Ugo Gabriele Becciani Appunti curiosi sugli elementi chimici



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CLORO


Scoperto da Schèle (1774), in base alla teoria del flogisto, fu considerato come acido muriatico deflogisticato. Berthollet, nel 1785, ritenne, errando, che fosse un composto ossidato dell’acido cloridrico, già noto, e lo nominò, di conseguenza, acido cloridrico ossidato. Davy lo riconobbe come elemento, nel 1811, e lo chiamò cloro.

Rara la presenza in natura e sempre d’origine vulcanica od organica4.

Scheele (1774), Geiger (1830), Mac Dougal e Rawson (1849), Klason (1890) e altri, s’occuparono di diversi processi di sintesi. Vanno ricordati in modi particolare quelli che ottengono cloro puro, in grado di distruggere le sostanze organiche, impiegato, in tossicologia, per la ricerca di metalli o metalloidi velenosi; e l’attuale processo elettrolitico, in uso in Germania (a Grieseim, a Bitterfeld, ecc.) dal 1894.

Del cloro si sfruttano, soprattutto l’azione decolorante (candeggina), quella disinfettante delle acque, da potabilizzare (ad esempio con lo Steridrolo) o di rifiuto, e quella purificante nel processo di fabbricazione della cellulosa.

Citiamo qui i coloranti indantrenici, in grado di resistere all’azione candeggiante del cloro, e quindi usati in tintoria.

Gli alchimisti arabi impiegavano l’acido cloridrico, miscelato con l’acido nitrico per sciogliere l’oro (acqua regia). La miscela s’otteneva distillando assieme nitrato di potassio, cloruro d’ammonio e solfato ferroso. Basilio Valentino, nel XI secolo, lo ottenne, da solfato ferroso e cloruro sodico, allo stato puro, e lo chiamò ‘spiritus salis acidus’. Glauber nel 1648 l’ottenne distillando, invece, cloruro sodico e acido solforico e fu chiamato ‘spiritus fumans Glauberi’. Lavoisier lo definì muriatico (muria = sale). Solo nel 1810, dopo le ricerche di Davy, Gay Lussac e Thénard ne fu stabilita l’esatta composizione.

Metodi recenti di preparazione industriale sono il processo Leblanc, per la fabbricazione della soda, dove s’ottiene come prodotto secondario, ed il metodo Hargreaves, migliorato da Robinson.

Trova impiego per saldature in metallurgia, per purificare il nero animale5, in tintoria, ed in farmacia come stimolante della secrezione gastrica, in soluzione acquosa diluitissima.

Un accenno all’anidride ipoclorosa, all’ipocloride o biossido di cloro, all’acido clorico e perclorico, energici ossidanti ed esplosivi, per contatto con sostanze organiche o per urto leggero.

Infine al monocloruro di solfo, che s’impiega con il solfuro di carbonio, nella vulcanizzazione del caucciù e per la fabbricazione dell’iprite (solfuro di beta-cloretile), ben noto gas nervino, dai nefasti usi bellici.



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