Una vita a Colori



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24.01.2018
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Una vita a Colori

Biografia artistica di aurelio nicolazzo


Fin dall’asilo Aurelio Nicolazzo ha cercato di impegnarsi al massimo nel disegno e nel colorare le figure da lui realizzate. Non era soddisfatto dei suoi risultati, ma mai avrebbero potuto essere migliori all’età di cinque anni. Aveva disegnato tanto da bambino a Verona e aveva messo i suoi disegni dentro una cartellina che sfortunatamente andò persa nel tempo e con le circostanze sfavorevoli della vita. Ma, dopo il trasferimento a Roma, avrà la possibilità di produrre altri disegni, alcuni dei quali sono conservati nel suo archivio.



“Campo Indiano”, acquerello su cartone telato, 1970 circa



In particolare sono rimasti due acquerelli su cartone telato, databili 1970 circa, di cui uno è qui sopra.

Dopo l’impegno delle scuole medie, in cui realizzò il disegno di una Madonna, in gruppo colorata nella prima media, dalla seconda si impegnò per lo più nelle Applicazioni Tecniche, e nel lavoro del polistirolo, realizzando un plastico di classe, con lavoro collettivo di tutti i compagni e le compagne. Dopo le medie si perse la vena artistica, alle prese con i successi della crescita, nello sport in particolar modo, e al liceo classico. Qualche problema gli oscurava la necessaria serenità per ottenere un buon lavoro artistico e quindi non si cimentò più, fino a quando, durante il servizio militare svolto dal 1985 al 1986, un colonnello dei Granatieri gli regalò la propria attrezzatura da pittore, costituita da alcuni colori, una tavolozza, dei pennelli e lo strofinaccio per pulire i pennelli. Durante una licenza, Aurelio andò nella propria abitazione appartenuta ai nonni, in Calabria e si aprì di nuovo la vena artistica. Da un vecchio libro dove vi era la foto dello studio di Galileo Galilei, realizzò il disegno su carta e cominciò a dipingerlo, avendo accanto la propria ragazza a cui voleva molto bene. Ma i tempi erano ristretti, la vita chiamava e lui dovette sospendere il lavoro e tornare in caserma. Soltanto parecchi anni dopo, dopo essersi specializzato in informatica applicata, ritornò a rivisitare quell’opera e la completò, sempre nella casa in Calabria. Il caso volle che quel giorno era il 29 luglio 1990 e la televisione, quando era ormai sera, al TG1 trasmetteva la notizia del centenario della morte di Vincent Van Gogh e della battitura all’asta miliardaria del capolavoro dei girasoli nel vaso.

Nell’opera appaiono in bilico sia il mappamondo che i libri, esprimendo senso di pericolo, preoccupazioni e la candela ha ancora solo un po’ di cera prima di spegnersi. Questo pessimismo nasceva dalla mancanza di lavoro fisso e dalla prossima fine della sua relazione sentimentale.


Ma i risultati erano davvero incoraggianti e Aurelio Nicolazzo cominciò ad usare l’attrezzatura ricevuta in dono e a completarla con nuovi acquisti presso il negozio di parati di Viale Somalia.
Tra le opere che segnarono la svolta, il quadro “Fidanzati” ideato in sogno e che aprì il filone delle opere sognate prima e poi realizzate. Altre opere importanti dell’anno 1991 furono “La Rosa e il Ferro da Stiro”, “Nicastro” e “Il Girasole”, che era frutto di uno schizzo effettuato l’estate del 1990 in Calabria. Anche questa è un’opera piena della sensazione di pericolo e di caducità della vita, con il Monte Reventino che domina sul povero girasole ricurvo di fatica e di tristezza.






1991, “Fidanzati”

1991, “Il Girasole”

Del tutto autodidatta, aveva cominciato nel 1991 con un corso di disegno in autoapprendimento, usando il libro “Disegnare con la parte destra del cervello” di Betty Edwards e così si era aperto il canale mentale e spirituale artistico.

Continuò così a dipingere tele e a realizzare nuove idee interessanti, con viaggi nella pittura figurativa, astratta con collage, cercando di unire anche la sua abilità storica di fotografo ad una visione più puramente artistica. Nel 1995 i progetti della macchina d’epoca di Boston, da un dagherrotipo di famiglia degli anni ’30, e quelli legati al cinema italiano. In particolare fotogrammi dal film “Ad Ovest di Paperino” di Alessandro Benvenuti, interpretato dai Giancattivi. Nel 1997 si dedica alla sperimentazione astratta con le opere collage “Lavoro”, “Il Ciack”, “Car” e i vari collage dedicati alla cantante Madonna. Nel 1999 i collage dedicati a Romina Power a cui dedicherà anche varie opere pittoriche degli anni seguenti, come aveva fatto in precedenza per la RockStar Madonna.

Stretto fra povertà personale, disoccupazione, stress cronico, Aurelio Nicolazzo avrà una crisi di tachicardia nervosa e verrà ricoverato all’ospedale Pertini e preso in cura presso la struttura del Centro di Salute Mentale di zona. Inizierà una lunga convalescenza a base di psicofarmaci e psicoanalisi freudiana.

Le opere dal 1997 in poi rappresentano questo cambiamento rispetto al passato.



1995, “Boston”








1995, “Athina Cenci e Firenze”





1997, “Il Ciack”



Tuttavia nel 1999 sospenderà l’attività di pittore per dedicarsi al reinserimento in società, con le varie attività culturali, fra cui la poesia e l’ufologia, riuscendo ad essere il promotore di due convegni tematici nazionali a Roma di grande successo di pubblico con il C.U.N., oltre al suo operato nel settore divulgativo e informatico laziale. Essendo valente fotografo, Aurelio Nicolazzo ha realizzato la sua “installazione” vivente, costituita dalle numerosi foto di presunti dischi volanti che è riuscito ad intercettare nella loro fase brevissima di materializzazione.


Ma nel 2003, dopo un corso di hatha yoga della durata di un anno, Aurelio Nicolazzo riprenderà a dipingere. E da allora non si è più fermato. E numerosi opere importanti nasceranno, e non si può certo inserirle tutte in questo breve documento. Ne inseriamo soltanto tre rappresentative della pittura di Nicolazzo.

Nel 2004 ecco Aurelio Nicolazzo iniziare un corso di disegno e pittura presso l’Accademia RUFA University di Roma, che durerà un anno, sotto l’insegnamento del pittore professore Tullio De Franco. L’attestato finale è riconosciuto dallo Stato Italiano. Tuttavia proseguirà a frequentare l’Accademia per alcuni anni, fino a che le finanze lo sorreggeranno.




2006, “Over Number 1”







2008, “Fuori Città”







2007, “Lazzaro World 2”, graffiti-art





ANALISI DELLA PITTURA DI AURELIO NICOLAZZO
La pittura di Aurelio Nicolazzo può essere a ragione definita Espressionista, a causa dei colori vivaci che la costituiscono, che hanno il compito di esprimere le emozioni, colori puri che devono anche urlare al mondo la propria presenza di artista e il proprio compito di rendere gioiosa la vita delle persone. Tuttavia nelle sue opere non mancano i miscugli e le sfumature ricercate con passione. È un Espressionismo attento a conservare le forme che non sempre partono per la tangente della deformazione voluta. Sia negli arredamenti classici che in quelli moderni, i quadri di Aurelio Nicolazzo, ravvivano l’insieme.
Il pittore, nato a Udine nel 1964 e residente a Roma dal 1970, ha cercato di infondere ai temi figurativi il suo maggiore impegno. Le opere nascono dagli schizzi che effettua sul posto e riporta in studio, dalle fotografie da lui scattate in varie circostanze, da fotografie trovate e usate con intento di studio e pratica, da idee vere e proprie come nelle opere fondamentali, “Angeli e Demoni” del 2005, “La Resurrezione di Lazzaro” del 2005, “L’Amore Infranto” e “Il Faro delle Colline” del 2006. Ma anche dalla dimensione onirica giungono immagini di quadri da realizzare, come appunto in “Fidanzati” del 1991, in Uccelli in Cucina” e “Arlecchino” del 2008, in “Coscienza Cosmica” del 2009.

I temi maggiormente trattati sono la donna, le macchine antiche, la natura, la città, gli animali.


Nella dimensione astratta, il pittore riesce ad esprimere in maniera perfetta la vena di Espressionismo astratto, che è sì informale, ma informale nel senso più completo del termine, essendo presenti sia i simboli da lui creati, che i giochi di colore dell’emozione, che anche gli schizzi di colore qui e là dell’istinto e del dripping.
Il suo viaggio nella graffiti-art è più una scommessa che un impegno totale. Egli si differenzia dai più grandi artisti del settore a causa del fatto che non ha esibito sui muri della città le proprie creazioni, ma le ha messe su tela. Sono immagini rudimentali e infantili che però creano armonie e sensazioni forti.
Aurelio Nicolazzo si cimenta nel suo studio a Roma e, nei mesi estivi, nell’atelier in Calabria presso Lamezia Terme.
Egli stesso ha ideato e creato il sito internet che presenta il suo lavoro nel mondo. Attraverso di esso sono giunti negli anni e nell’ordine, i complimenti della Saatchi Gallery di Londra, della Galleria Gaudi di Madrid, della Agora-Gallery di New York.
Mostre effettuate:

1990, dal 7 al 25 novembre mostra concorso di fotografia

collettiva "Roma in Negativo" tenutasi a Palazzo Braschi in

Roma.


2003, dal mese di maggio alla Galleria Selemark di Roma.

2005, dal 12 luglio, mostra presso l'Accademia RUFA di Roma.

2005, dal 14 al 30 luglio, presso la Galleri L'Angelo

Azzurro di Roma per la mostra "Animali in Arte" con l'opera

"Setter".

2005, dal 17 al 30 settembre, alla Galleria L'Angelo Azzurro

per la mostra "Percorsi d'Arte".

2005, dal 29 ottobre al 9 novembre 2005 alla Galleria

L'Angelo Azzurro per la mostra "Pianeta Donna".

Dal 18 dicembre 2005 al 6 gennaio 2006, alla Galleria

L'Angelo Azzurro per la mostra "Generi Diversi".

2006, dal 20 gennaio al 2 febbraio presso la Galleria

Pentart di Roma, per la mostra "Formale o Informale"

2006, dal 3 al 9 febbraio, presso la Galleria Pentart nella

mostra "Nudo di Donna".

2006, dal 10 al 23 febbraio presso la Galleria Pentart per

la mostra "Stili a confronto".

2006 dal 10 settembre presso la Galleria Piccolo Angelo di

Corchiano (VT) per la mostra "Omaggio Pittorico a Gabriella

Ferri".


2006, da ottobre presso la Galleria d'Arte Selemark di Roma.

2007, dal 2 al 15 giugno, presso la Galleria La Pergola di

Firenze per la mostra "Arte Contemporanea Italiana".

2007, dal 14 al 28 giugno, presso la Galleria Poliedro di

Trieste, per la mostra "Artisti in Permanenza 06".

2007, dal 20 al 27 ottobre ”Dall’ermo colle, infinite

emozioni tra pittura e poesia” Mostra d’Arte.

2009, 24 e 25 marzo mostra personale “Istanti

sulle Ali del Tempo” presso Oratorio Chiesa

Santa Maria della Speranza, Roma

2009, ottobre e novembre, “Poesia a colori”, personale a Via Ruggero Fauro 1

2009 ottobre-2010 gennaio collettiva fissa presso la Galleria Selemark di Roma.




Libri scritti:

"Prospettiva bit", 1995 dai contenuti cibernetici

"Justine 2000", 2001, romanzo.
Poesie:

Raccolta "Immagini Essenziali", 1979-2001

Raccolta "La Rivolta", 1991-1996

Raccolta "Sensazioni", 1997

Libro "Istante", 1997, Lithos Editrice

Libro "Antologia dei Poeti del Lago", 2000, Il Torrione dei Poeti del Lago editrice

Libro "Cesare Perduto nella Pioggia", 2000, Cesare Di Salvo Editore, omaggio a Cesare Pavese

Libro "I Volti e i Giorni", 2001, Colosseo Grafica Editoriale

Raccolta in cdrom "I Colori della Vita", 2008
Sceneggiature:

1992 Documentario: "Gli uomini, le oasi naturalistiche e l'uomo", concorso "I Girasoli".

1993 Cortometraggio: "Novantatre", concorso "I Girasoli"

1995 Cortometraggio: "Il Tradimento", concorso Rai Radiotelevisione Italiana - Raiuno, Progetto Giovani Espressioni 1995.

1995 Gira il Cortometraggio "Es Tauta Poleis"

1996 Sceneggiatura Film Western "Belle Star" personaggio femminile



1996 Videodocumento "La Corsa al Posto"





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