“una barca nel bosco”



Scaricare 52.8 Kb.
18.11.2017
Dimensione del file52.8 Kb.

26 maggio 2004

Selezione delle migliori recensioni dell’iniziativa

Un libro premia per sempre” collegato al 52° Premio Selezione Bancarella

Elenco dei libri finalisti





  • UNA BARCA NEL BOSCO, Paola Mastrocola




  • IL CAVALIERE E IL PROFESSORE, Bruno vespa




  • L’ULTIMO VIAGGIO DELLA CANARIA, Francesca Duranti




  • IL SIGNORE DEL FALCO, Valeria Montalti




  • RADICI CULTURALI E SPIRITUALI DELL’EUROPA, Giovanni Reale




  • BACICIO DO TIN, Alberto Cavanna


MIGLIORE RECENSIONE IN ASSOLUTO

Liceo Muratori

Recensione di “UNA BARCA NEL BOSCO” di Paola Mastrocola

classe 5°C

Francesca Trianni
Non è bastato il talento a Gaspare per realizzare il suo sogno di diventare latinista: sradicato da un’isola del Mezzogiorno - metafora del suo isolamento - viene catapultato in un rinomato liceo torinese per valorizzare le sue eccezionali doti intellettive, ma si scontra con un sistema scolastico non meritocratico. Spaesato, umile per estrazione sociale ed emarginato per il suo abbigliamento fuori moda, per farsi accettare dai coetanei intraprende la strada fallimentare dell’omologazione, che lo porterà al rifiuto della sua più grande passione: il latino. Emerge dalla lettura la totale incomunicabilità di Gaspare con la società e in particolare con la figura paterna; avrà un vero dialogo con il padre solo dopo la sua morte, quando in un commovente momento di amarezza gli confiderà per la prima volta le sue delusioni: “Tutto è iniziato quando Gesù bambino mi ha portato la gru sbagliata; (…) Lì ho capito che nessuno ha la gru che vorrebbe. Cioè, scusa, la vita che vorrebbe”. Nonostante il fallimento del suo tentativo di rivalsa sociale, troverà riscatto in qualcosa di imprevedibile, che non ha mai desiderato né immaginato… La Mastrocola, senza cadere nel ridicolo, riesce magistralmente a dare voce a un giovane che non usa il linguaggio del branco, ma neppure quello degli adulti. Una voce che ci scuote, che costringe a confrontarsi con una società poco incline ad accettare la genialità e la diversità e con un sistema scolastico volto sempre più alla formazione di individui non pensanti, dove non c’è posto per la superba inutilità della cultura. Gaspare, prigioniero della sua inadeguatezza, è una barca nel bosco, che dondola seguendo il flusso della corrente, non rendendosi conto di essere circondato da una fitta boscaglia non adatta ad accoglierlo né a comprenderlo.


MIGLIORI RECENSIONI DEL LIBRO

UNA BARCA NEL BOSCO” di Paola Mastrocola


CLASSIFICATO

Liceo Tassoni

Classe 5°G

Losi Amanda
<< “ Tu ne quaesieris, scire nefas, quem mihi, quem tibi finem di dederint, Leuconoe..” Il libro dice “ tu non ricercare, è illecito saperlo,quale sorte gli dei abbiano dato a me, quale a te, Leuconoe”. Ma non mi convince per niente quell’ “illecito” (…) Non sarebbe meglio “impossibile”? >> Gaspare Torrente a tredici anni già traduce Orazio, è figlio di un pescatore, in una piccola isola del Sud Italia, viene incoraggiato dall’insegnante di francese, Madame Pilou, a trasferirsi nella grande Torino, per frequentare il liceo. Ben presto realizzerà che la scuola moderna non è preparata ad accogliere talenti come lui, bensì gruppi di ragazzi identici e senza personalità, distinguibili solo dal gergo parlato. Gaspare, 10 in latino e fuori moda, è un “diverso”: nel disperato tentativo di integrarsi in un sistema, che si sta ormai frantumando, celerà a tutti la sua personalità, i suoi sogni e la sua passione per il latino. Quando sembra ormai prossimo a completare la trasformazione in un ragazzo qualunque,entra nella sua vita “ l’avulso Furio”, anche lui un diverso. Gaspare ritrova la sua personalità, riaffiora il suo io, rimasto nascosto a lungo sotto la maschera del ragazzo comune, e , dopo la innumerevoli preghiere trova il vero amico: << Mi metto il giaccone giallo polenta (…) usciamo a passeggiare. Pazzesco come con lui non me importi niente del mio orribile piumino giallo >>. Gli anni passano e il futuro è assai diverso da quello che tutti si aspettavano per lui; una sola cosa rimane “ nefas “, “ impossibile, illecito, ingiusto”? <>. Forse è impossibile sapere perché Gaspare non abbia mai accettato che essere diverso in una società che fabbrica ragazzi standard è un pregio e non un difetto; solo il tempo permette di capire quali siano le cose davvero importanti e Gaspare ha compreso troppo tardi quale dono fosse essere <>, come diceva Zia Elsa.
2° CLASSIFICATO

Liceo Siconio

Classe 4°B

Menditto Sara

Nel suo ultimo lavoro “UNA BARCA NEL BOSCO” Paola Mastrocola si cala nei panni di un giovane talento costretto a lasciare la sua isola e trasferirsi in una grande città, Torino per poter coltivare al meglio le sue straordinarie doti intellettuali. Al liceo trova una struttura non conforme alle sue aspettative e coetanei estremamente diversi da lui. E allora Gaspare lascia che la sua personalità sia plasmata e pur di sentirsi parte del branco impara il suo linguaggio, si adatta al loro modo di vestire e di agire decidendo di riporre in un cassetto quella sua passione per il latino che collabora solo ad aumentare la sua marginalità e derisione. Prigioniero di un mondo di cui non sente di fare parte Gaspare approda all’università dove rinuncia definitivamente al suo sogno di diventar latinista iscrivendosi e laureandosi alla facoltà di giurisprudenza. Eppure il destino gli riservava ben altro: persa ogni speranza di trovare lavoro come avvocato, Gaspare acquista il vecchio locale della fioraia dalla quale era andato più volte quando era ancora un giovane liceale, dando vita ad un bar tutto suo. Un giorno, che apparentemente sembrava come gli altri, rivede il suo più grande amico Furio finalmente ritornato dai suoi studi all’ estero. Grazie a Furio nasce il BOSCO MONDO, una casa adeguata ad ospitare le innumerevoli piante in possesso di Gaspare : la sua era una passione nata già ai tempi del liceo con l’ acquisto di un pioppo in occasione dell’ arrivo di una ragazza. Prende forma così il vero mondo di Gaspare Torrente, mondo di cui non è solo artefice, ma anche protagonista.


3° CLASSIFICATO

Istituto Spallanzani

Classe 1° tecnico

Bortolotti Laura

Ecco una medicina speciale per chi, nonostante abbia tutti gli strumenti per capire il mondo che lo circonda, si sente alcune volte isolato da questo. È semplice ed efficace e racconta di un ragazzo che da una piccola isola del sud arriva a Torino per frequentare il liceo, disposto a sgobbare sui libri per ripagare i sacrifici del padre pescatore, e raggiungere il suo sogno: diventare latinista. Ma Gaspare Torrente, il protagonista, si scontra con un mondo alla rovescia; la scuola che ritrova è vuota di contenuti e invischiata di burocrazia, i professori sono incapaci di coltivare un talento fuori dagli schemi. Gli studenti che la frequentano sono tutti presi dalle mode consumistiche del momento, così per farsi accettare dai compagni Gaspare cerca di omologarsi ai loro comportamenti, alle manie, al gergo, cerca di entrare nel branco. Si vergogna dei suoi dieci in latino, dei suoi vestiti mai alla moda. Gaspare spaesato come una “barca nel bosco” sembra affascinato dalle grottesche “seduzioni” della psicologa dell’ora di ascolto. Destinato alla sconfitta, farà il barista perché suo padre non era uno di quelli che lo poteva aiutare a trovare un posto da avvocato. Ma nonostante tutto il figlio del pescatore non sarà schiacciato dalla convenzionalità della vita. Gaspare anche senza saperlo, ha coltivato in sé un’ originalità, una sua unicità, assieme a Furio, l’ unico compagno come lui fuori dal mondo, troverà un senso alla sua vita nell’ amore per gli alberi, che cura con costanza e metodica, creando il suo “bosco mondo”. Mi piace l’idea dell’ albero che ogni anno resta al suo posto, aggiungendo, rimuovendo, e cambiando forma. È come un faro nel mondo cinico di oggi, che guida tenace le barche dei sognatori.



MIGLIORI RECENSIONI DEL LIBRO:

"IL CAVALIERE E IL PROFESSORE" di Bruno Vespa
1° CLASSIFICATO

Istituto cattaneo Deledda

Classe 2°L

Pescatore federica

Bruno Vespa attraverso questo libro, ha voluto descrivere e constatare personalmente i rapporti duri e aspri che ci sono tra i due contendenti politici: il cavaliere Silvio Berlusconi e il professore universitario Romano Prodi. Attraverso questi incontri egli afferma che entrambi sono i cavalli di razza designati per la corsa del 2006; e forse anche per le elezioni europee del 2004; inoltre è riuscito a svelare la competizione che esiste tra i due, i dissapori del loro rapporto e i loro futuri progetti. I due contendenti pur conoscendosi da molti anni, non si sono mai amati, anzi si detestano; i duellanti non si trovano d'accordo su nessun argomento, come ad esempio sull'affare Telekom Serbia e sul processo SME. Entrambi sono divisi su tutto; sui pensieri, sulle opinioni; entrambi vogliono tenere la testa alta e sostenere le loro idee. Questo libro, sinceramente non ha provocato alcun tipo di interesse in me, perché affronta argomenti di politica e di attualità che considero personalmente troppo complicati per una ragazza della mia età. Penso invece che riscuoterebbe più successo verso un pubblico adulto, perché è scritto con un linguaggio molto specifico e difficile; una persona che sa poco o niente di politica non riesce a comprenderne il significato e soprattutto l'idea che lo scrittore vuole trasmettere ai suoi lettori.


2° CLASSIFICATO

Liceo Muratori

Classe 5°B

Zanasi Fabio
In prossimità delle elezioni europee si profila un duello tutto italiano fra il 'cavaliere' Silvio Berlusconi e il 'Professore' Romano Prodi: fra i due esistono antichi dissapori, frutto di stili di vita opposti, inaspriti dal processo Sme riguardo all'affare Telecom Serbia. In pubblico si sopportano a stento, ma non si sono mai amati, ed intervistati da Bruno Vespa si sono trovati divisi su tutto: dagli affari di politica interna fino alla situazione economica europea. I leader di centro-destra e centro-sinistra ci rivelano anche la loro sfera privata, parlando di progetti, ambizioni e narrando le loro vicissitudini da un punto di vista strettamente personale. Berlusconi ci racconta dei traguardi da raggiungere prima della fine del mandato: abbassare le aliquote fiscali, cambiare la legge elettorale, completare il suo progetto di riforme. Parla anche del successo del suo governo e delle difficoltà a tenere unita la maggioranza. Prodi è di altro avviso: vede un'Italia in recessione, che perde competitività ed espone la sua coraggiosa proposta di formare una lista unitaria di Centro-sinistra. Vengono ripercorsi quindi i principali avvenimenti degli ultimi anni che li hanno coinvolti: la divisione delle sinistre, i contrasti fra DS e Margherita, la crisi irachena, il processo Sme, i dissensi interni al governo fra Fini, Bossi e Follini. L'autore compie questa lunga intervista attraverso i suoi incontri con il cavaliere e il professore, raccontandone non solo i fatti risaputi, ma fornendo particolari inediti sulla loro personalità e le loro opinioni. Ne emerge un ritratto originale dei due contendenti, che ci vengono cosi mostrati non solo in ambito politico, ma anche sotto il profilo caratteriale e umano. Seguono in appendice le modifiche che vuole apportare il Cavaliere alla Costituzione italiana e gli schemi di gioco della finale di Manchester che hanno fatto discutere all'uscita del libro.
3° CLASSIFICATO

Istituto Barozzi

Classe 4°A IGEA

Rubbianesi Silvia
“Il Cavaliere e il Professore si conoscono da molti anni e non si sono mai amati, probabilmente si detestano". Bruno Vespa ha incontrato entrambi più volte intervistandoli sui temi caldi della politica italiana ed indagando al tempo stesso sui dubbi, le ansie e gli obiettivi di coloro che si annunciano come i protagonisti delle elezioni del 2006 e forse già delle europee del 2004. Prodi e Berlusconi hanno punti di vista diametralmente opposti ma sono accomunati da un medesimo fine: la poltrona di Palazzo Chigi. Il primo desidera riconquistarla, il secondo vuole mantenerla ad ogni costo. Da Bruxelles il Professore, pregustando il suo rientro nel Bel Paese, parla di perdita di peso dell'Italia a livello europeo mentre il Cavaliere difende a spada tratta l'operato del suo governo e afferma di voler continuare sulla strada delle riforme ma al tempo stesso denuncia quelle che ritiene siano le "tre anomalie: giudici, informazione, opposizione". Tra i due leader “il rapporto costituzionale è perfetto", quello "privato è di privato imbarazzo" e a ciò avranno sicuramente contribuito gli intricati sviluppi del Processo Sme e dell'affare Telekom Serbia del quale Prodi parla apertamente e, riferendosi al Presidente del Consiglio ed ai suoi collaboratori, dichiara "si avvicina il momento in cui dovranno chiedermi scusa". Il Cavaliere e il Professore si può dunque definire come un libro a tutto tondo nel quale Vespa non si sofferma solo sull' analisi dei singoli ma dà ampio spazio alle coalizioni da cui essi sono spalleggiati e ripercorre dettagliatamente gli eventi che maggiormente hanno tenuto banco nell'opinione pubblica italiana ed europea. L'autore svela i retroscena dello scontro avvenuto al parlamento europeo tra Berlusconi ed il tedesco Schultz, descrive perplessità e timori relativi al conflitto in Iraq ed infine fornisce particolari inediti sul caso Andreotti recentemente assolto dall'accusa per l'omicidio Pecorelli. Il testo è scorrevole, mai monotono, e la narrazione, costantemente pervasa da un filo d'ironia, ha come obiettivo primo quello di informare il lettore mediante un' obiettività invidiabile fatta propria da Vespa ma non altrettanto facile da riscontrare in ambito giornalistico.

MIGLIORI RECENSIONI DEL LIBRO

L’ULTIMO VIAGGIO DELLA CANARIA”di Francesca Duranti


1° CLASSIFICATO

Liceo Tassoni

Classe 4°A

Franca Federica
Un incrocio di sguardi. L'arrivo in porto della più bella nave della flotta mercantile, la Canaria.

Un amore che sboccia cullato dalla brezza che spinge veloce la nave. Un amore che dura una vita. Un amore più forte di qualsiasi tempesta. Così nasce la nostra storia, con queIl’ amore tra una ragazza strana fin dalla nascita perché mai come le altre bambina, e un giovane già al seguito di Garibaldi che ora cerca la fortuna in mare. Questi sono i bisnonni di Francesca Duranti, autrice del libro e vincitrice di premi letterari nazionali e internazionali; questa loro vita descritta attraverso i racconti della bisnonna Eleonora: la vita di una giovane moglie lasciata sola dal marito naufragato in mare con quella stessa nave che unì i loro sguardi, la vita di una giovane donna in attesa di un marito che non crederà mai morto. Questa attesa è costellata di amori, matrimoni e nuove nascite e va di pari passo con gli eventi storici e con i cambiamenti sociali. Nascono figli e nipoti a cui si tramanda una sola storia: si racconta della grande nave, della bellezza del nonno e si raccomanda di aspettare il suo ritorno. Figli e nipoti non credono in questo ritorno, ma la bisnonna Eleonora non smette mai di scrutare il mare. Figli e nipoti sono trascinati dalla storia, dalla vita politica: la nascita del partito socialista prima, la resistenza durante la seconda guerra mondiale poi. Durante il conflitto la famiglia fa leva sulle sue forze aiutando il maggior numero di persone. "Quella resistenza disarmata era cominciata da oltre due anni…; e di quella forse la storia non avrebbe parlato". Una resistenza fatta di duro lavoro nell'orto, nel razionare il cibo e nell'avere sempre una mano tesa verso chi ha bisogno di un pasto caldo o di un tetto sotto cui ripararsi. Una resistenza premiata con l'arrivo degli alleati, con la cacciata di Mussolini, con la nuova repubblica con i nipoti al governo a scrivere la nuova costituzione. Ma soprattutto con un grido che aleggia nell'aria: "La Canaria è tornata". Ma nessuna nave avanza a vele spiegate dall' orizzonte. O forse siamo noi che non la vediamo?



2° CLASSIFICATO

Liceo Muratori

Classe 4°B

Vicari Martina

Leggere questo romanzo è come sfogliare un vecchio album di famiglia: attraverso i momenti e le persone immortalati, scorrono, intrecciati alle loro esistenze, gli avvenimenti di un secolo di storia del nostro Paese. Le prime immagini sono le più antiche, non fotografie ma delicati acquerelli, capaci di evocare i colori ed i rumori del porto di Genova di fine Ottocento. Ecco un maestoso veliero oceanico, la Canaria, mentre descrive "un arco perfetto prima di accostarsi dolcemente al molo di attracco". Su questo sfondo la giovane Eleonora, la sua fantasia mai piegata dal "costume cittadino" e dagli eventi ed il suo unico amore Sebastiano il "più bel marinaio del mondo". Negli occhi di lui il vero colore per dipingere il mare ed un sogno di libertà che finirà "disperso , con la Canaria, la più bella nave del mondo". Altre immagini attirano l'attenzione e blandiscono la fantasia, terrazze sul mare tra glicini e buganvillee in fiore ricche biblioteche ed eccentriche anziane signore che formeranno le anime di giovani idealisti. Poi, tra le pagine dell'album, compaiono sfondi meno sereni, ora eccitanti, come la corsa travolgente del progresso, ora minacciosi: la dittatura fascista, poi la guerra, ,che avvolge ed ingrigisce lo sfondo. Nell'ultima fotografia, i colori, ed i rumori, sono già quelli del nostro tempo e nessuno può più sentire l'annuncio del "ritorno" della Canaria. Con la discrezione propria delle immagini d'altri tempi, nostalgiche evocatrici di atmosfere perdute, l'autrice ci racconta di un tempo passato, il cui scorrere lento lasciava spazio all'amicizia, generosità, al desiderio di bellezza alla memoria. La Canaria porta con sé la promessa di un viaggio verso qualcosa di sconosciuto che da sempre incanta il cuore dell'uomo. Con la sua scomparsa lascia l'inquietudine che non restino più abbastanza fantasie e speranza per la attesa.


3° CLASSIFICATO

Liceo Tassoni

Classe 2°A

Borelli Silvia
Chi di noi non ripensa alle sanguinose guerre che hanno segnato l'Italia e il mondo intero, senza provare amarezza e la sensazione di un vuoto incolmabile? Francesca Duranti ci racconta degli anni più bui della nostra storia, della desolazione di quelli che vedevano , distrutto il loro mondo, ma che comunque tiravano avanti stringendo i denti e senza perdere la speranza in un Italia libera dal razzismo e dall' intolleranza. Tre generazioni di ideali, di passioni e di ribellione a una società intransigente e conformista, che creava nel suo deprimente grigiore, individui, coniati da un'unica matrice. Un periodo di grandi cambiamenti anche sullo sfondo sociale e culturale, dove la borghesia prende,il sopravvento sui titoli nobiliari, aiutando il popolo a uscire dall’ignoranza e a credere nella propria forza e nei propri diritti, uniti per battere un nemico comune. Francesca Duranti intreccia a queste forti emozioni una saga familiare degna di un posto vicino a grandi romanzi come i Buddenbroock, capace di affascinare e incantare il lettore, che rimane quindi piacevolmente sorpreso nello scoprire essere la storia di personaggi realmente esistiti.

MIGLIORI RECENSIONI DEL LIBRO

IL SIGNORE DEL FALCO” di Valeria Montaldi


1° CLASSIFICATO

Liceo Wiligelmo

Classe 4°A

Gaiba Annabella
Milano, primi anni del 1200. Il corpo di una donna, ancora recante i segni di un recente parto, affiora nel canale della Vettabbia, gettando nella scompiglio la "Milano Bene", soprattutto l'ambiente clericale; diciassette anni dopo qualcuno si interrogherà sul perché di questa morte e sulla fine fatta dal bambino. Arnolfo Da Sala, abate del monastero di San Simpliciano,allarmato da un sogno ricorrente e da antichi sospetti, incarica il frate anglosassone Matthew di investigare tra eretici ed anti-imperialisti. Giallo storico ispirato alla tradizione iniziata da Umberto Eco,in “Signore del falco" non mantiene le aspettative poste dalla trama; un' eccessiva dovizia di particolari, un lessico troppo ricercato ma poco curato, la costante presenza di elementi misterici che rendono la storia meno verosimile, non coinvolgono il lettore, e l'eccessivo intrecciarsi di vite rende la narrazione poco fluida e anche, talvolta, addirittura troppo noiosa, nonostante la scelta di suddividerla in brevi capitoli. Valeria Montaldi, giornalista e critico d'arte, vincitrice del "'Premio Internazionale Ostia Mare di Roma con il romanzo "Il mercante di lana", pur dimostrando una accurata conoscenza del periodo storico e una pregevole capacità linguistica, non si è dimostrata all'altezza di portare "Il Signore del falco” nell 'Olimpo dei romanzi storici. Quasi 500 pagine, molto interessanti e ampiamente particolareggiate dal punto di vista storico-culturale, ma, purtroppo, assai poco coinvolgenti e prive di suspance sul piano della narrazione, fanno di questo un romanzo consigliabile solo agli amanti del genere, e non certo un libro per tutti da leggersi sotto l’ombrellone.
2° CLASSIFICATO

Istituto Spallanzani

Classe 1°A tecnico

Starinieri Erika
"Il signore del falco" è un romanzo storico ambientato nella Milano del 1242. Tutti i personaggi del libro sono legati da un filo che li conduce tutti verso un fine comune: scoprire la verità, anche se le loro vite sono raccontate separatamente dalle altre. Ma chi è il signore del falco? È Federico II di Svevia che travestito da pellegrino si aggira per Milano e dintorni per scoprire le mosse del nemico ossia della giovane lega lombarda e della Chiesa di Roma. Federico incontrerà sulla sua strada una donna, Guglielma la Boema ,mezza santa e mezza eretica, con il dono della Vista, che gli farà una previsione :Federico salverà una giovane donna da un omicidio. Ma Guglielma segnerà il destino di altri personaggi di questo romanzo: il monaco Mattew in cerca di se stesso. Rachele, ragazza ebrea ,che, a causa della sua religione non può esercitare la professione di medico ,la prostituta Bella,

coraggiosa e altruista che salverà la bambina della sua padrona, il feudatario Aimone che, uscito dal suo mondo antico del suo castello si trova in una Milano proiettata in un futuro che odora di libertà. Tutti questi personaggi sono coinvolti in una ricerca velata di mistero: ritrovare una ragazza abbandonata neonata in un convento diciott'anni prima ,la cui madre…Ma fra tutti questi personaggi sarà proprio Federico che grazie al suo falco... Moderno e femminista, questo libro storico di Valeria Montaldi a differenza di altri libri storici, non parla di guerre e battaglie ,ma di intrighi, streghe metropolitane e nebbie che ricordano il regno degli elfi e di donne, donne coraggiose, povere o nobili, monache o prostitute ma soprattutto ,parla di un re, che i libri di storia descrivono colto ma sanguinario feroce ma amante delle arti; qui la scrittrice lo descrive come un uomo con i suoi difetti e le sue paure, ma che si inchina alla volontà di Dio. Ben vengano questi libri dove la storia è raccontata in maniera romanzata. Per noi studenti è più divertente impararla perché non è noiosa come i testi scolastici.


3° CLASSIFICATO

Liceo Sigonio

Classe 5°B

Cantatore Guendalina
Prendete Quark, Superquark, Enigma, mescolateci un po’ di Agata Christie e un pizzico di medioevo alla Umberto Eco e avrete l’atmosfera adatta: potete allora partire per una immersione della Milano del XIII secolo dimenticarvi per un po’ di reality show e di grandi fratelli. La vita pulsante di una grande città con le sue piazze, le sue rogge vi si spalancherà davanti agli occhi. E gli uomini sono proprio uguali a noi, solo che invece di ricordare la guerra partigiana cantano di Federico Barbarossa e di distruzioni, e di passioni.

MIGLIORI RECENSIONI DEL LIBRO

RADICI CULTURALI E SPIRITUALI DELL’EUROPA”



di Giovanni Reale
1° CLASSIFICATO

Liceo San Carlo

Classe 3°A

Interlandi Elisa
Quale sarà il futuro di questa Europa, così tanto messa in discussione, disapprovata da una parte e voluta dall’altra? Giovanni Reale cerca di individuare il punto di partenza perché questo grande progetto europeo si concretizzi con la riscoperta delle più antiche e profonde radici della nostra cultura. Ci conduce silenzioso attraverso l'antica Grecia, nei meandri della filosofia di Platone, ci aggiriamo tra le meraviglie ed i mostri delle scienze, ci soffermiamo a lungo sul Cristianesimo, sull'idea di "persona". Infine l'approdo faticoso sulle sponde della neo-Europa così come si presenta a noi oggi, inquinata dalla tecnologia esasperata, dal preponderante ruolo della scienza, che distoglie l'uomo dall'interiorità. I nostri principali interlocutori sono filosofi che ci parlano dal vivo attraverso brani di loro opere e l'autore manovra le loro asserzioni da abile burattinaio. Reale centra il bersaglio quando parla della comune radice spirituale europea e nel trattare l'importanza per ogni nazione di integrarsi in Europa, pur mantenendo la sua identità. A volte tuttavia, sembra non essere disposto ad accettare lo scotto che il progresso trascina con sé, criticando eccessivamente i problemi della vita quotidiana, senza mostrarsi propositivo nei confronti di essi. Gli orizzonti che si prospettano ora guardano al futuro, è bello pensare anche ai miglioramenti che esso ci regalerà.
2° CLASSIFICATO

Istituto Cattaneo-Deledda

Classe 2°N

Amico Francesca
Il saggio di G. Reale parte dalla prima civiltà greca e da pensatori e filosofi come Socrate e Platone, i quali, hanno costruito le basi sia della cultura occidentale che della spiritualità cristiana. Il pensiero europeo nasce dunque dalla cura dell'anima, dalla centralità dell'uomo come persona e dalla manifestazione di Dio che si fa uomo contro ogni individualismo e totalitarismo. Se questo era il passato,come si presenta oggi l'Europa? Di Reale colpisce l'acutezza della riflessione sui mali dell’Europa odierna; il filo conduttore del saggio è costituito dalla continua contrapposizione tra passato e presente del pensiero occidentale. Il passato costruisce "la giusta misura" attraverso il lavoro dei filosofi greci che ha avuto come baricentro un equilibrato rapporto tra uomo, mondo e Pensiero;dall'altra l'Europa moderna che rappresenta una tragedia per la conoscenza a causa della confusione dei saperi individualizzati, senza valore e superficialmente globalizzati. Il linguaggio della nuova scienza tecnologica non conosce il silenzio della riflessione trascendentale, le parole non conoscono la Parola. Il progresso ha fatto venir meno la dimensione spirituale dell'uomo. In sintesi Reale si chiede se è possibile ridare nuova linfa alla spiritualità europea;è possibile la democrazia senza regole? Senza valori? Senza la prevaricazione? L'alternativa è quella di mantenere un'identità intrisa di valori cristiani, alla fine un dubbio ci pervade: potrà mai la parola cristiana fermare la follia integralista dei nuovi poveri e allo stesso tempo eliminare l'arroganza dei ricchi tecnocrati occidentali? O entrambi affosseranno per sempre la luce della ragione europea?
3° CLASSIFICATO

Liceo Wiligelmo

Classe 4°A

Zonligi Sergio Edwin
Nel suo ultimo saggio, Giovanni Reale, docente di storia della filosofia all'università "vita Salute San Raffaele", affronta un tema di grande attualità, intorno al quale il dibattito è più che mai aperto: su quali basi deve essere costruita la "nuova Europa e prima ancora, su quali basi formare l’uomo europeo colui che, al di là di ogni diversità dovrà recuperare quei fondamenti culturali di storia e spirituali dai quali è nata l'Europa, affinchè la futura costituzione non rimanga un mero atto burocratico. L'opera rappresenta quindi una ricerca delle radici culturali e spirituali dell'Europa che l'autore fa risalire alla cultura greca, al messaggio cristiano e alla rivoluzione scientifica. Nella cultura greca, civiltà del metodo dialettico, dei concetti razionali e delle idee astratte, della "cura dell'anima", individua il primo fondamento dello spirito europeo. Da qui si è poi sviluppato differenziandosi, il messaggio cristiano che l'autore attraverso il messaggio di T.S.Eliot, riconosce come asse portante della nostra cultura: "E' su uno sfondo cristiano che tutto, il nostro pensiero acquista significato." Infine la rivoluzione scientifica giunge a definire l'identità europea come tale, creando un modello culturale egemone ed autonomo, nel quale forze centrifughe tendono a distaccarlo dalle radici di origine. Il saggio, chiaro nella forma e ricco nei contenuti per la straordinaria ampiezza delle fonti sondate tuttavia, per le continue citazioni di altri autori, giunge a rivelarsi stancante. Nonostante ciò risulta un libro valido, intenso e pieno di spunti di riflessione. Di Giovanni Reale vanno inoltre ricordati "Saggezza antica", "Corpo, anima, salute" e "Quale ragione?".

MIGLIORI RECENSIONI DEL LIBRO

BACICIO DO TIN” di Alberto Cavanna


1° CLASSIFICATO

Liceo Tassoni

Classe 2°A

Lim Gloria Meizhen
Alberto Cavanna, in questo romanzo di mare, ricostruisce, con il sapore del grande affresco storico, la vita e le imprese di Bacicio do Tin di Portovenere, marinaio spezzino che il destino trasformò in uno dei più temuti pirati, che attraversò i mari in lungo e in largo come corsaro e fuorilegge finchè non fu catturato e impiccato. Il libro è un romanzo avventuroso, interessante e affascinante, basato su minuziose ricostruzioni storiche forse un po' troppo precise e dettagliate per i lettori casuali. Minuziose, oltre alle ricostruzioni storiche, sono anche le descrizioni del nostro beniamino Bacicio, che viene presentato dapprima come un ragazzo sveglio, un abile marinaio cresciuto in mare, poi, preso e cambiato dal destino, in un uomo di mezz'età, con la bonza da birra, la divisa lurida, alcolizzato e assassino. Questa è la sua descrizione prima di essere processato e impiccato con un suo fedele compagno di sventura, poi la carcassa del Suo corpo viene esposta per undici mesi prima di essere inghiottita dai misteriosi e profondi flutti del mare. Ammetto che questo libro mi ha entusiasmato per le imprese del Corsaro tanto che inconsciamente mi immaginavo lì con lui rallegrandomi per le sue vittorie e disperandomi per le sue sconfitte.
2° CLASSIFICATO

Liceo Muratori

Classe 5°E

Paradisi Bianca
Perché ancora un libro ambientato nei secoli scorsi? La descrizione di questi uomini provati dal destino, ricchi solo del loro talento e le cui vite si dipanano nel corso d’eventi più grandi di loro ci mostra come fossero in grado di fronteggiare dignitosamente la vita e le sue traversie. Alberto Cavanna rinnova il ricordo di una tradizione marinara così radicata nella terra ligure grazie alla ricchezza dei particolari e alle descrizioni avvincenti. Una storia di pirati ambientata nel golfo dei poeti: ce la racconta questo costruttore di navi e di storie, che nel suo ultimo libro narra le misteriose vicende di Bacicio do Tin, il corsaro spezzino, marinaio per nascita, avventuriero per necessità. Le alterne fortune del pirata si intrecciano con quelle di Napoleone, che dominava l'Europa mentre Bacicio dominava il Tirreno. Tra baccalà e battaglie navali, questo biografo cerca di ricomporre la storia del corsaro riunendo le testimonianze e i documenti provenienti da biblioteche, collezioni private e soffitte. A poco a poco, in un misto d'italiano, spezzino, inglese e francese il quadro della vita del corsaro scalzo prende forma, grazie anche al libro di bordo del Lanpo, il velocissimo e imprendibile sciabecco di Bacicio, temutissimo dalla flotta inglese, a cui si deve l'affondamento di parecchie navi. Una storia che appassiona grazie alle prodezze del pirata e del suo equipaggio sempre in lite e grazie al bellissimo scenario mediterraneo, una storia che ci riporta in un Italia lontana dall'unità, dove i Siciliani erano presi per Greci. L'unica immagine rimasta di Bacicio lo vede immortalato con un'aria disorientata, in uno schizzo a carboncino di David, per un quadro ordinato dal suo primo ammiratore: Napoleone.
3° CLASSIFICATO

Liceo Sigonio

Classe 3°B

Cascione Valentina
Il mare...l 'unico che non chiede legami. L'unico a cui si lega Giovan Battista Cavicioli.

Perché non ha più nulla dietro di sé ma solo l’orizzonte oltre lo sguardo.Cresciuto sul mare non riesce più a sciogliersi dal suo abbraccio fatale che segnerà il suo destino. L’uccisione del padre e dello zio da parte degli inglesi gli farà intraprendere un cammino difficile che lo vedrà corsaro dì Napoleone poi come pirata di “Bacicio Do Tin”. Ma intorno a lui c’è solo il mare. Con la sua calma e con la sua furia. Sulla sua fedele "Lanpo" percorrerà la "rotta" della sua vita piena di guerre, delusioni, amore, miseria e ricchezza. “ un marinaio di nascita, corsaro per necessità. Pirata per disperazione”. Ma il mare restituisce sempre a tutti ciò che gli è dovuto e così sarà anche per “ Bacicio Do Tin “. Narrata nei minimi particolari la storia del pirata porterà, passo dopo passo, il lettore a seguire lo scrittore nella scoperta di un marinaio,di un corsaro,di un pirata…di un uomo.Perché insieme si possa trovare quella verità tanto attesa che, piano piano, scivolerà via dalle mani fino a scomparire lasciando entrambi persi in una leggenda piena di domande…ma che non lascia spazio alle risposte.









©astratto.info 2017
invia messaggio

    Pagina principale