Sviluppo = insieme di trasformazioni psichiche



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    1. PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO


Sviluppo = insieme di trasformazioni psichiche che l’uomo attraversa nel tempo

L’essere umano appartiene alla categoria della prole inetta, cioè conquista l’autonomia molto più tardi rispetto alle altre specie animali: la conquista dell’autonomia richiede un tempo tanto più lungo quanto la specie è complessa, ossia quanto più la specie si trova in cima alla scala evolutiva

La PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO si suddivide in 3 ramificazioni

a seconda della durata d’intendere lo sviluppo



DELL’ETA’ EVOLUTIVA: lo sviluppo riguarda il perioda che va dalla nascita all’adolescenza

DEL CICLO DI VITA: lo sviluppo riguarda l’intero periodo di vita ed è scandito dal susseguirsi di tappe

Bio-sociali, cioè Biologiche ( l’insieme dei cambiamenti fisici ed organici)



Sociali ( l’insieme delle tappe sociali come la scuola, l’ingresso nel mondo del lavoro, il matrimonio,..)

Le tappe bio-sociali, a loro volta sono:

inevitabili - facoltative - probabili

DELL’ARCO DI VITA: lo sviluppo riguarda l’intero periodo di vita + l’influenza del contesto storico ( un ragazzo di vent’anni nel periodo della 2° guerra mondiale è diverso dal ragazzo di oggi)

Tipologia delle trasformazioni psichiche:

cognitive ( lo sviluppo del pensiero come capacità di memoria, ragionamento, strategie di problem solving

motorie ( la capacità di controllo del corpo come, ad esempio, la conquista della posizione seduta, la capacità di camminare,..)

emotive ( lo sviluppo delle emozioni e sentimenti come, ad esempio, la modalità di esprimerle

sociali ( lo sviluppo delle relazioni, come, ad esempio, la capacità di allacciare relazioni affettive profonde o rapporti di collaborazione)

Tra le varie tipologie di trasformazioni psichiche c’è un’interdipendenza

Esempio:

la conquista della capacità di camminare svolge funzioni diverse:

Avvicinare – allontanare le persone intorno a lui

Facilita l’esplorazione dell’ambiente

Trova modalità più avanzate rispetto al pianto

Per richiamare l’attenzione della madre

CICLO DI VITA LA TEORIA DI E. ERIKSON

Erik Erikson è l’autore di una teoria “dell’identità” . Erikson ( 1902 – 1994), psicanalista allievo di Freud, ne prende le distanze. Freud


  • si concentra sull’aspetto affettivo dello sviluppo

  • mette in relazione lo sviluppo ad un percorso libidico al termine del quale la maturità affettiva coincide con la localizzazione della libido stessa in zona genitale

Erikson è interessato ad un’evoluzione dello sviluppo che dipende dal rapporto della persona con la società.

La teoria si chiama psico-sociale proprio per questo: lo sviluppo psicologico dipende dalla relazione sociale. Secondo Erikson, l’individuo dalla nascita alla vecchiaia attraversa 8 fasi.

Ciascuna si caratterizza per la presenza di una coppia di qualità antinomiche, cioè opposte l’una all’altra: a seconda della capacità o meno della persona di rispondere alle aspettative sociali per ciascuna fase, la personalità si arricchirà dell’una o dell’altra qualità


Fase

Periodo della vita

Relazioni sociali significative

Risultato ottimale

Fiducia/sfiducia negli altri

Posso fidarmi del mondo in cui vivo o devo essere diffidente?



0 - 1

Figura materna: il bambino instaura un attaccamento positivo o problematico

Acquisisce fiducia in sé/negli altri


Autonomia o vergogna

So rispondere in modo autonomo alle richieste del mio ambiente o devo vergognarmi o dubitare delle mie capacità?



2 - 3

Genitori : possono favorire l’autonomia attraverso l’adozione di atteggiamenti equilibrati, né troppo puntivi, né troppo permissivi

Si sente in grado di controllare se stesso/l’ambiente

Iniziativa o senso di colpa

Se ho sbagliato, devo continuare a prendere iniziative o devo sentirmi in colpa ( meglio lasciar fare agli altri che sono più bravi di me)?



4 - 5

Familiari/educatori

Possono incoraggiare un’esplorazione autonoma dell’ambiente e l’iniziativa nelle nuove relazioni sociali, oppure inibirla



Si sente in grado di prendere le sue decisioni e le sue piccole responsabilità

Industriosità o senso d’inferiorità

Riesco bene o sono un incapace?



6 - 12

Educatori/vicinato

Possono incoraggiare il bambino nelle attività di apprendimento o scoraggiare la formazione dell’autostima



Acquisisce l’autostima, valutando positivamente le sue potenzialità

Identità chiara o confusa

Conosco le mie potenzialità o non so chi sono?



13 - 18

Gruppo dei pari – agenzie educative informali

Possono offrire al ragazzo l’opportunità di sperimentare le sue capacità ed acquisire nuovi ruoli, oppure inibire la scoperta delle sue capacità/attitudini



Raggiunge la chiarezza sulla propria identità come modo di essere e sulla possibilità di pensare ai suoi progetti di autorealizzazione

Intimità o isolamento

Sono capace di allacciare relazioni affettive profonde o sono solo?



Giovinezza

Partner in amicizia o sessuali

Possono fornire l’opportunità di allacciare relazioni affettive stabili e profonde, oppure limitare il giovane a rapporti scarsi, superficiali



E’ capace di coinvolgimento affettivo





Generatività o chiusura in se stesso

Ho realizzato obiettivi importanti in famiglia, nella società, nel lavoro, o sono passato senza lasciare traccia?




Maturità

Persone appartenenti all’ambito di lavoro o ad una nuova famiglia

Possono costituire l’orizzonte di una vita significativa nel lavoro o nella formazione di una famiglia, oppure la persona si chiude in se stessa senza trovare uno scopo vitale





L’adulto porta un contributo importante al lavoro, alla sua famiglia, alla società

Senso d’integrità personale o disperazione

Sono soddisfatto della mia vita o se potessi rifarei tutto in modo diverso?



Vecchiaia

Le persone che gli sono vicino

Vive quest’ultimo periodo in modo sereno, al termine di una vita che è stata occasione di esperienze positive, oppure prova un senso di disperazione a seguito di un bilancio di vita negativo



Guarda con soddisfazione alla vita passata e conquista la saggezza


ANCOR PRIMA DI NASCERE

2a. I CAMBIAMENTI: il ritmo della giornata

I genitori



2b. DAL PUNTO DI VISTA DELLA GENETICA

La nascita: spermatozoo + ovulo = fecondazione

Embrione: 23 cromosomi maschili - 23 cromosomi femminili = corredo genetico

Dall’ottava settimana di gestazione, l’embrione diviene feto



LO SVILUPPO SENSORIALE NELLA FASE INTRAUTERINA

Sistema nervoso: si forma da 16° giorno di gravidanza, producendo 250.000 neuroni al minuto. Il primo stadio del sistema nervoso si chiama tubo neurale: è allungato, percorrendo l’intero embrione.

Il neurone è la cellula nervosa costituita da.



  1. Il soma, il nucleo

  2. I dendriti, le ramificazioni che ricevono gli impulsi elettrici dai recettori sensoriali

  3. L’assone, ramificazione che riceve l’informazione dai dendriti

Lo scambio di informazioni tra una cellula e l’altra avviene attraverso le sinapsi ( circa 100 miliardi), cioè gli spazi intercellulari in cui al loro interno giocano un ruolo attivo sostanze bio-chimiche prodotte dagli stessi neuroni che hanno il compito di trasmettere l’informazione, cioè rendono possibile il viaggio dell’informazione da un neurone all’altro. Proprio per la funzione che svolgono, sono chiamate neurotrasmettitori.



TATTO

2° mese di gravidanza

il tatto è anche l’ultimo dei sistemi sensoriali ad essere attivo nell’età anziana, perché permette scambi comunicativi importanti anche quando altri sensi come la vista o l’udito sono in fase di decadimento


OLFATTO

2° mese di gravidanza

Molte sostanze provenienti dal cibo materno passano nel liquido amniotico e producono la memoria olfattiva che, al momento dello svezzamento, possono facilitare l’accettazione o il rifiuto dei cibi da parte del bambino.


GUSTO

3° mese di gravidanza

Da questo momento, introducendo sostanze dolci o amare nel liquido amniotico, il feto esegue movimenti di deglutizione che lo portano a sperimentare differenze gustative


UDITO

Tra il 3° e 5° mese di gravidanza

Rumori e suoni interni come il battito cardiaco, la voce materna e rumori e suoni esterni stimolano lo sviluppo dell’udito

VISTA

Dal 4° mese di gravidanza alla nascita con lo sviluppo dei fotorecettori

I fotorecettori sono quelle cellule che si formano sulla retina e trasformano le immagini in impulsi elettrici che trasmettono al cervello)


QUANDO SI VIENE AL MONDO

Il primo trauma della vita: dal liquido amniotico come un astronauta…….

………. al mondo di luci e colori

LA VITA DEL NEONATO

Già al momento della nascita, il neonato è dotato di competenze sociali e potenzialità grazie alla mente che è la macchina di apprendimento più efficace e potente dell’universo



I RIFLESSI: reazioni automatiche e involontarie a particolari stimoli. Tendono a trasformarsi in atti volontari già nei primi mesi

O – 1 mese

Riflessi neuromuscolari: risposte automatiche a carico del midollo spinale - allungato




Tipo di riflesso

Stimolo da parte dell’esaminatore

Risposta del neonato

Babin’sky

Solletica la pianta del piede

Flette l’alluce allargando le altre dita

Moro

Produce un rumore – dà un colpetto alla culla

Allarga e poi stringe le braccia verso la parte mediana del corpo

Di prensione

Inserisce un dito o una matita nel palmo della mano

Afferra l’oggetto

Di ricerca del cibo

Stimola il bambino in un angolo della bocca

Gira la testa verso il dito e apre la bocca cercando di succhiare

Di suzione

Inserisce il dito nella bocca

Comincia a succhiare

Di deambulazione o marcia automatica

Al bambino tenuto dritto esaminatore lo sposta in avanti o lo piega di alto

Fa qualche movimento come se stesse camminando

Del nuoto

Pone il bimbo a pancia in giù

Apre braccia e gambe come per nuotare

Rooting

Tocca la guancia

Ruota il capo in quella direzione


IL PIANTO E IL SORRISO: competenze emotive, cioè capacità innate d’interazione sociale

IL PIANTO

Brazelton, pediatra americano contemporaneo, individua tre tipi di

Pianto come indicatore di

bisogni primari stanchezza: dal piagnucolio iniziale noia: piagnucolio

al pianto intenso fino alla spossatezza intermittente

Il pianto, da spontaneo, consolatorio, terapeutico

Col tempo si fa

“funzionale”: è un tipo di pianto che il bimbo userà consapevolmente come strumento di persuasione. Se i genitori tenderanno a soddisfare le sue richieste ogniqualvolta piange, il bimbo assocerà quel comportamento alla gratificazione successiva.



IL SORRISO

da riflesso automatico legato essenzialmente al sonno

al sorriso sociale ( dai 3 mesi): azione volontaria, legata ad emozioni piacevoli come la presenza del volto umano, stimoli familiari come la voce o le coccole materne

LE CAPACITA’ PERCETTIVO-SENSORIALI E MOTORIE

VISTA

Mette a fuoco oggetti non più distanti di 20 – 30 cm. Successivamente è capace di seguire oggetti in movimento










UDITO

Attivo dai primi giorni. Reagisce a suoni ritmati ( si calma con le nenie)

Piange in caso di stimoli sgradevoli












GUSTO

Attivo dalle prime ore di vita. Gradisce il dolce










OLFATTO

Attivo dalla nascita. Riconosce l’odore della madre fin dalla prima settimana










TATTO

Attivo dalla nascita. Il contatto fisico materno gli provoca piacere e calma










CAPACITA’ MOTORIE

Sono costituite da azioni automatiche come i riflessi, in risposta a stimoli esterni


2. DA 0 A 2 ANNI: LA PRIMA INFANZIA


Sistemate sopra il lettino di Luca ci sono delle grosse api che sorridono e si inseguono in cerchio al ritmo di una musica allegra e ritmata…

Luca Fissa con attenzione……….

Tende una mano verso l’alto…….

Ruota la testa di lato in cerca…….

Dalla nascita a 2 anni tante esperienze lo aspettano

I primi passi….

I primi giochi

I primi contatti con gli altri…..

Le prime parole

La crescita di Luca segue uno sviluppo multidirezionale: percettivo , motorio – percettivo-motorio – cognitivo



Esercitazione 1: individua il tipo di competenza, tra quelle indicate in grassetto, necessaria a compiere le prime esperienze di Luca nel suo lettino

FINALMENTE CI SI MUOVE DA SOLI

Sviluppo motorio maggiore autonomia libertà di esplorazione dell’ambiente



Possibilità di conoscere il mondo

Sviluppo cognitivo

Le tappe dello sviluppo motorio

Tipologia dello sviluppo motorio

periodo

conquista

descrizione

Grande motricità

4 – 5 mesi

Posizione seduta

Capacità di stare seduto per un tempo prolungato

Anche senza l’appoggio dello schienale

7 – 8 mesi

gattonare

Capacità di spostarsi sempre più agevolmente a “4 zampe”




Dai 12 mesi

camminare

Capacità di spostarsi con sicurezza crescente anche senza essere sostenuto




Dai 15 mesi

correre

Capacità di correre, saltellare evitando gli ostacoli

Piccola motricità

Da 6 – 7 mesi

Afferrare - mantenere

Capacità di afferrare e tenere in mano gli oggetti grazie all’uso del pollice opposta alla mano


IL GIOCO PERCETTIVO-MOTORIO E IL GIOCO IMITATIVO

Già nei primi mesi di vita, le azioni automatiche ( i riflessi) cedono il posto ad atti volontari: il piccolo in culla risponde a feed back interni al suo corpo ed esterni, a cui risponde con comportamenti motori.



Sono comportamenti che apprende per caso, per tentativi: quando ad uno stimolo esterno il bimbo risponde con un comportamento che gli procura piacere, soddisfazione, tenderà a ripetere lo stesso comportamento ogniqualvolta si presenterà lo stesso stimolo: il feed back che riceverà da quel comportamento sarà dunque positivo

Comportamenti in risposta a feed back interni:

sente la sua voce ……gli piace! Riprova ad ascoltarla

Comportamenti in risposta a feed back esterni:

agita un sonaglio…quel suono lo diverte! Riprova ad agitarlo

Con il tempo, la sua vita sarà sempre più fitta di esperienze via via più complesse

Guidato dal piacere di essere il produttore di eventi, imparerà azioni diverse per raggiungere uno scopo:

spostare un piatto quando non vuole mangiare

tirare a sé la tovaglia quando vuole afferrare qualcosa!!!

Produrre tanti suoni diversi con..pentole e coperchi

Gettare dall’alto i giocattoli..per vedere la fine che fanno
Comportamenti percettivo-motori appresi grazie all’esperienza ( per caso, per tentativi)

Ma: il bimbo impara solo attraverso l’esperienza?

No: impara anche grazie alla presenza degli altri, IMITANDOLI

Lo sviluppo percettivo-motorio continua

Imitando la mamma quando passa l’aspirapolvere

Ascoltando una canzoncina e ballando

Ascoltando qualcuno parlare e riproducendo parole e movimento

Comportamenti percettivo-motori appresi grazie all’imitazione speculare ( comportamenti imitati nel momento in cui vengono prodotti) o differita ( comportamenti imitati che risalgono a momenti precedenti)

Esercitazione 2: prova a fare qualche esempio di imitazione speculare e imitazione differita

BIOGRAFIA DI J. PIAGET 1896 - 1980


  • Nasce a Neuchatel in Svizzera

  • Coltiva molteplici interessi in Biologia - si laurea in scienze naturali

Filosofia

Psicologia – legge tutte le opere di Freud

  • 1919 – 1921: Parigi – riceve l’incarico di esaminare le risposte relative al test mentale di A. Binet ( vero – falso). In questa occasione matura la curiosità NON TANTO DI CONTROLLARE SE LE RISPOSTE SONO GIUSTE O SBAGLIATE, QUANTO DI CAPIRE IL PERCHE’ DI UNA DATA RISPOSTA, in altre parole, Piaget era curioso di comprendere LA STRATEGIA che aveva portato il bambino a dare quella risposta piuttosto che un’altra

  • 1923: pubblica il primo dei numerosi testi che scriverà per l’intero arco di vita “IL linguaggio e il pensiero del fanciullo”. Si sposa, ha tre figli, sui quali conduce i suoi studi sperimentali alla scoperta delle leggi di sviluppo del pensiero

  • 1956: fonda il centro di EPISTEMOLOGIA GENETCA a Ginevra, nel quale avrà modo di lavorare alla teoria sullo sviluppo del pensiero


I presupposti

L’intelligenza è uno strumento che

ha una funzione adattiva, cioè permette all’uomo di risolvere i problemi che incontra nel vivere quotidiano, garantendogli così l’adattamento all’ambiente

si autogenera, cioè cresce in modo autonomo

attraverso 2 meccanismi fondamentali:
assimilazione accomodamento

capacità di comprendere le informazioni capacità di comprendere le informazioni

nuove perché l’individuo possiede le nuove a condizione che l’individuo ristrutturi

rappresentazioni mentali adatte i propri schemi mentali.

Es: una volta che il bambino Es: una volta che il bambino ha acquisito il

ha acquisito il concetto di “gatto”: concetto di gatto, se si trova davanti una tigre

può definire “gatti” animali che non dovrà costruire un nuovo concetto che rispetto

ha mai visto prima ma che presentano a quello di “gatto” ha somiglianze e..differenze

caratteristiche tali da fargli pensare alla

rappresentazione che si è fatto mentalmente

del gatto

Assimilazione e accomodamento sono rese possibili dalla presenza della maturazione neuronale e dall’esperienza.



l’autogenerazione del pensiero o dell’ intelligenza costituiscono le invarianti funzionali:

invarianti non variano mai nel corso della vita

perché


funzionali hanno la funzione di accrescimento del pensiero o dell’intelligenza

l’autogenerazione del pensiero copre un periodo che va dalla nascita all’adolescenza per giungere al pieno sviluppo ma, per compiere questo percorso, attraversa 4 fasi ( che vedremo meglio più avanti) chiamate precisamente stadi.

Ciascuna fase è caratterizzata dalla presenza di strutture che rappresentano ciascuna una modalità con caratteristiche specifiche di conoscenza del mondo.

Le strutture si chiamano esattamente varianti strutturali

Varianti variano nel corso dello sviluppo

perchè


Strutturali sono strutture, cioè insieme di modalità di conoscenza

  1. Le strutture sono tre:

  • Gli SCHEMI MENTALI: 0 – 2 anni ( risposte comportamentali agli stimoli sulla base di feed back )

  • Le AZIONI MENTALI: 2 – 7 anni ( la comparsa della prima forma di pensiero che guida l’azione)

  • Le OPERAZIONI MENTALI: 7 – 15 anni ( forma di ragionamento che acquista il carattere, dapprima logico - concreto, in seguito, logico-astratto)

Lo sviluppo dell’intelligenza procede per stadi
Gli stadi sono:

  • Universali, cioè sono uguali per tutti gli uomini

  • Sequenziali, cioè non si può passare allo stadio successivo senza aver maturato quello precedente

  • Qualitativamente differenti, cioè ognuno ha caratteristiche specifiche

  • Sono 4


Presentiamo i caratteri generali relativi a ciascuno stadio di pensiero

1° STADIO: SENSO-MOTORIO – 0 / 2 anni


1° STADIO

CARATTERI

ESEMPI

Senso motorio: 0 – 2 anni:

  • riflessi neuromuscolari

  • reazioni circolari

  • azioni mentali




  • rappresentazioni mentali

  • pensiero simbolico

0 – 12 mesi : in questo periodo l’intelligenza è senso-motoria perché il bambino usa schemi percettivi e di movimento per interpretare la realtà. Secondo Piaget, si tratta di reazioni circolari che funzionano così: azione non intenzionale sull’ambiente reazione dell’ambiente feed back positivo o negativo percepito dal bambino ripetizione della stessa azione da parte del bambino se il feed back è positivo.

In questo modo, il bambino

acquisisce, riproducendole, quelle azioni che in un primo tempo ha esercitato sull’ambiente per caso.

In altre parole, nel bambino è l’azione a guidare il pensiero e non viceversa

Queste sue attività si intensificano con il progredire delle capacità motorie

Verso i 18 mesi: compare la funzione simbolica o rappresentativa del pensiero, cioè la capacità di sostituire la realtà concreta con la sua rappresentazione mentale

La funzione simbolica matura grazie alla comparsa delle prime rappresentazioni mentali



rappresentazioni mentali e pensiero simbolico segnano la maturazione della seconda importante struttura: l’azione mentale


Un bimbo di pochi mesi scopre, per caso, che può portarsi il pollice alla bocca, ha un feed back positivo, così la volta successiva ripete l’azione.

In questo modo, il piccolo impara azioni sempre più complesse come tirare a sé un giocattolo, alzare la sua copertina, tirare la tovaglia per prendere il bicchiere, strisciare, battere il cucchiaio della pappa sul seggiolone, far cadere gli oggetti per la gioia di essere protagonista, causa dell’accadimento di un fatto, piangere ripetutamente finchè non compare la mamma.

nomina oggetti che non sono presenti

inizia il gioco simbolico in cui con un sasso fa finta di pettinarsi




VEDIAMO DA VICINO LE TAPPE RELATIVE ALLE “REAZIONI CIRCOLARI”

Le Reazioni circolari: 1 mese – 18 mesi


Il significato

reazioni” : “risposte comportamentali automatiche” provocate da stimoli, o situazioni ambientali

circolari”: ad un’azione che il bambino fa spontaneamente nell’ambiente per caso, l’ambiente “risponde”, inviandogli un feed back. Se il feed back è positivo, il bambino ripeterà la stessa azione

Si possono rappresentare in modo circolare attraverso un esempio





Reazioni primarie

1 – 4 mesi

Risposta a feed back interni:

sente la sua voce e riprova ad ascoltarla



Reazioni secondarie

4 – 8 mesi

Risposta a feed back esterni:

agita un sonaglio e riprova ad agitarlo



Coordinazione schemi secondari

O

Coordinazione mezzi-fini



8 – 12 mesi

Impara a coordinare 2 comportamenti successivi per raggiungere uno scopo: sposta il cuscino per prendere un pupazzo. Cercare un oggetto come un pupazzo sotto un cuscino segna una prima tappa importante: per la prima volta, il bambino sa che esiste un oggetto anche se in quel momento non è presente nel suo campo percettivo, tanto è vero che lo cerca anche se è nascosto. Questo conquista è un altro schema mentale nuovo. Si chiama conservazione dell’oggetto

Reazioni terziarie

12 – 18 mesi

Sperimenta azioni sempre diverse per raggiungere un medesimo scopo: usa oggetti diversi per produrre un suono

Comparsa delle rappresentazioni mentali

18 – 24 mesi

Il pensiero è intenzionale: il bambino ha interiorizzato le azioni che successivamente compie: organizza mentalmente le azioni in sequenza per procurarsi un gioco: prende lo sgabello, lo avvicina all’armadio …



COMPARE LA SECONDA STRUTTURA MENTALE: L’AZIONE MENTALE

Da questo momento, ogni azione, ogni comportamento che il bambino mette in atto è prima di tutto mentale, cioè il bimbo:

Prima ………………………………………pensa a ciò che vuole fare

Poi…………………………………………… fa ciò che ha pensato ( l’azione si fa intenzionale)

LA COMPARSA DELL’AZIONE MENTALE è resa possibile dal fatto che il bambino è consapevole di trovarsi davanti a DUE FACCE DELLA REALTA’

REALTA’

FISICA: gli oggetti concreti presenti MENTALE: gli oggetti pensati

nel suo campo percettivo che esistono nella sua mente

e che può rievocare

attraverso

UN NOME UN’IMMAGINE

Le CONSEGUENZE

  1. IL GIOCO SIMBOLICO: se la realtà ha due facce, ogni volta che il bimbo vuole fare l’astronauta e vagare nello spazio con la sua astronave, si accomoda nella sua poltroncina rossa, prende in mano un vassoio lucente e…voilà, si parte verso il cielo stellato




  1. LA CONOSCENZA DI SE’: se fino a un anno e mezzo d’età il bimbo posto davanti a uno specchio si riconosceva ma non si sognava dell’esistenza di una differenza tra il vero Sé e l’immagine, ora, verso i 2 anni d’età..comprende che anche in questo caso ci sono due realtà: la realtà fisica ( il suo corpo, il vero Sé) è l’immagine allo specchio.

Ecco perché nell’esperimento di uno psicologo francese, Renè Zazzo “La macchia sul naso” il bambino a cui era stata disegnata una macchia sul naso, alla domanda “chi è la figura che vedi allo specchio?”

Risponde “Io!” indicando la figura che corrisponde al sé, prima dei 17 mesi

“Io!” indicando se stesso e non più l’immagine dopo i 17 mesi
In altre parole

Prima dei 17 mesi, il bambino va a toccare la macchia sul naso che vede allo specchio e si cerca dietro lo specchio

Dopo i 17 mesi, il bambino tocca la macchia sul proprio naso e non su quello allo specchio e smette di cercarsi dietro la lastra
Dopo aver conquistato il senso della propria identità, il bambino comincerà a notare le prime differenze e somiglianze tra sé e gli altri bambini e bambine e scoprirà che il mondo degli uomini ha due realtà: le femmine e i maschi.

Dal momento in cui si chiede se è maschio o femmina, comincia a maturare l’identità di genere

Scoprirà che tra maschi e femmine esistono differenze

Anatomiche

Culturali , cioè quelle differenze dettate dalla società di appartenenza che conosciamo come stereotipi.

Riguardano l’insieme di comportamenti, modi di essere e di apparire che la società ritiene si adatti a una femminuccia o al maschietto.
L’adeguare il proprio modo di essere e di comportarsi al genere di appartenenza è un processo lungo che inizia verso i due anni d’età e durerà in maniera sensibile fino all’adolescenza
Questo processo si chiama socializzazione di genere e dipende dall’azione educativa di molte agenzie di socializzazione: dalla famiglia, al gruppo dei pari, ai mass media…..


  1. PROGRESSI NEL LINGUAGGIO: il bimbo è motivato a imparare a comunicare perché si rende conto che un nome……ha una potenza straordinaria! Se pronuncia l’oggetto del suo desiderio..quell’oggetto può trovarselo davanti.


SVILUPPO DEL LINGUAGGIO:LE TAPPE FONDAMENTALI

1° Tappa : da 0 a 12 mesi



Neonati: 1 mese

  • suoni vegetativi come conseguenze fisiologiche relative alle funzioni vitali ( ruttini – colpi di tosse – singhiozzi)

  • suoni vocali gridi ( versi di dolore – gioia – fame..)

gemiti ( versi più brevi che si ripetono meno frequentemente )

Gli adulti ne intuiscono il significato a seconda del contesto: se è ora di pappa capiranno che sono gridi di fame



Neonati: 2 mesi

  • cooing sound ( verso del tubare) Sono suoni che somigliano a consonanti. Sono in risposta all’adulto che sorride o parla con loro, esprimono piacere

Neonati: 5 – 6 mesi

  • balbettio ripetuto ( suono composto da consonante e vocale, ripetuto più volte. Parte da una vocale: abababa – ananana.. Suona come un primo discorso per enfasi, pause,intonazione..)

Piccoli: 8 – 9 mesi

  • lallazione non ripete la stessa sillaba come nel balbettio ma varia: alterna

sequenze di

vocali/consonanti

consonanti/vocali

consonanti

Anche la lallazione suona come un discorso: è un secondo discorso. Sembra una lingua straniera!!

° Tappa: da 1 a 18 mesi



Piccolo: 1 anno

  • olofrase ( tutta una frase) Sa pronunciare le prime parole che hanno però il significato di un messaggio vero e proprio: vogliono esprimere un’intera frase o periodo.

In 12 mesi, pronuncia alcune parole che si riferiscono a oggetti concreti e importanti per il bimbo, mentre conosce il significato di 50 parole che comprende anche se non le usa attivamente

Es: “Pappa” sta per “ho fame, oppure “ho appena fatto un ottimo pranzetto!”

L’azione educativa dell’adulto che da una parola deve capire l’intero messaggio è importante: dopo aver interpretato il significato dell’olofrase, sarebbe opportuno che l’adulto ripetesse al piccolo l’intera frase, così da stimolare il bambino al passaggio dall’olofrase alle prime frasi semplici

Le frasi telegrafiche: da 18 a 30 mesi ( da 50 a 200 parole a 3 anni )

Tra i 18 e 24 mesi i bambini mettono insieme 2 parole.

Formano frasi


  • binarie, perché formate da due parole

  • telegrafiche, perché usano solo le parole indispensabili per farsi capire

Nella frase telegrafica, al primo posto c’è la parola più importante: la parola perno



al secondo posto quella che completa il senso della frase

Es: Bimbo cane. Bimbo = parola perno. Può significare che il bimbo vuol giocare col cane


Cane bimbo. Cane = parola perno. Può significare che il cane abbaia al bimbo



SVILUPPO AFFETTIVO E SOCIALE
Lo sviluppo Affettivo ( emozioni, sentimenti, volontà, impegno, motivazioni, interessi..)

Sociale ( la capacità di gestire le relazioni con gli altri ) da parte del bambino
sarà
positivo o problematico,
a seconda di come la famiglia si pone nei confronti del bimbo:

Già dalla nascita, il bimbo possiede una competenza sociale innata, cioè il bimbo possiede la capacità di allacciare relazioni con chi si prende cura di lui ( normalmente è la madre)


Tra il bambino e la madre ( o l’adulto che si prende cura di lui dalla nascita) inizia una profonda relazione affettiva chiamata “attaccamento”
L’attaccamento è un processo attraverso cui si stabilisce una relazione profonda, contrassegnata da una carica affettiva intensa, tra due persone di cui una (il bambino) è in posizione d’inferiorità e dipende dall’ altro ( la madre o F.D.A).

Ha lo scopo


di garantire al bambino la sopravvivenza fisica

La sicurezza psicologica

Una funzione cognitiva ( la F.D.A media la conoscenza del mondo)

di costituire nel bambino la formazione di modelli operativi interni, cioè dei modelli di comportamento sociale che il bambino riprodurrà nel corso della vita futura con gli altri, secondo la rappresentazione di sé e dell’altro. L’acquisire un senso di fiducia o sfiducia verso gli altri ( Erikson) ne è un esempio

E’ facile comprendere, allora, l’importanza dello stabilirsi di un buon attaccamento come premessa di sviluppo positivo.



GIOCHI TRA MADRE E BAMBINO DURANTE L’ATTACCAMENTO: qualche esempio

Interazione visivo – cinesiche

Fissazione reciproca: il bambino fissa spontaneamente il volto umano

La madre risponde allo sguardo



Quando si avvicina la madre, il bambino la fissa




Lo sviluppo dell’interazione sociale
Per quanto il bambino, alla nascita, non possieda capacità cognitive e sociali per interagire, tuttavia esperimenta con la mamma, il papà o altre figure familiari forme d’interazione: sa coordinarsi grazie a una competenza sociale innata.
Le interazioni sono di diversi tipi


Fissazione intermittente: interazione visivo – cinesiche

Mentre la madre fissa il bambino negli occhi

Il bambino distoglie lo sguardo, poi torna a fissare la madre quasi volesse controllare se lei

lo guarda ancora….

di controllare se la madre fissi ancora lui o no




Coorientazione visiva: interazione visivo – cinesiche

Se il bimbo guarda in aria

Anche la madre guarda in aria

Se il bimbo guarda un giocattolo

……………………………………………………

Anche la madre guarda lo stesso giocattolo



I due finiscono per avere gli stessi centri d’attenzione






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