Un umanesimo di misericordia



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28.03.2019
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4. Conclusione
Quanto detto si riassume in una frase, nella quale il Papa sintetizza il suo desiderio più profondo per la Chiesa e, in particolare per la Chiesa italiana: «Mi piace una Chiesa italiana inquieta, sempre più vicina agli abbandonati, ai dimenticati, agli imperfetti. Desidero una Chiesa lieta col volto di mamma, che comprende, accompagna, accarezza». Questa Chiesa, sarà capace di contribuire alla costruzione di una società intrisa di umanesimo di misericordia, intrisa di Vangelo.

L’invito è a riprendere il sussidio del dopo Firenze nelle nostre Chiese, ricentrarsi sulle indicazioni di fondo del Santo Padre e progettare l’agire ecclesiale nella concretezza delle cinque vie: uscire, annunciare, abitare, educare e trasfigurare.

1. Uscire nel senso di abitare pienamente e con iniziativa. Il santo padre, in EG ai nn. 19-24 parla di una "chiesa in uscita". A mio avviso l'espressione "in uscita" non allude ad un moto a luogo, cioè ad un andare verso, ma, forzando un pò la grammatica, definisce uno stato in luogo: la Chiesa deve abitare pienamente la storia e la cultura in cui è inserita per "uscire" con l'umanità intera a lei affidata verso Cristo:
La comunità evangelizzatrice si mette mediante opere e gesti nella vita quotidiana degli altri, accorcia le distanze, si abbassa fino all’umiliazione se è necessario, e assume la vita umana, toccando la carne sofferente di Cristo nel popolo (EG 24).
2. Annunciare è gioire, è aumentare la propria vita (EG 10), è osare, è condividere. Si tratta di incontrare con serietà e attenzione la vita degli altri per posarvi, con discrezione, quel seme di Verità e Speranza che fa fermentare l’uomo vero.

3. Abitare è avere passione per l’uomo. La passione per l'uomo espressa in tutte le sue forme - solidarietà, impegno per la giustizia sociale, denunzia del sistema mafioso, l'attenzione alla custodia del creato, la scelta di stili di vita sobri e solidali, la cura dei poveri - è potenziale luogo di rivelazione del desiderio di Dio. La comunità ecclesiale, che condivide radicalmente, con gli uomini e le donne di buona volontà, tali ansie nello stile evangelico, annunzia la "passione" di Cristo per l'uomo e per l'umano. Nel suo agire pastorale, capace di valorizzare i segni del Regno presenti nelle pieghe della storia e della cultura, la passione di Cristo per l'uomo incontra la passione di ogni uomo o donna, credente o non, per il proprio fratello più debole: si costruiscono alleanze sui crinali della carità, contesti fecondi per un annuncio della Parola intriso di umanità.

4. Educare nasce dal desiderio di coinvolgersi con colui che si accompagna, di guardare al cuore; la fiducia sprigionata da una presenza educativa positiva, gioiosa, accogliente, realizza un miracolo: l'accompagnato lascia che sia l'educatore a pronunciare il suo nome, cioè, a svelargli il significato della sua inquietudine e quindi a condurlo sulla via della ricerca. È il primo miracolo dell'educazione: l'educando, da soggetto in cerca della sua identità, potremmo dire "senza un nome", che vive una profonda inquietudine, rinasce, attraverso le labbra, la vita di chi educa, a nuova identità. L'attività educativa è, quindi, un generare nuovamente, un accompagnare verso nuovi modi di esprimere la propria vita.

5. Trasfigurare è via per educare lo sguardo alla Bellezza del Mistero celebrato ed espressione del protagonismo del battezzato nella preghiera della comunità. Se sapientemente mediata e adattata, l’azione liturgica può essere allo stesso tempo luogo in cui esprimere il desiderio di senso e luogo in cui aprirsi all’incontro con Cristo Gesù conformando sempre più la propria vita alla sua. Alfabetizzare al linguaggio liturgico è abilitare il credente a percepire il Mistero a cui il linguaggio simbolico rinvia. Il simbolo evoca il Mistero, rende possibile accostarsi alla Verità di Dio e pone il soggetto davanti alla manifestazione del Mistero




1 Cfr. S. Noceti, Educare nella comunità cristiana, co-educarsi come comunità, in P. Zuppa (a cura di), Apprendere nella comunità. Come dare «ecclesialità» alla catechesi, Elledici, Leumann (TO) 2012, 83.

2 GIOVANNI PAOLO II, Dives in misericordia, Lettera Enciclica, 15.

3 Cfr. Segreteria della CEI, Sognate anche voi questa Chiesa, sussidio all’indomani del V Convegno ecclesiale italiano Firenze 9-13 novembre, pp. 72-79.





Il convegno ecclesiale di firenze:
La chiesa fermento del nuovo umanesimo



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