Tecniche tradizionali di disegno dei reperti archeologici mobili



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Liceo Artistico “Medardo Rosso” Lecco – Anno scolastico 2007/2008


DISEGNO ARCHEOLOGICO – Prof. A. Monteduro


Dicembre 2007 - classe 5^ C Sp. - Dispensa n° 16


DISEGNO ARCHEOLOGICO

Il disegno archeologico è una rappresentazione astratta di un oggetto volta a fornire la maggior quantità possibile di dati relativi ad esso. In questo modo è possibile avere a disposizione un gran numero di informazioni sul reperto a partire da una sola tavola ed è per questo che tutti i reperti sono visti in visione perfettamente frontale e nella stessa posizione.
ATTREZZATURA:

Sono indispensabili, oltre alla carta millimetrata, a una matita, preferibilmente con mina fine, e a una gomma, una riga, due squadre e un calibro, per misurare gli spessori.

Molto utili possono rivelarsi anche un profilografo e un cerchiometro.







(profilometro)

(cerchiometro)

TECNICHE TRADIZIONALI DI DISEGNO DEI REPERTI ARCHEOLOGICI MOBILI


La rappresentazione grafica degli oggetti archeologici, secondo la convenzione attualmente in uso, prevede la loro traduzione in termini visivamente bidimensionali, sulla base di proiezioni ortogonali. Le regole del disegno tecnico dei materiali archeologici sono relativamente note e vengono comunemente adottate per la schedatura e la pubblicazione dei reperti.
Queste convenzioni grafiche hanno oggi completamente sostituito la tecnica, di origine settecentesca, del disegno falsamente "tridimensionale". Si trattava di un modo di rappresentazione grafica che, anche se esteticamente gradevole e consono alle esigenze scientifiche dell'epoca, presentava notevoli carenze informative, ponendosi su di un piano interpretativo di tipo disegnativo-pittorico. Alcuni disegni spiccano per la fedeltà di riproduzione, ma comunque non consentono all'utente un parallelo approccio analitico, soprattutto per quanto riguarda la rappresentazione del profilo e le misure.
Oggi, la resa grafica del materiale archeologico è strettamente finalizzata a fornire il massimo dell'informazione facilitandone la lettura analitica da parte dell'utente archeologo. Si parte dalle convenzioni che prevedono tecniche grafiche diverse per le varie classi di materiale (ceramica, bronzo, metallo in genere, osso e anche vetro e legno), consentendo una immediata identificazione delle materie prime di cui è costituito il reperto, per giungere ai codici estremamente specifici utilizzati nello studio delle industrie litiche.

 
DISEGNO DEI FRAMMENTI


Nell'ambito del disegno dei reperti, il procedimento del rilievo e della rappresentazione grafica dei frammenti riveste un ruolo di fondamentale importanza ai fini della ricostruzione ipotetica della forma degli oggetti interi, ai quali tali frammenti appartenevano in origine.
Possibile solo nel caso di frammenti aventi una forma riconoscibile, ossia che conservino una parte dell'orlo, del piede, o del fondo del vaso originario, o in quello di frammenti che presentino evidenti solcature prodotte dalla lavorazione al tornio, o infine nel caso di frammenti sicuramente appartenenti ad una forma intera tipologicamente identificata, tale disegno si articola essenzialmente in tre fasi:


  1. ricerca della inclinazione assunta dal frammento nella forma originaria intera;

  2. ricerca del diametro della forma originaria intera;

  3. traduzione grafica dei dati, raccolti ed ordinati mediante le suddette operazioni di rilievo, in un disegno in scala 1:1.

Il metodo tradizionalmente usato per la rappresentazione grafica della forma di un reperto, pensata e studiata nei suoi rapporti dimensionali, facendo riferimento al concetto di proiezioni ortogonali, consiste, trattandosi generalmente di oggetti simmetrici, nel tracciare un asse di simmetria, disegnando poi dalle due parti di esso due diverse rappresentazioni dell'oggetto stesso, ossia metà prospetto a destra, associato a metà sezione sulla sinistra (fig. 1 e fig. 2).

 






Figura 1

Figura 2

 
RICERCA DELL'INCLINAZIONE


Indispensabile per la ricostruzione e l'individuazione rispettivamente del diametro e della forma di un manufatto non più intero, è senza dubbio la ricerca dell'inclinazione dei frammenti.
Per determinare l'esatta inclinazione di un frammento, ossia la posizione da esso assunta rispetto al presunto piano orizzontale di appoggio dell'oggetto integro, è necessario che tale frammento conservi, almeno in parte, alcuni elementi fondamentali quali l'orlo, il fondo o il piede.
I piani costituiti da questi dettagli rappresentano infatti gli unici elementi di riferimento orizzontale rispetto ai quali è possibile determinare l'inclinazione originariamente assunta dal frammento nella posizione di equilibrio del vaso intero. Al fine di conseguire, nell'appoggio, la posizione di equilibrio dei manufatti, durante la stessa foggiatura, a mano o al tornio, il vasaio faceva aderire perfettamente ad un piano orizzontale, fisso o rotante, la massa di argilla da modellare (fig. 3). Ancorando l'argilla al piano di lavoro ed affondando i pollici fin quasi ad arrivare alla base di essa, allargava il fondo piatto così ottenuto, fino ad ottenere quello del diametro voluto. All'argilla veniva poi impartita la forma desiderata, tirando su le pareti per assottigliamento progressivo.




Figura 3

A questo punto per forgiare il piede, modellando direttamente il fondo del vaso o attaccando ad esso un piede modellato a parte, oppure, più semplicemente, per effettuare le operazioni di rifinitura, il vaso veniva capovolto (fig. 4), controllando così anche l'aderenza dell'orlo al piano orizzontale di appoggio ed eventualmente eliminando tutte le deformazioni che potessero provocare lo sbilanciamento del vaso.






Figura 4

Ciò, in pratica, rende possibile determinare l'inclinazione di un frammento appoggiando la parte di orlo, di fondo o di piede conservata, su un piano orizzontale, in modo da farla aderire completamente, senza cioè lasciare interstizi attraverso i quali filtri luce (fig. 5). Quindi, determinato il tratto di frammento lungo il quale si vuol far passare la linea di sezione (sempre il tratto più lungo), si calcolano le distanze CC' e BC' (fig. 6). Prima però di riportare le distanze BC' e CC' sul quadrante sinistro dello schema ortogonale di riferimento disegnato, è necessario determinare il diametro dell'orlo.








Figura 5

Figura 6

 

DETERMINAZIONE DEL DIAMETRO


Essenzialmente tale operazione si effettua ricorrendo ad uno dei seguenti procedimenti.
Il primo consiste nel riportare su un foglio di "carta schizzo" l'arco di circonferenza, relativo al frammento in esame, o appoggiando con la giusta inclinazione l'orlo del frammento direttamente sul foglio di carta, e ripassandone poi con una matita il profilo (fig. 7), oppure ricalcando il profilo dell'orlo rilevato con un profilografo a pettine (fig. 8). A questo punto si fa collimare l'arco di circonferenza tracciato sul foglio di "carta schizzo" (fig. 9) con il corrispondente arco di un cerchiometro (vedi imm.), in modo tale da ottenere l'indicazione del diametro cercato.











Figura 7

Figura 8

Figura 9

Un secondo procedimento consiste nel determinare il diametro del frammento applicando all'arco di circonferenza così ottenuto la regola geometrica secondo la quale "per tre punti non allineati passa una ed una sola circonferenza".

RAPPRESENTAZIONE DEL PROFILO
La sezione

Per il rilievo del profilo sia interno che esterno dei frammenti sono a disposizione del disegnatore vari strumenti tecnici come il profilografo a pettine (fig. 10), il nastro di piombo (fig. 11), la plastilina, ecc. Per il rilievo dello spessore della sezione di un frammento in tutti i suoi punti, si può, invece, ricorrere ad un normale calibro (fig. 12).










Figura 10

Figura 11

Figura 12

A questo punto si riportano, sul quadrante sinistro dello schema ortogonale, accanto al profilo esterno già disegnato, tutte le misure dei vari spessori rilevati (fig. 13). Tutti i punti, così ottenuti, (es.1,2,3,4) vengono uniti con la linea del profilo interno, rilevata anch'essa con il profilografo a pettine (fig. 14).








Figura 13

Figura 14

Se necessario, nel caso di frammenti riconducibili ad una forma tipologicamente definita, la ricostruzione del profilo esterno della sezione, relativa alla superficie mancante, si indica con una linea tratteggiata (fig. 15).

 






Figura 15

Significative sono anche le simbologie con cui si riempiono i tagli delle sezioni poiché da esse si stabilisce il materiale di cui sono composti i frammenti:



  • con tratteggio obliquo e regolare si indica la ceramica

  • il colore grigio uniforme rappresenta il metallo

  • il colore bianco della carta rappresenta il vetro.


Il prospetto

La rappresentazione completa di un frammento, finalizzata alla ricostruzione della forma cui esso apparteneva, comporta il ribaltamento del profilo esterno della sezione dal quadrante sinistro su quello destro, secondo l'asse centrale dello schema ortogonale. In questo modo è possibile ottenere il profilo esterno del prospetto del frammento. Per completare la rappresentazione del prospetto, mancando una normativa a riguardo, attualmente vengono utilizzati vari sistemi:


- si disegna in piano la porzione di frammento che sopravanza il tratto utilizzato per la rappresentazione della sezione, e comunque non oltre l'asse centrale (fig. 16);




Figura 16

- si disegnano solo il profilo esterno del prospetto del frammento e le linee orizzontali di esso indicative (fig. 17);






Figura 17

 

RILIEVO E RAPPRESENTAZIONE GRAFICA DI FORME INTERE


Indispensabile ai fini del rilievo e della rappresentazione grafica della sezione del profilo di una forma vascolare intera è la scelta del piano sezionante su cui effettuare tale proiezione. Generalmente esso viene determinato in modo da sezionare la superficie del vaso in corrispondenza di anse, di fori e di beccucci. Per rappresentare la sezione è necessario congiungere i punti AC e BD con il profilo rilevato, preferibilmente, con il profilografo a pettine (fig. 18).




Figura 18

Mentre la rappresentazione grafica dei frammenti, al di là delle determinazioni metriche da essa consentita, ha un'origine puramente astratta, in quanto il frammento, per poter essere riprodotto graficamente, deve essere ricollocato nella forma intera originaria, ricostruita nella mente umana, quella delle forme vascolari intere rappresenta invece la visualizzazione dell'oggetto esistente così come esso appare all'occhio umano.

Il disegno delle forme vascolari intere è dotato non solo di una funzione metrica, ma soprattutto di una funzione esplicativa e classificatoria, per cui risulta essere strumento fondamentale di analisi e di elaborazione dei dati pertinenti la ricerca archeologica.


Anche la rappresentazione delle forme intere, come quella dei frammenti, comporta una serie di operazioni fondamentali, così schematizzabili:

- rilievo della distanza h (altezza) tra il fondo (BD) e l'orlo (AC) (fig. 19);






Figura 19

- rilievo del diametro di base (BD) del fondo o del piede del vaso (fig. 20);





Figura 20




  • rilievo del diametro dell'orlo o del labbro (AC) (fig. 21);






Figura 21

- rilievo di tutti i possibili diametri intermedi del corpo del vaso (collo, gola, spalla, ventre, ecc.). Alla fine di tali misurazioni, tutte riportate sul foglio (possibilmente di carta millimetrata) il vaso viene praticamente racchiuso in una specie di “gabbia”. (fig. 22);








Figura 22

- rilievo e rappresentazione del prospetto e della sezione del vaso (fig. 23).







Figura 23

Se il vaso possiede una decorazione o un'incisione interna, essa viene riportata al di sopra del disegno dei vaso in uno spazio semicircolare dello stesso diametro del vaso stesso (fig. 24).






Figura 24

La stessa cosa vale per incisioni al di sotto dei fondo; esse vengono rappresentate al di sotto del disegno. Se l'ansa è dotata di una decorazione, essa sarà riportata a fianco dell'ansa stessa in visione frontale.



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