Ugo Gabriele Becciani Appunti curiosi sugli elementi chimici



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ANTIMONIO


Gli antichi Cinesi e Babilonesi, utilizzavano l’antimonio per tingere le ciglia. Preparato per estrazione dalla stibina9, a metà del XV secolo, da Basilio Valentino, monaco benedettino del convento di Saint Pierre ad Erfurth, che ne descrisse le caratteristiche in “Currus triunphalis antimonii”. Il contemporaneo Paracelso ne trattò le proprietà medicinali, creando, fra gli scienziati del tempo, una famosa disputa che durò più di un secolo; in realtà una guerra fra i partigiani della medicina tradizionale e di quella chimica nascente.

In natura si trova anche sotto forma d’anidride o d’altri sali.

Il tartaro emetico (di potassio ed antimonio) è il farmaco più importante, andato in disuso per l’azione troppo lenta, seguita da depressione. Per iniezione endovenosa presentò efficacia nel trattamento del Kala-azar e d’altre malattie parassitarie tropicali. Entra nella composizione di leghe facilmente fusibili e di gran durezza, come la Britannia, l’antifrizione, il similoro e quelle per caratteri tipografici.

Ricordiamo la ‘pulvis angelicus’ o polvere dell’Algarotti e il ‘liquor stibii chlorati’ (tricloruro d’antimonio ed acqua, in proporzioni diverse), caustici energici, impiegati nella fase esterna nel lupus eritematosus. Entrambi furono usati anche per la brunitura dei metalli.

E l’anidride antimoniosa, nota con vari sinonimi: stibium oxidatum album, stibium emeticum, stibium griseum, flores antimonii, bianco d’antimonio; già nota a Dioscoride, Galeno, Plinio Ezio. Berzelius nel 1812 ne stabilì, definitivamente la composizione.

Il vetro d’antimonio, ottenuto fondendo assieme trijoduro e solfuro d’antimonio, fu, a lungo utilizzato nell’industria chimica.

L’antimonio esplosivo è una miscela di tricloruro d’antimonio in antimonio.

Lo stibium sulfuratum crudum è la stibina, già detta, mentre lo stibium sulfuratum rubeum sine oxido stibico è un miscuglio d’antimonio rosso e piroantimoniato di sodio ed era detto kermes10. Kermes minerale o di Kluzel11; e pulvis carthusianorum, era invece nominato il kermes con ossido d’antimonio. Nel 1810 il governo francese, riconoscendone l’utilità acquistò il brevetto per la preparazione.

Il fegato d’antimonio è la massa giallo-bruna che s’ottiene per fusione del trisolfuro d’antimonio con carbonato di potassio. Ha la proprietà d’essere solubile in acqua. E’ utile, anch’esso, per la brunitura dei metalli.

Il sulfur auratum stibii, o solfodorato d’antimonio, è un pentasolfuro usato nella vulcanizzazione della gomma.



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