Sublimazione dello iodio



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29.03.2019
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NaHCO3

CH3COOH 6%

4,2 g (50 mmol)

50 ml (50 mmol)

Risultato:

Avendo in questo modo misurato il volume di gas sviluppato dalla reazione è possibile andare a determinare la quantità di moli n tramite l’equazione di stato dei gas perfetti. Data la stechiometria della reazione, il numero di moli massimo misurabile è pari a 50 mmol.



  1. Saggi alla fiamma

Andando a scaldare su di una fiamma elementi metallici, questi vengono strappati dai legami che li tengono uniti e passano in fase gas in forma eccitata. Il ritorno allo stato fondamentale degli elettroni precedentemente eccitati per via termica avviene tramite emissione di radiazione elettromagnetica, la cui lunghezza d’onda può ricadere all’interno dello spettro visibile, portando così alla colorazione della fiamma. Questa dipende dalla differenza di energia tra stato eccitato e stato fondamentale, producendo così differenti colorazioni tipiche di ogni atomo. Questo fenomeno viene sfruttato, ad esempio, per la produzione di fuochi d’artificio.

Argomenti:

La struttura dell’atomo

Durata:

1 ora

Scopo:

Dimostrare come è possibile riconoscere la presenza di alcuni metalli mediante i saggi alla fiamma.

Materiale:

  • Cloruro di litio (LiCl) in polvere.

  • Cloruro di sodio (NaCl) in polvere.

  • Cloruro di potassio (KCl) in polvere.

  • Cloruro di calcio (CaCl2) in polvere.

  • Cloruro di stronzio (SrCl2) in polvere.

  • Cloruro di bario (BaCl2) in polvere.

  • Cloruro rameico (CuCl2) in polvere.

  • Acido cloridrico (HCl) concentrato.

  • Acqua distillata

  • Carta assorbente

  • Carta vetrata

Strumenti:


Procedimento:

Versare dell’acido cloridrico all’interno di una provetta, quindi accendere il becco Bunsen, la cui fiamma deve essere di un colore azzurro tenue. Bruciare il filo di platino sul becco Bunsen per verificarne la pulizia (la fiamma deve mantenere la sua colorazione). Se il filo risultasse non pulito, strofinarlo con carta vetrata e immergerlo in acido cloridrico prima di verificarne nuovamente la pulizia. Depositare una punta di spatola di campione su di un vetrino da orologio. Immergere il filo di platino prima in acido cloridrico poi nel campione in polvere, quindi bruciare il filo sul becco Bunsen osservando il colore della fiamma e la sua persistenza. In seguito pulire il filo con carta vetrata ed acido cloridrico prima di ripetere il procedimento con un altro campione.



Risultato:

La fiamma si dovrebbe colorare di questi colori:



  • Litio: rosso cardinale

  • Potassio: violetto, scarso riempimento della fiamma

  • Calcio: rosso mattone, poco persistente

  • Stronzio: rosso, poco persistente

  • Bario: verde pisello

  • Rame: verde-blu elettrico

  • Sodio: giallo

Commenti:

Il sodio dà una colorazione molto persistente, conviene bruciarlo per ultimo, in modo da non sporcare irrimediabilmente il filo e di conseguenza oscurare i colori di eventuali sali successivi.

E' possibile osservare la fiamma anche attraverso un vetrino blu al cobalto: questo nasconde la luce di alcune lunghezze d'onda, in particolare quella emesse dal sodio, mentre lascia passare luce di altre lunghezze d'onda, come quella emessa dal potassio.

E' possibile, per verificare di aver imparato a riconoscere gli elementi in base al colore che emettono nella fiamma, cercare di riconoscere gli elementi presenti in una miscela di più sali: in questo caso osservare attraverso un vetrino al cobalto permettere di individuare eventuali sali poco vistosi (come il potassio) nascosti dalla fiamma più vistosa del sodio.



Sicurezza:




Indicazioni di Pericolo

Consigli di Prudenza




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