Tribunale di novara



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L’ESDEBITAZIONE DEL FALLITO TRA VECCHI E NUOVI FALLIMENTI
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L’articolo affronta le problematiche che stanno emergendo dalle prime applicazioni pratiche del nuovo istituto dell’esdebitazione, introdotto dalla riforma fallimentare del 2006.

L’argomento assume rilevante interesse per le banche e le società finanziarie, soprattutto in relazione prima alla tendenza, manifestatasi a livello giurisprudenziale, e poi alla successiva statuizione normativa a favore di una applicazione estensiva dell’esdebitazione anche ai fallimenti disciplinati dalla vecchia legge fallimentare del 1942. Le conseguenze dell’inserimento di tale strumento all’interno dell’ordinamento andranno attentamente verificate in sede operativa, in rapporto alle ulteriori implicazioni che ad esso si riconnettono quali, in particolare, i limiti dell’estensione degli effetti dell’esdebitazione del debitore principale fallito ai coobbligati e garanti (es. fideiussori, terzi datori di ipoteca) non coinvolti nella procedura fallimentare, nonché gli effetti dell’abolizione del “registro dei falliti” previsto dalla vecchia disciplina.
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SOMMARIO: 1. Esdebitazione: natura – 2. Applicabilità del nuovo istituto ai fallimenti dichiarati prima dell’entrata in vigore del d.l. 35/2005 e d.lgs. 5/2006. – 3. Requisiti previsti dall’art. 142 L.F.. – 4. Differenza con la riabilitazione del fallito.- 5. Prime pronunce giurisprudenziali. 6-


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