Ugo Gabriele Becciani Appunti curiosi sugli elementi chimici



Scaricare 284.82 Kb.
Pagina21/21
14.02.2020
Dimensione del file284.82 Kb.
1   ...   13   14   15   16   17   18   19   20   21
SERIE AROMATICA
Come le sostanze alifatiche si fanno derivare dal metano, così i composti ciclici aromatici si considerano derivati del benzene. La denominazione deriva dal fatto che i primi composti studiati sono dotati d’odore grato, in quanto provenienti da balsami e resine come il benzoino, il Tolù, il Perù, ecc..
Il benzene o benzolo, è la benzina del catrame. Scoperto da Faraday, nel 1825, nel gas illuminante, fu poi ottenuto per distillazione dell’acido benzoico in presenza di calce. E’ un ottimo solvente di grassi, resine, vernici.

Ora si separa per distillazione frazionata del catrame, da cui s’ottengono quattro frazioni: l’olio leggero, costituito essenzialmente da benzolo, toluolo, xilolo, fenoli; l’olio medio con naftalina ed omologhi; l’olio pesante con naftalina, antracene e fenoli; l’olio d’antracene con antracene ed altri idrocarburi complessi.

Il toluolo (del balsamo del Tolù) è un solvente, materia prima di coloranti, prodotti farmaceutici, profumi, esplosivi, e, per il suo alto coefficiente di dilatazione, entra a far parte delle sostanze termoregolatrici dei termostati.

Lo stirolo ed i suoi polimeri (polistirolo) sono componenti essenziali di resine plastiche isolanti.

Il cloruro di benzile ha azione lacrimogena.

Il nitro-benzene, detto essenza di Mirbana, dall’odore caratteristico di mandorle amare, è tossico per inalazione; serve per la preparazione dell’anilina, e per allontanare animali, come i gatti, da determinati ambienti.

Il trinitro-toluene o tritolo è uno degli esplosivi più importanti, per compressione od innesco, ma brucia senza esplodere. Il suo derivato iso-butilico è usato in profumeria con il nome d’essenza artificiale di muschio.

La fenil-alanina o anilina72 è un importante colorante: verde-azzurro con bicarbonato di sodio ed acido solforico; violetto con ipoclorito di calcio; rosso con acido acetico e furfurolo.

Le aniline solforate dettero luogo a quell’importante categoria di farmaci che furono, e sono tuttora in alcuni casi, i sulfamidici. L’acetanilide fu, invece, un ottimo antipiretico, commercializzato col nome di Antifebbrina. L’Arsanil, derivato arsenicale dell’anilina, fu impiegato con successo nella malattia del sonno. L’Ursolo, ossido della para-fenilendiamina, servì per tingere capelli e pellicce, ma causò parecchi casi d’avvelenamento. Da esso derivano importanti coloranti, le tionine, come il violetto di Lanth o il blu di metilene.

Il fenolo o acido fenico serve per molte preparazioni medicinali, coloranti, ma soprattutto, per la sintesi della kelite, una resina che si può ottenere condensando il fenolo stesso con formalina.

I nitrofenoli, fra cui i picrati, sono famosi coloranti per la lana in giallo, ma non per il cotone; entrano nella composizione d’esplosivi.

Fra gli aminofenoli ricordiamo il metolo, usato per lo sviluppo fotografico.

Le fenetidine, tra cui la fenacetina, furono ottimi analgesici ed antipiretici. Trattando la para- fenetidina con acido cianico s’ottiene la dulcina, dolcificante acalorico con potere 200 volte maggiore dello zucchero.

L’orcina, omologo della resorcina, è un componente essenziale dell’oricello e della lacca-muffa o tornasole, coloranti estratti da alcuni licheni della specie Roccella e Lecanora.

L’ossi-idrochinone è colorante per fibre neutre o leggermente alcaline; l’aminoazobenzene per quelle acide.

A questo punto, occorre fare una parentesi sui coloranti, sostanze capaci di fissarsi stabilmente su materiali, soprattutto le fibre tessili. Non tutte le sostanze fortemente colorate sono coloranti: secondo Witt una sostanza colorata è quella in grado d’assorbire parte delle radiazioni dello spettro visibile, per effetto d’aggruppamenti atomici, detti cromofori. Le sostanze colorate (cromofeni) possono divenire coloranti, quando hanno, nella loro molecola, aggruppamenti diversi detti auxocromi.

Il processo di tintura, secondo alcuni autori, dipende da un assorbimento fisico di tipo colloidale; secondo altri si tratta di un processo di setificazione, dovuto alla presenza d’acidi o basi deboli, detti mordenti.

Ricordiamo fra i coloranti il metil-arancio, il giallo-anilina, il bruno di Bismarck, il rosso Congo, il verde malacchite, la rosanilina, la fucsina, il violetto di metile, la fenolftaleina, la fluorescina, ma potremmo continuare all’infinito.

La vanillina, aldeide aromatica estratta dai baccelli di vaniglia o dal garofano, dove si trova sotto forma d’eugenolo, serve come aromatizzante nell’industria dolciaria, mentre l’eugenolo fu preconizzato per la cura dell’alopecia ed ha potere anestetizzante nelle carie dentali.

Fra gli acidi aromatici, il benzoico è ottenuto dalla resina di benzoino.

L’imide dell’acido orto-solfobenzoico è la saccarina, che ha potere dolcificante 500 volte maggiore di quello dello zucchero. Il sale sodico è detto cristallosio, quello d’ammonio sucramina.

L’estere etilico ed il cloridrato, dell’acido para-aminobenzoico sono, rispettivamente, l’anestesina e la novocaina, sostanze usate come anestetici locali.

Fra gli acidi fenolici, rivestono grande importanza l’acido salicilico ed acetilsalicilico (Aspirina).

Dei derivati va ricordato il salicilato di metile o essenza di Gaulteria, usato in farmacia e profumeria.

Quindi l’acido gallico o tannico, molto diffuso, in natura nelle galle che certe piante formano, per inglobare insetti parassiti. Il tannino riveste una notevole importanza per la concia della pelle, per la mordenzatura del cotone, per la fabbricazione d’inchiostri e, in farmacia come astringente e nel trattamento delle ustioni.

L’acido ftalico, ottenuto nel 1836, da Laurent, fu preparato, su scala industriale dalla Badische Anilin und Soda Fabrik, ossidando la naftalina con acido solforico.

La naftalina, noto antitarmico, è una sostanza molto reattiva che si trasforma facilmente in innumerevoli derivati, impiegati nell’industria.

L’alizarina è un importante derivato dell’antracene, che si trova anche nel corpo della cocciniglia essiccata, e nella Rubia tinctorum. Gli antichi la conoscevano e l’impiegavano per tingere il cotone, mordente l’allumina. Il cotone s’impregna con olio irrancidito, detto tornante, emulsionato con una soluzione di carbonato di potassio73. In un più recente passato s’usava per colorare il rosolio.

L’antracene è capostipite di una serie d’idrocarburi polinucleari tutti coloranti: il naftacene (arancio), il pentacene (blu), l’esacene (verde); il biciclico azulene, anch’esso blu, è un isomero della naftalina.

Fra i naftochinoni derivati dalla naftalina, lo juglone del mallo delle noci, il lawsone dell’henné, usati come tinture per capelli; e la naftazarina, che, mordente il cromo, colora in nero i tessuti.


COMPOSTI ALICICLICI

Sono i nafteni, i terpeni, la canfora. Fra i derivati terpenici ricordiamo la citronella, il geraniolo, il limonene, l’eucaliptolo, tutti oli essenziali. Il pinene s’estrae dall’essenza di trementina come parte volatile e lascia un residuo denso noto col nome di pece o colofonia.

La canfora è un derivato ossidato del borneolo. Ha numerosi impieghi, come la manifattura della celluloide, della nitrocellulosa, e per l’odore grato, in preparati farmaceutici per uso esterno; un tempo s’usava anche come analettico.

Dall’isoprene, per polimerizzazione, s’ottiene il caucciù (sintetico), presente allo stato naturale come secrezione gommosa di molte Euforbiacee come l’Hevea brasiliensis. Per mantenerne l’elasticità è sottoposto al processo di vulcanizzazione, che consiste nell’aggiungere solfo (1%). Attualmente la sintesi del caucciù si effettua con i processi Buna o Duprene.

Il capostipite dei carotinoidi, pigmenti di vari animali e vegetali, è il carotene, usato come induttore dell’abbronzatura.

Il pirrolo è il costituente fondamentale dell’olio di Dippel, ottenuto dalla distillazione secca delle ossa. Per ossidazione si ottiene il nero di pirrolo, resina insolubile simile ai pigmenti neri della cute e dei peli.

Un altro suo derivato è l’indaco, colorante che s’ottiene da molte piante orientali come l’Indigotera tinctoria, l’Indigotera anil, l’Isatis tinctoria. Essendo totalmente insolubile in acqua s’impiega, per applicarlo, la così detta ‘tintura al tino’: si ottengono chimicamente i suoi leucoderivati74: s’impregna la fibra della soluzione, e s’espone il tessuto all’aria; l’ossidazione provoca di nuovo la formazione del colore, che è ormai fissato alla fibra.

Derivato alogenato è la porpora di Tiro, che gli antichi estraevano dai molluschi come il Murex brandaris.

Solforato è invece il tio-indaco, detto rosso B.

Vanno poi rammentate le antocianidine, presenti nei fiori colorati, che variano dal giallo, al blu, a seconda della salificazione.


Si dovrebbe qui trattare di proteine, alcaloidi, vitamine, ma facciamo grazia al lettore, forse già annoiato da questi appunti, rimandandolo ai testi esaurienti che sono stati editi.

1 Era così nominata, nel passato, una presunta sostanza che si sarebbe dovuta liberare dai composti per riscaldamento. In pratica un processo ossidativo. Dal greco phlogistòs = infiammato.

2 La pomice funge da catalizzatore, il calore scatena la reazione riducente dell’idrogeno.

3 La prima formulazione di selenio ad uso farmacologico fu l’Electroselenium colloidale.

4 E’ presente nei succhi gastrici.

5 Il carbone d’origine animale o coaltar.

6 Come il trifoglio fibrino, Menyanthes trifoliata - Genzianacee; l’appio riso o sardonia ( Ranunculus sceleratus - Ranuncolacee) e il favagello (Ranunculus ficaria); il fellandrio o finocchio selvatico (Oenanthe aquatica - Ombrellifere); il barbaforte o cren (Nasturtium Armoracia - Crucifere).

7 L’embolia gassosa che si verificava, in particolari condizioni di alta pressione e temperatura, a terra, fu detta mal dei cassoni, poiché così erano definite le strutture di legno atte a ricevere la colata di cemento, nella costruzione dei pilastri.

8 Fu detto, in un primo momento, niton ( dal latino nitere = splendere).

9 O antimonite, solfuro d’antimonio. Con il medesimo nome s’identificano l’idruro d’antimonio, ed alcuni suoi derivati alchilici.

10 Era detto kermes anche il colorante rosso ottenuto dalla cocciniglia essiccata, in uso soprattutto in liquoreria.

11 (1784-1813), farmacista, allievo di Thénard, ripetitore di chimica alla Scuola Politecnica di Parigi.

Mehu, farmacista degli ospedali e membro dell’Accademia di medicina, studiò, nel 1868, la composizione del chermes, minerale.



12 In realtà si tratta di due solfuri d’arsenico, uno rosso ed uno arancio. Rahg al ghar, in arabo, significa polvere di miniera. Orpiment è, invece, vocabolo francese.

13 Due formule di depilatori arsenicali:

Rusma dei Turchi

Orpimento p. 1/ calce viva in polvere p. 8.

Polverizza e versa in albume e liscivia dei saponai ana q.s..

Depilatorio di Flenck

Orpimento p. 4/ calce viva polvere p. 60/ amido di frumento p. 40.

Si stemperi la miscela con acqua in modo da formare una pasta molle e si applichi alla superficie da depilare in spessore di qualche mm. Allorché è essiccato si stacchi con spatolina di legno.


14 Giorgio Bauer Agricola (1494-1555), naturalista tedesco, uno dei creatori della mineralogia. Scrisse, nel 1546 il “De re metallica”.

15 Detto veneziano perché importato dai mercanti della grande repubblica marinara, nel XV secolo. L’impulso che gli Arabi dettero all’importazione da India ed Estremo oriente di minerali, droghe vegetali, specie, interessò enormemente i commercianti di Venezia, che fornirono di queste sostanze molti paesi europei.

16 Allo stato puro e cristallino è il diamante.

17 Il carbone animale, già visto, ebbe varie denominazioni: nero d’ossa, nero d’avorio, carbone di sangue, ecc..

18 Due formulazioni:

(Maury)


Carbone vegetale, zucchero ana g. 25/china corteccia g. 12/essenze di menta, cannella ana gocce XV/tintura d’ambra gocce XX.

(Walper)


Carbone veg. g. 40/catecù, mirra, cremore depurato ana g. 50/ essenze di bergamotto e garofano ana gocce XX.

19 La pozione gassosa antivomitiva del Riverio, è composta di due soluzioni separate, così formulate:

a- Sodio bicarbonato g. 3,50/sciroppo semplice g. 30/ acqua dist. q.b. a g. 150.

b- Acido citrico g. 4/sciroppo d’acido citrico g. 30/acqua q.b. a g. 150.

Si fanno assumere successivamente un cucchiaio della prima ed uno della seconda soluzione, ripetendo più volte, fino alla sedazione del vomito.



20 Scoperto da Lampadius (1772-1842), farmacista tedesco, professore all’Accademia delle miniere di Friburgo, successore del celebre farmacista Wenzel (1740-1793), estensore di una delle leggi fondamentali della chimica moderna.

21 L’ossido di titanio.

22 Reagisce indifferentemente con altri elementi o composti, come metallo e non-metallo.

23 Le leghe metalliche hanno due scopi fondamentali: la prima di abbellire l’aspetto del metallo di base, allo scopo di costruire gioielli, utensili, oggetti di decoro, più apprezzabili visivamente; la seconda di conferire caratteristiche fisico-chimiche diverse da quelle del metallo di partenza, come la durezza, la friabilità, la resistenza al calore, la malleabilità, l’adesività, la maggiore o minore resistenza all’attrito, al calore, all’ossidazione, ecc..

La stagnatura, oltre che a saldare assieme due parti dello stesso metallo, è utile per proteggere il metallo stesso dall’ossidazione e d’impedire a questo di cedere particelle o reagire colle sostanze con cui viene in contatto. Le leghe adoperate sono composte di stagno, antimonio, rame.



La lega antifrizione, in particolare, è composta di stagno e piombo, in parti uguali.

24 Le amalgame per gli specchi furono molto in uso, prima delle attuali vernici, che le hanno soppiantate. In particolare, quelle all’argento, sostituito dallo stagno negli specchi più poveri, e dal piombo.

25 Tanacetum vulgare - Composite, detto anche aniseto ed erba amara, la cui essenza fu preconizzata come antielmintico. Tonico per la liquoreria.

26 Malattia frequente nei bovini, ma possibile anche nell’uomo, causata da batteri Actinomiceti (Schizomiceti). E’ caratterizzata dalla formazione di granulomi nei tessuti, al centro dei quali si notano masse rotondeggianti dette druse.

27 (1662-1721), chimico svizzero, farmacista ordinario di Luigi XIV, dimostratore al Giardino del Re (Jardin de plantes), autore di un curioso trattato di chimica: “Traité de la chymie enseignant par une breve et facile méthode de toutes ses plus necessaires préparations”.

28 In Italia n’è ricco il Sud Tirolo(Mollaro e San Romedio), dove gli schisti bituminosi sono un prodotto fossile formatosi da innumerevoli micro - conchiglie e pesci di cui è ricca la dolomite. Famosi anche i giacimenti del Tirolo (Seefeld) e di Reith, presso Innsbruck.

29 Illustre scienziato e chimico francese (1743-1794), studiò la combustione, la funzione biologica dell’ossigeno ed enunciò leggi fondamentali per la chimica moderna. Appaltatore d’imposte del regno, morì sulla ghigliottina, vittima degli eccessi della Convenzione. Ebbe come maestro G.T. Rotelle l’anziano (1703-1770), professore di chimica al Museo di Storia Naturale (del Giardino del Re).

30 Fra i minerali cristallini va ricordato il nostro marmo di Carrara, il ‘bianco statuario’.

31 Silicato doppio di berillio ed alluminio. Varietà sono lo smeraldo e l’acqua marina.

32 (1763-1829), fu allievo di Foucroy, professore alla Scuola delle Miniere, al Collegio di Francia, al Museo, alla Scuola di Farmacia ed alla Facoltà di Medicina.

33 La sintesi clorofilliana è la più importante funzione di nutrizione delle piante autotrofe: l’anidride carbonica e l’acqua sono trasformate nei composti organici necessari alla pianta, per effetto dell’energia luminosa del sole, che la clorofilla muta in energia chimica (da cui il termine, più corretto di fotosintesi). Il magnesio funge da trasportatore dell’anidride carbonica, fissato in una molecola complessa simile alla nostra emoglobina (dove il fissatore d’ossigeno è, invece il ferro).

34 Innumerevoli, in Europa le acque termali contenenti solfati insolubili, ad azione purgativa. Riportiamo alcune preparazioni artificiali, che riprendono esattamente la composizione chimica salina delle terme cui si riferiscono:

Polvere aerofora carolinense di Karlsbad

a- Solfato di sodio secco polv. g. 1,75/cloruro di sodio polvere, acido tartarico ana g. 0,72 (in cartina bianca).

b- Bicarbonato di sodio g. 2,40/solfato di potassio g. 0,08 (in cartina colorata).

Trocisci di Selter o dragées minerali di Mège

Bicarbonato di sodio polvere g. 100/acido tartarico polvere g. 90.

Si umetti con alcool e si facciano 100 pastiglie.

Acqua purgativa di Janos

Solfato di magnesio g. 48/solfato di sodio g. 48/ cloruro di sodio g. 2/acqua g. 900

Sale di Cheltenham

Solfato di magnesio secco, solfato di sodio secco, sale comune ana p.

E come non ricordare le nostre acque di Montecatini e di Monsummano, utili anche nelle affezioni dermatologiche.



35 La limonata citro-magnesiaca è preparata in varie maniere; essenzialmente contiene acido citrico, carbonato di magnesio, sciroppo di limone ed acqua.

Un dentifricio tipo può essere così composto:

Carbonato di calcio p. 30/carbonato di magnesio pesante p. 60/borato sodico p. 45/sapone molle bianco p. 12/ essenze di garofano, rosa, geranio ana p. 0,1/mentolo p. 0,2/acqua di rose, glicerina, glicerolato d’amido q.b..


36 Perdita totale della vista, per alterazione dei nervi ottici o della retina, o anche del s.n.c., senza che appaiano sintomi esteriori di cecità: Il nome, in greco, significa oscuramento.

37 Tubercolosi delle linfo-ghiandole superficiali della zona latero-cervicale, con fistole purulente e successive cicatrici deturpanti. La malattia ha, comunque, decorso benigno.

38 Acetato di rame crist. g. 10/cloridrato d’ammonio g. 1,20/acqua di calce g. 125.

39 Col nome d’etiope erano identificate, un tempo, tutte le sostanze in grado d’aumentare la biodisponibilità di un farmaco; si trattava, quindi, d’eccipienti con la caratteristica di solubilizzare una sostanza, di favorire la permeabilità di un principio attivo attraverso la cute, ecc..

40 L’amalgama con il mercurio fu uno dei primi processi chimici impiegati per l’estrazione di metalli nobili da minerali. La successiva precipitazione del metallo realizzava un’ottima purezza dello stesso, ma con una discreta perdita della parte che non si separava più dal mercurio.

Il processo, invece, di levigazione, usato nell’estrazione d’oro ed argento dalle polveri minerali, come quelle dei fiumi, avveniva con l’acqua, ma presentava l’inconveniente di rendere inseparabili particelle di silicati ed altri sali insolubili.

Solo la fusione ed, ultimo fra tutti, il metodo elettrolitico, riuscirono a rendere massima la resa e la purezza del metallo.


41 Le fumigazioni umide di cloruro mercuroso furono molto in uso per la disinfezione d’ambienti dove soggiornavano, od avevano soggiornato, malati di morbi contagiosi, come ad esempio il tifo; quelle umide, nei malati di sifilide, con l’intenzione d’impedire l’aggressività del mercurio sulla mucosa gastrica, anche se quella nasale non traeva certamente benefici.

Sachets mercuriali (Martin)

Tessuto di lana 20-25 cm2/ mercurio ed ammoniaca q.s.

Si tuffi il tessuto di flanella nel mercurio e, quindi nell’ammoniaca. Si porti, circondato da mussolina, di giorno sopra la camicia, di notte attorno al collo o steso sul capezzale, in modo che il malato respiri continuamente i vapori mercuriali. Si rinnovi ogni tre settimane.

Insufflazioni di polvere si facevano anche sul viso butterato dal vaiolo, avendo cura di proteggere gli occhi.


42 La differenza di colore sembra doversi imputare alla grandezza delle particelle, ed al calore fornito nella preparazione.

43 Fenolo trivalente, il pirogallolo, dotato di forte potere riducente è usato anche nella sintesi di coloranti organici e nell’analisi dei gas.

L’idrochinone è, invece, un fenolo bivalente, che, oltre alle azioni viste per il pirogallolo, possiede anche un forte potere antipolimerizzante.



44 La coppellazione è un metodo di purificazione che consiste nel trattare il metallo in forni, detti a coppella, o a crogiolo, che consente di eliminare le altre scorie metallifere, mediante ossidazione.

La quartazione consisteva invece nel formare una lega dei metalli, per fusione, con successiva separazione, mediante solubilizzazione e precipitazione chimica.



45 Fenomeno elettrochimico dovuto al passaggio di corrente tra due elettrodi, immersi in composti fusi, o in soluzione: gli ioni positivi, o cationi, si dirigono verso l’elettrodo negativo, o catodo, mentre quelli negativi, gli anioni, vanno a fissarsi all’elettrodo positivo o anodo. Si possono cosi separare sostanze metalliche o no, col massimo grado di purezza.

46 Fordos (1816-1878), fu farmacista degli Ospedali di Parigi.

Gélis (1815-1878), fu farmacista e fabbricante di prodotti chimici.



47 (1819-1894), professore di chimica all’Università di Montpellier.

48 Fu detto litargirio, se cristallino, e massicot se amorfo.

49 L’argentana è una lega di rame, zinco e nichel, d’aspetto simile all’argento, cosi come il new-silver; la manganina, composta di rame, manganese e nichel, è impiegata per la fabbricazione di resistenze elettriche; invar e acciaio al nichel sono leghe speciali, con coefficiente di dilatazione pressoché nullo; la platinite serve per la produzione di filamenti elettrici, ad alta resistenza.

Molte leghe furono inventate per conferire al metallo finale la migliore conducibilità, resistenza al calore, ecc.: manganese e nichel, accoppiati, offrono, senza dubbio, un ottimo risultato.



50 Ricordiamo: blu di Thénard, od oltremare cobalto, verde di Rinmann, detto anche cinabro verde o verde cobalto, ceruleo o celina, violetto di cobalto, auramina di cobalto o giallo cobalto di Fischer. Per ottenere ognuno di questi colori si usano sali diversi, rispettivamente, il meta-alluminato, lo zincato, lo stannato, il fosfato, il nitrito doppio di potassio e cobalto.

51 La variazione di colore, da cui camaleonte, si verifica fondendo la pirolusite, presente in natura, con salnitro.

52 Berzelius e Hisinger, furono i primi a trattarne in maniera scientifica.

53 E’ fluorescente ai raggi alfa, in presenza di solfuro di zinco.

54 Dal latino parum affinis = poco affine, per la scarsa reattività nei confronti di molti composti chimici od elementi.

55 Idrocarburi insaturi dall’aspetto oleoso, detti anche alcheni. Il nome dal latino oleum facus e, in seguito, dal francese olefiant.

56 Uno dei tanti smacchiatori liquidi in uso.

57 La paraffina è impiegata, tuttora, per la preparazione di candele e per l’appretto dei tessuti. In calo la produzione dei cerini.

58 Il processo del cracking consiste nello ‘spezzare’ le molecole d’idrocarburi superiori, contenuti nel così detto ‘olio solare’, il residuo che si ottiene dalla distillazione frazionata del petrolio, e dai giacimenti di schisti, paraffine, cere fossili.

59 Come si spiegherebbe, altrimenti, l’esistenza di composti organici azotati?

60 Col nome d’olio di gaulteria s’identificava, un tempo, semplicemente il salicilato di metile.

61 I così detti vetri infrangibili.

62 Detta anche alcool solido, serve a preparare le tavolette che si utilizzano per favorire l’accensione del fuoco, in condizioni ambientali sfavorevoli.

63 Numerose sono le piante che contengono acido cianidrico (o prussico), in glucosidi fra cui l’amigdalina delle nostre mandorle amare. I sacerdoti egiziani ricavavano il veleno, ed il colorante, blu di Prussia, dalle foglie e dai semi del pesco. La Manihot utilissima - Euforbiacee, nota col nome di manioca, è, senz’altro, la principale di tali piante: il succo, tossico che se n’estrae, detto cassaripa, viene liberato dei cianuri; si ottiene così una fecola, detta tapioca, cassava, moussache, ecc., che è molto utilizzata per usi alimentari, in varie parti del mondo.

Gli indigeni dell’Ammazzonia impiegano, come antidoto agli avvelenamenti da manioca, l’estratto della Bixia Orellana- Bixiacee.



L’acido cianidrico si forma anche per fermentazione di albuminoidi e gelatina, da parte del Bacillus pyocianeus.

64 Ugualmente è impiegata la calcio-cianamide.

65 Concime minerale risultante da escrementi d’uccelli marini, depositati soprattutto lungo le coste povere di pioggia del Perù e del Cile: E’ ricco di fosfati e nitrati.

66 Si forma per fermentazione a mezzo del Bacillus Delbruki.

67 E’ composto, essenzialmente di nitrocellulosa.

68 Derivato chinolinico dell’acido alfa-fenil-piridin-carbossilico.

69 Malattia caratterizzata da manifestazioni emorragico-ulcerose delle mucose e degli organi interni.

70 Dal latino fervere.

71 Il maltosio è lo zucchero che si ottiene dall’amido dell’orzo, con un processo di saccarificazione, per mezzo di diastasi. Nella fabbricazione della birra, dopo aromatizzazione col luppolo, si fanno seguire due fasi di fermentazione mediante lieviti, ed una fase di chiarificazione.

72 Così chiamata perché ottenuta per la prima volta, dall’indaco, in spagnolo, anil.

73 Attualmente s’impiega, invece, il rosso Congo.

74 Che non hanno colore, ma lo riacquistano, rapidamente, mediante ossidazione.




elenco: libri
libri -> Monica Puggioni Daniela Branda Cinzia Binelli
libri -> R. T. E. (Un Sogno Riformista)
libri -> Mauro orsatti per lui, con lui, in lui
libri -> Traduzioni telematiche a cura di Rosaria Biondi, Nadia Ponti, Giulio Cacciotti, Vincenzo Guagliardo (Casa di reclusione Opera) Oscar Wilde. IL ritratto di dorian gray. Indice
libri -> Primo Levi. Se questo e' un uomo. Giulio Einaudi editore, Torino 1958. Indice. Prefazione. IL viaggio. Sul fondo. Iniziazione. Ka-Be. Le nostre notti. IL lavoro. Una buona giornata
libri -> Lev N. Tolst�j. Guerra e pace. Libro secondo. Indice. Parte prima: pagina Note: pagina 115. Parte seconda: pagina 118. Note: pagina 282. Parte terza: pagina 289. Note: pagina 449. Parte quarta: pagina 454
libri -> Lorenzo Milani. Lettere alla madre. Marietti, Genova 1997. A cura di Giuseppe Battelli. Indice. Introduzione (di Giuseppe Battelli). Nota editoriale. Bibliografia essenziale. Lettere alla madre
libri -> Ossessione (The Swan thieves)
libri -> Appunti d’idrologia medica


Condividi con i tuoi amici:
1   ...   13   14   15   16   17   18   19   20   21


©astratto.info 2019
invia messaggio

    Pagina principale