Uno, nessuno e centomila luigi Pirandello indice libro I


III. La rivoltella tra i fiori



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III. La rivoltella tra i fiori

Per una delle straducole a sdrucciolo della vecchia Richieri durante il giorno appestate dal lezzo della spazzatura marcita, andai su alla Badía. Quando si sia fatta l'abitudine di vivere in un certo modo, andare in qualche luogo insolito e nel silenzio avvertire come un sospetto che ci sia qualcosa di misterioso a noi, da cui, pur lí presente, il nostro spirito è condannato a restar lontano, è un'angoscia indefinita, perché si pensa che, se potessimo entrarci, forse la nostra vita si aprirebbe in chi sa quali sensazioni nuove, tanto da parerci di vivere in un altro mondo. Quella Badía, già castello feudale dei Chiaramonte, con quel portone basso tutto tarlato, e la vasta corte con la cisterna in mezzo, e quello scalone consunto, cupo e rintronante, che aveva il rigido delle grotte, e quel largo e lungo corridoio con tanti usci da una parte e dall'altra e i mattoni rosi del pavimento avvallato che lustravano alla luce del finestrone in fondo aperto al silenzio del cielo, tante vicende di casi e aspetti di vita aveva accolto in sé e veduto passare, che ora, nella lenta agonia di quelle poche suore che vi vagavano dentro sperdute, pareva non sapesse piú nulla di sé. Tutto là dentro pareva ormai smemorato, nella lunghissima attesa della morte di quelle ultime suore, a una a una; perduta da gran tempo la ragione per cui, castello baronale, era stato dapprima costruito, divenuto poi per tanti secoli badía. La suora portinaia aprí uno di quegli usci nel corridoio e m'introdusse nel parlatorietto. Una campanella malinconica già era stata sonata da basso, forte per chiamare Suor Celestina.

Il parlatorietto era buio, tanto che in prima non potei discernervi altro che la grata in fondo, appena intravista alla poca luce entrata dall'uscio nell'aprirlo. Rimasi in piedi in attesa; e chi sa quanto ci sarei rimasto se alla fine una fievole voce dalla grata non m'avesse invitato ad accomodarmi che presto Anna Rosa sarebbe venuta su dall'orto.

Non mi proverò a esprimere l'impressione che mi fece quella voce inattesa nel buio, di là dalla grata. Mi folgorò in quel buio il sole che doveva esserci in quell'orto della badia, che non sapevo dove fosse, ma che certo doveva essere verdissimo; e d'improvviso mi silluminò in mezzo a quel verde la figura d'Anna Rosa come non l'avevo mai veduta tutta un fremito di grazia e di malizia. Fu un baleno. Ritornò il buio. O piuttosto non il buio, perché ora potevo discernere la grata, e davanti a quella grata un tavolino e due seggiole. In quella grata, il silenzio. Vi cercai la voce che mi aveva parlato, fievole ma fresca, quasi giovanile. Non c'era piú nessuno. Eppure doveva essere stata la voce d'una vecchia. Anna Rosa, quella voce, quel parlatorietto, il sole in quel buio, il verde dell'orto: mi prese come una vertigine. Poco dopo Anna Rosa aprí di furia l'uscio e mi chiamò fuori del parlatorietto nel corridoio. era tutta accesa in volto, coi capelli in disordine, gli occhi sfavillanti, la camicetta bianca di lana a maglia sbottonata sul petto come per caldo, e aveva tra le braccia tanti fiori e un tralcio d'edera che le passava sopra una spalla e le tentennava lungo, dietro. Corse, invitandomi a seguirla in fondo al corridoio, salí sullo scalino sotto al finestrone, ma nel salire, forse per riparare con una mano una parte dei fiori che stava per sfuggirle si lasciò invece cadere dall'altra la borsetta, e subito il fragore d'una detonazione seguito da un altissimo grido fece rintronare tutto il corridoio. Feci appena in tempo a sorreggere Anna Rosa che mi si batteva addosso. Nello sbalordimento, prima che riuscissi a rendermi conto di ciò che era avvenuto, mi vidi attorno certe vecchie suore pigolanti spaventate, le quali, pur essendo accorse per quello sparo nel corridoio e pur vedendomi tra le braccia Anna Rosa ferita, erano tuttavia in preda a un'altra costernazione ch’io in prima non potei intendere tanto mi pareva impossibile che non si dovesse aver quella per cui di gran voce io chiedevo loro un letto, dove adagiare la ferita; mi rispondevano "Monsignore"; che stava per arrivare Monsignore. A sua volta, Anna Rosa mi gridava tra le braccia: "La rivoltella! la rivoltella! ", cioè che rivoleva da me la rivoltella ch’ era dentro la borsetta, perché era un ricordo del padre. Che in quella borsetta caduta dovesse esserci una rivoltella la quale, esplodendo, l'aveva ferita a un piede, m'era apparso subito evidente; ma non cosí la ragione per cui la portava con sé, e proprio quella mattina che mi aveva dato convegno alla Badía. Mi parve stranissimo; ma non mi passò neppur lontanamente per il capo in quel momento che l'avesse portata per me. Piú che mai stordito, vedendo che nessuno mi dava aiuto per soccorrere la ferita, me la tolsi di peso sulle braccia e la portai fuori della Badía, giú per la straducola, a casa.

Mi toccò, poco dopo, risalire alla Badía per riprendere dal corridoio sotto al finestrone quella rivoltella, che doveva poi servire per me.





Ii. e il vostro naso?
Iii. bel modo di essere soli
Iv. com’io volevo esser solo
V. inseguimento dell’estraneo
Vi. finalmente
Vii. filo d’aria
Viii. e dunque?
Ii. e allora?
Iii. con permesso
Iv.italcasse ancora
V. fissazioni
Vi. anzi ve lo dico adesso
Vii. che c’entra la casa?
Viii. fuori all’aperto
Ix. nuvole e vento
X. l’uccellino
Xi. rientrando in città
Xii. quel caro gengè
I. pazzie per forza
Ii. scoperte
Iii. le radici
Iv. il seme
V. traduzione d’un titolo
Vi. il buon figliolo feroce
Vii. parentesi necessaria, una per tutti
Viii. caliamo un poco
Ix. chiudiamo la parentesi
X. due visite
I. com'erano per me marco di dio e sua moglie diamante
Ii. ma fu totale
Iii. atto notarile
Iv. la strada maestra
V. sopraffazione
Vi. il furto
Vii. lo scoppio
I. con la coda fra le gambe
Ii. il riso di dida
Iii. parlo con bibì
Iv. la vista degli altri
V. il bel giuoco
Vi. moltiplicazione e sottrazione
Vii. ma io intanto dicevo tra me
Viii. il punto vivo
I. a tu per tu
Ii. nel vuoto
Iii. seguito a compromettermi
Iv. medico? avvocato? professore? deputato?
V. io dico, poi, perché?
Vi. vincendo il riso
I. complicazione
Ii. primo avvertimento
Iv. la spiegazione
V. il dio di dentro e il dio di fuori
Vi. un vescovo non comodo
Vii. un colloquio con monsignore
Viii. aspettando
I. il giudice vuole il suo tempo
Ii. la coperta di lana verde
Iii. remissione



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