Un abbraccio che rincuora e dona fiducia



Scaricare 0.88 Mb.
Pagina9/83
25.12.2019
Dimensione del file0.88 Mb.
1   ...   5   6   7   8   9   10   11   12   ...   83
Don Ezio di Livorno - Chiedo un parere. Mio nipote è un semina­rista, ogni tanto viene a trovarmi e mi racconta le sue esperienze. Un suo compagno di scuola gli ha chiesto: «Che lavoro fai?». «Sono in seminario». «Che lavoro è il seminario?». Penso che ci vogliano altre due cose per avere fiducia. La prima è la conoscenza: devo conoscere la bellezza! La seconda è la costanza: la fiducia ha bisogno di costanza. Perché il CNV non fa qualche cosa che colpisca? Perché non cerchiamo di utilizzare anche il mezzo del cinema da diffondere nelle parrocchie? Come si fa a rispondere ad una vo­cazione se non si conosce la bellezza di questa chiamata?

“Ho fiducia in te, perciò anch’io ho fiducia” e potremmo aggiun­gere un’altra frase: “Io ho fiducia nell’altro, in chi mi sta accanto”, perché la fiducia nell’altro è proporzionata alla fiducia che io ho ricevuto da Dio e di cui, consapevolmente, sono rivestito anche nei momenti difficili e anche di fronte alla constatazione della secola­rizzazione del nostro mondo.

Credo che oggi, per tanti aspetti, le persone non sappiano mol­to di alcuni argomenti, però sanno apprezzare: sono convinto che nel dialogo suo nipote avrà ottenuto la stima dell’amico quando quest’ultimo avrà capito la sua grandezza d’animo nello scegliere questa strada. È vero che è un mondo difficile e strano, ma pensate per esempio a tutte le iniziative di questo periodo, a quanti luoghi di lavoro, un tempo inaccessibili, oggi hanno aperto le porte ai preti e ai vescovi (Torino, Prato…); a quante situazioni, un tempo ostili alla fede, o comunque difficilissime, oggi si aprono ad essa perché si avverte che la parola del vescovo o del sacerdote è portatrice di qualcosa che nessun altro ha più. Mai come oggi, in questa crisi, noi possiamo pronunciare delle parole vere, se, ovviamente, le ac­compagniamo con un tono convincente ed entusiasta e con una vita coerente e dignitosa. Non dobbiamo metterci tra i corifei dei vittimisti, dei pessimisti: io sono molto fiducioso, perché proprio in un momento come questo l’uomo si accorge che ha bisogno di qualcosa di più, di orizzonti più grandi, di risposte più vere. Non preoccupiamoci, poi, se le accolgono o meno: non tocca a noi! Noi abbiamo oggi la possibilità di stare vicino soprattutto a chi soffre di più, a chi fa più fatica a sperare.




Condividi con i tuoi amici:
1   ...   5   6   7   8   9   10   11   12   ...   83


©astratto.info 2019
invia messaggio

    Pagina principale