Un abbraccio che rincuora e dona fiducia



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1.4 La Lettera ai Romani

Non è possibile commentare interamente la Lettera ai Romani, però possiamo prendere in considerazione una frase che ne costi­tuisce il vertice. Paolo scrive questa lettera nel 58, dopo vent’anni di esperienza, bloccato a Corinto. Nei primi capitoli (1, 2, 3) Paolo descrive il peccato del mondo, le sabbie mobili del mondo, da cui l’uomo non riesce ad uscire. Quelle sabbie mobili nelle quali Dio – usa un verbo terribile – ha abbandonato l’uomo. Nel primo capitolo è scritto: «Dio ha abbandonato l’uomo all’impurità, alle passioni infami, in balia dei peccati della sua presunzione». Dio ha abbando­nato l’uomo: è l’opposto della fiducia. È qualcosa di più del sempli­ce “permettere”: Dio abbandona! Ecco perché la nuova traduzione del Padre nostro non sarà più “non c’indurre in tentazione”, ma “non ci abbandonare alla tentazione”. “Alla” non “nella”, perché nella versione in greco c’è l’accusativo. Un vescovo lo spiegava così: è come se Dio ci tenesse stretti, allora tu hai fiducia in lui perché ti tiene stretto e gli dici: «Papà, non mi mollare, non mi abbandona­re». È un’immagine stupenda. Il Padre nostro ti tiene dentro questa grande richiesta: non mi abbandonare alla tentazione, cioè non mi lasciare andar via, non mi lasciare solo, non mi dimenticare. Paolo dice: l’umanità è stata abbandonata da Dio al suo peccato non per­ché resti nelle sabbie mobili o nella polvere, ma perché Dio, avendo l’umanità provato quanto sia vaga la sua presunzione, possa tor­nare a riprenderla. Esclama allora: «Chi ci separerà dall’amore di Dio?» (cf Rm 8,35).

“Abbandonare” e “chi ci separerà” sono i temi su cui è incentrata la Lettera ai Romani. È Dio che dice: se tu confidi solo in te stesso, fi­nirai nelle sabbie mobili; se invece hai fiducia in Dio griderai: chi mi abbandonerà? Chi mi separerà dall’amore di Cristo? La tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada, il carcere, le tentazioni, le tribolazioni? No, niente di tutto questo.




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