Una notte al museo La fuga



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presenta
una produzione


21 Laps/1492 Pictures


un film di

Shawn Levy



con

BEN STILLER

AMY ADAMS

OWEN WILSON

HANK AZARIA

ROBIN WILLIAMS

CHRISTOPHER GUEST

ALAIN CHABAT

STEVE COOGAN



Uscita film: 22 maggio 2009



Ufficio Stampa:

20th Century Fox:

Valentina Guidi Tel. 335 6887778

Francesco Marchetti Tel. 06 881751

Mario Locurcio Tel. 335 8383364

Via Salaria, 1021 – 00138 Roma

e-mail: guidilocurcio@yahoo.com

e-mail: francesco.marchetti@fox.com

È scesa la notte sulla Smithsonian Institution di Washington, DC. Le guide sono andate a casa, le luci sono spente, gli scolari sono a letto con le coperte rimboccate... nel frattempo si sta scatenando un gran subbuglio, mentre l’ex guardiano notturno Larry Daley (Ben Stiller) viene risucchiato in una nuova avventura sconvolgente e inimmaginabile, in cui la Storia stessa prende vita. In questo secondo episodio della saga di “Una notte al museo” (Night at the Museum), Larry affronta una battaglia tanto epica da potersi svolgere soltanto nei corridoi del museo più grande del mondo. Stavolta Larry deve cercare di salvare i suoi (ex) amici inanimati da quella che potrebbe essere la loro ultima notte allo Smithsonian, dove tutto – dai celebri dipinti sulle pareti ai missili spaziali nelle sale – ha improvvisamente acquistato vita propria.

Nel film il divertimento inizia con Larry che, lasciatosi alle spalle il poco remunerativo lavoro di guardiano al museo, è diventato il ricercato inventore di prodotti infocommerciali della Daley Devices. Sembra proprio che abbia tutto, invece nella sua vita manca qualcosa, qualcosa che lo spinge a tornare al vecchio rifugio, il Museo di Storia Naturale, dove ha trascorso la notte più magica della sua vita. Una volta lì, fa una scoperta allarmante. Le sue mostre preferite e alcuni tra i suoi migliori amici, ormai considerati superati, sono stati imballati e riposti in casse, in attesa di essere spedite alla volta degli immensi depositi dello Smithsonian.

Il loro destino sembra segnato, almeno finché Larry non sente l’afflitto richiamo del cowboy in miniatura Jedediah (Owen Wilson), che lo informa di un disastro imminente. Sembra infatti che il trasferimento allo Smithsonian abbia risvegliato un certo numero di reperti, incluso il sovrano egizio Kahmunrah (Hank Azaria), che è particolarmente di cattivo umore dopo 3000 anni di sonno. Ora il sovrano e i suoi spietati seguaci – un trio formato da Ivan il Terribile (Christopher Guest), Napoleone Bonaparte (Alain Chabat) e Al Capone (Jon Bernthal) – stanno tramando per assumere il controllo del museo (e poi del mondo intero) scatenando i guerrieri dell’oltretomba.

Mentre si dirige a tutta velocità verso la capitale, Larry è turbato e frastornato. Ma ora ha alcuni nuovi amici straordinari – dal brillante Albert Einstein all’onesto Abe Lincoln fino alla statua dell’irrefrenabile Amelia Earhart (Amy Adams), che lascia Larry senza fiato e lo spinge a riscoprire il senso del divertimento e il gusto dell’avventura. Insieme ai vecchi compagni, Teddy Roosevelt (Robin Williams), Ottavio (Steve Coogan), Sacajawea (Mizuo Peck), Attila l’Unno (Patrick Gallagher) e gli uomini di Neanderthal, Larry non si fermerà davanti a nulla per ritrovare i suoi amici e ripristinare l’ordine al National Mall, dal Lincoln Memorial all’Air and Space Museum, prima che sopraggiunga l’alba.
UNA NOTTE AL MUSEO 2 – LA FUGA è il primo film di azione/avventura ad essere girato nello Smithsonian, il maggiore complesso museale degli Stati Uniti e il più visitato del mondo.
La Twentieth Century Fox presenta una produzione della 21 Laps/1492 Pictures, UNA NOTTE AL MUSEO 2 – LA FUGA, diretto da Shawn Levy, scritto da Robert Ben Garant & Thomas Lennon e interpretato da Ben Stiller, Amy Adams, Owen Wilson, Hank Azaria, Christopher Guest, Alain Chabat, Ricky Gervais, Steve Coogan, Bill Hader e Robin Williams. I produttori sono Shawn Levy, Chris Columbus e Michael Barnathan, mentre i produttori esecutivi sono Thomas M. Hammel, Josh McLaglen e Mark Radcliffe.

Lo straordinario compito di dare vita allo Smithsonian è stato affidato a un team di brillanti professionisti che vede il ritorno dello scenografo Claude Paré, di Dean Zimmerman e del candidato a un Oscar Don Zimmerman, A.C.E. al montaggio, nonché del compositore candidato a un Oscar e a un Golden Globe Alan Silvestri. Il cast tecnico è completato dal direttore della fotografia John Schwartzman, ASC (“Il mistero delle pagine perdute” [National Treasure: Book of Secrets], “Seabiscuit – Un mito senza tempo”), dall’ideatrice dei costumi Marlene Stewart (“Tropic Thunder”) e dal supervisore degli effetti visivi Dan Deleeuw, ideatore degli animali africani e del tirannosauro Rexy nel primo “Una notte al museo” (Night at the Museum).


MUSEO PIÙ GRANDE, AVVENTURA ANCOR PIÙ GRANDE

Lo straordinario film di successo “Una notte al museo” solleva un quesito che molti frequentatori di musei si sono posti: “Che cosa accade a tutte le mostre quando le luci si spengono e i visitatori vanno via?”. La risposta, frutto di una sognante immaginazione, ha dato vita a una schiera di personaggi storici irriverenti, accattivanti, divertenti e ingegnosi, coinvolti in un’avventura che vede affiancati uomini di Neanderthal, cowboy, presidenti degli Stati Uniti, dinosauri e statue dell’isola di Pasqua. Tutto accade in presenza di un guardiano notturno, che vive il primo trionfo della sua vita quando scopre il potere della conoscenza e i piaceri che nascono dalle amicizie inaspettate.

Ma, dopo quest’avventura, quale altra opportunità si poteva prospettare a Larry Daley? Per i realizzatori di “Una notte al museo”, se Larry doveva intraprendere un nuovo viaggio incredibile, non poteva che trattarsi di un’impresa ancora più grande, in termini di proporzioni, avventure e sfide che il protagonista avrebbe dovuto affrontare. E cosa c’è di più imponente del Museo di Storia Naturale di New York? Dove trovare un museo più monumentale, brulicante di una quantità di mostre perfino più sorprendenti – dalle creature preistoriche alle opere d’arte medievali ai razzi dell’era spaziale – con un potenziale illimitato di situazioni elettrizzanti ed eventi emozionanti per mettere alla prova la lealtà e il coraggio di Larry, se all’improvviso tutto avesse preso vita?

La risposta era una sola e conduceva direttamente alla capitale degli Stati Uniti e all’unico museo americano finanziato con i soldi dei contribuenti: la magnifica Smithsonian Institution.

“Volevamo che tutto quello che c’era nel primo film fosse non solo più grande ma anche migliore in questo secondo episodio”, spiega Shawn Levy, il regista che ha preso in mano le redini anche del nuovo film. “Volevamo che il viaggio di Larry fosse ancora più avvincente, che lo aiutasse a ritrovare la parte migliore di sé, quella di cui ha all’improvviso preso coscienza in “Una notte al museo”. Ben Stiller e io eravamo d’accordo che la favola non avrebbe avuto un seguito, a meno di avere una nuova, grande storia. Perciò, quando ci è venuta l’idea di portare Larry e i suoi amici allo Smithsonian, abbiamo capito di essere sulla strada giusta. Non avremmo potuto essere più entusiasti”.

Lo Smithsonian, con le sue dimensioni maestosamente grandiose, già da solo amplificava la scala della vicenda. Considerato un vessillo della cultura, delle conoscenze e delle scoperte in tutto il mondo, lo Smithsonian è stato fondato nel 1846 grazie a un misterioso lascito di $500.000 da parte dello scienziato britannico James Smithson il quale, pur non avendo mai messo piede negli Stati Uniti, voleva che la nazione avesse un luogo speciale dedicato alla ricerca e alla diffusione della conoscenza. Più di 150 anni dopo, la Smithsonian Institution, una delle colonne portanti della capitale degli Stati Uniti, è il complesso museale più grande del mondo, dove viene raccolto di tutto, dalle ossa antiche ai più importanti documenti storici americani fino ai manufatti contemporanei, come la poltrona di Archie Bunker. Ogni anno lo Smithsonian è meta di circa 25 milioni di visitatori, abbagliati ed eccitati da tutto ciò che vi è raccolto, dai meravigliosi dipinti esposti nella National Gallery agli aerei d’epoca nel National Air and Space Museum.

Per i realizzatori, avere la possibilità non solo di utilizzare lo Smithsonian per ambientarvi il film, ma anzi di trasformarlo nel cuore della grandiosa e divertente avventura è stato come, per un bambino goloso, perdersi in un negozio di dolciumi. Si è riaccesa la fiamma della passione collettiva nell’intero team originale, tra cui gli sceneggiatori Thomas Lennon e Robert Ben Garant, che avevano curato l’adattamento per il grande schermo dell’amato libro per bambini di Milan Trenc, arricchendo di brillante umorismo il primo “Una notte al museo”.

Dal punto di vista di Lennon e Garant, quanto più grande fosse stato il museo, tanto maggiori sarebbero state le opportunità di ideare incontri magici, battaglie fantastiche e storie irresistibili. “A differenza del Museo di Storia Naturale, che si trova in un unico edificio, lo Smithsonian si estende lungo il National Mall”, osserva Garant. “Abbiamo dovuto affrontare la straordinaria sfida di immaginare come narrare una storia che, pur coinvolgendo l’intero complesso, non si riducesse a una serie ininterrotta di inseguimenti”.

Alla fine, la coppia di sceneggiatori ha limitato il cuore della movimentata vicenda ad alcune delle aree più rappresentative dello Smithsonian: l’Air and Space Museum (il museo più visitato del mondo), lo Smithsonian Castle e il Lincoln Memorial.

Ma come portare l’irriducibile newyorkese Larry a Washington? L’ultima volta che Lennon e Garant lo hanno visto, Larry era contento per avere finalmente realizzato qualcosa d’importante nella vita, con il lavoro di guardiano e una conoscenza del Museo di Storia Naturale ben oltre qualunque immaginazione. Ma, ipotizzando ciò che nel frattempo poteva essergli capitato, i due hanno supposto che Larry, a conclusione della grande avventura, avesse cercato nuovi traguardi da raggiungere. E così, mettendo a frutto le sue qualità inventive con la Daley Devices, Larry ha ottenuto celebrità e ricchezza, ma si è lasciato alle spalle amicizie e divertimento, e ora prova un senso di smarrimento per non avere uno scopo nella vita. Nel frattempo, le mostre che ha lasciato al Museo hanno subito un rovescio di fortuna. Un tempo amatissimo dai bambini di tutto il mondo, il Museo ha perso attrattiva e lustro a favore dei moderni ologrammi e dell’alta tecnologia e, come scopre Larry, molte mostre sono ora imballate e pronte per essere spedite alla volta dei reconditi depositi dello Smithsonian.

Questo scenario è il punto di partenza della nuova storia. Da qui i due sceneggiatori, che hanno girovagato nello Smithsonian per giorni, sala dopo sala, come turisti ossessionati da ogni dettaglio, hanno lasciato che il museo stesso fornisse l’ispirazione per gli eventi da narrare. Come osserva Lennon: “All’epoca di ‘Una notte al museo’, il nostro unico pensiero era di scrivere un film divertente e ricco di azione che potesse piacere a tutti. Quando si è deciso di ambientare il nuovo film nello Smithsonian, abbiamo adottato lo stesso approccio”.

Alcune delle sezioni museali più popolari hanno acceso l’immaginazione degli autori incanalandola verso nuovi percorsi. L’Air and Space Museum, che ha reso omaggio all’avventurosa aviatrice Amelia Earhart e al suo Lockheed Vega rosso ciliegia (con il quale ha compiuto la trasvolata da record dell’Atlantico), ha catturato gli sceneggiatori – e in seguito Larry – in un’avventura romantica imprevista. Quando la statua di Amelia prende vita, la donna diventa non solo l’astuta compagna di Larry, ma anche l’inaspettata e romantica presenza che risveglia il suo senso del divertimento. “Dal momento in cui abbiamo visto la mostra su Amelia Earhart nell’Air and Space Museum, abbiamo capito che sarebbe stata lei il personaggio femminile che aiuta Larry a ritrovare la strada verso casa, letteralmente e metaforicamente”, spiega Lennon.

Garant e Lennon si sono divertiti molto a ideare gli scherzi arguti e vecchio stile di Amelia, caratterizzati dall’amore per i giri di parole e punteggiati da frizzi e lazzi. “Abbiamo immaginato che parlasse un po’ come Katharine Hepburn in un film di Howard Hawks”, spiega Garant. “È stato uno spasso scrivere dialoghi sulla falsariga di quelli dei grandiosi film di quell’epoca”.

Amelia diventa rapidamente il perno della storia, indirizzando in modo incisivo la vita futura di Larry nel corso di un’unica, indimenticabile notte, una notte che purtroppo non può durare, ma che li avvicina moltissimo l’uno all’altra. Come osserva il regista/produttore Shawn Levy: “Nello sviluppare la nuova storia, credo che siamo riusciti a trasporre molti dei tratti che gli spettatori hanno amato nel primo film: è divertente, sensibile e spettacolare. Ma noi andiamo oltre questi aspetti, verso qualcosa di nuovo. Stavolta non abbiamo soltanto un uomo in fuga dalle mostre che hanno preso vita. La vicenda è emotivamente più interessante perché il legame tra Larry e Amelia diventa il cuore del film. Volevamo non solo realizzare un sequel più sbalorditivo e avventuroso, ma anche approfondire i temi e le relazioni, e la sceneggiatura ha rispecchiato i nostri propositi. Amelia è una donna focosa e vive con Larry una magnifica avventura romantica perché entrambi sanno che, al mattino, lei tornerà ad essere una statua di cera”.

I realizzatori si sono anche divertiti a far incontrare i maggiori cervelli della storia con alcuni fra i personaggi più coraggiosi e avventurosi. “È sorprendente vedere i piloti del reparto Tuskegee Airmen, il cui ruolo è stato così importante nella storia americana, che ringraziano Amelia Earhart per il ruolo che ha avuto nell’abbattere le barriere della discriminazione nel campo dell’aviazione”, dichiara Levy. “Queste conversazioni non avrebbero mai potuto avere luogo nella realtà, ma accrescono il potenziale della commedia e, in qualche modo, sono una fonte d’ispirazione”.

Larry ha decisamente bisogno di una partner con una discreta abilità nella navigazione, quando scopre di trovarsi in un mondo in cui qualunque cosa – o chiunque – può prendere vita non appena girato l’angolo. Indubbiamente, Larry ha già visto statue che camminano e modelli che si muovono, ma non si è mai trovato dentro l’azione di alcuni dei dipinti più illustri o delle fotografie più celebri. “La novità dell’arte che prende vita nella Galleria è stata particolarmente emozionante per me che sono un appassionato d’arte”, spiega Levy. “C’è di tutto, dal paesaggio agreste del dipinto American Gothic a Nighthawks di Edward Hopper, fino alla foto del VJ Day di Alfred Eisenstaedt. È stato emozionante lasciare la realtà ed entrare in questi mondi virtuali, all’interno di alcune delle mie opere d’arte preferite. Ma ben altro prende vita: il celebre Pensatore di Rodin, una ballerina di Degas e molte altre creature, tra cui un calamaro gigante”.

Grazie alle molteplici mostre presenti nel museo di Washington, incontriamo una schiera di nuovi personaggi, che, nella battaglia dello Smithsonian, si scontrano con alcuni di quelli conosciuti e apprezzati nel primo film. Spicca fra tutti il soggetto più perfido e malvagio che Larry abbia mai incontrato: il redivivo faraone egizio Kahmunrah (Hank Azaria), il meschino fratello maggiore del sovrano Ahkmenrah del primo film. Il diabolico faraone intende trasformare lo Smithsonian in un avamposto da cui scatenare il suo esercito dell’oltretomba per conquistare il mondo. Per mettere sotto assedio il museo, assolda un “asse del male” multi-generazionale, composto da Ivan il Terribile, il famigerato zar russo che ritiene di essere stato grossolanamente frainteso; il genio militare francese Napoleone Bonaparte, assillato da un problema di statura; e un giovane gangster americano dal grilletto facile di nome Al Capone.

Un altro nuovo personaggio con un ruolo chiave è il leader della sfortunata Guerra civile americana, il Generale Custer. Sconfitto nella battaglia del Little Big Horn, sembra che Custer soffra di scarsa autostima. “Abbiamo scelto Custer perché volevamo un personaggio opposto a Teddy Roosevelt: qualcuno che, con i suoi nefasti consigli e nonostante le buone intenzioni, non è stato all’altezza della situazione!”, spiega Lennon.

Con tanti carismatici uomini d’azione e le sale dello Smithsonian a disposizione, Garant, Lennon e Levy sono stati liberi di escogitare alcune scene ancora più movimentate e audaci. “Mettere insieme tutte le idee nate allo Smithsonian è stata la cosa più divertente”, dichiara Levy. “C’è l’Air and Space Museum dove tutti gli aerei, modelli e razzi vogliono accendere i motori e decollare. C’è un inseguimento dentro una fotografia. C’è una scena in cui Amelia Earhart ruba l’aereo dei fratelli Wright, fugge dal museo e compie un atterraggio di fortuna allo Smithsonian Castle. E poi c’è la Battle royale, che è il culmine della guerra per lo Smithsonian, in cui tutti i personaggi che conosciamo e amiamo – l’esercito dei buoni composto da Larry, Amelia, Attila l’Unno, Sacajawea, il Pensatore, Venere, il Generale Custer e i Tuskegee Airmen – devono affrontare Kahmunrah, Ivan il Terribile, Napoleone, Al Capone e l’esercito dei cattivi in un ultimo epico scontro!”.

Levy conclude: “Questo è il genere di storia che Ben e io avevamo in mente quando abbiamo parlato della nuova avventura per il nostro Larry Daley. È una commedia brillante e intelligente, piena di azione e di emozioni, e oltretutto vanta un cast eccezionale. Fin dal primo giorno, Ben e io siamo stati accomunati dallo stesso vivo desiderio di riunire i maggiori artisti e il miglior cast tecnico per realizzare il film. A Ben si sono unite, oltre ad Amy Adams, molte altre celebrità: Owen Wilson, Robin Williams, Hank Azaria, Christopher Guest, Bill Hader e Ricky Gervais – tutti spiritosi improvvisatori, tutti brillanti autori, tutti artisti che sanno come arricchire in modo sorprendente la recitazione. L’eccellente pedigree creativo degli artisti è stato uguagliato dal cast tecnico di altissimo livello, ed è questo mix che ha reso il film così speciale”.




Alan silvestri
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