Un approccio macroeconomico "esteso" alle condizioni di vita


UN APPROCCIO MACROECONOMICO “ESTESO” ALLE CONDIZIONI DI VITA



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UN APPROCCIO MACROECONOMICO “ESTESO” ALLE CONDIZIONI DI VITA
1. Introduzione

La quantificazione statistica del lavoro non pagato di riproduzione sociale richiede una concettualizzazione del sistema economico in grado di contenerla in modo adeguato alla sua dimensione e alla sua qualità. In dimensione, supera leggermente il totale del lavoro pagato, costituendo quindi uno dei grandi aggregati del sistema economico; in qualità, presenta alcune caratteristiche fondamentali al mantenimento delle condizioni di sostenibilità del sistema nel suo complesso. Si tratta di una gran massa di lavoro che, da una parte, muta nelle sue forme e, dall'altra, mantiene le sue funzioni di fondo. Esse hanno a che fare con il provvedere ai corpi, agli spazi di vita, all'educazione, alle relazioni, e all'identificazione psicologica. I dati ci dicono che è riduttivo pensare che le persone che utilizzano questo lavoro, come supporto essenziale delle loro vite quotidiane, siano solo i bambini e gli anziani. Dietro ai soggetti deboli si nascondono opportunisticamente anche soggetti forti, soprattutto maschi adulti.

La dimensione totale di questo lavoro tende ad essere persistente nel tempo, tale persistenza viene interpretata spesso come retaggio culturale e storico. Siccome tutti i comportamenti umani non possono che essere connotati culturalmente e la cultura non può che essere un processo di sedimentazione, nel tempo questo è senz'altro vero. Restano, tuttavia, altri piani da esplorare e collegare. In questo contributo s’intende soprattutto mettere in luce le funzioni di questa gran massa di lavoro nella visione del funzionamento del sistema economico nel suo complesso. Ci si muove, quindi, in un’ottica macroe-conomica, abbandonando per il momento l'analisi delle differenze, tra uomini e donne e tra donne, e si esce dai confini della famiglia.

Come vedremo dagli schemi che seguono, le grandi funzioni di questo lavoro a livello di sistema sono: 1) estendere il reddito monetario, 2) espandere il senso di standard di vita nel concetto di ben-essere, 3) assistere, anche assorbendone le tensioni o facilitandone i passaggi, il funzionamento del grande filtro d’accesso al reddito, rappresentato dall'ingresso nel mercato del lavoro e, più precisamente, nell'occupazione effettiva.

Estendere il reddito monetario, come si diceva nell'introduzione e come si vedrà nelle operazioni statistiche e micro-econometriche che seguono negli altri contributi (Addabbo e Caiumi), significa aggiungere al lavoro pagato di produzione di merci e servizi, il lavoro non pagato necessario per renderli effettivamente fruibili. A differenza di quanto spesso si afferma, questo lavoro non è un valore d'uso. Per capirci, si usa la bistecca quando la si mangia, ma la si trasforma quando la si cucina, a maggior ragione se la si cucina per qualcun altro. Il questionario dell'Indagine Multiscopo è pieno di questi distinguo, perché dalla chiarezza delle definizioni deriva la chiarezza delle domande e delle risposte e quindi la qualità dei dati rilevati.

Dal punto di vista statistico, estendere il reddito, vuol dire contare il lavoro non pagato, nella realtà, vuol dire fare davvero aumentare la ricchezza se questa viene espressa, come la intendeva Smith, come il fondo di cose necessarie comode e piacevoli per vivere. Una bistecca cotta è considerata più piacevole e digeribile di una bistecca cruda. Come la si cuoce e come la si mangia dipende dal contesto culturale e storico, ma il produrre, vendere, e cucinare la carne, appartiene ai fatti economici, a maggior ragione se chi produce la carne (il salariato agricolo) ha bisogno di mangiarla per essere efficiente nel produrla. Nella lettura economica, per definizione riduttiva, questo processo si definisce, "produzione di merci a mezzo di merci".

L'altro ruolo del lavoro di riproduzione non pagato è quello di espandere il senso della produzione per riconoscere il carattere di comune umanità alla quale appartengono anche i lavoratori salariati, la merce in questione. Una grande parte della massa del lavoro non pagato è impegnata a produrre beni e a prestare servizi che diano il senso del vivere oltre a quello della necessità di riprodursi per andare a lavorare. Questo processo deve rispondere alla domanda chi sono i lavoratori? e non a quella che cosa sono? Quindi il reddito si estende statisticamente ed effettivamente, e si espande in ben-essere con un alchemico processo d’inversione di senso, comunicato, e quindi attuato, con i gesti ed i molti linguaggi in cui si comunica attraverso il fare per gli altri, tra i quali è certamente da inserire il cucinare, come gli storici sociali insegnano. Il contenuto di “fare per altri” del lavoro non pagato non è una questione d’altruismo e generosità, ma è una forma di professionalità. Possono esserci mogli e madri molto egoiste, ma il compito che ci si aspetta da loro è quello di dedicarsi agli altri, maschi adulti compresi, come quello di qualcun altro è quello di avvitare bulloni o vendere detersivi. Posto in questi termini tutti sarebbero pronti a riconoscere la diversa natura e rilevanza dei lavori, mentre sul mercato i bulloni diventano apparentemente più importanti.

Nel contesto familiare il benessere delle persone diventa l'obiettivo e le merci diventano strumentali al ben e al buon vivere. Un'inversione analoga di senso, anche se più pubblica e meno privata, è introdotta nell'approccio di Amartya Sen sulle capacità e i functionings. Tale approccio è usato per definire, ed in una certa misura quantificare in modo non monetario, il ben-essere delle persone, donne e uomini. 1

L'ultima grande funzione del lavoro non pagato è quella di facilitare, in vari modi, il funzionamento, del grande filtro attraverso il quale la popolazione lavoratrice, statisticamente composta di forze lavoro (occupati/te, disoccupati/te) e di popolazione non attiva (casalinghe, studenti, pensionati/te) si riduce nell'aggregato degli occupati/te. Attualmente il filtro si sta restringendo perché diminuiscono i saggi di attività e sta cambiando di composizione. Sta anche trattenendo nelle caselle dei bassi salari e allungando la coda per entrare perché aumenta la disoccupazione di lungo periodo. Sempre di più sono quindi le persone da assistere come residuo. In questa funzione la famiglia svolge il ruolo, istituzionale, di responsabile di prima e di ultima istanza. Quanto meno così recita il codice civile quando fissa la catena di responsabilità tra familiari ed affini. La famiglia diventa anche una delle grandi aree di parcheggio o di sostegno a salari troppo incerti e/o inadeguati; In questo caso, i dati della Multiscopo, ci consentono di rintracciare la non marginale quota di lavoro non pagato che i figli adulti richiedono.

Un modo per cominciare ad utilizzare i dati sulla dimensione quantitativa del lavoro non pagato di riproduzione sociale forniti dalla Multiscopo e di evidenziarne le funzioni è di inserire questo lavoro nella visione del funzionamento del sistema economico. Per cominciare è utile partire dallo strumento tradizionale con cui si introduce la visione macro-economica nei manuali di economia politica: un diagramma di flusso che evidenzia la relazione di interdipendenza circolare tra famiglie e imprese (fig.1), qui definito "circuito cooperativo semplice"

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