Tecnico-scientifico dell’antichità



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NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Heronis Alexandrini Spiritalium Liber, a Federico Commandino Urbinate, Ex Graeco, Nuper In Latinum Conversus, Urbino, 1575.


NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Scarloncino, De vita, cit., pp. n. n.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Affò, Vita, cit., pp. 27-33 e Zaccagnini, Bernardino Baldi, cit., pp. 17 e sgg.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Affò, Vita, cit., pp. 33 e sgg.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Ivi, p. 138.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Paul Lawrence Rose, The Italian Renaissance of Mathematics. Studies on Humanists and Mathematicians from Petrarch to Galileo, Genève, Droz, 1975, pp. 244 e 247-248. Il manoscritto è conservato a Parigi (Bibliothèque Nationale, MS Latin 10280, cc. 183r-202v).

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Erone Alessandrino, De gli automati overo machine se moventi, Libri due, tradotti dal greco da Bernardino Baldi. Abbate di Guastalla, Venezia, Girolamo Porro, 1589 (nel prosieguo: Automati).

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Il manoscritto è andato perso e non è neanche certo se l’opera fosse scritta in italiano con il titolo Paradossi matematici o in latino con il titolo Paradoxa centum Mathematica. Nella Biblioteca picena o sia notizie istoriche delle opera e degli scrittori piceni, Osimo, Presso D. Quercetti, 1791, nel tomo secondo (p. 54) è riportata la seguente notizia: “Paradoxa centum Mathematica in foglio. Nel Catalogo de’ codici, consegnati al sig. Grazio Albani dalla sig. Chiara Corona Baldi, si notano questi Paradossi con titolo latino; ed all’incontro, nell’Indice Vaticano sono registrati con frontespizio volgare.” Cfr. anche Affò, Vita, cit., pp. 196 e 203.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Cfr. parte 2.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Cfr. nota n. 1.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  De verborum vitruvianorum significatione, sive perpetuus in M. Vitruvium Pollionem commentarius. Auctore Bernardino Baldo Urbinate, Guastallae abbate. Accedit vita Vitruvij, eodem autore, Augustae Vindelicorum, ad insigne pinus [Joannes Praetorius], 1612 e Scamilli impares Vitruviani a Bernardino Baldo Urbinate nova ratione esplicati: refutatis priorum interpretum Gulielmi Philandri refutatis priorum interpretum Gulielmi Philandri, Danielis Barbari, Baptistae Bertani sententijs, Augustae Vindelicorum, ad insigne pinus [Joannes Praetorius], 1612.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Le due più ampie raccolte delle biografie scritte da Baldi sono state edite da Enrico Narducci, Vite inedite dei matematici italiani scritte da Bernardino Baldi, “Bullettino di Bibliografia e Storia delle Scienze Matematiche e Fisiche”, 19 (1886), pp. 350-640 e da Elio Nenci: Bernardino Baldi, Le vite de’ matematici, edizione annotata e commentata della parte medievale e rinascimentale, a cura di Elio Nenci, Milano, Francoangeli, 1998.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Nella Cronica de’ matematici overo Epitome dell’istoria delle vite loro Opera Di Monsignor Bernardino Baldi da Urbino abate di Guastalla, Urbino, per Angelo Ant. Ponticelli, 1707 sono raccolte notizie biografiche su matematici non menzionati nelle Vite de’ matematici. Nella prefazione a B. Baldi, Le vite de’ matematici, cit., pp. 22-23, Nenci giunge alla conclusione che tutte le biografie scritte sono pervenute fino a noi salvo, al più, quella di Leon Battista Alberti.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Il manoscritto della Gnonomica è andato perso. Cfr. Affò, Vita, cit., pp. 196 e 203.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Sull’attività poetica di Baldi, si possono utilmente consultare le due recenti volumi: il primo curato da Elio Nenci, Bernardino Baldi (1553-1617) studioso rinascimenatale: poesia, storia, linguistica, meccanica, architettura, Milano, Francoangeli, 2005; il secondo edito a cura di Giorgio Cerboni Baiardi, Bernardino Baldi Urbinate, Urbino, Accademia Raffaello, 2006.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Per un’analisi di tali contributi, rinvio ai recenti studi condotti da Antonio Becchi, Q. XVI. Leonardo, Galileo e il caso Baldi: Magonza, 26 marzo 1621, traduzione di testi latini, note e glossario a cura di Sergio Aprosio, Marsilio, Venezia 2004; Gianni Micheli, La traduzione degli Automata, in Nenci, Bernardino Baldi, cit., pp. 247-268, Romano Gatto, Bilance e leve nel trattato In mechanica Aristotelis problemata exercitationes di Bernardino Baldi in Bernardino Baldi, cit., pp. 269-301; Rocco Sinisgalli, Bernardino Baldi e la scuola matematica di Urbino in Baiardi, Bernardino Baldi Urbinate, cit., pp. 251-267.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  In seguito: Discorso di chi traduce; è riprodotto nell’appendice di questo saggio. Le citazioni sono riferite a tale appendice.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Nell’esegesi di alcuni passi dei Problemi meccanici, mi sono avvalso dei consigli del prof. Pietro Cobetto Ghiggia cui va il mio sentito ringraziamento.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Cfr. Baldi, Versi e prose scelte, cit., p. 204.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Tali informazioni sono contenute nella biografia di Erone, inviata in forma di lettera a Pinelli, e conservata alla Biblioteca Ambrosiana di Milano, manoscritto D 332 inf., c. 107r (cfr. Micheli, La traduzione degli Automata, cit., pp. 247-248 e Rose, The Italian Renaissance of Mathematics, cit., p. 246).

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Cfr. Automati, c. 1r.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Micheli, La traduzione degli Automata, cit., p. 247. La traduzione di Commandino della Pneumatica di Erone fu pubblicata dagli eredi nel 1575 (cfr. nota n. 14).

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Si veda il colofone degli Automati.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Automati, c. 1r.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Automati, c. 1v.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Ibidem.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Ibidem.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  In una copia degli Automati conservata a Firenze (Biblioteca Laurenziana, Fondo Ashburnahm 1535), vi è una nota manoscritta in cui Baldi afferma: “è stato ritradotto e mandato fuori da me e donato al Signor Giacomo Contarini in Venezia” (citato in Micheli, La traduzione degli Automata, cit., p. 248).

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Ibidem. Baldi dedicò gli Automati a Contarini.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Discorso di chi traduce, p. 147.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Cfr. Neal W. Gilbert, Renaissance Concepts of Method, Columbia University Press, New York, 1960, pp. 81 e 83.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Sull’influenza degli umanisti nella rinascita degli studi matematici in Italia, si vedano Rose, The Italian Renaissance of Mathematics, cit. e Gilbert, Renaissance Concepts of Method, cit. In particolare, Gilbert osserva che, agli occhi degli umanisti, lo studio della geometria era spesso considerato con sollievo rispetto alla cavillosità della logica tradizionale. Inoltre, alcuni umanisti, come Johann Sturm (1507-1589) e Conrad Dasypodius (c. 1532-1600), sottolinearono l’importanza della geometria per una buona conoscenza della filosofia di Aristotele. Altri, poi, consideravano la matematica un’arte utile la quale, in quanto tale, poteva essere posta nel curriculum accanto alla retorica e una dialettica opportunamente riformata (cfr. Gilbert, Renaissance Concepts of Method, cit., pp. 83-86).

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Erasmo da Rotterdam (1466-1536) e Juan Luis Vives (1492-1540) non ritenevano che la matematica fosse una disciplina utile per la formazione dell’individuo in quanto tendeva a distrarre le persone dalle principali finalità della vita (cfr. Marie Boas, Il Rinascimento scientifico (1450-1630), Milano, Feltrinelli, 1973). Tale punto di vista era abbastanza diffuso ed era in genere connesso alla preoccupazione per la formazione morale dell’uomo; ad esempio, Enea Silvio Piccolomini (1405-1464) scriveva: “Quamvis enim artes huiusmodi [geometria et logica] in veri vestigatione versentur, earum tamen studio a rebus gerendis abduci contra officium est, quia virtutis omnis laus, ut ille [Cicero] dicit, in actione consistit.” Cfr. Enea Silvio Piccolomini, De liberorum educatione, in Opera, apud Heiricum Petrum Basilare, 1551, p. 975; nella citazione Piccolomini si riferisce a Cicerone (De off., 1.19).

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Si veda, ad esempio, la difesa della matematica fatta da Regiomontano (1436-1476) nella prolusione al corso che tenne a Padova nel 1464, in cui “he offers a history of the quadrivial arts (arithmetic, geometry, music, and astronomy) and other important mathematical disciplines from antiquity to his own time, praises their utility, and exhorts his audience to revive the languishing study of mathematics at Padua (cfr. James Steven Byrne, A Humanist History of Mathematics? Regiomontanus’s Padua Oration in Context, “Journal of the History of Ideas”, 67 (2006), pp. 41-61; il brano citato si trova alle pp. 41-42).

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Cfr. Micheli, La traduzione degli Automata, cit., p. 258.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  “Si scrivono le vite de’ Grammatici, de gli Oratori, de’ Sofisti, de’ Pittori e d’altre gente di minor conto, e non si scriveranno quelle de’ Matematici, da l’industria de’ quali il mondo ha imparato a conoscere i movimenti, i numeri, e le grandezze de’ cieli, i giri delle stelle, le ragioni dell’eclissi, onde la luna hora si mostri crescente et hor iscema, onde i giorni hor siano lunghi et hor brevi, e tante cose degne di maraviglia e di lode! Ma che dico! Chi ci ha descritto le terre et i mari, e raccolto e misurato in breve spatio il larghissimo aspetto dell’universo? Chi ci ha spiegato quanto giri il maggior cerchio del globo terreno, e quanto si alzino da terra i più elevati monti? Chi ci misura l’hore? Chi col mezo de l’ombre ci divide la luce? Lascio mille altre cose che dai matematici ha imparato il mondo, le cagioni de l’apparenza de l’iridi, de gli baleni, l’altezze delle nuvole e de’ vapori, le maraviglie degli specchi così ardenti, come rappresentanti varietà mirabili di figure, e le ragioni de gli artifitiosi inganni della prospettiva. E se queste cose paiono di poco momento, chi mi negherà che da le regole de’ matematici non prendono le forme loro le città, le fortezze, i teatri, i palazzi, i tempii, e tutti gli altri edifitii così pubblici come privati? Che da l’ingegno di costoro sono formate in varie guise varii legni marittimi, così da pace come da guerra, e con l’arte dei medesimi nel solcare i larghissimi flutti si governino? De l’utile che da queste scienze vien apportato a chi attende a la guerra non dico nulla, poiché né oppugnationi, né espugnationi, né disposizioni d’eserciti in campagna possono farsi senza l’aiuto loro; queste fabbricano le macchine offensive e difensive, e ne’ tempi de la pace in tutte l’opere de gli uomini hanno grandissima parte. E per finirla in una parola, se tu vuoi le contemplationi purissime l’hai ne le matematiche, poiché l’oggetto è di per se stesso intellettivo e non materiale, ma se cerchi l’opere applicandole a la materia, ne trarrai maraviglie” (cfr. Narducci, Vite inedite, cit., pp. 351-352).

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Le citazioni sono tratte dall’edizione del 1565: Euclide megarense acutissimo philosopho, solo introduttore delle scientie mathematice. Diligentemente rassettato, et alla integrita ridotto, per il degno professore di tal scientie Nicolo Tartalea brisciano. Secondo le due tradottioni. Con una ampla espositione dello istesso tradottore di nuovo aggiunta, Venezia, Appresso Curtio Troiano, 1565.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Ivi, cc. 3r-3v.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Cfr. The elements of geometrie of the most auncient Philosopher Euclide of Megara. Faithfully (now first) translated into the Englishe toung, by H. Billingsley [] with a very Fruitfull Preface made by M.J. Dee Specyfying the Chief Mathematicall Sciences, What They are, and Whereunto Commodius, London, Iohan Daye, 1570.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Cfr. l’introduzione del traduttore che reca il titolo The Translator to the Reader (le pagine dell’introduzione non sono numerate).

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Cfr John Dee, Prefazione a The Elements of Geometrie, cit., pp. n. n.; la prefazione reca il titolo To the unfained lovers of truthe, and constant studentes of noble sciences, Iohn Dee of London, hartily wisheth grace from heaven, and most prosperous successe in all their honest attemptes andexercises.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Cfr. L’Algebra, Opera di Rafael Bombelli da Bologna, Prima edizione integrale. Introduzione di U. Forti. Prefazione di E. Bortolotti, Milano, Feltrinelli, 1966, p. 7.

1 Cfr. nota n. 49 <>.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Le diverse et artificiose machine del capitano Agostino Ramelli dal ponte della Tresia, a Parigi, in casa dell’autore con privilegio del Re, 1588.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Ivi, pagine non numerate della prefazione.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Il breve trattato costituisce l’appendice (cc. 69r-108r) alla parafrasi dei Problemi meccanici pubblicata da Alessandro Piccolomini con il titolo In Mechanicas quaestiones Aristotelis paraphrasis paulo quidam plenior (Roma, Apud Antonium Bladum, 1547).

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Cfr. infra, cap. 6.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  In prim. Eucl. elem. libr. comm., 19-20; 22-25; 63-64 Friedlein (trad. inglese di Glenn R. Morrow: Proclus. Commentary on the First Book of Euclid’s Elements, Princeton, Princeton University Press, 1970).

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Cfr., ad esempio, il Proemio al De anima di Filopono (Ioannis Grammatici Alexandrei Philosophi Cognomento Philoponi In tres libros De Anima Aristotelis breves Annotationes, ex dissertationibus Ammonij Permei, cum quibusdam proprjis meditationibus, Venetjis, apud Haeredem Hieronymi Scoti, 1581, p. 3 coll. a-b).

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Cfr. Piccolonimi, Commentarium de certitudine mathemathicarum, cc. 96r-97r.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Nella sua parafrasi ai Problemi meccanici, Piccolomini sottolinea particolarmente l’importanza della matematica non solo per le arti pratiche ma anche per la filosofia. Si lamenta, infatti, che lo stato di abbandono della matematica abbia come conseguenza l’incapacità di comprendere i testi antichi, i quali, a suo parere, non sono oscuri o corrotti come da alcuni sostenuto, ma semplicemente risultano incomprensibili per l’ignoranza di certe nozioni. Non è un caso, afferma ancora Piccolomini, che la filosofia langue (Piccolomini, In Mechanicas quaestiones Aristotelis paraphrasis, cit., c. 6r). Cfr. anche nota n. 45 <>.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  “[I]ure optimo […] Plato, cum mathematicae facultatis, dignitatem et utilitatem inspiceret, inscriptione in Accademia, cautum esse voluti, ne ¡gewmštrhj ingrederetur” (Ivi, cc. 96v-97r).

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Discorso di chi traduce, p. 161.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Ibidem.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Ibidem.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Per un’analisi dell’uso del termine “meccanico”, si veda Maria Luisa Altieri Biagi, Vile meccanico, “Lingua Nostra”, 26 (1965), pp. 1-12.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Anna Bellavitis, “Ars mechanica” e gerarchie sociali a Venezia tra XVI e XVII secolo in Le technicien dans la cité en Europe occidentale, 1250-1650, a cura di M. Arnoux e P. Monnet, Rome, Ecole Française de Rome, 2004, pp. 161-179.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Cfr. Volker Hunecke, Il patriziato veneziano alla fine della Repubblica, Roma, 1997, p. 43.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Cfr. Antonino Poppi, Ricerche sulla teologia e la scienza nella scuola padovana del Cinque e Seicento, Saveria Mannelli, Rubbettino, 2001, p. 157.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Cfr. Robert Sanderson, The Works of Robert Sanderson, a cura di William Jacobson, 6 voll., Oxford, At The University Press. 1864, Vol. VI.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Sanderson, The Works, cit., p.181.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Su tale questione, si veda Paolo Rossi, I filosofi e le macchine (1400-1700), Milano, Feltrinelli, 1962, in particolare il cap. I.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Guidiubaldi e marchionibus Montis Mechanicorum liber, Pisauri, apud Hieronymum Concordiam, 1577.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  “Duae res (amplissime princeps) quae ad conciliandas hominibus facultates, utilitas nempe, et nobilitas, plurimum valere consueverunt” (Ivi, Praefatio authoris, pp. n. n.).

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  “[Mechanica] phisicarum rerum imperium habet: quandoquidem quodcunque, Fabris, Architectis, Baiulis, Agricolis, Nautis, et quam plurimis alijs (repugnantibus naturae legibus) opitulatur; id omne mechanicum est imperium” (Ivi, pp. n. n. della Praefatio authoris).

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Cfr. Le Mecaniche dell’Illustrissimo sig. Guido Ubaldo de’ Marchesi del Monte, tradotte in volgare dal sig. Filippo Pigafetta, Venetia, appresso Francesco di Franceschi Senese, 1581.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Ivi, pagina non numerata della prefazione Ai Lettori.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Ibidem.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Cfr. Elspeth Whitney, Paradise Restored: The Mechanical Arts from Antiquity Through the Thirteenth Century, “Transactions of the American Philosophical Society”, 80 (1990), pp. 1-165. Cfr., in particolare, pp. 27-28.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Ivi, p. 30.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Aristot., Pol., 1337b 8-22 (trad. italiana in Aristotele, Politica e Costituzione di Atene, a cura di Carlo Augusto Viano, 2 voll., Torino, Unione Tipografico-Editrice Torinese, 1992).

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Cfr. Galen., Adnot. ad art. addisc., 14 Wenkenbach, citato in Wladyslaw Tatarkiewicz, History of Aesthetics, a cura di J. Harrell, Cyril Barrett, D. Petsch, 3 vols., New York, Thoemmes Continuum, 2006, vol. I, pp. 315-316.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Cic., De off., 1, 150-151 : “Iam de artificiis et quaestibus qui liberales habendi qui sordidi sint haec fere accepimus. Primum improbantur ii quaestus qui in odia hominum incurrunt ut portitorum ut feneratorum. Illiberales autem et sordidi quaestus mercennariorum omnium quorum operae non quorum artes emuntur; est enim in illis ipsa merces auctoramentum servitutis. Sordidi etiam putandi qui mercantur a mercatoribus quod statim vendant; nihil enim proficiant nisi admodum mentiantur; nec vero est quicquam turpius vanitate. Opificesque omnes in sordida arte versantur; nec enim quicquam ingenuum habere potest officina. Minimeque artes eae probandae quae ministrae sunt voluptatum: cetarii lanii coqui fartores piscatores ut ait Terentius; adde huc si placet unguentarios saltatores totumque ludum talarium. Quibus autem artibus aut prudentia maior inest aut non mediocris utilitas quaeritur ut medicina ut architectura ut doctrina rerum honestarum eae sunt iis quorum ordini conveniunt honestae. Mercatura autem si tenuis est sordida putanda est; sin magna et copiosa multa undique apportans multisque sine vanitate inpertiens non est admodum vituperanda; atque etiam si satiata quaestu vel contenta potius ut saepe ex alto in portum ex ipso se portu in agros possessionesque contulit videtur iure optimo posse laudari. Omnium autem rerum ex quibus aliquid adquiritur nihil est agri cultura melius nihil uberius nihil dulcius nihil homine libero dignius. De qua quoniam in Catone Maiore satis multa diximus illim assumes quae ad hunc locum pertinebunt”.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Edizione di riferimento: Lucius Annaeus Seneca, Ad Lucilium epistulae morales, a cura di L. D. Reynolds, 2 voll., Oxford. Clarendon, 1965.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  “Quattuor ait esse artium Posidonius genera: sunt vulgares et sordidae, sunt ludicrae, sunt pueriles, sunt liberales” (Sen., Epist., 88.21.1-2).

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  “Vulgares opificum, quae manu constant et ad instruendam vitam occupatae sunt, in quibus nulla decoris, nulla honesti simulatio est. Ludicrae sunt quae ad voluptatem oculorum atque aurium tendunt; his adnumeres licet machinatores qui pegmata per se surgentia excogitant et tabulata tacite in sublime crescentia et alias ex inopinato varietates, aut dehiscentibus quae cohaerebant aut his quae distabant sua sponte coeuntibus aut his quae eminebant paulatim in se residentibus. His inperitorum feriuntur oculi, omnia subita quia causas non novere mirantium. Pueriles sunt et aliquid habentes liberalibus simile hae artes quas ™gkukl…ouj Graeci, nostri autem liberales vocant. Solae autem liberales sunt, immo, ut dicam verius, liberae, quibus curae virtus est.” (Sen., Epist., 88.21.2-88.23-4).

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  “Hactenus Posidonio adsentior: artes quidem a philosophia inventas quibus in cotidiano vita utitur non concesserim, nec illi fabricae adseram gloriam. ‘Illa’ inquit ‘sparsos et aut casis tectos aut aliqua rupe suffossa aut exesae arboris trunco docuit tecta moliri.’ Ego vero philosophiam iudico non magis excogitasse has machinationes tectorum supra tecta surgentium et urbium urbes prementium quam vivaria piscium in hoc clausa ut tempestatum periculum non adiret gula et quamvis acerrime pelago saeviente haberet luxuria portus suos in quibus distinctos piscium greges saginaret. Quid ais? philosophia homines docuit habere clavem et seram? Quid aliud erat avaritiae signum dare? Philosophia haec cum tanto habitantium periculo inminentia tecta suspendit? Parum enim erat fortuitis tegi et sine arte et sine difficultate naturale invenire sibi aliquod receptaculum. Mihi crede, felix illud saeculum ante architectos fuit, ante tectores. Ista nata sunt iam nascente luxuria, in quadratum tigna decidere et serra per designata currente certa manu trabem scindere; nam primi cuneis scindebant fissile lignum. Non enim tecta cenationi epulum recepturae parabantur, nec in hunc usum pinus aut abies deferebatur longo vehiculorum ordine vicis intrementibus, ut ex illa lacunaria auro gravia penderent. Furcae utrimque suspensae fulciebant casam; spissatis ramalibus ac fronde congesta et in proclive disposita decursus imbribus quamvis magnis erat. Sub his tectis habitavere [sed] securi: culmus liberos texit, sub marmore atque auro servitus habitat. In illo quoque dissentio a Posidonio, quod ferramenta fabrilia excogitata a sapientibus viris iudicat; isto enim modo dicat licet sapientes fuisse per quos tunc laqueis captare feras et fallere visco inventum et magnos canibus circumdare saltus.” (Sen., Epist., 90.7.1-90.11.5).

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  “Omnia enim ista sagacitas hominum, non sapientia invenit.” (Sen., Epist., 90.11.6).

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  “Omnia ista ratio quidem, sed non recta ratio commenta est.” (Sen., Epist., 90.24.1-2).

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  “‘Omnia’ inquit ‘haec sapiens quidem invenit, sed minora quam ut ipse tractaret sordidioribus ministris dedit’.” (Sen., Epist., 90.25.1-3).

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  “Immo non aliis excogitata ista sunt quam quibus hodieque curantur.” (Sen., Epist., 90.25.3-4).

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Marziano Capella, De Nuptiis Philologiae et Mercurii, a cura di Adolfus Dick e Jean Préaux, Stuttgart, Teubner, 1978, pp. 471-472.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Aristot., Metaph., 993b, 1025b-1026a, 1064b (trad. italiana, a cura di Giovanni Reale, Napoli, Loffredo, 1968).

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Un esempio di classificazione delle arti che individua una categoria di arti produttive si trova già in Platone, che, nel Sofista, distingue tra tecniche di acquisizione, consistente nello scambio o nel puro e semplice impadronirsi di qualcosa, e tecniche di produzione, capace di portare all’essere “ciò che prima non è”; tuttavia, nell’opera del filosofo ateniese i riferimenti ad attività produttive di beni sono in qualche modo occasionali, in genere esempi o paragoni per illustrare altre nozioni (cfr. Plato, Soph., 219 b-c, trad. italiana Platone, Dialoghi filosofici, a cura di Giuseppe Cambiano, 2 voll., Torino, Unione Tipografico-Editrice Torinese, 1970).

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Cfr. Tatarkiewicz, History of Aesthetics, cit., vol. I, pp. 316-317.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Cfr. Whitney, Paradise Restored, cit., pp. 37-38 e Tatarkiewicz, History of Aesthetics, cit., vol. I, p. 311.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Cfr. Whitney, Paradise Restored, cit., pp. 38-39 e Tatarkiewicz, History of Aesthetics, cit., vol. I, pp. 312.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Cfr. Plotin., Enn., 5.9.11 (trad. inglese di Stephen MacKenna, rivista da B. S. Page, Plotinus. The Enneads, London, Faber and Faber Limited, 1966).

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Cfr. Plato, Phil., 55e-56b: “SOCRATE: Nelle arti manuali consideriamo prima di tutto se fra esse vi sono quelle che appartengono di più alla scienza e quelle che vi appartengono di meno, e se le prime vanno considerate come le più pure, mentre le seconde come le meno pure.

PROTARCO: Sì, facciamolo.

SOCRATE: Dobbiamo allora distinguere e separare in ciascuna di esse quelle arti che fanno da guida?

PROTARCO: Quali sono e come si può fare?

SOCRATE: Se per esempio uno separasse da tutte le arti, l’arte del contare, quella del misurare e quella del pesare, sarebbe insignificante, così per dire, quel che resterebbe di ciascuna.

PROTARCO: Sì, sarebbe insignificante.

SOCRATE: Dopo queste cose resterebbe il congetturare e l’esercizio dei sensi affinato attraverso l’esperienza e una certa pratica, e si farebbe uso delle potenzialità proprie dell’arte congetturale, potenzialità che molti chiamano con il nome di arte, quando siano rafforzate dall’esercizio e dalla fatica.

PROTARCO: Quello che dici è necessariamente vero.

SOCRATE: E piena di questi esempi è innanzitutto la musica, poiché armonizza gli accordi non tramite la misura, ma attraverso la congettura che deriva dalla pratica, e, all’interno di essa, tutta l’auletica, che cerca la misura di ciascuna nota determinata mediante il congetturare, sicché essa, per effetto di questa mescolanza, contiene molto che non è chiaro, e poco di sicuro.

PROTARCO: Verissimo.

SOCRATE: E troveremo che sono nella stessa situazione l’arte medica, quella che riguarda la coltivazione della terra, quella del pilota, e quella che presiede alla guerra.

PROTARCO: Certamente.

SOCRATE: Quanto all’arte del costruire, poiché fa uso di numerose misure e strumenti, ed è fornita di molta precisione, si presenta, io credo, come la più precisa della maggior parte delle scienze.

PROTARCO: E in quali campi?

SOCRATE: Nella costruzione delle navi e delle case e in molti altri campi ove si costruisca con il legno. Infatti fa uso del regolo, del compasso, del piombino, della cordicella, e di un certo attrezzo che raddrizza i pezzi di legno.

PROTARCO: E dici bene, Socrate.



SOCRATE: Separiamo le arti di cui abbiamo parlato in due parti: ci sono quelle che seguono la musica e nelle loro opere hanno una minore precisione e quelle che seguono l’arte dell’edificare che hanno una maggior precisione”.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Si osservi, tuttavia, che per Platone (Phil., 57a) i calcoli usati in commercio e nelle costruzioni sono differenti da quelli dei filosofi.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Procl., In prim. Eucl., 1.13.38-39.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Cfr. Papp., Synag., 8.1022-1026 Hultsch (trad. di Micheli in Le origini del concetto di macchina, Firenze, Leo S. Olschki, 1995, pp. 130-131).

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Cfr. Erone Alessandrino, Spiritali di Herone Alessandrino ridotti in lingua volgare da Alessandro Giorgi da Urbino, Urbino, Appresso Bartholomeo e Simone Ragusij fratelli, 1592, c. 7r.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Anche la posizione di Platone presenta, come si è visto, molte ambiguità nei confronti della meccanica e Baldi, nella sua ricostruzione della storia della meccanica, avrà modo di ricordare le critiche che, secondo Plutarco, il filosofo ateniese avrebbe rivolto a chi voleva usare strumenti meccanici in geometria (Plut., Marc., 14). Cfr. infra, pp. 55-57 <>.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Baldi, Discorso di chi traduce, p. 152.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Ivi, p. 155.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Ivi, p. 162.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Ibidem.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Exercitationes, Prefatio, pp. n. n.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Baldi, Discorso di chi traduce, pp. 147-148.

NOTEREF _Ref197597335 \h \* MERGEFORMAT  Si vedano al proposito James G. Lennox, Aristotle, Galileo, and ‘Mixed Sciences’ in Reinterpreting Galileo, a cura di William A. Wallace, Washington, D.C., 1986, pp. 29-51; Richard D. McKirahan Jr., Aristotle’s Subordinate Sciences, “British Journal for the History of Science”

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