Suprema corte di cassazione



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Cass. civ., sez. lav., 7 novembre 2006, n. 2372, pres. Ciciretti, rel. Monaci – “LICENZIAMENTO DISCIPLINARE E RISPETTO DELLE REGOLE DI CONVIVENZA CIVILE”


Svolgimento del processo. - La prof. A. C. ha convenuto dinanzi al Tribunale di Trento il Centro di Formazione Professionale Università Popolare del Trentino, di cui era stata dipendente in qualità di insegnante, con le mansioni di direttrice di una unità operativa, impugnando una sanzione disciplinare irrogatale il 19 aprile 2001 ed il successivo licenziamento intimatole il 29 gennaio 2002.
Il primo giudice dichiarava la nullità della sanzione disciplinare e respingeva le altre domande.
Questa decisione è stato confermato dalla Corte d’appello di Trento con sentenza 351/04 in data 10 giugno 131 agosto 2004. notificato il 24 settembre 2004.

Per quanto ancora interessa ai fini di questo giudizio, vale a dire la legittimità del licenziamento, il giudice d’appello riteneva che il comportamento complessivo tenuto dalia dipendente in occasione dell’affidamento di un nuovo incarico di insegnamento di informatica ed, in particolare, le dichiarazioni che aveva fatte pubblicamente al consiglio di classe, avessero superato i limiti del diritto di critica e sconfinassero nell’area dell’illecito comportando la denigrazione dell’istituzione da cui dipendeva.

Contro questa pronunzia la prof. A. ha proposto ricorso per cassazione, con due motivi, notificato, in termine, il 23 novembre 2004.

Resisteva il Centro di Formazione Professionale Università Popolare del Trentino con controricorso notificato, in termine, il 30 dicembre 2004.




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