donazione.

Tale atto va notificato al donatario e trascritto contro il donatario medesimo (o suoi successori o aventi causa nel caso di decesso prima della scadenza dei venti anni dalla trascrizione della donazione). Come si evince dalla lettera della legge, notifica e trascrizione possono essere considerati elementi integrativi di una fattispecie a formazione progressiva e quindi per la trascrizione dovrà essere esibito l'atto di opposizione corredato della relata di notifica o della prova di eseguita notifica che può essere realizzata anche con raccomandata o con altro mezzo di comunicazione purchè possa esserne data prova.

La ineseguita notifica potrebbe legittimare il rifiuto della trascrizione da parte del competente Servizio di Pubblicità immobiliare dell'Agenzia del territorio. Sono state prospettate anche tesi diverse, per cui la notifica potrebbe seguire alla trascrizione, essendo entrambi gli adempimenti requisiti essenziali perchè l'atto di opposizione possa produrre i suoi effetti (cfr:citati studi C.N.N.).

La trascrizione, non produce gli effetti tipici di cui all'art.2644 c.c., ma ha efficacia costitutiva dell'interruzione del termine ventennale (in coerenza con quanto dispone l'art.2653 c.c. n.5 a proposito degli atti interrutivi del corso dell'usucapione di beni immobili) e se eseguita anche contro i successivi aventi causa, in caso di opposizione fatta e trascritta dopo l'avvenuta alienazione, ha anche effetto di pubblicità notizia (Per l'opportunità della trascrizione dell'opposizione fatta dopo l'avvenuta alienazione, anche contro l'avente causa e per gli effetti costitutivi e di pubblicità notizia vedi Gaetano Petrelli in Rassegna cit. il quale per l'estensione nei confronti degli aventi causa ricorre all'applicazione analogica dell'art.2851 c.c. e ciò non solo in sede di rinnovazione dell'opposizione, in cui l'analogia appare più evidente, ma anche in sede di esercizio del diritto in prima battuta).

L'oggetto dell'atto di opposizione è testualmente" il singolo atto di donazione (l'oggetto non può essere generico).

Si sono posti due interrogativi: il diritto può essere esercitato e quindi trascritto anche in presenza di donazioni indirette o donazioni simulate?

L'argomento è stato affrontato nello studio 5809 C.N.N..

In esso si puntualizza che prima della novella del 2005, nonostante il disposto dell'art.809 c.c. (che estende alle liberalità in genere le norme sulla riduzione delle donazioni), si poteva ritenere che l'esercizio dell'azione di restituzione nei confronti del terzo avente causa (una volta esperita vittoriosamente l'azione di riduzione e l'azione di accertamento della natura indiretta o simulata dell'atto), poteva venir paralizzato dall'eccezione ex art.1415 c.c., che dichiara l'inopponibilità della simulazione ai terzi che in buona fede hanno acquistato diritti dal titolare apparente prima della trascrizione della domanda di simulazione o del negozio di accertamento in genere.

Ora prima della riforma l'azione per simulazione o di accertamento (propedeutica all'esperimento dell'azione di riduzione) poteva essere esercitata solo dopo l'apertura della successione e quindi in nessun caso poteva rendersi opponibile al terzo avente causa (salva l'ipotsi di trascrizione tardiva dell'atto dispositivo)

Con la novella 2005 invece ben si potrebbe in vita agire per la declaratoria della simulazione o della natura sostanzialmente donativa dell'atto prima dell'apertura della successione in quanto finalizzata all'esercizio del diritto di opposizione. Di conseguenza in questo caso il diritto del terzo di fronte ad un atto apparentemente oneroso viene ad essere salvaguardato solo se il suo acquisto risulti trascritto prima della trascrizione della domanda giudiziale relativa all'azione di accertamento. Accomunando nello stesso discorso liberalità indirette e donazioni simulate vengono distinte le seguenti ipotesi:

- donante (apparente venditore) ancora in vita:

a) il legittimato a esercitare il diritto di opposizione, potrà trascrivere l'atto di opposizione dopo aver trascritto la domanda diretta all'accertamento della simulazione dell'atto formalmente oneroso o della natura sostanzialmente liberale dell'atto formalmente oneroso, sempre che non sia decorso il ventennio; lo stesso potrà poi agire per la restituzione nei confronti dei terzi aventi causa solo post mortem e post vittorioso esercizio delle predette azioni e dell'azione di riduzione;

b) il terzo avente causa in base ad atto formalmente oneroso, se trascrive il proprio acquisto dopo la trascrizione della domanda di simulazione e dell'atto di opposizione, non può beneficiare del limite ventennale;

c) può beneficiare del suddetto limite il terzo avente causa che trascrive il proprio acquisto prima della trascrizione della domanda giudiziale di simulazione salvo che il legittimario dimostri lo stato di mala fede in cui il terzo acquirente si trovava al momento dell'acquisto.






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