Temi svolti in una terza media di Padova a seguito del percorso “Educare alla libertà”, presentato da Gisella Barbiani e Giov



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03.04.2019
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Temi svolti in una terza media di Padova a seguito del percorso “Educare alla libertà” , presentato da Gisella Barbiani e Giovanna Lazzarin.

Libertà, questa parola è diventata significativa in quest’ultima parte dell’anno. Esponi alcune riflessioni personali con esempi tratti sia dalle materie scolastiche, sia della tua esperienza (puoi utilizzare come spunto la poesia di Petofi).
Libertà. Questa è una parola che ho sentito molto durante l’anno; di questa parola abbiamo discusso molte volte in classe insieme alla nostra professoressa che, per farci capire il suo grande significato, ci ha fatto leggere dei testi riguardanti essa e ci ha fatto partecipare a due mostre: La Rosa Bianca e Budapest ’56.

All’inizio non sono riuscita subito a capire quest’argomento, perché secondo me è molto impegnativo, ma a poco a poco, sforzandomi ed impegnandomi ho cercato di capire quello che la prof. voleva trasmetterci sulla libertà.

Libertà è un parola grande e difficile per alcuni versi e bisogna davvero impegnarsi per riuscire a “ricevere” quello che lei ci vuole “dire”.

Le mostre a cui noi abbiamo partecipato sono molto simili, in tutte e due si reclama la libertà. Esse però si differenziano in una cosa: nella Rosa Bianca ci sono dei ragazzi che tramite dei volantini esprimono le proprie idee e fanno capire il loro bisogno di libertà, ma senza fare guerre; invece in Budapest ’56 è tutto il popolo ungherese che si ribella abbattendo monumenti e simboli comunisti. Abbiamo letto la poesia, per me molto significativa, di un poeta ungherese dell’Ottocento, Sandor Petofi.

Il poeta dice che ogni notte sogna una donna: la libertà. Lui la ama immensamente, ma la può vedere solo nei sogni. Una notte in un sogno, si trova un prato, sta per offrirle un fiore, quando gli viene tagliata la testa e lui gliela offre al posto del fiore.

Io penso che il poeta voglia dire che la libertà è difficile da avere nella realtà, ma si può vedere nei sogni. Però anche lì bisogna lottare per averla.

Libertà vuol dire vivere in serenità senza guerre o rivolte e senza litigi; cioè vivere in armonia con tutti senza aver bisogno di ricorrere alle armi, come oggi in alcuni paesi del mondo.

Libertà è una cosa astratta che non si può toccare, ma si può toccare e percepire con il cuore.

La libertà manca quando le persone pensano solo agli affari propri e non si interessano minimamente di quello che succede nel mondo.

Penso che ora tutti abbiamo capito il significato della parola libertà; che ci siamo resi conto di quanto sia importante per tutti e che senza di essa non si vive; o meglio si vive in un mondo di guerre, di disperazione e di sofferenza.

Infine, vorrei dire che se la libertà fosse una persona, io la abbraccerei talmente tanto da non farla respirare, per non lasciare che scappi mai.

Caterina V.


Libertà. La libertà è il sogno di ogni uomo, di ogni essere vivente. La libertà è sognata dai tempi più remoti. Molte volte è anche stata negata alle persone. Troppe volte. Altrettante volte gli uomini hanno cercato di far valere i propri diritti e quelli degli altri. Come ad esempio i ragazzi de La Rosa Bianca e la popolazione dell’Ungheria. Un intero popolo che combatte per la Libertà. La Russia infatti aveva imposto che gli ungheresi aprissero delle fabbriche di armi da inviare al Regime Sovietico e che tutte le mercanzie fossero di proprietà russa. Inoltre impose che il raccolto ungherese venisse nazionalizzato. Tutto questo come risarcimento per i danni subiti durante la seconda guerra mondiale.

Nell’ottobre del ’56, un gruppo di persone si ritrovò sotto la statua di Petofi per manifestare solidarietà alla Polonia. Questo è un segno di fratellanza nei confronti degli altri; è un segno che ci fa capire che tutti hanno un desiderio comune: la Libertà.

A Budapest persone di tutti i tipi chiedevano di essere indipendenti dalla Russia e chiedevano il ritorno al governo di Nagy, che vi tornò qualche giorno dopo. Gli ungheresi stavano diventando sempre più indipendenti dalla Russia e questo dava fastidio ai sovietici. Ma avevano tutti i motivi per cercare l’indipendenza, dato che il Regime Sovietico aveva negato loro la libertà di pensiero (certi giornali erano stati proibiti) e di parola. Perché una persona non può avere delle proprie idee e pensieri? Perché deve per forza seguire un comportamento predefinito? E delle idee prestabilite?

Gli ungheresi iniziarono ad abbattere le statue di Stalin e a tagliare le parti delle bandiere che illustravano il simbolo del partito comunista. Le persone hanno raccolto le armi, non solo a Budapest, ma in tutta l’Ungheria. Se la Russia non avesse ceduto loro la Libertà, se la sarebbero presa con la forza. Dopo qualche giorno di scontri è accaduto il peggio. I russi sono passati al contrattacco con i carri armati e in una settimana hanno perso la vita 15.000 ungheresi. Una battaglia per la Libertà soffocata nel sangue!

Gli ungheresi hanno recitato una dichiarazione d’amore alla Dea Libertà, hanno cercato di offrirLe un fiore, ma sono arrivati i boia e hanno spiccato loro la testa. Intendo dire che gli ungheresi cercavano la libertà , ma sono arrivati i russi e li hanno uccisi. Allora gli ungheresi hanno dato la loro vita per la Libertà, che ottennero però solo nel 1989.

Il sangue degli ungheresi però si è rivelato utile per tutta l’Europa.



Andrei S.


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