Tra il 1500 e il 1600. In questo periodo assistiamo a un rapido progresso delle scienze



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21.12.2017
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filosofia – Rivoluzione astronomica e scientifica

La rivoluzione astronomica e scientifica del 1600
Siamo tra il 1500 e il 1600. In questo periodo assistiamo a un rapido progresso delle scienze. Viene difatti elaborato un nuovo metodo scientifico, basato sull’osservazione (l’esperienza sensibile) e sulla matematica (possiamo chiamarlo anche metodo matematico-sperimentale).

Si tratta di una vera e propria rivoluzione: la mentalità e la visione del mondo vengono infatti profondamente trasformati da scienziati e filosofi come Copernico, Keplero, Galilei, Bacone, Cartesio e Newton.


La nascita della scienza “quantitativa”

Abbiamo detto che la scienza moderna si caratterizza per:



  1. L’osservazione sistematica dei fenomeni naturali;

  2. L’applicazione del calcolo matematico alla misurazione dei dati osservati



L’osservazione sistematica
L’osservazione dei fenomeni naturali viene favorita, in questi anni, dai progressi della tecnica. Vengono infatti inventati o perfezionati molti strumenti, come il cannocchiale (che giocherà un ruolo decisivo nella rivoluzione astronomica), il microscopio, il barometro e l’orologio meccanico di precisione.

La matematica
Grazie alla matematica invece la scienza acquista un elevato grado di esattezza e precisione. Gli scienziati moderni guardano alla matematica come a un modello: ciò a causa del rigore proprio del linguaggio e dei procedimenti matematici, e dell’evidenza dei concetti di tale disciplina.

Grazie alla matematica la scienza diventa “quantitativa”, mentre in precedenza aveva avuto un carattere “qualitativo”. Ovviamente anche in precedenza la matematica era conosciuta: era considerata però un sapere astratto, che non poteva essere applicato ai fenomeni naturali.



Gli esperimenti
Lo scopo della ricerca scientifica è dunque quello di trovare le leggi matematiche (quindi qualcosa di stabile e di misurabile, quantitativo invece di qualitativo) che governano lo svolgersi dei fenomeni naturali.

Tali leggi devono: 1) spiegare i dati osservati e raccolti; 2) essere verificate da esperimenti.




METODO SCIENTIFICO

Raccolta e misurazione di dati

Formulazione di un’ipotesi (una legge)

Verifica dell’ipotesi tramite l’esperimento



Altre caratteristiche della scienza moderna
Altre importanti caratteristiche della scienza moderna sono:

  • l’universalità (le leggi scoperte devono valere per tutti e in qualunque tempo)

  • la possibilità di controllare e replicare i risultati (un esperimento effettuato in laboratorio può essere riprodotto e ripetuto più volte)

  • il rifiuto del principio di autorità: non si accetta più per vera una qualsiasi affermazione solo perché è contenuta nella Bibbia o è stata scritta in qualche opera, ad esempio, di Aristotele (punto di riferimento della cultura medievale).


Il ruolo chiave dell’astronomia

L’astronomia ha avuto un ruolo chiave all’interno della rivoluzione scientifica. Tale disciplina difatti, tra il 1500 e il 1700, subisce una trasformazione piuttosto profonda, sia concettuale che metodologica. I protagonisti di questa trasformazione sono Copernico, Keplero e Galilei: essi ci hanno permesso di passare dalla teoria geocentrica a quella eliocentrica. Insomma, essi, opponendosi a quella che era la visione tradizionalmente accettata, affermano che la Terra si muove e non è situata (immobile) al centro dell’universo. E questa è davvero una idea sconvolgente, non solo per la scienza: questa è un’idea che cambia l’immagine che l’uomo ha di sé e del mondo.





Da Tolomeo a Copernico
Prima, seguendo le idee di Aristotele e Tolomeo (sistema tolemaico), si credeva che la Terra fosse al centro dell’Universo e che fosse il Sole a girare attorno ad essa (idea affascinante, perché dava all’uomo una posizione centrale nell’universo – antropocentrismo).

Elaborato sulla base dei dati raccolti dai suoi predecessori, il sistema tolemaico prevede che i corpi celesti, quali la Luna, Mercurio, Venere, il Sole, Marte, Giove e Saturno, ruotino tutti intorno alla Terra percorrendo orbite perfettamente circolari.

L’intero cosmo era pensato come un insieme di sfere cristalline, in cui erano incastonati i pianeti; queste sfere ruotavano intorno all’unico corpo immobile, ossia la Terra.

L’universo era poi considerato finito: alla fine di tutto infatti c’era la sfera delle stelle fisse.

Inoltre lo spazio non era considerato omogeneo, ma diviso in due grandi regioni: celeste (una zona perfetta, incorruttibile, fatta di una materia chiamata etere) e terrestre (dove dominano invece gli elementi fondamentali, ossia aria, acqua, terra e fuoco).
Con Copernico (1473, polacco) le cose cambiano. Copernico dice infatti che al centro dell’Universo sta il Sole (sistema eliocentrico), e non la Terra.


Geocentrismo

(ghé = terra)

Eliocentrismo

(hélios = sole)

La Terra è al centro dell’Universo.

Tolomeo (II sec. d.C.)

È il Sole ad essere al centro; la Terra ruota attorno al Sole.
Copernico (1543, Le rivoluzioni dei corpi celesti).

Copernico capì che le idee di Tolomeo erano sbagliate: il sistema tolemaico era troppo complesso per descrivere davvero la realtà (i calcoli matematici di tutte le orbite erano troppo difficili da fare) e le orbite dei pianeti sembravano irregolari piuttosto che circolari. Quindi cercò una nuova strada: si disse: “e se fosse il Sole ad essere fermo; se fosse la Terra a girare attorno al Sole?”. Questa soluzione sembrava essere quella giusta: i calcoli matematici dei movimenti celesti, mettendo il Sole al centro del sistema, erano infatti molto più semplici.


Questa era certamente un’idea rivoluzionaria. Però va anche detto che nella teoria di Copernico rimanevano molte cose “vecchie”. L’astronomo polacco, ad esempio, pensava ancora:

  • che l’Universo fosse sferico, unico e chiuso (una sfera finita, limitata dal cielo delle stelle fisse);

  • che i corpi si muovessero seguendo moti circolari uniformi (mentre sappiamo, grazie al tedesco Keplero che venne poco dopo, che i pianeti hanno orbite ellittiche).

Comunque l’idea era grandiosa e carica di conseguenze. Alcune conseguenze di queste scoperte furono;



  • il rifiuto della scienza aristotelica (accettata per secoli)

  • il contrasto delle nuove scoperte con ciò che veniva detto nella Bibbia (e la Chiesa non amava essere contraddetta…).

Copernico, proprio per quest’ultimo motivo, procrastinò (rimandò) il più possibile l’uscita del suo libro proprio per il timore delle reazioni dell’Inquisizione (l’opera fu pubblicata, per non avere problemi con la Chiesa, quando ormai Copernico era praticamente morto). E va aggiunto che l’effetto delle idee dell’astronomo polacco fu un po’ smorzato dalla prefazione al libro di Copernico che scrisse Osiander. Osiander, teologo luterano, disse che quello che era scritto nel libro era solo un’ipotesi matematica, qualcosa di astratto e niente di più; era, insomma, un’ipostesi comoda e utile, ma non voleva affatto descrivere la realtà!
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