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23.05.2018
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Progetto promosso dalla Direzione Generale del Personale Scolastico al fine di armonizzare le politiche educative dell'Italia con quelle del Consiglio d'Europa. Il Progetto è finalizzato alla sperimentazione del curricolo plurilingue e interculturale nel primo ciclo di istruzione e rientra nella nuova strategia educativa del Consiglio d'Europa per promuovere l'educazione plurilingue ed interculturale tra le nuove generazioni. Il progetto LSCPI offre la possibilità ai dirigenti scolastici e ai docenti del primo ciclo di istruzione di partecipare attivamente ad una intensa e coinvolgente attività di studio sul campo finalizzata alla ricerca di nuovi approcci didattici per l'insegnamento delle lingue di scolarizzazione nella delicata fase di apprendimento linguistico, che trova il suo naturale humus nel ciclo dell'istruzione obbligatoria. I presupposti teorici dell'iniziativa hanno il supporto delle più recenti ricerche della linguistica e delle neuroscienze e trovano fondamento nel lavoro e negli studi compiuti dalla Divisione delle politiche linguistiche del Consiglio d'Europa nell'ultimo decennio.



Che cosa si intende per “pedagogia interculturale”?



Nella pedagogia interculturale confluiscono le riflessioni che riguardano:

  • Nella pedagogia interculturale confluiscono le riflessioni che riguardano:

  • Le differenze etniche e culturali sui processi educativi e la loro influenza, come nel caso dei problemi scolastici dei figli degli immigrati;

  • Le sensibilità verso i problemi che attengono a una dimensione sovranazionale come l’educazione alla pace o ai diritti umani, all’ecologia, ecc.,…;

  • Il rinnovamento dei paradigmi scientifici e metodologici come nel caso dell’interdisciplinarità, delle nuove possibilità aperte con le nuove tecnologie o il pensiero complesso.

  • Sono questioni che attengono strettamente al discorso pedagogico e la pratica educativa – questioni che riguardano “la possibilità di rispettare le diversità e di integrarle in una unità che non le annulli” (Sirna Terranova).

  • Diversità culturali ed etniche degli immigrati rispetto alle società di accoglienza, diversità tra gli stati da conciliare negli equilibri internazionali, diversità dei percorsi concettuali e metodologici e le possibilità di intreccio….



L’approccio interculturale all’educazione si sviluppa a partire dagli anni ’70, quando, per primi, i Paesi del Nord Europa si trovano a gestire i problemi posti dall’immigrazione favorita dal boom economico del decennio precedente.

  • L’approccio interculturale all’educazione si sviluppa a partire dagli anni ’70, quando, per primi, i Paesi del Nord Europa si trovano a gestire i problemi posti dall’immigrazione favorita dal boom economico del decennio precedente.

  • La pedagogia interculturale nasce nell’ambito delle cosiddette “pedagogie compensative” che si affermarono in quegli anni, all’interno delle istituzioni formative, con lo scopo di colmare e recuperare gli svantaggi

  • socio-culturali dei soggetti più “deboli” rispetto a standard di prestazioni scolastiche ben definite.

  • Gli anni ’90 saranno poi all’insegna della categoria della interculturalità: l’incontro tra culture diverse sembra essere diventato il tema chiave di questi anni:l’incontro con la diversità culturale, di età, di lingua, di genere, di pelle, si fa quotidiano. “Una diversità che ci interpella e chiede risposte meditate e nuovi saperi” (Sirna Terranova)



A partire da quegli anni la realtà sociale europea si fa via via sempre più “multietnica, multiculturale e multilingue” o quanto meno così si afferma nei documenti e nelle comunicazioni europee, oltre che in letteratura.

  • A partire da quegli anni la realtà sociale europea si fa via via sempre più “multietnica, multiculturale e multilingue” o quanto meno così si afferma nei documenti e nelle comunicazioni europee, oltre che in letteratura.

  • Per la pedagogia è una sfida: la pedagogia è in grado di sviluppare modelli educativi efficaci ed adeguati, con particolare attenzione a tre funzioni:

  • funzione di prevenzione: per preparare a vivere e ad agire nelle società multiculturali;

  • funzione di aiuto: per preparare ad affrontarne le sfide;

  • funzione di recupero: per preparare ad aiutare la risoluzione dei problemi che nascono dai conflitti presenti nelle società in trasformazione.



Sempre a partire dagli anni ’90 le ricerche pedagogiche riguardano prevalentemente:

  • Sempre a partire dagli anni ’90 le ricerche pedagogiche riguardano prevalentemente:

  • Ambito epistemologico – definire la collocazione della pedagogia interculturale come nuovo sapere all’interno del sapere pedagogico

  • Ambito didattico – ricerche rivolte agli insegnanti dei vari ordini di scuola con proposte più o meno particolari e relative al rinnovamento/cambiamento del curricolo.

  • Minori i testi che si occupano del lavoro interculturale in altri servizi socioeducativi e questo perché, come afferma Sirna Terranova, “l’interculturalità viene ricondotta quasi sempre alla presenza di stranieri immigrati e si è poco attenti alle sue molteplici implicazioni nella realtà quotidiana dei contesti normali” (1992)



La questione della diversità ha così interrogato la pedagogia insieme anche ad altre discipline, costringendole a rinunciare ad atteggiamenti ideologici e ad abitudini cognitive consolidate. La pedagogia, e non solo, si era sempre ispirata ad una ottica monoculturale poco attenta ai contesti culturali e alla dimensione relazionale dei processi educativi.

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