Un abbraccio che rincuora e dona fiducia


Domande Suor Carmela da Brescia



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25.12.2019
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Domande

Suor Carmela da Brescia - A volte la fiducia manca perché non sap­piamo riconoscere questa “discesa abbondante” dell’opera di Dio – questa neve che scende copiosa, che cambia, che feconda – nella vita nostra e di colo­ro che accompagniamo. Oltre allo strumento molto importante della direzio­ne spirituale, quali altri strumenti ci possono aiutare a purificare lo sguardo, per riconoscere l’opera di Dio che continua a scendere abbondante?

L’immagine della neve è molto efficace, mi ha aiutato spesso in questo periodo: silenziosa, ma ben visibile e fecondante. Credo che la direzione spirituale sia decisiva: benedetto chi ha un buon padre spirituale! Tutti i santi hanno avuto un padre spirituale esigente, ma anche intelligente, come lo chiedeva Santa Teresa d’Avila, e il suo compito non è sostituirsi all’altro. Attenti a non citarlo troppo, per­ché spesso è comodo; non si deve andare ad esempio dalla madre superiora a dire: «Il mio padre spirituale mi ha detto di fare così…», perché può diventare veramente uno strumento che non aiuta a crescere e spesso crea ostacoli alla comunità. Il padre spirituale, in­fatti, non mi dice quello che devo fare, ma mi aiuta a leggere i fatti nella mia vita con gli occhi di Dio, a purificare i miei occhi, come ha fatto Anania con Paolo. Se il padre spirituale ti aiuta a purificare lo sguardo e tu, nella tua coscienza maturata, cogli questo cammino, allora ti accorgi che veramente è prezioso, indispensabile.

Credo ci siano altri tre strumenti: prima di tutto gli occhi dei po­veri. Ricordate che Paolo, quando scrive e descrive la sua vita agli anziani di Efeso, afferma che al suo mantenimento hanno contri­buito le sue mani e cita una frase stupenda di Gesù: «C’è più gioia nel dare che nel ricevere». È un momento decisivo: un ragazzo che entra in questa logica, che capisce che la vita è più bella nel dare che nel ricevere ha già intuito che la vita è fiducia: non dai perché ricevi, ma dai perché sei pieno dell’agire di Dio dentro di te. Quindi i poveri sono un altro degli strumenti che aiutano a purificare gli occhi.

Poi i colori della vita, lucidi o tristi: la vita è tutta un inno all’espe­rienza di Dio. Lasciatevi incantare dall’agire di Dio, che “opera in parole ed eventi intimamente connessi”, come dice la Dei Verbum al numero 2.

Il terzo elemento è lo stupore: pensate alla bellezza di un sor­riso, quanto è accattivante l’ottimismo, quanto è prezioso sentire un prete che, nonostante le difficoltà di salute, non punta mai al negativo, ma entra nel gioco positivo della vita.

Tre cose: i poveri (c’è più gioia nel dare che nel ricevere), i colori della vita, che sono tutti armoniosi come i colori dell’arcobaleno e lo stupore di fronte a tutte le situazioni. La fiducia è stupore, la fidu­cia crea lo stupore. Non per nulla Giovanni Paolo II, quando scrisse l’enciclica sull’Eucaristia – che è una delle fonti decisive della nostra vita – disse: «Ho scritto questa enciclica per ridestare lo stupore». Quanto sarebbe bello poter anche noi ridestare lo stupore nei nostri occhi per ridestarlo poi nei ragazzi, nelle mamme, nei giovani!





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