Uno scrittore contemporaneo per ragazzi marcello argilli


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Con uno stile efficace, reso possibile da un linguaggio asciutto ed incisivo e da un periodare

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strutturalmente essenziale, l'Autore-narratore presenta dei racconti che si snodano velocemente, concludendosi, per lo più, in una o due pagine. Il narratore è onnisciente, il discorso è di solito narrativizzato; talvolta esso slitta nel discorso diretto: "Mai cono­sciuto un rossore più curioso di quello. Appena Linda udiva una parolaccia, le saliva subito sulle guance per ascoltarla anche lui. Se poi Linda si intrattene­va con un ragazzo che le era simpatico, voleva guar­darlo anche lui, e le imporporava il viso, facendola sentire ancor più imbarazzata.

- Ti prego, non venire - lo pregava Linda. - Quando mi accorgo di arrossire, mi vergogno e divento ancor più rossa" (203).

La narrazione per rapporto alla storia è ulteriore.

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203) M. Argilli, Fiabe di oggi e di domani, op. cit., p. 22.

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I1 tempo del racconto realizza spesso una certa ugua­glianza con quello della storia, per cui il tipico movimento narrativo di questi racconti è quello della scena: "Era l'interprete più famoso della città [...] conosceva infatti [...] lingua delle formiche [...]. Ricco e stimato, rimase però un uomo misterioso [... ] Per un caso fortunato, soltanto io conosco il suo mi­stero: il caso fortunato è un foro scoperto nel muro della sua casa, dal quale si può spiare il suo inter­no.

Ecco che il famoso interprete rientra. Chiude bene bene la porta, serra le imposte, accende la luce, e:

- Ciao Agata - dice sottovoce.

“Ma chi saluta? In casa non si vede nessuno" (204).

Talvolta però il racconto si fa sommario:

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204) M. Argilli, Cento storie fantastiche, op. cit., pp. 37-38.

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"Chissà come faceva, eppure ci riusciva. A 4 anni,[.. . ] riuscì a saltare due anni e a iscriversi alla pri­ma elementare.

- Quanto ci mette il tempo a passare! Ancora un mese per il mio compleanno [...] - E saltava il mese per a­ver prima i regali [...] Cresceva a vista d'occhio. A 14 anni, per poter vedere i film vietati ai minorenni, saltò a 18" (205).

In queste storie l'Autore svolge il ruolo di nar­ratore di contenuti fantastici; persone, cose ed ani­mali danno vita ad avvenimenti prodigiosi riconducibili al mondo della irrealtà. L'elemento prodigioso non è tuttavia avulso dalla realtà, esso anzi a volte serve per far riflettere il lettore su qualche aspetto o problema della realtà contemporanea. All'interno di questo mondo fantastico il narratore è fedele ad un

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205) Idem, p. 20.

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mondo di bellezza, governato da un impulso estetico, oppure prevale la fedeltà ad un mondo di bontà, go­vernato da un impulso etico? In ambedue queste ope­re prevale l'elemento fiabesco rispetto a quello didascalico.

Gli avvenimenti prodigiosi sono molteplici:

"C'è chi si stanca persino di avere la stessa faccia, figuriamoci i cartelli della segnaletica stradale, sempre uguali, a indicare giorno e notte le stesse cose.

Il primo a stancarsi fu il segnale di 'Senso obbligatorio' (quello azzurro, con una freccia bianca che indica a destra o a sinistra). Girò la freccia in senso verticale, indicando così il cielo" (206). Oltre l'elemento magico non mancano situazioni esage­rate e comiche: "I1 paese attraversava un periodo di

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206) Idem, p.138.

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crisi, tutto rincarava […]. Per calmare il malcon­tento, il governo decise allora di provvedere .... Fu organizzata una televilleggiatura di massa. Per la intera estate la televisione offrì villeggiature per tutti i gusti […] . Come purtroppo accade [...] si verificavano degli incidenti [...].

I1 caso più grave fu quello del signor Mario Rossi

[....]. Appassionato di mare, dopo ore che ammirava le limpide acque di Capri […]gli venne una tale voglia di fare il bagno che si infilò il costume e si tuffò a capofitto nel video. All'ospedale gli dovet­tero mettere undici punti in fronte" (207).

I personaggi, pur così diversi, sono tutti inse­riti in un contesto ambientale contemporaneo rispetto al lettore. Ed è mediante questa operazione di attua­lizzazione che Argilli produce un tipo di fiaba che

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207) Idem, pp. 131-132.

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offre anche contenuti o messaggi didascalici.

L'elemento didascalico nasce dalla attualizzazione della fiaba, il teatro di queste fiabe è l'ambien­te quotidiano del lettore, con le persone e le cose della società odierna, una società inserita nell'era post-industriale. Abbiamo quindi delle fiabe 'dei giorni nostri'. In questo contesto, l'Autore ridico­lizza le manie e i conformismi dell'uomo d'oggi, oppure affronta dei problemi come quello ecologico: l'in­quinamento urbano, provocato dai gas e dai rumori, questo tema è svolto, ad esempio, nella fiaba "L'auto musicale".

L'elemento umoristico, ottenuto, spesso, median­te la descrizione di situazioni esagerate sino all'iperbole è finalizzato a far divertire il lettore, ma anche a farlo riflettere sui problemi del nostro tem­po. L'abilità di Argilli di proporsi come narratore­-inventore fantastico sta proprio nel modo in cui E-

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gli delinea gli aspetti della vita quotidiana dell'uo­mo e del bambino, ironizzando in chiave umoristica i condizionamenti del 'tempo', dei 'soldi', della 'TV' a cui essi si assoggettano.

I1 divertimento e la meraviglia, provocati dalla paradossalità delle situazioni, non sono fine a se stessi; attraverso la fiaba l'Autore offre delle indicazioni per decifrare il mondo contemporaneo, ed in questo senso la fiaba argilliana si discosta da quella tradizionale. Come sono gli insegnamenti? Essi sono sempre inerenti la dimensione etico-politica dell'uomo, ma sono meno caratterizzati ideologicamente rispetto al passato. Gli agenti miglioratori e peggioratori non sono tali perché appartenenti ad una determinata clas­se sociale o in quanto alleati di essa, ma il loro ruolo, positivo o negativo, scaturisce dal fatto che com­piono delle scelte pro o contro l'uomo. In molte fiabe è scomparsa ogni forma di antagonismo, esse hanno sem-

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plicemente degli agenti che deviano dalla norma dando vita a situazioni inattese e bizzarre. In altre fiabe il messaggio non è presente, all'Autore sembra suffi­ciente "creare" un mondo fantastico; degli esempi in tal senso possono essere: "I1 macchinista del trenino storto", "I1 collezionista", "L'intervallo del respi­ro". In altri racconti il messaggio appare più sottin-teso che dichiarato, e ciò permette una fruizione del testo più libera, una lettura più approfondita e per­ciò più impegnativa. Un esempio è costituito dalla fiaba "L'auto musicale" (208), che è veicolo prodigioso, infatti invece di "scoppi e fumo puzzolente, man­dava [...] con un fresco odor di menta, motivetti musi

cali". Il messaggio non è espresso, ma può essere ri­cavato per via indiziaria: il mondo fantastico dell’auto 'musicale' ci informa sui limiti ed i difetti del

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208) Idem, p. 137.

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nostro mondo reale, quello degli scoppi e del fumo puzzolente. La fiaba può avere un messagio in quanto of­fre degli indizi sul reale 'comportamento' delle auto. L'intento pratico, o didascalico, si fa meno chiaro, ma non per questo meno interessante e meno 'impegnati­vo'; anzi il lettore è chiamato, in questo caso, ad una lettura più matura e critica, se non vuole limitarsi a gustare le divertenti imprese dell'auto 'musica­le'.

In altre fiabe il messaggio è chiaro, come ad e­sempio in quelle che mettono in evidenza la azione mistificatrice derivante dall'uso smodato ed a critico della televisione o dell'azione repressiva di una scuola autoritaria.

Sintetizzando possiamo dire che Argilli ha prodotto un modulo narrativo fantastico non ispirato alla favolistica classica, ma rivisitato e adattato ad un lettore giovanile in età pre-adolescienziale (9-11 anni)

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calato nella realtà d'oggi. Egli ha progressivamente sostituito il piacere dell'inventare, anche per divertire, alle motivazioni extra-letterarie, ossia ideologiche.

A1 recupero dell'elemento estetico rispetto a quello ideologico è corrisposto pure un'offerta di chiavi di lettura più "aperte" favorendo così nel lettore la problematizzazione della realtà e, quindi;. un suo ap­profondimento conoscitivo.

Grazie allo sforzo costante dell'Autore di rendere più comunicativa la sua scrittura si riscontra anche un progressivo recupero del valore estetico-letterario del suo discorso: il suo linguaggio si fa più incisivo ed essenziale.

L'uomo Argilli si fa sempre più da par­te per lasciare più spazio ad un Argilli inventore­-scrittore.

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I.11. Breve sintesi critica degli aspetti caratteriz­-



zanti i moduli narrativi della struttura narra­-

tiva fantastica argilliana

Partendo dall'analisi da noi svolta sulla narra­tiva fantastica di Argilli, è possibile trarre alcune conclusioni generali.

Innanzi tutto possiamo dire che Argilli produce negli anni Cinquanta e Sessanta (1967), un tipo di narrativa 'fiabesca' che si intreccia con il 'didasca­lico'. La 'fiaba' è condizionata dall'intento di ammaestrare.

I1 messaggio, non è aperto, ma 'concluso', in quanto ideologicamente ben determinato, e tende a presentare al lettore una interpretazione preordinata della realtà ed in sintonia con il credo politico del­l'Autore. I ruoli dei personaggi, ad esempio, mostrano un certo antagonismo di classe che rispecchia l'ideolo-

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gia dell'Autore.

Lo Scrittore si presenta al lettore come 'maestro' di una particolare ideologia; ciò avviene nel periodo in cui lo scrittore è impegnato direttamente nell'API. Ai ragazzi di questa associazione Argilli si rivolge come vicedirettore del Pioniere e come direttore del Pioniere dell'Unità; essi costituivano un pubblico culturalmente abbastanza omogeneo e ben conosciuto dall'Autore.

A partire dal '68 e con la pubblicazione di Fia­be dei nostri tempi, l'Autore si evolve verso forme di'fiabesco' più genuine, meno limitate da interessi di­dascalici particolari. Nell'economia generale dell'opera l'elemento fiabesco acquista via via più rilievo,il messaggio si fa più aperto, sia perché più ambiguo

sia perché tende ad investire temi più generali, i conformismi, le 'paure' infantili, l'imprevidenza gio­vanile, .., e più in sintonia con la 'poetica' neoavan-


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guardista. Vediamo un po’ più estesamente in che cosa consiste questo processo di apertura dell'opera che Argilli ha avviato a partire dagli anni Settanta. A partire da questo periodo le fiabe argilliane rivela no maggior interesse per la trama fiabesca, per l'invenzinne di mondi fantastici belli e divertenti e per uno stile più agile ed incisivo. L'elemento didascalico tende via via ad abbandonare le interpreta­zioni precostituite della realtà. La critica argillia­na tende ad investire problemi di carattere più gene­rale: la pace, la libertà, l'inquinamento, il tempo libero, la massificazione e la spersonalizzazione, le manie ed i conformismi, la scuola e l'arte. In questo senso l'opera di Argilli è più aperta e più disponibi­le al confronto con i propri lettori che non in passa­to. Altro elemento che evidenzia questa evoluzione è connesso con il modo dell'offerta dei contenuti: l'Au­tore infatti a partire dagli anni Settanta, tende sem-

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pre più a proporre il suo messaggio; più che dichia­rarlo, lo lascia sottinteso ed è desumibile, median­te una lettura approfondita, dagli indizi del mondo fantastico, capaci di informare il lettore sui limi­ti di quello reale. Non va inoltre dimenticato che questa apertura dell'opera coincide con il cambiamen­to del suo pubblico: a partire dal '68 Argilli non si rivolge al pubblico dei ragazzi dell'API, ma ad un pubblico giovanile più vasto e culturalmente più eterogeneo, come appunto può essere quello costitui­to da lettori-ragazzi di un paese libero e democrati­co qual è il nostro.



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II - Argilli narratore 'testimone'

Nella ricca produzione letteraria di Argilli è possibile individuare due diversi modi di porre il lettore giovanile in rapporto con i problemi, le tematiche, gli aspetti positivi o negativi del nostro tempo.

I1 primo è quello appena analizzato, in cui lo Autore cerca di accostare i bambini alla realtà d'oggi attraverso il filtro della fantasia rendendo emergente ora il suo ruolo di scrittore 'impegnato' in una "missione" di educazione etico-politica, ora quella di brillante scrittore-inventore di trame belle, esteticamente connotate.

I1 secondo è un altro tipo di schema narrativo caratterizzato dal bisogno dell'Autore di trasformar si in vero e proprio narratore-testimone di quella realtà socio-culturale, politica, umana, in cui il

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giovane d'oggi è immerso, costretto spesso a subirla e poco preparato ad affrontarla ed a combatterla. Come Argilli si fa autore-testimone? In quali opere? Quali sono gli elementi strutturali che ci permettono di giustificare questo diverso filone narrativo in cui si realizza l'arte letteraria di Argilli? C'è una evoluzione tematica e stilistica per quanto concerne questo tipo di narrativa? Cercheremo ora di analizzare singolarmente e seguendo un crite­rio d'ordine cronologico quelle opere che, da un preliminare esame, ci sembrano collocabili in questo tipo di narrativa.

II.1. I pionieri di Vallescura

Questo libro è stato scritto "fra l'estate del 1952 e l'inizio del 1953" (209). Venne pubblicato

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209) M. Argilli, I pionieri di Vallescura, Verona,

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qualche anno dopo in diversi paesi dell'Est, mentre rimase inedito in Italia per circa un quarto di se­colo.


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