Uno scrittore contemporaneo per ragazzi marcello argilli



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Argomento


Vi si narrano le vicende di personaggi tratti dalla commedia dell'arte. Giochi di parole, frasi equivoche, scherzi mordaci si accompagnano a salutari ammaestramenti. Arlecchino è il personaggio prin­cipale che ricorre in tutte 1e nove farse. Egli sco­prirà che una risposta ai suoi mali l'avrà solo dai poveri come lui; altre volte apparirà come l'uomo ' più sfortunato che ci sia al mondo, costretto a di­giunare anche quando la sua vera malattia è la fame, sonoramente bastonato non appena cerca di essere one­sto, oppure legato con delle salsicce quando è perse­guitato dalla fame. Arlecchino tuttavia non pensa so­lo a se stesso, così scopriamo che il nostro birichino è un pacifista e un antimilitarista, e che sa essere un cavaliere coraggioso che sa difendere la nobile Rosaura dalle intemperanze dei tre Capitani.

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I personaggi

Sono ben distinti in ricchi e poveri; i primi svolgono un ruolo che fondamentalmente è quello di pazienti vittime, mentre i secondi quello di agenti peggioratori (110). I Poveri (Arlecchino, Pulcinel­-

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110) Per capire i personaggi e i loro ruoli, all'interno di un testo narrativo, riteniamo utile accettare, sulla scia della narratologia fran­cese, come funzione fondamentale per lo svolgi- mento dell'intreccio, la modificazione della situazione che si specifica in miglioramento eventuale o in peggioramento possibile. i pro­cessi di modificazione, di influenza, di con­servazione vengono iniziati dai soggetti, gli agenti, miglioratori, conservatori o peggiora­tori; quelli invece che subiscono questi pro-


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la, Colombina, Corallina. Stenterello. Rugantino) so-

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cessi sono i pazienti. I ruoli si evidenziano a seconda della relazione esistente tra il perso­naggio soggetto e il processo predicato. Appro­fondire i ruoli dei personaggi, all'interno del la struttura narrativa in cui essi sono calati dall'autore, è importante in quanto questa analisi ci permette di capire la logica profonda che sottende il testo, ossia l'ideologia.

Cfr. per ulteriori approfondimenti: AA.VV. „ L'a­nalisi del racconto, op. cit., pp. 99-122; ed inoltre AA.VV., Descrizione ed interpretazione del testo narrativo, op. cit., pp. 20-24;

C. Bremond, Logica del racconto, Milano, Bompia­ni, 1977; U, Eco, Lector in fabula, Milano, Bom­piani, 1979; A. Marchese, L'officina del raccon­to, Milano, A. Mondadori, 1983.

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sono sempre perseguitati dalla scalogna e dalla pre­potenza dei ricchi (Pantalone, i Capitani, Florindo, Balanzone); a loro non resta che difendersi come possono o giocando d'astuzia, e in questo campo sono e­semplari Arlecchino e Pulcinella, o solidarizzando tra loro.

I ricchi sono presentati come avidi e avari (Pantalone), guerrafondai incalliti (i Capitani) o più semplicemente come degli aristocratici un po’ snob (Baldanzone, Rosaura e Florindo). Essi sono i respon­sabili delle disavventure dei plebei, o perché ne so­no la causa diretta, o perché si mostrano insensibili di fronte alle loro miserie. Ecco come si comportano i ricchi rispetto ai poveri:

ARLECCHINO "Buoni amici ho io dovunque

che piacer fanno a chiunque.

E così per un aiuto

son da voi oggi venuto.


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CORO DEI RICCHI Un aiuto egli ha detto?

. oh, vaneggia il poveretto!

Ha un contegno molto strano:

credo proprio parli invano.

CORO DEI POVERI Arlecchino non temere

l' amicizie più sincere

son dei poveri, e nei guai

un aiuto sempre avrai". (111)



Il rapporto autore-opera-lettore

L'autore-narratore utilizza il linguaggio sceni­co, nel quale si realizza una certa uguaglianza tra il tempo del racconto e quello della cosa raccontata

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111) M. Argilli, I1 teatro delle maschere, op. cit., p. 14.

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(storia). La narrazione è dialogata; il narratore ce­de la parola ai personaggi. I1 punto di vista del narratore è spesso all'interno del racconto, in tal modo l' autore-narratore può comporre tutte le parti della scena, (112), a volte è momentaneamente coincidente con quello di un personaggio che introduce la scena:



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112) I1 punto di vista del narratore, o prospettiva narrativa, regola la visione degli avvenimenti riferiti. La narrazione può essere affidata a un personaggio-narratore onnisciente, si parla allora di racconto non focalizzato. Oppure la narra­zione può essere affidata a un personaggio, allora abbiamo la focalizzazione interna fissa. Se invece il racconto usa alternativamente il punto di vista dei vari personaggi, si parla di focalizzazione interna variabile.

Qualora il narratore ne sappia di meno dei suoi

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COLOMBINA "Cari amici, quella che vedrete oggi

è la storia di una maschera che tutti

ben conoscete: la storia d'Arlec­-

chino. Chi non conosce infatti

il suo vestito a toppe di tutti

i colori? Ma dite ora la verità:

quanti di voi sanno come è nato

quello strano vestito? Nessuno, vero?

E allora state attenti.....". (113)

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personaggi, si ha la visione dall'esterno ossia focalizzazione esterna. Cfr., per ulteriori ap­profondimenti, AA.VV „ L'analisi del racconto, op. cit.; A, M. Bernardinis, Itinerari, op. cit.; AA.VV., Descrizione ed interpretazione del testo narrativo, op. cit..

113) M. Argilli, I1 teatro delle maschere, op. cit., p. 29.

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Tra autore-narratore e personaggi si instaura un rapporto di imitazione, che fa avvicinare molto que­sto racconto alla narrativa mimetica: tuttavia ci sembra che siano il comico fantastico e l'invenzione di­dascalica gli elementi portanti di questo testo tea­trale. I personaggi sono dei tipi fissi che restano fedeli alle loro caratteristiche: ad esempio Arlecchino sarà il plebeo astuto, i Capitani, Rodomonte, Bom­bardone e Fracassa espleteranno il loro ruolo di guer­rafondai o di braccio armato dei ricchi.



I1 lettore a cui Argilli si rivolge chi è? I1 pubblico a cui l'opera è diretta è in origine costi­tuito dai lettori del Pioniere e dagli associati del l'Api. Un pubblico 'omogeneo' da un punto di vista culturale, disponibile ad accogliere l'opera come occasione di divertimento e di insegnamento. Emblematica in tal senso è la farsa "I1 vestito d'Arlecchino", in es­sa gli elementi burleschi, a volte grotteschi, si com-

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binano con il tema della solidarietà e con la giusta punizione dei 'cattivi'; la storia finisce con Panta­lone che è rinchiuso in prigione; mentre Arlecchino può cantare allegramente: "Quant'è bello il mio vestito

che da sol mi son cucito:

d'ogni amico c'è un ricordo

e l'aiuto mai mi scordo". (114)

A volte la morale è espressa esplicitamente come in "Arlecchino e Pulcinella soldati contro voglia", infatti si dice che la guerra "tocca scontarla" sempre ai poveracci; i signori "vogliono fare la guerra e noi ci andiamo di mezzo:". Ma è una morale che il bambino lettore può assolutizzare sul piano etico oppure al suo interno traspaiono alcune connotazioni ideologiche

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114) M. Argilli, I1 teatro delle maschere, op. cit., p. 38.

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precostituite? Questo nostro interrogativo è motiva­to dalla presenza di contrapposizioni di termini quali "poveri" e "ricchi" che denotano chiaramente una personale concezione della società.

In sintesi ci sembra quindi che Argilli recupe­ri il teatro popolare, rispondendo se vogliamo a quel­le esigenze di produrre cultura popolare, espresse da Gramsci (115), ma che slitti a volte dal comico al di­dascalico, spostando lo scopo della commedia, che era il divertimento, l'offerta di motti giocosi e buffone­schi e di azioni birichine in una occasione di ammae­stramento più ideologico che etico. Lo sforzo dello Autore di offrire questo tipo di "messaggio", ci sem­-

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115) A. Gramsci, Letteratura e vita nazionale, op. cit., in quest'opera l'autore denunciava la man­canza di una letteratura che rispecchiasse i sentimenti popolari.


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bra che renda il racconto più pesante e meno genuino, in quanto utilizza un tipo di teatro, per degli scopi che non appartenevano a questo genere di commedia'. Quando invece Egli cerca di rispettare le finalità della commedia dell'arte, la farsa si fa avvincente e non sembra soffrire l'usura del tempo, un esempio può essere "Arlecchino e Pulcinella al gran ricevimento".
I.2. Le avventure di Chiodino (116)
Questa opera è il frutto di un lavoro di colla­borazione con Gabriella Parca. L'opera è prima uscita a puntate e a fumetti sulle pagine del Pioniere (l17).

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116) Gabriella Parca e Marcello Argilli, Le avventure di Chiodino, Milano, Mondadori, 1975.

117) La prima puntata, uscita il 21 dicembre 1952, è illustrata da V. Berti con cinque disegni a colo-

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Argomento
Chiodino è un fantoccio meccanico costruito dal professor Pilucca. Appena in grado di muoversi, com­bina molti guai: beve olio per auto, ruba il 'Brilla tutto' dai Grandi Magazzini del commendator Ciccetti, quest'ultimo tenta invano di sfruttare Chiodino per fini pubblicitari; così il bimbo metallico abbandona la città ed incontra Perlina, una bambina in carne e ossa, i due diventano amici e protagonisti di molte avventure. Scoprono un magazzino di viveri e di ciò ne approfittano gli accattoni della città. Chiodino s'ammala e rischia di essere fuso, ma viene salvato da Perlina e dai suoi amici. i due amici dopo aver

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ri che evidenziano: la costruzione del 'ragazzo', il fantoccio che si muove, che va in città, che beve l'olio per auto, che è riportato a casa.

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liberato il professor Pilucca imprigionato per i de­biti contratti con il commendatore Ciccetti, litiga­no; infatti Chiodino, avendo incorporato troppa elettricità, diventa capriccioso e scaccia di casa Perlina. I1 padre però lo guarisce mettendogli un cuore nuovo, un vecchio orologio d'oro. I1 bambino metallico si mette allora alla ricerca di Perlina. Entra in un circo e vive numerose avventure; qui infatti tro­va lavoro e, dopo alterne vicende, diventa famoso.

I1 domatore di ferro nonostante il successo non sa darsi pace a causa dell'introvabile Perlina; lancia un appello via radio, e, questa volta, con esito fa­vorevole. Ma la gioia dei due 'ragazzi' è destinata a durare ben poco, infatti alcuni artisti del circo, accecati dall'invidia, e perciò nemici del ragazzo di ferro, riescono a far sì che il perfido dottor Kappa trasformi Chiodino in un robot obbediente al­la sua malvagia volontà. Ed è ancora il padre, e


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scienziato buono, a far uscire il figlio da questa tragica condizione. I1 ragazzo di ferro può così ritornare a lavorare nel circo tra gli applausi del pubblico e dei suoi cari, non senza però aver prima superato altri contrasti e nuove prove provocati da Mustacchio, invidioso domatore di leoni.



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