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SENTENZA DEL TRIBUNALE (Ottava Sezione)

24 settembre 2015 (*)

«Regime linguistico – Bandi di concorsi generali per l’assunzione di amministratori e di assistenti – Scelta della seconda lingua tra tre lingue – Lingua di comunicazione con i candidati ai concorsi – Regolamento n. 1 – Articoli 1 quinquies, paragrafo 1, 27 e 28, lettera f), dello Statuto – Principio di non discriminazione – Proporzionalità»

Nelle cause T 124/13 e T 191/13,



Repubblica italiana, rappresentata da G. Palmieri, in qualità di agente, assistita da P. Gentili, avvocato dello Stato,

ricorrente nella causa T 124/13,



Regno di Spagna, rappresentato inizialmente da S. Centeno Huerta, poi da J. García Valdecasas Dorrego, abogados del Estado,

ricorrente nella causa T 191/13 e interveniente a sostegno della Repubblica italiana nella causa T 124/13,

contro

Commissione europea, rappresentata, nella causa T 124/13, da J. Currall, B. Eggers e G. Gattinara e, nella causa T 191/13, da J. Currall, J. Baquero Cruz e B. Eggers, in qualità di agenti,

convenuta,

avente ad oggetto, nella causa T 124/13, una domanda di annullamento, in primo luogo, del bando di concorso generale EPSO/AST/125/12, inteso alla costituzione di elenchi di riserva per l’assunzione di assistenti nei settori dell’audit, della contabilità e della finanza, e dell’economia e della statistica (GU 2012, C 394 A, pag. 1), in secondo luogo, del bando di concorso generale EPSO/AST/126/12, inteso alla costituzione di elenchi di riserva per l’assunzione di assistenti nei settori della biologia, delle scienze della vita e della salute, della chimica, della fisica e delle scienze dei materiali, della ricerca nucleare, dell’ingegneria civile e meccanica, e dell’ingegneria elettrica ed elettronica (GU 2012, C 394 A, pag. 11), e, in terzo luogo, del bando di concorso generale EPSO/AD/248/13, inteso alla costituzione di elenchi di riserva per l’assunzione di amministratori (AD 6) nei settori della sicurezza degli edifici e dell’ingegneria delle tecniche edili (GU 2013, C 29 A, pag. 1), e, nella causa T 191/13, una domanda di annullamento del bando di concorso generale EPSO/AD/248/13,

IL TRIBUNALE (Ottava Sezione),

composto da D. Gratsias (relatore), presidente, M. Kancheva e C. Wetter, giudici,

cancellieri: J. Palacio González, amministratore principale, e S. Bukšek Tomac, amministratore

vista la fase scritta del procedimento e in seguito alle udienze del 26 febbraio e del 4 marzo 2015,

ha pronunciato la seguente



Sentenza

 Fatti all’origine della controversia

1        L’Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO) è un organismo interistituzionale, creato in forza della decisione 2002/620/CE del Parlamento europeo, del Consiglio, della Commissione, della Corte di giustizia, della Corte dei conti, del Comitato economico e sociale, del Comitato delle regioni e del Mediatore, del 25 luglio 2002, che istituisce l’EPSO (GU L 197, pag. 53). In applicazione dell’articolo 2, terzo comma, dello Statuto dei funzionari dell’Unione europea (in prosieguo: lo «Statuto»), nella versione antecedente alle modifiche introdotte dal regolamento (CE, Euratom) n. 723/2004 del Consiglio, del 22 marzo 2004, che modifica lo Statuto (GU L 124, pag. 1), le istituzioni firmatarie della succitata decisione hanno, tramite l’articolo 2, paragrafo 1, di quest’ultima, affidato all’EPSO l’esercizio dei poteri di selezione che sono conferiti, in virtù dell’articolo 30, primo comma, e dell’allegato III dello Statuto, alle loro autorità aventi il potere di nomina. L’articolo 4 della medesima decisione prevede che, mentre, in applicazione dell’articolo 91 bis dello Statuto, le domande e i reclami relativi all’esercizio dei poteri conferiti all’EPSO sono presentati a quest’ultimo, i ricorsi in questi settori vengono diretti contro la Commissione europea.

2        Il 7 settembre 2012 l’EPSO ha pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (GU C 270 A, pag. 1) una «Guida per i concorsi generali» (in prosieguo: la «guida»). La parte 3 della guida, intitolata «Comunicazioni», così recita:

«Per assicurare la chiarezza e la comprensione dei testi a carattere generale e delle comunicazioni indirizzate ai candidati o da questi inviate, le convocazioni ai vari test e prove di esame e tutta la corrispondenza tra l’EPSO e i candidati sono redatte unicamente in francese, inglese o tedesco».

3        Il 20 dicembre 2012 l’EPSO ha pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il bando di concorso generale EPSO/AST/125/12, inteso alla costituzione di elenchi di riserva per l’assunzione di assistenti nei settori dell’audit, della contabilità e della finanza, e dell’economia e della statistica (GU C 394 A, pag. 1), nonché il bando di concorso generale EPSO/AST/126/12, inteso alla costituzione di elenchi di riserva per l’assunzione di assistenti nei settori della biologia, delle scienze della vita e della salute, della chimica, della fisica e delle scienze dei materiali, della ricerca nucleare, dell’ingegneria civile e meccanica, e dell’ingegneria elettrica e elettronica (GU C 394 A, pag. 11). Il 31 gennaio 2013 l’EPSO ha pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il bando di concorso generale EPSO/AD/248/13, inteso alla costituzione di elenchi di riserva per l’assunzione di amministratori (AD 6) nei settori della sicurezza degli edifici e dell’ingegneria delle tecniche edili (GU C 29 A, pag. 1). Si tratta dei bandi di concorso dei quali si chiede l’annullamento mediante gli odierni ricorsi (in prosieguo, congiuntamente: i «bandi impugnati»).

4        Nella parte introduttiva di ciascuno dei bandi impugnati viene precisato che la guida «è parte integrante» del bando stesso.

5        Quale parte delle condizioni di ammissione ai rispettivi concorsi, i bandi impugnati richiedono una conoscenza approfondita di una delle lingue ufficiali dell’Unione europea (che all’epoca erano 23), indicata come «lingua 1» del concorso, e una conoscenza soddisfacente di una seconda lingua, indicata come «lingua 2» del concorso, da scegliersi, a cura di ciascun candidato, tra le lingue francese, inglese o tedesca, con la precisazione che essa deve essere obbligatoriamente diversa dalla lingua scelta dallo stesso candidato come lingua 1 (parte III, punto 2.3, dei bandi impugnati).

6        Nel medesimo punto di ciascuno dei bandi impugnati vengono fornite alcune precisazioni riguardo alla limitazione della scelta della lingua 2 alle sole tre lingue summenzionate. In proposito, il bando di concorso generale EPSO/AD/248/13 rileva quanto segue:

«Conformemente alla sentenza [del 27 novembre 2012, Italia/Commissione (C 566/10 P, Racc., EU:C:2012:752)], le istituzioni dell’UE sono tenute a indicare, nel presente concorso, i motivi che limitano la scelta della seconda lingua a un numero ristretto di lingue ufficiali dell’UE.

Si informano pertanto i candidati che le opzioni relative alla seconda lingua nel presente concorso sono state definite conformemente all’interesse del servizio in base al quale si richiede ai colleghi neoassunti di essere immediatamente operativi e capaci di comunicare efficacemente nel loro lavoro quotidiano. In caso contrario il funzionamento efficiente delle istituzioni ne risulterebbe gravemente pregiudicato.

Secondo una prassi consolidata nelle istituzioni dell’Unione europea, il francese, l’inglese e il tedesco sono le lingue maggiormente utilizzate nella comunicazione interna e che meglio rispondono alle esigenze dei servizi anche in termini di comunicazione esterna e di gestione dei fascicoli. Inoltre, il francese, l’inglese e il tedesco sono le lingue maggiormente scelte dai partecipanti ai concorsi, quando la scelta della seconda lingua è libera. Questo dato conferma che la conoscenza di queste lingue corrisponde agli attuali standard professionali e di istruzione e che la padronanza di almeno una di esse può essere considerata un requisito per candidarsi a un posto di lavoro nelle istituzioni dell’Unione europea. Pertanto, per raggiungere un equilibrio tra l’interesse del servizio, da un lato, e le esigenze e le capacità dei candidati, dall’altro, tenendo conto dell’ambito specifico del presente concorso, è legittimo organizzare prove in francese, inglese e tedesco, per assicurare che, a prescindere dalla loro prima lingua, tutti i candidati padroneggino a livello operativo almeno una di queste tre lingue ufficiali. Inoltre, ai fini della parità di trattamento, tutti i partecipanti al concorso, quindi anche coloro la cui prima lingua è una delle tre lingue ufficiali suddette, devono sostenere le prove nella loro seconda lingua, scelta tra queste tre lingue. Un esame delle competenze specifiche così condotto permette alle istituzioni dell’Unione di valutare, in un ambiente assai simile a quello in cui i neoassunti dovranno lavorare, se i candidati sono in grado di essere immediatamente operativi. Ciò non pregiudica la successiva formazione linguistica finalizzata all’apprendimento di una terza lingua di lavoro, conformemente all’articolo 45, paragrafo 2, dello statuto dei funzionari».

Gli altri due bandi impugnati forniscono, in sostanza, le stesse precisazioni, redatte, in alcune versioni linguistiche, in termini leggermente diversi.

7        I bandi di concorso EPSO/AST/125/12 e EPSO/AD/248/13 prevedono l’organizzazione di «test di accesso», effettuati su computer (parte IV di ciascuno dei due bandi). Nel caso del bando di concorso EPSO/AD/248/13, viene precisato che tali test saranno organizzati soltanto se il numero di candidati iscritti, per ciascun settore contemplato dal concorso, sarà superiore a 1 000.

8        I bandi di concorso EPSO/AST/126/12 e EPSO/AD/248/13 contengono una parte (parte IV del primo di questi due bandi e parte V del secondo) intitolata «Ammissione al concorso e selezione per titoli». Essa prevede che la valutazione delle condizioni generali e specifiche e la selezione per titoli siano effettuate, «in un primo tempo», sulla base delle dichiarazioni rese dai candidati nell’atto di candidatura. Si precisa, a questo proposito, che le risposte fornite dai candidati in relazione alle condizioni generali e specifiche saranno vagliate per stilare l’elenco di coloro che soddisfano tutte le condizioni di ammissione al concorso. Successivamente, la commissione giudicatrice procederà, tra i candidati che soddisfano le condizioni di ammissione al concorso, a una selezione per titoli per individuare i candidati che possiedono le qualifiche più pertinenti (segnatamente alla luce dei diplomi e dell’esperienza professionale) rispetto alla natura delle funzioni e ai criteri di selezione indicati in tali bandi.

9        Tale selezione viene effettuata unicamente in base alle dichiarazioni fornite dai candidati nella sezione «valutazione dei talenti» dell’atto di candidatura. Tali dichiarazioni vengono, se del caso, verificate in un momento successivo sulla base dei documenti giustificativi forniti dai candidati, per i candidati che hanno ottenuto i punteggi minimi richiesti e i punteggi più elevati nella fase successiva del concorso. La selezione si svolge in due tappe. Una prima selezione per titoli è effettuata unicamente in base alle risposte fornite nella sezione «valutazione dei talenti» dell’atto di candidatura, nonché al coefficiente di ponderazione di ciascuna domanda. In funzione dell’importanza attribuita ai singoli criteri enunciati al punto 4 degli allegati a tali bandi, la commissione giudicatrice stabilisce tale coefficiente di ponderazione (da 1 a 3) prima di procedere all’esame delle candidature. Successivamente, gli atti di candidatura elettronici dei candidati che hanno ottenuto i punteggi maggiori sono oggetto di una seconda selezione. Il numero di fascicoli sottoposti a tale seconda selezione è, per settore, all’incirca nove volte il numero degli idonei indicato nel bando di concorso di cui trattasi. La commissione giudicatrice esamina le risposte dei candidati e attribuisce ad ognuna di esse un punteggio da 0 a 4. I punteggi, moltiplicati per il coefficiente di ponderazione attribuito a ciascuna domanda, sono poi sommati per ottenere un punteggio globale. Successivamente, la commissione giudicatrice procede a classificare i candidati in funzione di tali punteggi globali.

10      L’ultima fase delle procedure di selezione previste dai bandi impugnati consiste, per i bandi di concorso EPSO/AST/125/12 e EPSO/AD/248/13, in una «fase di valutazione» (v., rispettivamente, la parte V del primo di questi bandi e la parte VI del secondo) e, per il bando di concorso EPSO/AST/126/12, in un «concorso generale» (v. la parte V di tale bando). Il numero di candidati convocati alla «fase di valutazione» corrisponde, per settore, al massimo al triplo del numero degli idonei.

11      I bandi di concorso EPSO/AST/126/12 e EPSO/AD/248/13 contengono degli allegati, ciascuno dei quali riguarda uno dei settori contemplati dai singoli bandi. Il punto 4 di ogni allegato elenca alcuni criteri di selezione di cui la commissione giudicatrice tiene conto per la ponderazione delle risposte fornite dai candidati nella sezione «valutazione dei talenti» dell’atto di candidatura (v. supra, punto 9).

 Procedimento e conclusioni delle parti

12      Con atto introduttivo depositato presso la cancelleria del Tribunale il 4 marzo 2013, la Repubblica italiana ha proposto il ricorso nella causa T 124/13.

13      Con atto depositato presso la cancelleria del Tribunale il 4 luglio 2013, il Regno di Spagna ha chiesto di intervenire a sostegno delle conclusioni della Repubblica italiana. Con ordinanza dell’11 settembre 2013, il presidente della Terza Sezione del Tribunale ha autorizzato tale intervento. Il Regno di Spagna ha depositato la propria memoria di intervento il 22 novembre 2013.

14      Nella causa T 124/13, la Repubblica italiana chiede che il Tribunale voglia:

–        annullare i bandi impugnati;

–        condannare la Commissione alle spese.

15      Il Regno di Spagna sostiene le conclusioni della Repubblica italiana intese all’annullamento dei bandi impugnati e chiede, inoltre, la condanna della Commissione al pagamento delle spese collegate al suo intervento.

16      La Commissione chiede che il Tribunale voglia:

–        respingere il ricorso;

–        condannare la Repubblica italiana alle spese.

17      Con atto introduttivo depositato presso la cancelleria del Tribunale il 5 aprile 2013, il Regno di Spagna ha proposto il ricorso nella causa T 191/13.

18      Il Regno di Spagna chiede che il Tribunale voglia:

–        annullare il bando di concorso EPSO/AD/248/13;

–        condannare la Commissione alle spese.

19      La Commissione chiede che il Tribunale voglia:

–        respingere il ricorso;

–        condannare il Regno di Spagna alle spese.

20      A seguito della modifica della composizione delle sezioni del Tribunale, il giudice relatore è stato assegnato all’Ottava Sezione, alla quale sono state pertanto attribuite le presenti cause.

21      Su relazione del giudice relatore, il Tribunale (Ottava Sezione) ha deciso di aprire la fase orale del procedimento nelle presenti cause e, nell’ambito delle misure di organizzazione del procedimento previste dall’articolo 64 del regolamento di procedura del Tribunale del 2 maggio 1991, ha chiesto alle parti della causa T 191/13 di rispondere per iscritto ad alcuni quesiti. Le parti hanno ottemperato a tale richiesta entro il termine assegnato.

22      Il Tribunale ha ascoltato le difese delle parti e le risposte fornite da queste ultime ai suoi quesiti orali nelle udienze del 26 febbraio 2015, quanto alla causa T 191/13, e del 4 marzo 2015, quanto alla causa T 124/13.

23      In occasione dell’udienza nella causa T 191/13, il Tribunale ha assegnato al Regno di Spagna un termine per presentare, per iscritto, le proprie osservazioni in merito a un’eventuale riunione delle presenti cause ai fini della sentenza. Il 3 marzo 2015 la fase orale del procedimento è stata chiusa, a seguito del deposito delle osservazioni in questione da parte del Regno di Spagna.

 In diritto

24      Poiché le parti hanno indicato – in risposta ad un quesito orale del Tribunale alle udienze, ovvero, nel caso del Regno di Spagna, per iscritto (v. supra, punto 23) – che non avevano obiezioni da formulare al riguardo, il Tribunale decide di riunire tali cause ai fini della decisione che definisce il giudizio, a norma dell’articolo 68 del regolamento di procedura del Tribunale.

25      A sostegno del ricorso nella causa T 124/13, la Repubblica italiana deduce sette motivi, aventi ad oggetto: il primo, la violazione degli articoli 263 TFUE, 264 TFUE e 266 TFUE; il secondo, la violazione dell’articolo 342 TFUE e degli articoli 1 e 6 del regolamento n. 1 del Consiglio, del 15 aprile 1958, che stabilisce il regime linguistico della Comunità economica europea (GU 1958, 17, pag. 385), come modificato; il terzo, la violazione dell’articolo 6, paragrafo 3, UE, dell’articolo 18 TFUE, dell’articolo 22 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea proclamata a Nizza il 7 dicembre 2000 (GU C 364, pag. 1), degli articoli 1 e 6 del regolamento n. 1, degli articoli 1 quinquies, paragrafi 1 e 6, 27, secondo comma, e 28, lettera f), dello Statuto, nonché dell’articolo 1, paragrafi 2 e 3, dell’allegato III dello Statuto; il quarto, la violazione dell’articolo 6, paragrafo 3, UE e del principio della tutela del legittimo affidamento; il quinto, uno sviamento di potere e la violazione delle «norme sostanziali inerenti alla natura e finalità dei bandi di concorso», e in particolare degli articoli 1 quinquies, paragrafi 1 e 6, 27, secondo comma, 28, lettera f), 34, paragrafo 3, e 45, paragrafo 1, dello Statuto, nonché la violazione del principio di proporzionalità; il sesto, la violazione degli articoli 18 TFUE e 24, quarto comma, TFUE, dell’articolo 22 della Carta dei diritti fondamentali, dell’articolo 2 del regolamento n. 1, nonché dell’articolo 1 quinquies, paragrafi 1 e 6, dello Statuto; e infine, il settimo, la violazione dell’articolo 296, secondo comma, TFUE, degli articoli 1 e 6 del regolamento n. 1, degli articoli 1 quinquies, paragrafi 1 e 6, e 28, lettera f), dello Statuto, e dell’articolo 1, paragrafo 1, lettera f), dell’allegato III dello Statuto, la violazione del principio di proporzionalità, nonché un «travisamento dei fatti».

26      Nella causa T 124/13, il Regno di Spagna fa valere, a sostegno delle conclusioni della Repubblica italiana, che i bandi impugnati devono essere annullati per violazione dell’articolo 22 della Carta dei diritti fondamentali, dell’articolo 342 TFUE, degli articoli 1 e 6 del regolamento n. 1, degli articoli 1 quinquies e 27 dello Statuto, nonché della giurisprudenza risultante dalla sentenza del 27 novembre 2012, Italia/Commissione (C 566/10 P, Racc., EU:C:2012:752). Esso aggiunge che i bandi impugnati sono discriminatori, a motivo dell’indebito predominio delle lingue francese, inglese e tedesca, che violano l’articolo 27 dello Statuto, in quanto il sistema di selezione da essi previsto non garantisce l’assunzione dei migliori candidati, e che violano il principio di proporzionalità, in quanto non costituiscono il mezzo migliore per raggiungere l’obiettivo perseguito.

27      Nella causa T 191/13, il Regno di Spagna invoca, in sostanza, tre motivi, riguardanti: il primo, la violazione del regolamento n. 1; il secondo, la violazione dell’articolo 1 quinquies dello Statuto, nonché dei principi di non discriminazione e di proporzionalità; infine, il terzo, la violazione dell’articolo 27 dello Statuto.

28      Occorre constatare che, mediante i motivi sopra indicati, la Repubblica italiana e il Regno di Spagna contestano due parti distinte dei bandi impugnati, vale a dire, da un lato, la limitazione delle lingue utilizzabili nelle comunicazioni tra i candidati e l’EPSO alle sole lingue francese, inglese e tedesca e, dall’altro, la limitazione a favore di queste sole tre lingue della scelta della seconda lingua da parte dei candidati ai concorsi costituenti l’oggetto dei bandi suddetti. Inoltre, nella causa T 191/13, il Regno di Spagna contesta una terza parte del bando di concorso EPSO/AD/248/13, ossia quella relativa all’utilizzazione della seconda lingua, scelta da ciascun candidato al concorso in questione tra il francese, l’inglese e il tedesco, per alcune prove dell’ultima fase di questo concorso («fase di valutazione»; v. supra, punto 10).

29      Occorre esaminare in successione, alla luce dei motivi dedotti dalla Repubblica italiana e dal Regno di Spagna, la legittimità delle due parti dei bandi impugnati che vengono contestate da tali Stati membri (v. supra, punto 28). A seguito di tale esame, occorrerà, se del caso, esaminare la legittimità della terza parte del bando di concorso EPSO/AD/248/13, contestata dal Regno di Spagna (v. supra, punto 28).

30      Tuttavia, prima di procedere a tale esame, occorre anzitutto verificare la ricevibilità del primo motivo dedotto dal Regno di Spagna nella causa T 191/13, relativo, in sostanza, alla violazione del regolamento n. 1, essendo essa contestata dalla Commissione.

 Sulla ricevibilità del primo motivo dedotto nella causa T 191/13

31      Nel ricorso nella causa T 191/13, il Regno di Spagna osserva che esso chiede l’annullamento del bando di concorso EPSO/AD/248/13 sulla base, in particolare, degli articoli 1 e 6 del regolamento n. 1, e aggiunge che, a suo avviso, il bando in questione non rispetta il regime linguistico istituito da tale regolamento.

32      La Commissione fa però valere, in sostanza, che il motivo relativo alla violazione del regolamento n. 1 viene menzionato dal Regno di Spagna soltanto «di sfuggita», senza essere sufficientemente illustrato. A suo avviso, un argomento siffatto non rispetta i requisiti fissati dall’articolo 44, paragrafo 1, lettera c), del regolamento di procedura del 2 maggio 1991 e dalla giurisprudenza relativa alla sua applicazione.

33      A questo proposito occorre ricordare che, a norma dell’articolo 21, primo comma, dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea, nonché dell’articolo 44, paragrafo 1, lettera c), del regolamento di procedura del 2 maggio 1991, l’atto introduttivo del giudizio deve indicare l’oggetto della controversia e contenere un’esposizione sommaria dei motivi dedotti. A prescindere da ogni questione di natura terminologica, tale presentazione deve essere sufficientemente chiara e precisa per consentire alla parte convenuta di preparare la propria difesa e al Tribunale di esercitare il proprio controllo giurisdizionale. Al fine di garantire la certezza del diritto ed una corretta amministrazione della giustizia, è necessario, affinché un ricorso sia ricevibile, che gli elementi essenziali di fatto e di diritto sui quali esso è fondato emergano, anche sommariamente, ma in modo coerente e comprensibile, dall’atto introduttivo stesso. Più in particolare, anche se l’enunciazione dei motivi del ricorso non si deve attenere alla terminologia e all’elencazione che figurano nel regolamento di procedura, e la presentazione di tali motivi, attraverso la loro sostanza anziché la loro qualificazione giuridica, può essere sufficiente, ciò vale però a condizione che i suddetti motivi emergano con sufficiente chiarezza dall’atto introduttivo del giudizio. La semplice enunciazione astratta dei motivi nell’atto introduttivo del giudizio non risponde alle prescrizioni dello Statuto della Corte e del regolamento di procedura, e l’espressione «esposizione sommaria dei motivi», usata nei testi suddetti, significa che l’atto introduttivo del giudizio deve chiarire in cosa consiste il motivo sul quale il ricorso si fonda (v. ordinanza del 28 aprile 1993, De Hoe/Commissione, T 85/92, Racc., EU:T:1993:39, punti 20 e 21 e la giurisprudenza ivi citata).




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