Un approccio macroeconomico "esteso" alle condizioni di vita


Il Bilancio pubblico da un punto di vista di genere (Gender Sensitive Budgets)



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4.1 Il Bilancio pubblico da un punto di vista di genere (Gender Sensitive Budgets)

Infine, per avere un quadro completo dell'impatto delle politiche sulla differenza di condizioni di vita di uomini e donne e sul lavoro non pagato è necessario intervenire con la costruzione di nuovi strumenti istituzionali e di nuove competenze.

Innanzitutto e’ necessario arrivare ad un sistema di contabilità nazionale che renda visibile anche il contributo non monetario del lavoro di riproduzione sul tipo di quello sul Total Work, citato nell’Introduzione, pubblicato da Canada Statistics. Ancor più importante è formulare un approccio organico alla preparazione dei bilanci pubblici in grado di rendere visibile in un quadro di entrate e spese: 1) quanto viene distribuito direttamente a uomini e donne, 2) l'impatto differenziato delle politiche adottate su uomini e donne anche in termini di lavoro non pagato. A questo, a livello di formulazione delle politiche si dovrebbe aggiungere anche una maggior chiarezza sull'assetto delle responsabilità rispetto alle condizioni del vivere, individuando anche degli indicatori di efficacia degli interventi e di vulnerabilità sociale, tra i quali mettere anche il lavoro totale e il grado di dipendenza, differenziato per genere.

A livello internazionale si stanno diffondendo delle esperienze di bilanci pubblici da un punto di vista di genere. Li stanno sperimentando a livello ufficiale in Australia e Sud Africa, e sono in una fase di discussione tra funzionari pubblici, esperti e rappresentanti della società civile, in Inghilterra. Su queste esperienze si sta sedimentando una letteratura di riferimento che fa capo soprattutto a Elson e Budlender. Queste esperienze vengono sostenute a livello di Nazioni Unite in particolare da UNDP e perché fanno parte degli impegni sottoscritti dagli stati membri nella Piattaforma di Pechino.

L'esistenza di un bilancio formulato da un punto di vista di genere potrebbe consentire di rendere visibile la diversa dipendenza di uomini e donne dai trasferimenti pubblici e i diversi tipi di trasferimento. In Svezia, ad esempio, in un rapporto fatto in quest’ottica (Nyberg, 1998) risulta che le donne sono più dipendenti degli uomini dai trasferimenti pubblici non in termini assoluti ma percentuali. Ricevono meno soldi ma questi sono in percentuale maggiore sul totale degli altri redditi perché i loro redditi sono inferiori a quelli maschili ( Nyberg, 1998).

Nel caso italiano, per esempio, sarebbe necessario poter vedere facilmente la differenza tra pensioni delle donne e degli uomini e soprattutto il diverso impatto delle riforme attuate, a partire da quelle degli anni 80 sulle pensioni di invalidità, continuando per le integrazioni al minimo, e arrivando al sistema contributivo. Anche in questo caso la cecità alla differenza di genere non significa certo neutralità degli effetti.

Per arrivare alla formulazione di bilanci pubblici da un punto di vista di genere, tuttavia, si deve fare un lungo cammino di contrattazione e soprattutto di formazione di competenze che intreccino la conoscenza della struttura, delle procedure e tempi di formulazione, dei bilanci e delle leggi finanziarie, con un'attenzione alla differenza di genere approfondita fino al livello di comprendere il lavoro non pagato. A questa formazione di nuove competenze deve essere richiamata anche l'Università, sia per quanto riguarda la didattica che la ricerca. Inutile dire che l’ISTAT deve “estendere” la rilevazione e la pubblicazione dei dati di genere.

Lo sforzo di chiarificazione dell'impatto di genere della spesa e delle entrate pubbliche diventa essenziale per la formulazione delle politiche economiche. Ad esempio una riduzione delle entrate fiscali finanziata da una riduzione dei servizi ha effetti ineguali su uomini e donne: il reddito disponibile delle donne aumenta di meno, il lavoro non pagato aumenta di più.

La rilevanza della valutazione d’impatto delle politiche da un punto di vista di genere richiede che le contrattazioni sociali trovino adeguati livelli di rappresentanza delle donne, e si attui uno spostamento di prospettiva più ampio di quello richiesto dalle politiche di sostegno della famiglia ed, in un certo senso, anche di quelle di pari opportunità sul lavoro pagato e sulla rappresentanza nel governo.





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