Studio presentato alla Commissione Studi Civilistici del Consiglio Notarile


trascritte prima della riforma ed ai fini dell'art.563 quelle poste in essere



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28.03.2019
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trascritte prima della riforma ed ai fini dell'art.563 quelle poste in essere prima della riforma, stante la diversa formulazione delle due norme.

Applicando i normali canoni di interpretazione, il nuovo limite ventennale non può non applicarsi anche alle donazioni anteriori. Nè si può parlare in tal caso di retroattività delle norme, poichè le stesse operano non sulla disciplina sostanziale della donazione, bensì sugli effetti dell'azione di riduzione e sull'esperibilità della azione di restituzione.

Pertanto se si è già aperta la successione e siano già state esperite le azioni di riduzione e restituzione alla data del 15.05.2005 non potrà applicarsi alcun limite ventennale, nè può parlarsi ovviamente di opposizione.

Se la successione si è aperta ma le azioni di riduzione e restituzione non sono state ancora esercitate, l'opposizione non potrà comunque essere esercitata e l'erede che intenda avvalersi delle dette azioni non potrà agire nei confronti del terzo avente causa dal donatario una volta decorso il ventennio.

Più ardua è la soluzione se la successione non si è ancora aperta. In questo caso da quando decorre il ventennio per le donazioni anteriori: se il dies a quo resta quello della trascrizione o della data dell'atto, come a noi sembra, dobbiamo dire che ove il ventennio dalla donazione sia già decorso prima dell'entrata in vigore della riforma, non ha ragion d'essere il limite ventennale e non sarà possibile esercitare il diritto all'opposizione (ovviamente inutile); in caso contrario, sarà possibile esercitare il diritto di opposizione fino al momento in cui si maturerà il ventennio dalla data della donazione.

E tale soluzione sarebbe apparsa ovvia, in carenza di una espressa previsione normativa, se non fosse stato previsto a tutela del coniuge e parenti in linea retta il diritto di opposizione al limite ventennale, diritto precluso o limitato nel tempo per le donazioni anteriori.

Poichè tale preclusione veniva a creare una evidente disparità di trattamento, onde evitare una possibile censura di incostituzionalità, alcuni autori avevano avanzato una diversa interpretazione: il limite ventennale decorre dalla data di entrata in vigore della riforma, per cui il coniuge o parente in linea retta potevano esercitare il diritto di opposizione alle donazioni pregresse per il ventennio a partire dal 15.5.2005, indipendentemente dal fatto che dalla data della donazione siano o meno già decorsi i venti anni. Questa interpretazione avrebbe evitato qualunque disparità di trattamento ed il pericolo del ricorso alla Corte Costituzionale ma non appare suffragata da alcun canone di ermeneutica. D'altro canto una disparità di trattamento tra le stesse categorie di soggetti si ha anche nell'ipotesi in cui lo status di coniuge o di parente in linea retta venga acquisito dopo il ventennio dalla donazione, ritenendosi i predetti non legittimati all'esercizio del diritto di opposizione in quanto decorsi i venti anni si è venuto già a consolidare l'acquisto del terzo avente causa.

Inoltre questa interpretazione si basa sul presupposto che sono su identico piano le esigenze a motivazione della novella legislativa, laddove invece la prima esigenza "salvezza dei diritti dei terzi dopo il decorso dei venti anni" sembra preminente rispetto alla tutela del coniuge e parente in linea retta con il "riconoscimento del diritto di opposizione ventennale".



In tal senso cfr. Tassinari in studio approvato dal C.N.N. n.5809/C il quale, pur avvertendo l'opportunità che sia al più presto introdotta una norma di carattere transitorio applicabile alle donazioni ante riforma idonea a rimettere in termini i coniugi e parenti in linea retta già in possesso dei requisiti al ventennio dalla donazione, conclude che allo stato "per tutte le donazioni sia anteriori sia successive all'entrata in vigore della l.80/2005, la stabilità dei diritti dei terzi è pienamente tutelata una volta decorsi i venti anni dalla donazione stessa".
Maria Rosaria Campanile





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