Un manipolo di giovani rivoluzionari russi assassina la zar Alessandro II 1881: un manipolo di giovani rivoluzionari russi assassina la zar Alessandro II



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07.12.2017
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1881: un manipolo di giovani rivoluzionari russi assassina la zar Alessandro II

  • 1881: un manipolo di giovani rivoluzionari russi assassina la zar Alessandro II

  • Gli antisemiti diffondono la voce che i responsabili fossero ebrei e un’ondata di pogrom dilagò nell’impero, seguiti da leggi che istituzionalizzavano la discriminazione degli ebrei

  • Diversi ebrei russi si volsero verso gli Stati Uniti, altri in Sudamerica e nei dominions britannici (Canada, Sudafrica, Australia) altri nelle città dell’Europa centrale e occidentale

  • Una minoranza di ebrei diede vita (in Polonia) alle società clandestine degli Chovevei Zion (Coloro che amano Sion) per emigrare in Palestina o sostenere quanti volevano farlo

  • 1882: i primi coloni giungono in Palestina e iniziano a lavorare il suolo palestinese come semplici braccianti (dando vita alla cosiddetta «mistica dei pionieri»)

  • 1884: fondazione del primo insediamento: Gedera



  • Inizio anni ‘90 dell’Ottocento: il sionismo era un’ideologia in attesa di un leader

  • Il sionismo in quanto movimento politico e attore sulla scena internazionale fu inventato da Theodor Herzl (1860-1904)

  • Herzl era membro di un’emancipata famiglia di Budapest, parlava il tedesco ed il francese ed ignorava l’ebraico, l’yddish e il russo; era un intellettuale laico e cosmopolita, la cui conversione al sionismo fu legata all’affare Dreyfus (1894-95)

  • 1896: Herzl pubblicò un pamphlet profetico-programmatico di 30.000 parole intitolato Der Judenstaat (Lo Stato ebraico), sottotiltolato Un moderno tentativo di soluzione della questione ebraica



  • Se la Francia, patria del progresso, poteva essere investita dalla bufera antisemita, e Parigi essere percorsa da folle che urlavano «À mort le Juifs», dove avrebbero mai potuto sentirsi sicuri gli ebrei, se non in un paese che appartenesse a loro?

  • Herzl inizia a cercare dei finanziatori

  • 29 Agosto 1897: nasce, al Congresso di Basilea, l’Organizzazione sionista, che doveva fungere da motore del movimento

  • 1903-1906: seconda ondata di pogrom russi, effetto collaterale del malessere legato alla rivoluzione russa del 1905 in quanto il regime zarista cercò di convogliare verso gli ebrei il malcontento popolare nei confronti della monarchia; le persecuzioni si intensificarono nel 1905-06 sullo sfondo della guerra russo-giapponese

  • 1917-21: terza ondata di pogrom, contemporanea alla rivoluzione russa e alla guerra civile

  • Nuova ondata di immigrazione in Palestina



1908: Rivoluzione dei Giovani turchi che volevano trasformare un impero arretrato e autocratico in una moderna monarchia costituzionale

  • 1908: Rivoluzione dei Giovani turchi che volevano trasformare un impero arretrato e autocratico in una moderna monarchia costituzionale

  • Inizia un processo di «turchizzazione»: molti funzionari arabi furono sostituiti da turchi; il turco promosso ad unica lingua del governo e dei tribunali e reso obbligatorio nelle scuole; si diffonde un clima antiarabo

  • Ne segue un’ondata di nazionalismo arabo: 14 novembre 1909 nasce, a Parigi, la società della Giovane nazione araba (clandestina), nota come al-Fatat

  • Al-Fatat inizialmente mirava a difendere i «diritti naturali» degli arabi, non era interessata all’indipendenza, ma ad ottenere pari dignità di arabi e turchi nell’impero

  • Solo nel 1913: i dirigenti di al-Fatat inserirono nel suo programma «la liberazione della nazione araba»

  • 1912: l’impero ottomano aveva dovuto cedere la Libia all’Italia

  • 1914-1918: la prima guerra mondiale priverà l’impero ottomano delle province arabe e di ogni altro dominio, riducendolo al suo nucleo esclusivamente turco



1914: i giovani turchi entrano in guerra a fianco degli imperi centrali e gran parte dei sudditi arabi rimangono leali

  • 1914: i giovani turchi entrano in guerra a fianco degli imperi centrali e gran parte dei sudditi arabi rimangono leali

  • Durante la guerra la Gran Bretagna sollecita la ribellione delle tribù arabiche contro il dominio ottomano, accordandosi con l’emiro della Mecca (Alì Hussein); la guerriglia araba verrà organizzata dal colonello Thomas E. Lawrence (Lawrence d’Arabia), rappresentante politico e militare del governo inglese; per ottenere l’appoggio degli arabi gli inglesi avevano prospettato la possibilità di creare un grande stato arabo unificato che comprendesse la Palestina

  • 1916: con l’Accordo Sykes-Picot, un’intesa segreta franco-inglese, sfuma l’idea di un grande stato unitario e i territori arabi dell’impero ottomano vengono trattati come bottino di guerra: Iraq e Palestina vengono assegnati, sotto forma di mandato, alla Gran Bretagna, Siria e Libano alla Francia

  • 1917: Dichiarazione Balfour con cui si affermava che il governo britannico vedeva con favore la creazione in Palestina di un «focolare nazionale (National Home) per il popolo ebraico» mirando così a legittimare la futura presenza inglese nella regione ed a contrastare le relative mire francesi





Chiave di volta del sionismo: acquisto di terreni, definiti «riscatto» o «conquista» di una parte di territorio

  • Chiave di volta del sionismo: acquisto di terreni, definiti «riscatto» o «conquista» di una parte di territorio

  • Molti emigranti della prima aliyah (migrazione) immaginavano di recarsi in un paese selvatico e semideserto e trovarsi tra tanti arabi fu per loro una sorpresa; del resto lo slogan ufficiale del sionismo era «una terra senza popolo per un popolo senza terra»

  • Le autorità ottomane sorvegliavano le attività dei sionisti e cercarono di contrastarle: il 28 Aprile 1882, quando i primi biluim (primi sionisti) non erano ancora salpati da Odessa per la terra d’Israele, il console generale turco fece affiggere un avviso in cui si dichiarava che nessuno di loro sarebbe stato autorizzato a rimanere in Palestina, seguirono ordini di fermare la vendita di terre imperiali agli ebrei, anche se cittadini ottomani

  • Molti migranti potenziali si lasciarono scoraggiare, ma altri continuarono ad affluire in Palestina, grazie all’inefficienza ottomana, alla pressione delle grandi potenze ed alla corruzione (quasi tutto si poteva ottenere pagando, dai permessi di residenza alle concessioni di edificazione, agli atti di proprietà)



Lo statuto dei biluim (primi sionisti) del 1883 dichiarava che i terreni di nuova acquisizione sarebbero stati coltivati «senza l’aiuto della popolazione araba indigena»; viene, quindi, raccomandato l’uso di manodopera ebraica e la sostituzione dei lavoratori arabi

  • Lo statuto dei biluim (primi sionisti) del 1883 dichiarava che i terreni di nuova acquisizione sarebbero stati coltivati «senza l’aiuto della popolazione araba indigena»; viene, quindi, raccomandato l’uso di manodopera ebraica e la sostituzione dei lavoratori arabi

  • Gli ebrei daranno vita ad una sorta di «economia separata» basata sui kibbutz, fattorie collettivistiche autosufficienti; questa scelta separò gli insediamenti ebraici dal contesto delle comunità indigene e rinforzò fra i contadini palestinesi il timore di venire espropriati della terra e delle possibilità di lavoro

  • Prime tensioni a livello locale fra nativi e coloni, dovute alle diversità linguistiche, culturali, religiose, alle contese di natura economica, come l’incerta definizione di un confine fra due proprietà o il rifiuto dei fittavoli arabi di abbandonare terreni acquistati dagli ebrei

  • Negli anni fra le due guerre mondiali si acuiscono le tensioni fra arabi, coloni ebrei e amministratori britannici; cresce l’immigrazione e si ampliano le proprietà possedute dagli ebrei

  • Dal 1929 l’Agenzia ebraica finanzia e dirige l’immigrazione e gli acquisti

  • L’insediamento ebraico disponeva di un sistema scolastico, di un’organizzazione fiscale autonoma, di un sindacato, l’Histadrut, che tutelava i lavoratori e gestiva un sistema sanitario e varie imprese industriali ed agricole

  • Dell’Histadrut faceva parte anche l’Haganah, un’organizzazione militare creata negli anni ‘20 per garantire l’autodifesa degli insediamenti ebrei dagli attacchi arabi

















Organizzazione bellica di tipo nazionale, con relativo addestramento ed armamento

  • Organizzazione bellica di tipo nazionale, con relativo addestramento ed armamento

  • Capacità di produrre armi in proprio

  • Società molto motivata (ferita della Shoah), semindustriale, con un elevato grado d’istruzione, ben organizzata









Per sei giorni la guerra imperversò nel campo di battaglia. Il Generale Rabin, all’epoca capo di Stato Maggiore, coordinò le truppe su tre fronti. Le forze egiziane ammassate nella Striscia di Gaza furono spinte indietro nel deserto del Sinai, 160 km ad ovest del Canale di Suez. Le truppe siriane, che stavano inizialmente riuscendo a conquistare il nord della Galilea, furono spinte indietro di 25 km e persero il controllo delle Alture del Golan. L’esercito giordano, che inizialmente si trovava a soli 14 km di distanza dal mare fu spinto fuori dalla Cisgiordania, da Gerusalemme Est e oltre il fiume Giordano.

  • Per sei giorni la guerra imperversò nel campo di battaglia. Il Generale Rabin, all’epoca capo di Stato Maggiore, coordinò le truppe su tre fronti. Le forze egiziane ammassate nella Striscia di Gaza furono spinte indietro nel deserto del Sinai, 160 km ad ovest del Canale di Suez. Le truppe siriane, che stavano inizialmente riuscendo a conquistare il nord della Galilea, furono spinte indietro di 25 km e persero il controllo delle Alture del Golan. L’esercito giordano, che inizialmente si trovava a soli 14 km di distanza dal mare fu spinto fuori dalla Cisgiordania, da Gerusalemme Est e oltre il fiume Giordano.





22 Novembre 1967: Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite approva la «Risoluzione 242» (pietra angolare di tutti gli sforzi per la pace in Medio Oriente fino agli anni ’90) che sottolineava “l’impossibilità dell’acquisizione di territori per mezzo della guerra”, chiedeva una “pace giusta e duratura” in Medio Oriente, basata su concessioni territoriali in cambio della pace.

  • 22 Novembre 1967: Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite approva la «Risoluzione 242» (pietra angolare di tutti gli sforzi per la pace in Medio Oriente fino agli anni ’90) che sottolineava “l’impossibilità dell’acquisizione di territori per mezzo della guerra”, chiedeva una “pace giusta e duratura” in Medio Oriente, basata su concessioni territoriali in cambio della pace.

  • Israele doveva ritirarsi dai territori occupati nel ’67, ma gli arabi dovevano rinunciare alla belligeranza e «riconoscere…la sovranità, l’integrità territoriale e l’indipendenza politica di ogni stato della regione, e il suo diritto a vivere in pace entro confini sicuri e riconosciuti”.. Israele vi aderì, anche se malvolentieri, seguita da Nasser e da re Hussein di Giordania, mentre i palestinesi, che avevano l'appoggio della Siria la rifiutarono.





Sul piano territoriale: non ci sono conseguenze

  • Sul piano territoriale: non ci sono conseguenze

  • Sul piano politico: viene sfatato il mito dell’invincibilità di Israele

  • Diversi soldati israeliani protestano per l’inadeguatezza e l’impreparazione dell’esercito e gli errori di valutazione dei vertici politici e dei servizi segreti che, fuorviati dal pregiudizio relativo all’impreparazione e scarsa combattività degli arabi, avevano mostrato un «eccessivo senso di sicurezza», sottovalutando i segnali di pericolo

  • Gli egiziano sostengono di aver lavato l’onta del 1967

  • Il canale di Suez viene chiuso per due anni

  • Gli Stati arabi (fra cui Arabia saudita, Iraq, Kuwait) decretano il blocco petrolifero contro i paesi occidentali, amici di Israele

  • La crisi assume una portata globale

  • 1977: fine del trentennale predominio laburista e vittoria elettorale del Likud, la formazione di destra di Manachem Begin





Nel 1978, sotto gli auspici del presidente statunitense Jimmy Carter, il leader egiziano Anwar al-Sadat (1918-81) e il primo ministro israeliano Menachem Begin (1913-92) si incontrano segretamente negli Stati Uniti a Camp David (Maryland), per negoziare gli accordi che sono alla base di un trattato di pace del 1979.

  • Nel 1978, sotto gli auspici del presidente statunitense Jimmy Carter, il leader egiziano Anwar al-Sadat (1918-81) e il primo ministro israeliano Menachem Begin (1913-92) si incontrano segretamente negli Stati Uniti a Camp David (Maryland), per negoziare gli accordi che sono alla base di un trattato di pace del 1979.



Gran parte della «Cornice di pace» era dedicata ai futuri negoziati sulla questione palestinese

  • Gran parte della «Cornice di pace» era dedicata ai futuri negoziati sulla questione palestinese

  • Questi avrebbero coinvolto rappresentanti d’Israele, dell’Egitto, della Giordania e del «popolo palestinese»

  • Ci sarebbe stato un quinquennio di transizione che sarebbe iniziato con la nascita di un autogoverno arabo (o di un «consiglio amministrativo») e lo smantellamento da parte di Israele delle strutture del governo militare e dell’amministrazione civile

  • Non oltre tre anni dall’inizio della fase di transizione sarebbero iniziati i negoziati tra i rappresentanti di Israele, Egitto, Giordania e i palestinesi scelti in rappresentanza di Cisgiordania e Gaza

  • La «Cornice di pace» risulta, quindi, vaga su diversi aspetti di fondamentale importanza:

  • Il ruolo dell’Olp come rappresentante di un rilevante numero di palestinesi

  • Fino a quali posizioni si sarebbe ritirato l’Idf (Forze di difesa israeliane)

  • Che ne sarebbe stato degli insediamenti ebraici e dei loro abitanti

  • L’Olp definì Camp David una «cospirazione» antipalestinese

  • l’Egitto firmerà il trattato di pace con Israele nel marzo 1979 e otterrà la restituzione della penisola del Sinai (occupata da Israele nel 1967)

  • Il presidente egiziano Sadat (a causa della firma del trattato di pace, condannata dalla maggioranza degli stati arabi) sarà vittima al Cairo di un attentato organizzato da un gruppo integralista islamico nel 1981











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