Un approccio macroeconomico "esteso" alle condizioni di vita


Circuito della ricchezza sociale



Scaricare 117.98 Kb.
Pagina5/8
29.03.2019
Dimensione del file117.98 Kb.
1   2   3   4   5   6   7   8
3 Circuito della ricchezza sociale

Il diagramma n. 3 si struttura su due settori, a) quello non monetario e b) quello monetario e su tre grandi istituzioni: famiglia, stato, imprese. Nel settore non monetario viene inserito anche il settore del volontariato sociale e nelle imprese si aggiungono le imprese non-profit, questo per riconoscere la presenza di nuovi soggetti importanti rispetto alla questione delle condizioni del vivere, sia a livello di intervento nei punti di rottura e di crisi che a livello di socializzazione e creatività.

Il circuito evidenzia le interdipendenze e il ruolo di mediazione dello stato. Evidenzia anche delle linee che attraversano verticalmente la famiglia e lo stato e orizzontalmente le imprese tra profit e non profit. Esse vogliono rappresentare delle linee di tensione legate alla difficoltà di riportare ad un livello di sostenibilità le differenze di senso tra processo di riproduzione sociale e processo di produzione di merci. Il circuito, quindi, non è diviso solo tra settore monetario e non monetario, ma anche negli obiettivi e questa divisione si riflette su tutti e due i settori.

Per quanto riguarda la famiglia si è gia visto come la divisione dei lavori crei disparità e dipendenze e come la base del comando sul lavoro non pagato sia la responsabilità di adeguare le risorse effettive alle norme di consumo, alla formazione di capacità e alle aspirazioni dei componenti della famiglia inseriti in contesti sociali dati nel tempo e nello spazio. Per quanto riguarda lo stato, il doppio senso di direzione del sostegno alle imprese e alla "comune umanità" nei servizi alla persona, attualmente è in tensione, e porta ad una ristrutturazione radicale dei sistemi di welfare. Per quanto riguarda le imprese, la ormai evidente dinamicità del settore non profit ha tolto alle imprese profit il monopolio della capacità di iniziativa e di innovazione di impresa e questo non è poco. Si comincia, infatti, a vedere che la qualità del vivere, come obiettivo diretto e non solo strumentale, e come riconoscimento di una multidimensionalità sociale ed individuale che non si riduce ai redditi e ai consumi, può attivare iniziative, sostenibili anche finanziariamente, innovazione ed una crescita della ricchezza sociale. Tale settore, ad esempio, svolge un ruolo di stimolo e di accoglienza, in senso ampio, per i giovani che tra esclusione dal mercato del lavoro e protezione prolungata familiare, rischiano di vedere mortificata la formazione delle loro capacità, con effetti mortificanti nell'intero ciclo di vita. Lo spostamento del terreno sulla qualità sociale non può tuttavia prescindere, per essere concettualizzato, contabilizzato e ricontrattato, dai contenuti del lavoro non pagato e dalle donne come soggetto politico attivo su questo terreno.





Condividi con i tuoi amici:
1   2   3   4   5   6   7   8


©astratto.info 2019
invia messaggio

    Pagina principale