Uno, nessuno e centomila luigi Pirandello indice libro I


VI. Moltiplicazione e sottrazione



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VI. Moltiplicazione e sottrazione

Rientrando in casa, vi trovai Quantorzo in seria confabulazione con mia moglie Dida.

Com'erano a posto, sicuri, seduti tutt'e due nel salottino chiaro in penombra; l’uno grasso e nero, affondato nel divano verde; l’altra esile e bianca nella sua veste tutta a falbalà, in punta in punta e di tre quarti sulla poltrona accanto, con una freccia di sole sulla nuca. Parlavano certo di me, perché, come mi videro entrare, esclamarono a un tempo:

«Oh, eccolo qua!» E poiché erano due a vedermi entrare, mi venne la tentazione di voltarmi a cercare l'altro che entrava con me, pur sapendo bene che il "caro Vitangelo" del mio paterno Quantorzo non solo era anch’esso in me come il Gengè di mia moglie Dida, ma che io tutto quanto, per Quantorzo, altri non ero che il suo caro Vitangelo, proprio come per Dida altri che il suo "Gengè". Due, dunque, non agli occhi loro, ma soltanto per me che mi sapevo per quei due uno e uno ; il che per me, non faceva un piú ma un meno, in quanto voleva dire che ai loro occhi, io come io, non ero nessuno.

Ai loro occhi soltanto? Anche per me, anche per la solitudine del mio spirito che, in quel momento, fuori d'ogni consistenza apparente, concepiva l'orrore di vedere il proprio corpo per sé come quello di nessuno nella diversa incoercibile realtà che intanto gli davano quei due. Mia moglie, nel vedermi voltare, domandò. «Chi cerchi?» M'affrettai a risponderle, sorridendo: «Ah, nessuno, cara, nessuno. Eccoci qua!» Non compresero, naturalmente, che cosa intendessi dire con quel "nessuno" cercato accanto a me; e credettero che con quell'"eccoci" mi riferissi anche a loro due, sicurissimi che lí dentro quel salotto fossimo ora in tre e non in nove; o piuttosto, in otto, visto che io ­per me stesso - ormai non contavo piú. Voglio dire:


  1. Dida, com'era per sé;

  2. Dida, com'era per me;

  3. Dida, com'era per Quantorzo;

  4. Quantorzo, com'era per sé;

  5. Quantorzo, com'era per Dida;

  6. Quantorzo, com'era per me;

  7. il caro Gengè di Dida;

  8. il caro Vitangelo di Quantorzo. S’apparecchiava in quel salotto, fra quegli otto che si

credevano tre, una bella conversazione.



Ii. e il vostro naso?
Iii. bel modo di essere soli
Iv. com’io volevo esser solo
V. inseguimento dell’estraneo
Vi. finalmente
Vii. filo d’aria
Viii. e dunque?
Ii. e allora?
Iii. con permesso
Iv.italcasse ancora
V. fissazioni
Vi. anzi ve lo dico adesso
Vii. che c’entra la casa?
Viii. fuori all’aperto
Ix. nuvole e vento
X. l’uccellino
Xi. rientrando in città
Xii. quel caro gengè
I. pazzie per forza
Ii. scoperte
Iii. le radici
Iv. il seme
V. traduzione d’un titolo
Vi. il buon figliolo feroce
Vii. parentesi necessaria, una per tutti
Viii. caliamo un poco
Ix. chiudiamo la parentesi
X. due visite
I. com'erano per me marco di dio e sua moglie diamante
Ii. ma fu totale
Iii. atto notarile
Iv. la strada maestra
V. sopraffazione
Vi. il furto
Vii. lo scoppio
I. con la coda fra le gambe
Ii. il riso di dida
Iii. parlo con bibì
Iv. la vista degli altri
V. il bel giuoco
Vii. ma io intanto dicevo tra me
Viii. il punto vivo
I. a tu per tu
Ii. nel vuoto
Iii. seguito a compromettermi
Iv. medico? avvocato? professore? deputato?
V. io dico, poi, perché?
Vi. vincendo il riso
I. complicazione
Ii. primo avvertimento
Iii. la rivoltella tra i fiori
Iv. la spiegazione
V. il dio di dentro e il dio di fuori
Vi. un vescovo non comodo
Vii. un colloquio con monsignore
Viii. aspettando
I. il giudice vuole il suo tempo
Ii. la coperta di lana verde
Iii. remissione



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